Capelli più luminosi e volto senza rughe. Il segreto della bellezza in una federa di seta

Tempo fa, non ricordo se in occasione della Festa della Donna l’8 marzo o San Valentino il 14 febbraio, ho letto una pubblicità che sollecitava gli uomini a regalare alla propria amata una bella… federa di seta! In generale, una federa di seta è certamente migliore di una di poliestere, ma mi domandavo che senso potesse avere un regalo composto da una sola federa, considerato che nel letto matrimoniale i cuscini sono due. Inoltre, la biancheria da casa di solito si regala (più in passato, oltretutto, che oggi) alle ragazze per comporre il proprio corredo. Regalare biancheria da casa, in generale suppellettili oppure elettrodomestici, da molti e molte oggi è considerato offensivo: la donna non è donna di casa e regalarle cose di casa vuol dire infrangere il politically correct per il quale la donna di oggi deve immaginarsi solo extradomestica. Tornando a bomba, dopo ho ricordato e capito. La seta fa bene ai capelli. E alla pelle.
La seta è una fibra naturale proteica di origine animale, da insetti dell’ordine dei lepidotteri, di solito specie Bombyx mori, o specie della famiglia Saturniidae. Il baco tesse il suo bozzolo e con quel bozzolo si fa la seta (il bozzolo può essere di 5 colori). La produzione serica in Cina risale al 7000 - 6500 a.C. sebbene gli imperatori cinesi non volessero diffondere la cultura della sericoltura, con l’emigrazione degli allevatori in Oriente la produzione della seta oltrepassò la Cina e giunse anche in Europa. Dal XII secolo l’Italia fu la maggior produttrice europea di seta ed è rimasta un grande polo fino al secolo scorso. Attualmente, sericoltura e gelsicoltura, collegata alla produzione della prima, hanno subito un gran calo in Italia, sebbene alcuni poli produttivi stiano provando a ripristinare almeno in parte la produzione. Il baco da seta emette un filamento, lungo da 350 m a 1 km, con cui forma il bozzolo, che gli è necessario come protezione durante la sua metamorfosi. Questo filamento è formato da due bavelle di fibroina (circa 72% di peso) avvolte nella sericina (circa 22%), concludono il tutto vari sali minerali. La sericina si elimina dal filamento detto seta cruda con la sgommatura. Se si elimina tutta la sericina, il filamento ottenuto si chiama seta cotta, se viene eliminato solo in parte, otteniamo la seta souplé. Da 100 kg di bozzoli si ricavano 20/25 kg di seta cruda e 15 kg di scarti, con termine tecnico detti cascame. Sono fatti con filato di seta il taffetà, il raso, il velluto di seta, l’organza, lo shantung. Col filo di seta si sono sempre realizzate calze da donna, che oggi sono un’eccellenza meno diffusa, soppiantate da quelle in fibra poliammidica, ma (per fortuna) ancora esistente. La seta è traspirante e per la sua mano liscia risulta molto «fresca» sulla pelle in estate.
Complice l’aumento del costo della vita, la seta è uscita dal portafogli di molti già come materiale di una camicetta. Eppure, complice invece l’aumento del narcisismo e l’espansione della globalizzazione che portano in occidente, in primo luogo attraverso il nuovo mercato che è internet, prodotti realizzati in oriente e sud del mondo a costi competitivi, la seta è esplosa presso il pubblico come materia prima di manufatti della cosiddetta beauty routine. Sia nei negozi on line, sia nei negozi fisici si possono trovare non solo pacchetti regalo con la famosa federa di seta, ma anche tanti altri ausili di bellezza della vasta costellazione della seta a uso della nostra bellezza: mascherine per la notte, pigiami, maxi bigodino per boccoli, elastici per i capelli (gli scrunchy), lenzuola, guanto-spugna per la doccia, salvietta struccante. Il kit più gettonato è il cosiddetto night beauty routine composto da maxi bigodino per boccoli, elastici per fissare i capelli al maxi bigodino, cuffia per i capelli, mascherina, federa.
Questi kit e con essi questa nuova esigenza di abboccolare i capelli sono bisogni creati da una visione commerciale. Una visione commerciale che però, va detto, ha avuto successo: quando un nuovo prodotto riesce a creare un nuovo bisogno vuol dire che la visione creativa era più che valida, non ci troviamo di fronte a una «truffa». Che la seta faccia belli e faccia bene a capelli e pelle non v’è dubbio.
La seta sui capelli, infatti, è probabilmente il miglior materiale che si può usare. Non ci sono solo le cuffie o i turbanti da notte per avvolgere i capelli. Esiste anche il sottocasco in seta. Non sono solo le donne a concedersi beauty routine, come si vede, e consigliamo a chiunque indossi caschi per motociclo di usare sottocaschi in materiali naturali, seta in primo luogo. Il rapporto tra seta e capelli, infatti, è ideale. Innanzitutto, la seta è molto liscia. Per mano di un tessuto si intende la sensazione che lascia al tatto in termini di sofficità, morbidezza e voluminosità. La mano della seta è suadente. La seta è molto liscia e questo riduce l’attrito tra capelli e tessuto della federa durante la notte. Quell’attrito con una federa di cotone o, peggio, di poliestere, fa diventare i capelli crespi e fa venire i nodi. Immaginate di strofinarvi sui capelli, su e giù, verso destra e verso sinistra, un tessuto duro o comunque non liscio come la seta. Fate una prova strofinandovi i capelli con un telo di cotone e in effetti li vedrete diventare come se li aveste cotonati. Riducendo lo sfregamento, la federa di seta limita anche la rottura dei capelli e la formazione di doppie punte. La seta ha anche effetto idratante. Un effetto indiretto. Poiché la seta, diversamente dal cotone, non assorbe gli oli naturali dei capelli e la loro idratazione, giorno dopo giorno i capelli risultano meno secchi di come sarebbero dormendo sulla federa di cotone. Oltre ad agire senza amplificare la naturale fragilità e tendenza a seccarsi dei capelli, la seta li nutre. La struttura della seta, ricca di sericina, questa proteina che è affine alla cheratina, fornisce nutrimento e protezione al fusto del capello, rendendolo più luminoso. Tutti questi input della seta sui capelli durante la notte aiutano anche a preservare la messa in piega. Volendo, si possono mettere i bigodini normali, oppure quello maxi da notte, anche durante il giorno. Poi ci si potrà avvolgere intorno non tanto la classica retina tieni bigodini, ma il turbante di seta, per un trattamento completo di bellezza mentre si fa altro (in questo caso, meglio asciugare bene i capelli prima di mettere i bigodini o, se sono umidi, passare il phon prima di infilare il turbante).
Anche la pelle si giova del dormire tra lenzuola di seta e piumoni letto con teli di seta e anche imbottitura in seta, totale, o parziale accanto alla piuma d’oca. È bene dormire tra la seta magari indossando pigiami di seta (c’è anche la biancheria intima di seta, slip, culotte, boxer, biancheria intima pregiata e foriera di benessere, per uomo e per donna, ci sono anche le calze di seta, le sottovesti di seta, le maglie intime di seta o di seta e lana, che sono nate proprio per scongiurare il pizzicore che ad alcuni potrebbe dare la pura lana). Il nutrimento da sericina non funziona solo per i capelli. Vale anche per la pelle. Così come vale l’assenza di attrito a causa della mano molto liscia del tessuto che non sfrega la pelle stressandola e rubandole la propria naturale idratazione fatta in primo luogo di sebo. Secondo alcuni, sfregare la pelle del viso sul cuscino di cotone non solo disidrata la pelle, ma è un attrito responsabile delle «pieghette» sul viso al risveglio, essendo il cotone un tessuto più duro della seta. Peggio ancora con tessuti ancor più duri. Dormire sulla federa di seta aiuta il viso a svegliarsi più liscio e anche più nutrito perché l’impatto della sericina avrebbe effetto antirughe sulla pelle.
La biancheria da letto di seta aiuta anche a regolare naturalmente il calore in inverno e ad espellerlo in estate. La seta, infatti, è molto traspirante. Ha una buona igroscopicità, infatti assorbe umidità (per esempio, il sudore sotto le ascelle se indossiamo una camicia di seta in un ambiente a 40 °C) fino al 30% del suo peso e la fa evaporare velocemente. Per le notti estive senza aria condizionata, le lenzuola di seta sono l’ideale. Ma lo sono anche in inverno, magari accompagnate da un piumino in seta. Nonostante il fatto che sia molto leggera, la seta funziona come isolante termico naturale molto performante. La sua struttura fibrosa, cava o porosa se guardata al microscopio, intrappola l’aria, isolando dall’aria fredda esterna e creando un microclima costante tra corpo e coperta che trattiene il calore corporeo durante l’inverno. E che, all’inverso, in estate, senza coperta, con solo lenzuola, ferma il calore ambientale mantenendo il corpo ad una temperatura più fresca. Inoltre, la conducibilità termica, cioè il livello di trasmissione di alto calore a basso calore, della seta è bassa. Grazie a tutte le caratteristiche viste e anche a questa bassa conduzione termica, la seta è un tessuto perfetto per tutte le stagioni, in grado di mantenere il corpo fresco in estate e caldo in inverno.
Pensate che questa capacità di isolamento si esplica anche coi suoni: dotata di capacità di assorbimento acustico, sempre grazie alla sua porosità, la seta viene usata anche per realizzare tende insonorizzanti.
La seta è anche ipoallergenica e perciò adatta a chi presenta sensibilità epidermica e conosce bene problemi come eczemi, eruzioni cutanee, occhi gonfi, naso chiuso e gli svariati altri effetti dell’esposizione ad agenti irritanti. Muffa, batteri e insetti ne stanno lontano. La sericina, infatti, funziona come repellente naturale e tiene lontani insetti (acari compresi), batteri e muffa.






