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Lo scrittore che capì per primo cosa c’è dietro l’immigrazione

Lo scrittore che  capì per primo cosa c’è dietro l’immigrazione
Getty Images
  • Jean Raspail ne «Il Grande Altro», In edicola con «La Verità» e «Panorama», sviscerò l'uso ipocrita della causa umanitaria. L'attenzione agli immigrati è strumentale e disumana.
  • Di seguito pubblichiamo un estratto dell'introduzione del nostro direttore, Maurizio Belpietro, al testo inedito di Jean Raspail, Il Grande Altro, che potete trovare all'interno del volume Contro l'invasione, da oggi in edicola con La Verità e Panorama a 7.90 euro. Il grande romanziere francese, che per primo ha rappresentato il fenomeno dell'immigrazione di massa come un pericolo per la stabilità europea, ha anche tolto la maschera del buonismo all'ideologia che alimenta le politiche dell'accoglienza della sinistra.

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«Proprietari di case da avvelenare». Raimo straparla, rischia la cattedra
Christian Raimo (Ansa)
Le nuove «esternazioni» avvicinano l’insegnante «rosso» a un’ulteriore sanzione.

Il professore, ultras della sinistra, Christian Raimo, gioca col fuoco. Alla terza sospensione per lui scatta il licenziamento che, a questo punto, si fa sempre più vicino. La nuova provocazione del docente di liceo (insegna storia e filosofia in un istituto di istruzione superiore), scrittore ed ex assessore alla Cultura del III Municipio di Roma dal 2018 al 2021, ha scatenato un altro putiferio mediatico e chissà che stavolta non si approssimi per lui l’allontanamento dalla professione.

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Quante inesattezze del Colle su guerra e leggi internazionali. Ma guai a criticarlo
Sergio Mattarella (Ansa)
A proposito di violazioni del diritto, Sergio Mattarella rimuove Serbia e Afghanistan. Nel Golfo sembra che l’Iran sia l’unico colpevole.

Ci sono taciti accordi non scritti ma inviolabili nel giornalismo italiano. Uno di questi è che gli uomini politici si possono criticare tutti, tranne uno: il presidente della Repubblica. Le sue parole devono essere semplicemente trasmesse. Sulla stampa, ormai, nemmeno il Papa gode di un simile riguardo.

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Suez 1956. Così l'Italia superò la crisi petrolifera
Suez, novembre 1956: relitti di navi affondate bloccano il canale (Getty Images)

Agli inizi del boom economico, il blocco del petrolio fece temere il peggio. L'azione del governo italiano riuscì a limitare i danni, salvando industria e consumi in crescita con l'intervento diretto sugli oneri fiscali. Mentre l'Eni di Mattei si espandeva in Medio Oriente.

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Così il premier durante l'informativa alla Camera sull'azione del governo, che ha toccato anche i temi di Hormuz, della crisi in Medio Oriente e del rapporto con gli Stati Uniti.

Quindi la stoccata alla leader Pd sul rapporto Europa-Usa e l'unità dell'Occidente: «Mi verrebbe da dire, prendendo a prestito una frase cara a Elly Schlein, che noi siamo testardamente unitari. E se può permettersi di esserlo lei rispetto alle variopinte forze politiche che compongono il campo largo, potrò ben permettermelo io rispetto a Europa e Stati Uniti che stanno insieme da molto, molto tempo».

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