«Serve tornare a una fede autentica per evitare una dittatura islamista»

Il modo migliore per farsi un’idea del ritorno al cattolicesimo tra i giovani svedesi è, banalmente, parlarne con un giovane; con qualcuno cioè che - al di là della mera lettura di dati e statistiche - possieda una visione anche generazionale adatta ad affrontare l’argomento. Per questo motivo La Verità ha scelto di raccogliere le impressioni di Max-Martin Skalenius, 26 anni, uno che ha più di altri il polso della situazione, essendo il cofondatore di Helige Eriks Legion, gruppo di giovani cattolici legati alla tradizione, e già vicepresidente dei Sveriges Unga Katoliker, i giovani cattolici svedesi. Nonostante la sua giovane età, si tratta di un cattolico che non solo ha le idee chiare ma non teme di esprimerle.
Skalenius, davvero in Svezia la comunità cattolica sta crescendo come dicono le statistiche che parlano di una crescita pari a fino 3.000 fedeli in più all’anno?
«Sicuramente. Vedo un enorme interesse per il cattolicesimo. Ultimamente anche alcuni famosi svedesi si sono convertiti all’unica vera fede cattolica. La Svezia è stata fin dalla seconda metà del Novecento uno dei Paesi più laici e non credenti al mondo, quindi non mi sorprende che le persone ora siano alla ricerca della verità e di un significato più profondo nella vita».
Sta dicendo che il secolarismo delude?
«Sto dicendo che puoi provare a rimuovere la fede dallo spazio pubblico, ma non sarai mai in grado di rimuovere il desiderio di Dio nel cuore delle persone. E il cattolicesimo è la migliore risposta a tutte le domande».
Per quale motivo?
«Il cattolicesimo fornisce un antidoto al caos, all’ultraliberalismo e al relativismo. Soprattutto molti giovani sono alla ricerca del cattolicesimo. E sono convinto che ci sarebbero ancora più giovani se la Chiesa fosse più esplicita nel proclamare la verità in pubblico e sui media».
Ne è convinto?
«Sì, penso che ciò che i giovani vogliono oggi è esattamente una Chiesa che dica la verità e porti ordine senza aver paura di essere antipatica al mondo. Ho lavorato a stretto contatto con la leadership della nostra diocesi svedese e con il nostro cardinale, e so che la maggior parte di loro è molto fedele, ortodossa e per nulla tiepida nella sua fede, sia chiaro. Vorrei solo che lo esprimessero più anche all’esterno».
Dov’è più visibile questa nuova attenzione al cattolicesimo?
«Specialmente alla Messa latina tradizionale vedo molti convertiti. Inoltre, vedo sempre più giovani unirsi alla Chiesa, specialmente nelle parrocchie più conservatrici. Comunque, devo dire che la maggior parte delle parrocchie cattoliche in Svezia sono molto conservatrici e ortodosse nelle loro convinzioni, qui non è come in Germania».
Alcune statistiche riferiscono che in Svezia crescono anche le vocazioni. Le risulta?
«Sì, proprio l’anno scorso c’è stato un numero record di giovani uomini che si sono uniti al seminario».
È molto informato.
«Tutti costoro sono membri della confraternita cattolica per giovani uomini chiamata Helige Eriks Legion, della quale sono cofondatore».
Che tipo di persone sono quelle che si convertono di più?
«Si tratta soprattutto di giovani uomini, sono loro a convertirsi di più; questo anche perché oggi registriamo nella società una maggiore polarizzazione tra giovani uomini e giovani donne. Dove le giovani donne sono solitamente molto liberali e di sinistra, i giovani uomini sono in genere più religiosi, ordinati e conservatori».
Quindi possiamo dire che Dio è tornato in Svezia?
«Sì, possiamo sicuramente dire che Dio sta tornando. È sempre stato qui, in realtà, ma non lo abbiamo sempre ascoltato. Bisogna a questo riguardo ricordare che la Svezia è stata un Paese cattolico per molto tempo. Siamo stati fondati sul cattolicesimo, la maggior parte delle nostre tradizioni sono cattoliche, la nostra bandiera è cattolica e l’anima intrinseca dello svedese è cattolica. La Svezia è stata cattolica più a lungo di qualsiasi altra cosa».
Poi però le cose sono cambiate. Quanto ci vorrà per ritorno alle origini, per così dire, del vostro Paese?
«Penso ci vorrà molto tempo, prima che il nostro Paese guarisca e ricostruisca ciò che una volta era perduto. Ma torneremo alla tradizione, torneremo alla fede dei nostri antenati, riprenderemo il nostro Paese e renderemo la Svezia di nuovo cattolica».
Come vede, invece, la presenza musulmana che anche dalle vostre parti, da alcuni anni, certamente non sembra mancare?
«Il nostro Paese ha anche un enorme problema con una popolazione musulmana che cresce sempre di più. Quindi è più importante che mai tornare a una forma autentica di cristianesimo per diventare abbastanza forti da non cadere sotto la tirannia islamista e vedere la grande sostituzione del nostro meraviglioso popolo cristiano svedese».
In che modo ritiene che questo sarà possibile?
«In questa battaglia personalmente sono pronto a unire, come cattolico, le mie forze con quelle dei luterani, dei protestanti, degli evangelici e così via, mettendo da parte le nostre differenze. Tuttavia so che la fede cattolica è l’unica cosa che alla fine può veramente salvare il nostro Paese e l’anima del nostro popolo».






