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Tutti gli amici italiani dell’uomo che finanzia i terroristi di Hamas

Tutti gli amici italiani dell’uomo che finanzia i terroristi di Hamas
Laura Boldrini (Ansa)
Ben 7 milioni di euro raccolti nel nostro Paese e consegnati ai tagliagole a opera dell’architetto coccolato da Laura Boldrini, Nicola Fratoianni, Alessandro Di Battista, Francesca Albanese & C. Che ora tacciono imbarazzati. Ma i segnali erano moltissimi: sono loro che non li hanno voluti vedere.

Chissà che fine hanno fatto gli amici di Mohammad Hannoun, quelli che amavano partecipare alle sue manifestazioni e scattarsi selfie al suo fianco. Ieri, dopo l’arresto del presidente dell’associazione dei palestinesi in Italia, ho trascorso ore passando in rassegna le agenzie di stampa alla ricerca di una dichiarazione in favore di colui che, secondo gli inquirenti, era a capo di un’organizzazione che finanziava i terroristi di Hamas. Con la scusa di raccogliere fondi per la popolazione di Gaza, Hannoun e i suoi complici (in totale a finire in manette sono state nove persone) avrebbero dirottato nelle casse del partito armato più di 7 milioni di euro.

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Autogol degli azzurri: sfottono la Bosnia
Tifosi bosniaci in trasferta a Cardiff. Nel riquadro, l’esultanza degli azzurri al fischio finale di Galles-Bosnia (Ansa)
In rete il video dei nostri che esultano per la qualificazione degli slavi, ritenuti più teneri del Galles. Pessima mossa, a Sarajevo gli animi si scaldano, e c’è anche il processo ai cecchini italiani che pagavano per sparare ai civili durante la guerra: sarà un inferno.

Qualcuno la chiamerebbe hýbris, l’arroganza che acceca e porta a sfidare la realtà fino a pagarne il prezzo. Altri parlerebbero di effetto Dunning-Kruger, la convinzione di essere migliori di quanto si sia davvero. In ogni caso, l’Italia si avvicina allo spareggio da dentro o fuori per i Mondiali contro la Bosnia nel modo peggiore possibile.

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Quel legame con gli Usa non tornerà
Ursula von der Leyen con Donald Trump (Getty Images)
Secondo l'esperto di intelligence Mark William Lowe, Donald Trump o no, Washington non considera più le alleanze come immutabili, nemmeno quella con il Vecchio continente. Il futuro è incerto, e sarà così anche con governi dem.

La minaccia più seria per l’Europa oggi non è esterna, né proviene dai suoi confini o da teatri di instabilità lontani. Risiede piuttosto in una crescente incertezza a Washington, un’incertezza che ha iniziato a erodere le fondamenta della relazione transatlantica in modo progressivo ma ormai evidente.

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La Cina ferma le esportazioni di carburante e fertilizzanti. Un’altra legnata per l’Europa
Petroliera cinese (Getty Images)
Xi Jinping ordina ai produttori di soddisfare il mercato interno, con pesanti effetti su Australia e Vietnam. Il Dragone è il secondo fornitore di concimi dopo Mosca: per noi sono guai.

La crisi nel Golfo Persico ha aperto un secondo fronte che riguarda direttamente le forniture globali di materie prime e prodotti agricoli. Mentre lo Stretto di Hormuz resta bloccato, la Cina ha avviato restrizioni alle esportazioni di prodotti raffinati e fertilizzanti, privilegiando il mercato interno. Le conseguenze dei blocchi dell’export cinese si stanno già facendo sentire in Asia e in Australia, e potrebbero presto toccare anche l’Europa.

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Manifattura, crescono le aziende che trainano il settore
iStock
Sono il 7,4% delle imprese ma generano oltre 102 miliardi di ricavi e quasi un quarto dell’Ebitda. L’Osservatorio Nomisma evidenzia il divario crescente tra aziende capaci di creare valore e un sistema che fatica a trasformare la crescita in marginalità.
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