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Per la sinistra l’urgenza è il nome delle strade

Per la sinistra l’urgenza è il nome delle strade
Concita De Gregorio (Ansa)
Sulle pagine di «Repubblica» rispunta la battaglia progressista sull’intitolazione delle vie delle città italiane alle donne. Con tanto di criteri di selezione, che escludono sante e martiri. Una linea perfetta per scegliere i soggetti su base politica.
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  • Sfruttando le purghe di Erdogan tra magistrati e poliziotti, i delinquenti locali hanno aumentato reclutamenti e giro d’affari. Per poi proiettarsi nel Vecchio continente, dove ormai agiscono con tecniche paramilitari.
  • Le bande non vogliono controllare il territorio ma nascondere uomini e armi. Oltre a fare soldi grazie all’immigrazione illegale.
  • L’esperta Elisa Garfagna: «Si può commissionare di tutto, da un assassinio a un incendio doloso. E si può pagare a rate».

Lo speciale contiene tre articoli.

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«Dobbiamo prepararci alla dissoluzione dell’Unione europea»
L'economista Gabriele Guzzi. Nel riquadro il suo libro «Eurosuicidio»
L’economista Gabriele Guzzi: «Il declino subito dall’Italia dopo Maastricht non ha eguali nella storia. Un suicidio che va ben oltre l’analisi politica».

Economista con uno sguardo filosofico e umanistico (si è dottorato con una tesi sul rapporto tra Heidegger e Marx nella genealogia metafisica della teoria del valore e ha pubblicato una silloge poetica di successo), Gabriele Guzzi è stato anche consulente economico a Palazzo Chigi. Di recente con Fazi ha pubblicato Eurosuicidio. Come l’Unione europea ha soffocato l’Italia e come possiamo salvarci, un libro che documenta e riapre un dibattito serio sulla crisi dell’Ue.

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Dimmi La Verità | Marco Pellegrini: «Il punto su Venezuela, Groenlandia, Cuba e le minacce di Trump»

Ecco #DimmiLaVerità del 5 gennaio 2026. Con il deputato del M5s Marco Pellegrini facciamo il punto su Venezuela, Groenlandia, Cuba e le minacce di Donald Trump.

La tragedia della discoteca di Crans-Montana scuote l’Europa. Roy De Vita riflette su responsabilità, sicurezza e dolore, smontando l’idea della “fatalità” e difendendo i ragazzi: divertirsi non è una colpa, morire per negligenza sì.

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