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2019-10-10
Soldi post sisma: l’80% al candidato Pd-M5s
Ansa
Vincenzo Bianconi ai concorrenti lascia solo le briciole. Non stiamo parlando delle elezioni regionali dell'Umbria che si tengono il 27 ottobre a cui il magnate degli alberghi è candidato presidente alla testa dell'accrocchio Pd-stellato. No, quelle anzi rischia di straperderle nonostante giri un sondaggio che lo dà in vantaggio. In realtà il Centrodestra è avanti di 16 punti. Per saperlo basta fare i conti: il Pd a Perugia non è andato oltre il 18%, i 5 stelle hanno il 6. Perugia vale un quarto dell'elettorato regionale.
Stiamo invece parlando di quattrini: i fondi per la ricostruzione del terremoto di Norcia. Malcontati sono circa 6 milioni di euro per rimettere in piedi gli alberghi di famiglia, circa l'80% dei fondi erogati a Norcia per la ricostruzione delle strutture ricettive, e altri due milioni e mezzo incassati dal trust Bianconi per servizi di mensa ai terremotati, di trasporto e scuolabus. Lo ha reso noto il sindaco della città di San Benedetto fortemente danneggiata dal sisma dell'ottobre 2016 in risposta udite udite a una interpellanza presentata dal Pd. Che in Umbria pare in preda alla sindrome di Tafazzi.
A raccontarlo è stato per primo il Corriere dell'Umbria che ha solo pubblicato la risposta scritta che Nicola Alemanno, primo cittadino di Norcia eletto qualche mese fa nelle liste di Forza Italia anche con il sostegno di Bianconi, ha dato ai consiglieri di minoranza della lista civica Noi per Norcia ispirata dal Pd che il 19 agosto lo avevano incalzato su «dove sono finiti i soldi per la ricostruzione degli alberghi».
I rigorosi consiglieri del Pd di Norcia l'avevano presentata dopo che Vincenzo Bianconi, in qualità di presidente di Federalberghi Umbria, in un'intervista aveva minacciato di chiudere le sue attività e di trasferirle se non arrivano i soldi del terremoto. Ai piddini di Norcia, cambiato il governo, non pareva vero di suonare la grancassa dei terremotati abbandonati. E anche sollevare qualche dubbio su quella famiglia di destra - perché così sono noti a Norcia i Bianconi - alleata del sindaco poteva far comodo. Solo che poi le cose sono andate come sono andate e il Pd si è dimenticato di ritirare l'interrogazione.
Due giorni fa è arrivata la risposta di Alemanno: «Su 27 attività ricettive rimaste in piedi a Norcia dopo il sisma del 2016 (prima erano 69), solo tre hotel hanno chiesto e ottenuto i permessi. Di questi gli unici due che al 30 settembre hanno in tasca pure i decreti dell'ufficio speciale, con i fondi in denaro definiti, sono dei Bianconi: il Grotta azzurra, per 5,5 milioni, e Les dependances, per 340.000 euro e rotti. Il terzo albergo richiedente, della famiglia Filippi, non ha ancora i fondi assegnati». Le pratiche per la ricostruzione bloccate sono migliaia, i soldi arrivano con il contagocce e solo il 5% è stato validato e finanziato.
Ma la fortuna aiuta gli audaci e la famiglia Bianconi è molto audace così sono i primi estratti alla lotteria della ricostruzione. Ai Bianconi sono andati altri fondi. Le aziende della famiglia sono tante: hanno cinque strutture ricettive, un'impresa di trasporti, una catena di alimentari dove vendono pecorino, prosciutto e anche i testicoli di mulo. Forti di questa ramificazione hanno incassato - dice sempre Alemanno e riporta il Corriere dell'Umbria - circa 2,4 milioni di euro in diverse tranche per fornire i pasti ai terremotati nel 2017 e nel 2018. Appalti aggiudicati con procedura negoziata di somma urgenza alla società Sporting hotel Salicone che ha anche l'incarico di scuolabus in associazione d'impresa con Umbria autoservice per oltre 200.000 euro.
Il direttore del Corriere dell'Umbria, Davide Vecchi, ha ricordato: «Vincenzo Bianconi proprio a noi ha detto che qualora fosse emerso un suo possibile conflitto d'interessi avrebbe fatto un passo indietro o avrebbe ripensato alla sua candidatura». Ma le cose non andranno così. Perché il candidato oste si è messo a strillare che contro di lui c'è solo fango. «È vergognoso», ha dichiarato, «usare il dramma del terremoto per fare campagna elettorale. Evidentemente la mia candidatura deve proprio terrorizzare qualcuno, visto il fango e le calunnie che mi arrivano addosso. Tra l'altro oggi mi si accusa di un “crimine" terribile: aver cercato di non mettere in mezzo alla strada oltre 90 famiglie di lavoratori collegati alla nostra azienda da sempre una delle colonne dell'economia della Valnerina».
Per la verità il primo a farsi campagna elettorale dopo il sisma è stato proprio Bianconi. Presentando la sua lista aveva detto: «Vengo da Norcia, dopo il terremoto ho parlato con tutti, anche con il Papa e conosco la differenza tra il fare e la passerella». Se Bianconi l'ha presa male, malissimo l'ha presa l'onorevole Walter Verini commissario straordinario del Pd umbro dopo che l'ex segretario Gianpiero Bocci è finito agli arresti nello scandalo sanitopoli denunciato dagli alleati 5 stelle. Per Verini: «Gli avversari usano strumentalmente il terremoto per fatti che sono assolutamente leciti». In verità Donatela Tesei - candidata del centrodestra unito - con l'eleganza che le è propria e intelligenza politica non ha detto una parola. Verini è probabilmente molto preoccupato perché l'affare Bianconi rischia di terremotare ancora di più il partito. Ieri l'ex segretario provinciale del Pd di Terni Paolo Silveri è stato esplicito: «Bianconi ha due strade o si dimette o rinuncia ai fondi» e nelle stesse ore il segretario del Pd di Corciano - è il Comune cuore economico dell'Umbria a due passi da Perugia - Franco Baldelli, che è anche presidente di Federfarma, cioè di tutte le farmacie comunali della Regione, si è dimesso dal partito denunciando l'accordo con i 5 stelle. Insomma un terremoto.
Dem e grillini spiazzati, iniziano le rese dei conti
La notizia dei fondi pubblici ricevuti dal gruppo imprenditoriale del candidato di Pd e M5s, alla presidenza dell'Umbria, Vincenzo Bianconi, scatena gli attacchi del centrodestra ma acuisce anche i malumori di dem e grillini. «Più di 8 milioni di fondi pubblici», sottolinea il leader della Lega, Matteo Salvini, «per ristrutturare hotel e rifornire le mense dei moduli abitativi. È quanto incassato dal gruppo alberghiero della famiglia Bianconi, il candidato di Pd e M5s per la Regione Umbria, per la ricostruzione di Norcia. Per molto meno, in passato la sinistra e i grillini avrebbero gridato al conflitto di interessi e all'evidente problema di opportunità. Approfondiremo! L'Umbria», argomenta Salvini, «dopo gli arresti che hanno fatto cadere la giunta del Pd, merita trasparenza assoluta. Il 27 ottobre i cittadini potranno finalmente voltare pagina».
Non solo dalla coalizione avversaria di Bianconi arrivano perplessità: ieri sul candidato a presidente è piovuta la scomunica di Davide Barillari, consigliere regionale del Lazio del M5s e esponente dei dissidenti grillini: «Vorrei sapere», ha detto Barillari, «con quali criteri è stata scelta questa persona».
Sempre dal M5s, nei giorni scorsi la deputata umbra Tiziana Ciprini aveva manifestato molti dubbi e perplessità sul modo in cui era stata gestita la formazione del «patto civico» con il Pd. «Su Rousseau ho votato contro», aveva detto la Ciprini, «la trattativa è stata gestita troppo centralmente, lasciando pochissimo spazio al territorio. La maggioranza in rete si è espressa a favore, ma il voto è stato nazionale: vorrei sapere cosa ne pensano gli umbri e al riguardo ho pochissimi dubbi. Ricordo che il Pd, in Umbria, lo abbiamo buttato giù noi». Interpellata dalla Verità, la Ciprini commenta gli ultimi risvolti: «Su Bianconi niente da dire», dice la deputata del M5s, «lui ha avuto modo di chiarire la questione che lo riguarda. La perplessità sul metodo che abbiamo utilizzato per stringere questo patto col Pd invece resta, ma ormai dobbiamo solo aspettare le elezioni».
Nei giorni scorsi, anche il Pd umbro ha fatto registrare forti malumori per l'alleanza con il M5s. Il segretario provinciale di Terni, Paolo Silveri, si è dimesso «per il totale disaccordo con le scelte compiute dal commissario Walter Verini riguardanti le elezioni regionali del 27 ottobre». Dunque, a poco più di due settimane dal voto, l'Umbria sembra sempre più una trappola sul cammino dell'alleanza giallorossa.
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Guai per l'aspirante governatore Vincenzo Bianconi. L'imprenditore di Norcia, colpita dal terremoto 2016, ha ricevuto circa 6 milioni di euro per rimettere in piedi gli hotel di famiglia e poi 2,5 per i servizi di mensa ai terremotati, di trasporto e scuolabus. Agli altri, le briciole. Dem e grillini spiazzati, iniziano le rese dei conti. Dubbi su alleati e scelta del candidato presidente. Matteo Salvini: «Il 27 si può voltare pagina». Lo speciale contiene due articoli. Vincenzo Bianconi ai concorrenti lascia solo le briciole. Non stiamo parlando delle elezioni regionali dell'Umbria che si tengono il 27 ottobre a cui il magnate degli alberghi è candidato presidente alla testa dell'accrocchio Pd-stellato. No, quelle anzi rischia di straperderle nonostante giri un sondaggio che lo dà in vantaggio. In realtà il Centrodestra è avanti di 16 punti. Per saperlo basta fare i conti: il Pd a Perugia non è andato oltre il 18%, i 5 stelle hanno il 6. Perugia vale un quarto dell'elettorato regionale. Stiamo invece parlando di quattrini: i fondi per la ricostruzione del terremoto di Norcia. Malcontati sono circa 6 milioni di euro per rimettere in piedi gli alberghi di famiglia, circa l'80% dei fondi erogati a Norcia per la ricostruzione delle strutture ricettive, e altri due milioni e mezzo incassati dal trust Bianconi per servizi di mensa ai terremotati, di trasporto e scuolabus. Lo ha reso noto il sindaco della città di San Benedetto fortemente danneggiata dal sisma dell'ottobre 2016 in risposta udite udite a una interpellanza presentata dal Pd. Che in Umbria pare in preda alla sindrome di Tafazzi. A raccontarlo è stato per primo il Corriere dell'Umbria che ha solo pubblicato la risposta scritta che Nicola Alemanno, primo cittadino di Norcia eletto qualche mese fa nelle liste di Forza Italia anche con il sostegno di Bianconi, ha dato ai consiglieri di minoranza della lista civica Noi per Norcia ispirata dal Pd che il 19 agosto lo avevano incalzato su «dove sono finiti i soldi per la ricostruzione degli alberghi». I rigorosi consiglieri del Pd di Norcia l'avevano presentata dopo che Vincenzo Bianconi, in qualità di presidente di Federalberghi Umbria, in un'intervista aveva minacciato di chiudere le sue attività e di trasferirle se non arrivano i soldi del terremoto. Ai piddini di Norcia, cambiato il governo, non pareva vero di suonare la grancassa dei terremotati abbandonati. E anche sollevare qualche dubbio su quella famiglia di destra - perché così sono noti a Norcia i Bianconi - alleata del sindaco poteva far comodo. Solo che poi le cose sono andate come sono andate e il Pd si è dimenticato di ritirare l'interrogazione. Due giorni fa è arrivata la risposta di Alemanno: «Su 27 attività ricettive rimaste in piedi a Norcia dopo il sisma del 2016 (prima erano 69), solo tre hotel hanno chiesto e ottenuto i permessi. Di questi gli unici due che al 30 settembre hanno in tasca pure i decreti dell'ufficio speciale, con i fondi in denaro definiti, sono dei Bianconi: il Grotta azzurra, per 5,5 milioni, e Les dependances, per 340.000 euro e rotti. Il terzo albergo richiedente, della famiglia Filippi, non ha ancora i fondi assegnati». Le pratiche per la ricostruzione bloccate sono migliaia, i soldi arrivano con il contagocce e solo il 5% è stato validato e finanziato. Ma la fortuna aiuta gli audaci e la famiglia Bianconi è molto audace così sono i primi estratti alla lotteria della ricostruzione. Ai Bianconi sono andati altri fondi. Le aziende della famiglia sono tante: hanno cinque strutture ricettive, un'impresa di trasporti, una catena di alimentari dove vendono pecorino, prosciutto e anche i testicoli di mulo. Forti di questa ramificazione hanno incassato - dice sempre Alemanno e riporta il Corriere dell'Umbria - circa 2,4 milioni di euro in diverse tranche per fornire i pasti ai terremotati nel 2017 e nel 2018. Appalti aggiudicati con procedura negoziata di somma urgenza alla società Sporting hotel Salicone che ha anche l'incarico di scuolabus in associazione d'impresa con Umbria autoservice per oltre 200.000 euro. Il direttore del Corriere dell'Umbria, Davide Vecchi, ha ricordato: «Vincenzo Bianconi proprio a noi ha detto che qualora fosse emerso un suo possibile conflitto d'interessi avrebbe fatto un passo indietro o avrebbe ripensato alla sua candidatura». Ma le cose non andranno così. Perché il candidato oste si è messo a strillare che contro di lui c'è solo fango. «È vergognoso», ha dichiarato, «usare il dramma del terremoto per fare campagna elettorale. Evidentemente la mia candidatura deve proprio terrorizzare qualcuno, visto il fango e le calunnie che mi arrivano addosso. Tra l'altro oggi mi si accusa di un “crimine" terribile: aver cercato di non mettere in mezzo alla strada oltre 90 famiglie di lavoratori collegati alla nostra azienda da sempre una delle colonne dell'economia della Valnerina». Per la verità il primo a farsi campagna elettorale dopo il sisma è stato proprio Bianconi. Presentando la sua lista aveva detto: «Vengo da Norcia, dopo il terremoto ho parlato con tutti, anche con il Papa e conosco la differenza tra il fare e la passerella». Se Bianconi l'ha presa male, malissimo l'ha presa l'onorevole Walter Verini commissario straordinario del Pd umbro dopo che l'ex segretario Gianpiero Bocci è finito agli arresti nello scandalo sanitopoli denunciato dagli alleati 5 stelle. Per Verini: «Gli avversari usano strumentalmente il terremoto per fatti che sono assolutamente leciti». In verità Donatela Tesei - candidata del centrodestra unito - con l'eleganza che le è propria e intelligenza politica non ha detto una parola. Verini è probabilmente molto preoccupato perché l'affare Bianconi rischia di terremotare ancora di più il partito. Ieri l'ex segretario provinciale del Pd di Terni Paolo Silveri è stato esplicito: «Bianconi ha due strade o si dimette o rinuncia ai fondi» e nelle stesse ore il segretario del Pd di Corciano - è il Comune cuore economico dell'Umbria a due passi da Perugia - Franco Baldelli, che è anche presidente di Federfarma, cioè di tutte le farmacie comunali della Regione, si è dimesso dal partito denunciando l'accordo con i 5 stelle. 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Per molto meno, in passato la sinistra e i grillini avrebbero gridato al conflitto di interessi e all'evidente problema di opportunità. Approfondiremo! L'Umbria», argomenta Salvini, «dopo gli arresti che hanno fatto cadere la giunta del Pd, merita trasparenza assoluta. Il 27 ottobre i cittadini potranno finalmente voltare pagina». Non solo dalla coalizione avversaria di Bianconi arrivano perplessità: ieri sul candidato a presidente è piovuta la scomunica di Davide Barillari, consigliere regionale del Lazio del M5s e esponente dei dissidenti grillini: «Vorrei sapere», ha detto Barillari, «con quali criteri è stata scelta questa persona». Sempre dal M5s, nei giorni scorsi la deputata umbra Tiziana Ciprini aveva manifestato molti dubbi e perplessità sul modo in cui era stata gestita la formazione del «patto civico» con il Pd. «Su Rousseau ho votato contro», aveva detto la Ciprini, «la trattativa è stata gestita troppo centralmente, lasciando pochissimo spazio al territorio. La maggioranza in rete si è espressa a favore, ma il voto è stato nazionale: vorrei sapere cosa ne pensano gli umbri e al riguardo ho pochissimi dubbi. Ricordo che il Pd, in Umbria, lo abbiamo buttato giù noi». Interpellata dalla Verità, la Ciprini commenta gli ultimi risvolti: «Su Bianconi niente da dire», dice la deputata del M5s, «lui ha avuto modo di chiarire la questione che lo riguarda. La perplessità sul metodo che abbiamo utilizzato per stringere questo patto col Pd invece resta, ma ormai dobbiamo solo aspettare le elezioni». Nei giorni scorsi, anche il Pd umbro ha fatto registrare forti malumori per l'alleanza con il M5s. Il segretario provinciale di Terni, Paolo Silveri, si è dimesso «per il totale disaccordo con le scelte compiute dal commissario Walter Verini riguardanti le elezioni regionali del 27 ottobre». Dunque, a poco più di due settimane dal voto, l'Umbria sembra sempre più una trappola sul cammino dell'alleanza giallorossa.
Luciano Darderi (Ansa)
Nella giornata del «round of 16» è stato infatti l’azzurro numero 17 Atp a prendersi la scena, superando in rimonta nientemeno che Alexander Zverev, che nella classifica mondiale è dietro soltanto ai due mostri sacri Sinner e Carlos Alcaraz. Sulla terra rossa della Grand Stand Arena Darderi è riuscito nell’impresa di riscrivere una partita che sembrava ormai perduta. Specialmente dopo aver incassato un primo set senza storia, perso 6-1 in appena mezz’ora, dando per lunghi tratti l’impressione di non riuscire a reggere il ritmo imposto dal tedesco. Andamento che si stava confermando anche nel secondo parziale, facendo pensare a chiunque che la sfida fosse ormai indirizzata. A chiunque tranne che al ventiquattrenne italo-argentino, che non ha mai smesso di crederci. Dopo che Zverev è salito fino al 4-2 e ha avuto in mano il controllo dell’incontro, qualcosa è cambiato. Darderi ha iniziato a trovare continuità da fondo campo, sostenuto da un pubblico sempre più coinvolto, mentre dall’altra parte il tedesco ha progressivamente perso lucidità. Il momento decisivo è arrivato nel tie-break del secondo set, un’autentica battaglia nella quale Zverev si è fatto annullare quattro match point. Luciano è rimasto aggrappato alla partita con pazienza e coraggio, fino a chiudere 12-10 grazie anche a un doppio fallo finale del suo avversario. Lì, di fatto, il match è finito. Zverev è uscito mentalmente dalla partita e nel terzo set non ha reagito. Darderi ha cavalcato l’inerzia e l’entusiasmo del Foro Italico, dominando 6-0 il parziale decisivo e conquistando così la prima vittoria in carriera contro un top ten. Una serata che difficilmente dimenticherà e che gli vale anche i primi quarti di finale in un Masters 1000, dove affronterà il baby fenomeno spagnolo Rafael Jódar. «È stata una partita molto dura, non mi sentivo bene nel primo set», ha spiegato a caldo Darderi. «Poi sono riuscito a girarla anche perché Zverev mi ha regalato qualcosa. La gente mi ha aiutato tanto, sono molto felice».
Più lineare, invece, il pomeriggio di Sinner sul centrale. Contro l’altra rivelazione di questa edizione, Andrea Pellegrino, il numero uno del mondo ha controllato il «derby» senza particolari difficoltà, imponendosi (6-2, 6-3) e centrando la qualificazione ai quarti. Per il pugliese resta comunque un torneo oltre ogni aspettativa, mentre Sinner continua a macinare record: con quella contro Pellegrino sono diventate 31 le vittorie consecutive nei Masters 1000, eguagliando un primato che apparteneva a Novak Djokovic. «Il derby qui in Italia è sempre speciale», ha detto Jannik dopo la vittoria. «Sono molto felice per Andrea, ha fatto un torneo straordinario». Poi uno sguardo al prosieguo del torneo, dove se la vedrà con il russo Andrej Rublev: «I quarti sono già un turno importante. Il giorno di riposo mi aiuterà».
L’unica nota stonata della giornata azzurra è arrivata dalla sconfitta di Lorenzo Musetti contro Casper Ruud. Il toscano, già apparso in difficoltà fisica nei giorni scorsi, ha ceduto nettamente (6-3 6-1) in una partita condizionata dai problemi alla coscia sinistra: «Chiedo scusa al pubblico, ma la mia condizione fisica non mi ha permesso di giocare come avrei voluto», ha ammesso il carrarino nel post partita.
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@ManuelRighi
Uno dei modi migliori per entrare in contatto con un territorio è penetrarne la natura. C’è chi lo fa in contemplandola e chi attraversandola attivamente. Il Trentino si presta a tutto, grazie a un ambiente variegato, che alterna montagne, laghi e fiumi.
Gli amanti degli sport acquatici hanno un’ampia gamma di possibilità tra cui scegliere. Il rafting, per esempio, praticando il quale si smuovono adrenalina, spirito di squadra e rapporto con la natura. Non un semplice sport, ma un’esperienza a tutto tondo che consente di percepire contemporaneamente sé stessi, l’altro e il fiume, diventando tutt’uno. Punto di riferimento per questa attività outdoor è la Val di Sole con il suo fiume (il Noce), citato dal National Geographic come uno dei migliori al mondo per le discese fluviali a bordo dei raft, speciali gommoni che le squadre da quattro/sei persone devono portare a destinazione con coraggio e attenzione. Si tratta di una disciplina che non richiede alcuna competenza in particolare, a esclusione del nuoto. È comunque bene esercitarla al seguito di una guida esperta, che prima della partenza spiegherà ai partecipanti cosa fare e non fare durante la traversata. Il fiume Noce dona 28 bellissimi chilometri navigabili, tra rapide e tratti più tranquilli che consentono, nel frattempo, di ammirare boschi e vette, garantendo emozioni autentiche grazie all’alternanza di un’attività ad alto tasso di energia e gioia e quieta bellezza paesaggistica.
Non per niente il rafting viene considerato terapeutico, tanto da essere utilizzato per cementare lo spirito di squadra tra familiari e amici, ma anche tra colleghi, uniti da un obiettivo comune al di fuori dell’ambiente lavorativo e delle classiche dinamiche aziendali. I centri rafting del Trentino mettono a disposizione il necessario equipaggiamento: tute in neoprene, giubbotto salvagente, pagaia e casco protettivo; è altresì necessario che i partecipanti arrivino con un abbigliamento sportivo, costume incluso. Il fiume Noce è percorribile anche in canoa e kayak, ma per avere un contatto ancora più ravvicinato con la forza dell’acqua l’ideale è l’hydrospeed, che prende il nome dal bob fluviale con cui affrontare l’acquatico avversario.
Un altro modo per godersi l’estate trentina è il wakeboard, sport che nasce dalla fusione tra sci acquatico e snowboard. Come il rafting, è uno sport adrenalinico ma fattibile anche per coloro che sono alle prime armi. Nella Regione esistono due impianti, situati tra il lago di Ledro e il lago di Terlago. Qui si viene trainati non dal classico motoscafo, ma da un cable wakeboard, ossia una fune simile a uno skilift. Velocità, equilibrio e leggerezza: il wakeboard permette di divertirsi e volare letteralmente sull’acqua.
Lakeline è il centro di Terlago, che propone un percorso di circa 230 metri dotato di strutture galleggianti per salti ed evoluzioni aeree. Benché si tratti di una disciplina adatta a tutti, il centro mette a disposizione - oltre al noleggio attrezzatura - una scuola wakeboard. Al lago di Ledro, precisamente in località Pur, si trova invece il Be Wake System: qui il wakeboard viene presentato nella sua variante più semplice, adatta anche ai bambini dai 7 anni in su. Un’attività che libera dalle calorie e - soprattutto - dallo stress in eccesso, rafforzando i muscoli e il sistema cardiorespiratorio.
C’è poi il canyoning, che consiste nella discesa a piedi, ma tramite l’ausilio di corde, di gole percorse da piccoli corsi d’acqua. Una sorta di fusione tra alpinismo e sport fluviali, da realizzare in gruppo e al seguito di guide professionali. Ovviamente i livelli di difficoltà differiscono a seconda della propria preparazione.
Lo speleologo francese Alfred Martel viene considerato il precursore del canyoning, grazie alle esplorazioni da lui condotte durante i primi anni del Novecento nelle Gole di Verdon. Dalla scienza allo sport il passo fu relativamente breve: negli anni Ottanta francesi e spagnoli vi si dedicavano assiduamente. Per chi è in cerca di questo genere di dinamismo, il lago di Ledro, il Garda Trentino e l’area di Campiglio Dolomiti - con la Val Brenta, il torrente Palvico e il Rio Roldono - sono i luoghi ideali. Scivoli e piscine naturali producono contesti di straordinaria bellezza, all’interno dei quali muoversi diviene un’esperienza completa per il corpo e per lo spirito.
Il brivido della velocità in montagna è un’altra storia con le downhill bike
Dall’acqua alla terra: lo sport, in Trentino, prevede un contatto dinamico con Madre Natura anche attraverso i cosiddetti bike park, strutture attrezzate per le mountain bike.Non si pensi al classico trekking: per questo tipo di attività occorrono infatti biciclette da downhill, dato che si tratta di percorsi in discesa su terreni ripidi e scoscesi, dove il rischio di cadute è piuttosto alto. I salti, le curve paraboliche e gli ostacoli, ma anche i north shore (strutture in legno da attraversare a tutta velocità) e i rock garden rendono felicissimi i biker più spericolati. I centri del Trentino-Alto Adige offrono sempre impianti di risalita e bike shuttle, furgoni che trasportano le biciclette al punto di partenza.Come per gli sport acquatici, anche in questo caso è necessario utilizzare l’attrezzatura adeguata, composta da protezioni per le ginocchia e i gomiti, caschi integrali, paraschiena e guanti. Questo sport può essere praticato in Val di Sole, dove si trovano cinque trail differenti per difficoltà e tre trail enduro. In località Pellizzano esiste anche un Kids Bike Park, dedicato al divertimento dei bambini.La parte più interessante del Bike Park Val di Sole è sicuramente costituita dal Black Snacke, famoso percorso di Coppa del Mondo. È il tracciato più impegnativo e, per questo, adatto solo a esperti e a spericolati che abbiano voglia di mettersi alla prova su terreni particolarmente scoscesi a partire da quota 1.500 metri. Dalla medesima altitudine si dipanano anche tre trail di recente realizzazione, alcuni in stile flow - dunque senza particolari ostacoli - e altri più naturali.Una telecabina da otto posti consente una semplice risalita a tre rider con le loro biciclette. Nella parte bassa del bike park si trova un’altra attrazione degna di nota: il four cross (4x), una discesa per gare a quattro, utilizzata ogni anno anche per il Campionato del Mondo di 4x.Il Bike Park Val di Sole aprirà la stagione indicativamente tra fine maggio e inizio giugno. Il Paganella Bike Park è un’altra area spettacolare non solo per gli amanti della disciplina, ma anche per l’utilizzo che è stato fatto del territorio. Trattasi di tre bike zone nate nel 2010 dalla trasformazione di vecchi sentieri e mulattiere, divenuti ormai tracciati all’avanguardia dotati di tutto il necessario per i praticanti.Non è un caso che sia stato inserito nel circuito del Gravity Card, che permette ai possessori della tessera di muoversi liberamente tra i ventotto migliori bike park d’Europa. Il Fassa Bike Park è situato nel cuore delle Dolomiti della Val di Fassa, sopra Canazei. Il primo bike park del Nord-Est propone dodici linee per tutti i livelli, pensate sia per i principianti che per gli esperti.Infine la San Martino Bike Arena sorge al cospetto delle Pale di San Martino e offre tre tracciati per un totale di dieci chilometri. Nemmeno qui manca un efficiente impianto di risalita, costituito da una cabinovia ad agganciamento automatico che in soli dodici minuti raggiunge i 2.200 metri di altitudine.Il risultato? Discese emozionanti, garantite anche dai wall ride, megaparaboliche in cui usare la forza centrifuga per percorrerle nella parte più alta senza il rischio di cadere. Anche la San Martino Bike Arena aprirà per il ponte del 2 giugno, ma per le prime due settimane solo per durante i weekend.
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