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Basta col Conte che si crede re

Basta col Conte che si crede re
Giuseppe Conte (Ansa)
D'accordo, bisognava fermare Matteo Salvini. Perché il capo della Lega non piaceva all'Europa, ai poteri forti e alla compagnia di giro della sinistra e dei suoi giornali. E dunque anche un professorino che fino al giorno prima veniva deriso come il vice dei suoi vicepremier, burattino con i fili nelle mani dei 5 stelle e della Lega, andava bene pur di levarsi dai cosiddetti l'ex ministro dell'Interno. E però, dopo otto mesi di governo giallorosso è chiaro a tutti chi è stato messo a Palazzo Chigi, cioè alla guida dell'Italia nel momento di maggiore difficoltà per il nostro Paese. Se dopo i primi cento, anzi duecento (...)
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Rutte: «Aerei Usa decollati dall’Italia per attaccare l’Iran». «No, voli tecnici»
Il segretario generale della Nato Mark Rutte (Ansa)
Mr Nato parla di 500 partenze e la sinistra urla subito allo scandalo. Ma Crosetto chiarisce: «Attività logistiche conformi ai trattati».

È un caso politico, ma con ripercussioni internazionali potenzialmente significative, quello che ha provocato ieri, in Italia, il segretario generale della Nato, Mark Rutte, a seguito di un’intervista da lui rilasciata a Fox News sull’operazione militare in Iran.

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L'Europa ci ricatta sulle armi
Il ministro della Difesa Guido Crosetto (@Michele Silvestro)

Cresce il pressing per farci usare i fondi Safe della Ue: un modo per vincolarci a Bruxelles e imporci gli interessi di Germania e Francia nel settore. La Meloni a Berlino: «L’Unione ora deve prendersi le sue responsabilità in tema di difesa e sicurezza».

La sinistra, che all’insaputa del Parlamento fece decollare i caccia per bombardare Belgrado, si indigna per l’uso delle basi italiane per attività tecno-logistiche da parte dell’aviazione degli Stati Uniti. Dal nostro Paese non sono partiti aerei carichi di missili da sganciare sull’Iran.

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Medio Oriente in cerca di stabilità. Hormuz resta l’ago della bilancia
Ansa
Qatar e Arabia Saudita al lavoro per una distensione fra Teheran e monarchie arabe.

I negoziati tra Stati Uniti e Iran proseguono, ma il percorso verso un accordo definitivo resta molto fragile. Washington punta a ottenere garanzie sul dossier nucleare e sulla sicurezza regionale, mentre Teheran sembra voler allargare il tavolo a una discussione più ampia sugli equilibri del Medio Oriente.

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Il processo all’amico di Ramy scagiona ancor di più i carabinieri
Ramy Elgaml, morto durante una fuga da una pattuglia dei carabinieri a Milano (Ansa)
Fares, che era alla guida dello scooter pirata, è in un procedimento parallelo per resistenza e dichiara: «L’inseguimento non era illegittimo». Alla prossima udienza sui militari, il giudice potrebbe archiviare.

Dopo l’estate si aprirà davanti alla gup di Milano Tiziana Landoni il passaggio decisivo dell’inchiesta sulla morte di Ramy Elgaml, avvenuta il 24 novembre 2024. Il giudice dovrà valutare la richiesta della Procura di mandare a processo il carabiniere che guidava l’auto durante l’inseguimento, Fares Bouzidi e gli altri militari accusati, a vario titolo, di falso, favoreggiamento e depistaggio.

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