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Giudici contro i diktat

Giudici contro i diktat
(Getty Images)

Annullate le sospensioni dei portuali a Trieste, non luogo a procedere per il militare senza green pass, nessun licenziamento per il no alla mascherina, scagionato l’uomo sul treno privo di tampone, bambino risarcito per il divieto di uscita, ricorsi accolti sulle multe agli over 50 non vaccinati. Ecco tutte le sentenze.


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La Cgil «sputa» sulle famiglie: vuol solo tassare le imprese
Maurizio Landini (Ansa)
Il sindacato rosso critica il taglia-accise perché non punisce le società energetiche.

«È una questione di priorità». Quante volte dall’inizio della guerra in Medio Oriente ci siamo sentiti ripetere sempre la stessa solfa: il conflitto è un fenomeno esogeno, che nessuno in Italia e in Europa ha auspicato e spinto, ma ha provocato un gravissimo choc energetico su famiglie, lavoratori e imprese di tutto il Vecchio continente.

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Lo Stretto rischia di trasformarsi in un «casello» marittimo: possibile joint venture tra Iran e Usa per guadagnare dai transiti. Sulle navi anche il salasso delle polizze.

La guerra è finita. Forse. Stati Uniti e Iran hanno concordato un cessate il fuoco provvisorio di due settimane, ponendo fine a sei settimane di conflitto. Chi si aspetta che le acque dello Stretto tornassero presto a essere quelle di prima, silenziosamente attraversate ogni giorno da oltre 100 petroliere e navi cargo senza chiedere il permesso a nessuno, si prepari però a cambiare idea.

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Meloni blinda il governo e rilancia: «Non scapperemo». Sulle accuse di mafia: «Fango, rispondo con i fatti»
Giorgia Meloni (Ansa)

Alla Camera la premier archivia le ipotesi di crisi dopo il referendum, respinge il «ritornello» sulla sua subalternità a Donald Trump e replica con durezza alle accuse di contiguità con la criminalità organizzata: «Tirano in ballo perfino un padre, morto peraltro, che non vedo da quando avevo undici anni».

Giorgia Meloni sceglie l’Aula per provare a chiudere insieme tre partite: assorbire il colpo politico del referendum sulla giustizia, respingere le voci di crisi di governo e riportare il confronto su un altro terreno, quello dei risultati rivendicati dall’esecutivo. Ma nel lungo intervento alla Camera c’è anche un passaggio che cambia tono e diventa quasi personale: la premier replica duramente alle accuse di contiguità con la criminalità organizzata, definendole una «palata di fango infilata nel ventilatore» e rivendicando di rispondere «con il sorriso e con i fatti».

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