True
2021-11-08
Lo sceicco Mansour ora punta la Russia
True
Il proprietario del Manchester City, lo sceicco di Abu Dhabi, Mansour bin Zayed al-Nahyan (Ansa)
Il calcio europeo sta diventando sempre più come il Monopoli, il gioco di contrattazione da tavolo più famoso del mondo. Dove i giocatori seduti attorno al tavolo sono gli sceicchi, arabi, emiratini e qatarioti, e le caselle dove piazzare case e alberghi a suon di petrodollari sono le squadre di calcio. E la sfida prosegue a colpi di club rilevati in giro per il mondo, soprattutto in Europa, dove il gioco del pallone va per la maggiore e produce i migliori profitti.
Dopo Inghilterra, Francia, Spagna e Belgio il fronte nuovo dove investire i petrodollari del Golfo è la Russia. Secondo alcune indiscrezioni provenienti dalla stampa russa, infatti, lo sceicco di Abu Dhabi, Mansour bin Zayed Al-Nahyan, attraverso la sua holding City Football Group, sarebbe pronto ad aggiungere alla già ricca flotta di squadre in giro per il mondo, tra cui oltre al Manchester City figurano anche New York City, Melbourne City, Montevideo City, Yokohama Marinos, Girona, Mumbai City, Sichuan Jiuniu, Lommel e Troyes, anche lo Spartak Mosca, uno dei tre storici e più importanti club che risiedono nella capitale russa. Una mossa concreta e importante, quella a cui sta pensando il fondo sovrano di Abu Dhabi, che rappresenterebbe non solo una pronta risposta ai vicini di casa sauditi, dopo l'acquisto del Newcastle da parte del fondo Pif guidato dal principe ereditario Moḥammad bin Salman, ma una sfida dichiarata, non solo sotto il profilo sportivo, a Gazprom, colosso del gas che dal 2007 gestisce lo Zenit San Pietroburgo portandolo a vincere sette volte il titolo della Prem'er-Liga negli ultimi 14 anni, di cui gli ultimi quattro consecutivi, oltre alle storiche Coppa Uefa e Supercoppa europea conquistate nel 2008.
Al momento si parla del 20% delle quote che Mansour rileverebbe dall'attuale proprietà dello Spartak. Conferme sono arrivate sia dalla Russia, con uno degli azionisti del club di Mosca, Leonid Fedun, tra le altre cose proprietario di un pacchetto di azioni della compagnia petrolifera russa Lukoil, che ha fatto intendere di voler cedere le sue quote; sia dall'Inghilterra, dove stando a quanto riportato dal Sun, i rappresentanti britannici del City Football Group avrebbero già incontrato il direttore generale dello Spartak Mosca per parlare della transazione, anche se dalla dirigenza fanno sapere come al momento si sia trattato soltanto di «colloqui preliminari e che niente è stato ancora deciso». Se l'affare dovesse andare in porto sarebbe un colpo molto importante quello messo a segno dagli Emirati Arabi Uniti per quanto riguarda la mappa geopolitica del pallone. E lo sarebbe principalmente per due motivi: in primo luogo perché quello russo è un panorama calcistico in cui la holding controllata da Mansour non possiede ancora nessun club e costituirebbe una buona fetta di mercato verso cui espandersi e investire; in secondo luogo perché entrerebbe direttamente in competizione con lo Zenit appunto, in quella che potrebbe essere definita come una sfida tra petrolio e gas spostata sul campo da calcio. Inoltre, non va trascurato come su questa trattativa possano incidere anche i legami geopolitici tra Russia ed Emirati Arabi Uniti, rafforzati già nello scorso mese di marzo con la visita ad Abu Dhabi del ministro degli Affari Esteri russo Sergej Lavrov e con quella a Mosca di Khaldoon al-Mubarak, presidente di Mubadala, il fondo sovrano degli Emirati, oltre che numero uno del Manchester City. Ma non solo. Un altro indizio, forse il più evidente, è la scelta della compagnia aerea Etihad Airways, di spostare le proprie operazioni al terminal C dell'aeroporto Puskhin di Mosca, scalo che sorge proprio a una manciata di chilometri dall'Otkrytie Arena, lo stadio dello Spartak.
Arabic Cup, le prove generale della Coppa del mondo in Qatar
A Doha in Qatar sono già considerate le prove generali in vista dei mondiali del 2022. Stiamo parlando della Fifa Arab Cup che si svolgerà tra il 30 novembre e il 18 dicembre. Le sedici delle migliori squadre nazionali del mondo arabo si incontreranno in Qatar per il primo torneo panarabo che si terrà sotto l'egida della Fifa. Nel quadriennio, 2018-2022, la federazione internazionale calcistica presieduta da Gianni Infantino prevede di raggiungere il suo obiettivo di raggiungere i 6,44 miliardi di entrate nonostante la pandemia di coronavirus. Durante la sua visita in Qatar nel novembre dello scorso anno, Infantino aveva elogiato la preparazione del Qatar per la Coppa del Mondo, sottolineando che si aspetta che la Coppa Araba della FIfa unisca milioni di tifosi da tutta la regione
Ha aggiunto, nonostante le polemiche sugli operai morti in questi anni (6.500 operai morti in 11 anni), che «è una grande opportunità per le squadre di giocare negli stadi della Coppa del Mondo 2020» e che la FIFA «non vede l'ora di vedere le migliori squadre della regione araba competere tra loro per scoprire chi diventerà campione». E poi ancora. «Attraverso il calcio» ha aggiunto Infantino, a cui la FIfa ha assegnato un bonus annuale di 1 milione di dollari per uno stipendio lordo totale di oltre 3 milioni nel 2020, «questo torneo unirà oltre 450 milioni di persone provenienti da tutta la regione e siamo fiduciosi che la Fifa Arab Cup contribuirà a creare entusiasmo in tutta la regione mentre ci avviciniamo sempre più a ospitare la prima Coppa del Mondo FIFA in medio oriente nel 2022», ha detto Infantino durante una visita allo stadio Lusail, che ospiterà la finale dei mondiali.
A lato dei titoli trionfanti sui quotidiani e i soliti slogan a effetto, la passerella sarà appunto un modo per testare le operazioni e le strutture in vista della Coppa del Mondo del prossimo anno. Del resto si terrà esattamente un anno prima dei mondiali. Saranno inaugurati soprattutto i nuovi stadi, tra cui Al Thumama, che è stato inaugurato il 22 ottobre scorso. Quest'ultimo è uno dei cinque stadi da 40.000 posti che ospiteranno le partite durante il torneo, insieme con Ahmad Bin Ali, Al Janoub e Education City. Con una capacità di 60.000 persone, invece, Al Bayt sarà la più grande delle sei sedi del Qatar 2022 già utilizzabili durante la Fifa Arab Cup
Si prevedono 32 partite giocate in 19 giorni dal 30 novembre al 18 dicembre. Sei stadi di Qatar 2022 ospiteranno la competizione, tra cui Al Bayt Stadium e Ras Abu Aboud Stadium, che saranno entrambi inaugurati il giorno della partita di apertura. La finale della Coppa Araba si svolgerà esattamente un anno prima della finale della Coppa del Mondo, il 18 dicembre, giornata nazionale del Qatar, che è un giorno festivo. Oltre alle squadre arabe, come Iraq, Bahrain, Giordania, Libano, Palestina, Siria, Emirati Arabi Uniti, Yemen, Oman o Libano, ci saranno quelle africane, come Egitto, Algeria, Mauritania, Marocco, Sudan e Tunisia. Il Gruppo A vede i padroni di casa del Qatar sorteggiati con Iraq, Oman e Bahrain, mentre Tunisia, Emirati Arabi Uniti, Siria e Mauritania saranno nel Gruppo B. Marocco, Arabia Saudita, Giordania e Palestina saranno i protagonisti del Gruppo C, mentre Algeria ed Egitto sono nel girone D insieme a Libano e Sudan.Il premio per il vincitore del torneo ammonta a cinque milioni di dollari, al secondo spettano tre milioni di dollari, mentre il resto dei 25 milioni di euro a disposizione sarà distribuito alle altre federazioni calcistiche arabe.
Tutti i possessori di biglietti per il torneo dovranno essere completamente vaccinati contro il Covid 19 ha ricordato nelle scorse settimane la Fifa. Avranno bisogno anche una tessera elettronica di riconoscimento. E' un modello che sarà replicato anche durante la Coppa del Mondo del prossimo anno. Il primo ministro del Qatar, lo sceicco Khalid bin Khalifa bin Abdulaziz Al Thani, sta cercando di garantire un milione di dosi di vaccino per i tifosi ai Mondiali del 2022, secondo quanto riportato da Inside World Football .«Alla luce della pandemia di COVID-19 e come è avvenuto per la Coppa del Mondo per club Fifa 2020 e le qualificazioni della Arab Qatar 2021 tenutesi nel giugno 2021, il paese ospitante fornirà le garanzie necessarie per proteggere la salute e la sicurezza di tutti. coinvolti nella competizione", si legge in un comunicato della Fifa. «I partecipanti dovranno seguire le indicazioni di viaggio delle autorità del Qatar e le indicazioni del Ministero della salute pubblica.
Continua a leggereRiduci
La geopolitica del pallone europeo è in continuo divenire. Dopo l'acquisto del Newcastle da parte del fondo arabo Pif, la società dello sceicco di Abu Dhabi proprietario del Manchester City è pronta a rispondere con l'acquisto delle quote dello Spartak Mosca, entrando così nella Prem'er-Liga, dove dal 2007 domina lo Zenit gestito da Gazprom.A fine mese inizia l'Arab Cup in Qatar, prove generali dei mondiali dell'anno prossimo. La Fifa tra il 2018 e il 2022 punta a incassare 6,4 miliardi di euro, nonostante il coronavirus.Lo speciale contiene due articoli.Il calcio europeo sta diventando sempre più come il Monopoli, il gioco di contrattazione da tavolo più famoso del mondo. Dove i giocatori seduti attorno al tavolo sono gli sceicchi, arabi, emiratini e qatarioti, e le caselle dove piazzare case e alberghi a suon di petrodollari sono le squadre di calcio. E la sfida prosegue a colpi di club rilevati in giro per il mondo, soprattutto in Europa, dove il gioco del pallone va per la maggiore e produce i migliori profitti.Dopo Inghilterra, Francia, Spagna e Belgio il fronte nuovo dove investire i petrodollari del Golfo è la Russia. Secondo alcune indiscrezioni provenienti dalla stampa russa, infatti, lo sceicco di Abu Dhabi, Mansour bin Zayed Al-Nahyan, attraverso la sua holding City Football Group, sarebbe pronto ad aggiungere alla già ricca flotta di squadre in giro per il mondo, tra cui oltre al Manchester City figurano anche New York City, Melbourne City, Montevideo City, Yokohama Marinos, Girona, Mumbai City, Sichuan Jiuniu, Lommel e Troyes, anche lo Spartak Mosca, uno dei tre storici e più importanti club che risiedono nella capitale russa. Una mossa concreta e importante, quella a cui sta pensando il fondo sovrano di Abu Dhabi, che rappresenterebbe non solo una pronta risposta ai vicini di casa sauditi, dopo l'acquisto del Newcastle da parte del fondo Pif guidato dal principe ereditario Moḥammad bin Salman, ma una sfida dichiarata, non solo sotto il profilo sportivo, a Gazprom, colosso del gas che dal 2007 gestisce lo Zenit San Pietroburgo portandolo a vincere sette volte il titolo della Prem'er-Liga negli ultimi 14 anni, di cui gli ultimi quattro consecutivi, oltre alle storiche Coppa Uefa e Supercoppa europea conquistate nel 2008.Al momento si parla del 20% delle quote che Mansour rileverebbe dall'attuale proprietà dello Spartak. Conferme sono arrivate sia dalla Russia, con uno degli azionisti del club di Mosca, Leonid Fedun, tra le altre cose proprietario di un pacchetto di azioni della compagnia petrolifera russa Lukoil, che ha fatto intendere di voler cedere le sue quote; sia dall'Inghilterra, dove stando a quanto riportato dal Sun, i rappresentanti britannici del City Football Group avrebbero già incontrato il direttore generale dello Spartak Mosca per parlare della transazione, anche se dalla dirigenza fanno sapere come al momento si sia trattato soltanto di «colloqui preliminari e che niente è stato ancora deciso». Se l'affare dovesse andare in porto sarebbe un colpo molto importante quello messo a segno dagli Emirati Arabi Uniti per quanto riguarda la mappa geopolitica del pallone. E lo sarebbe principalmente per due motivi: in primo luogo perché quello russo è un panorama calcistico in cui la holding controllata da Mansour non possiede ancora nessun club e costituirebbe una buona fetta di mercato verso cui espandersi e investire; in secondo luogo perché entrerebbe direttamente in competizione con lo Zenit appunto, in quella che potrebbe essere definita come una sfida tra petrolio e gas spostata sul campo da calcio. Inoltre, non va trascurato come su questa trattativa possano incidere anche i legami geopolitici tra Russia ed Emirati Arabi Uniti, rafforzati già nello scorso mese di marzo con la visita ad Abu Dhabi del ministro degli Affari Esteri russo Sergej Lavrov e con quella a Mosca di Khaldoon al-Mubarak, presidente di Mubadala, il fondo sovrano degli Emirati, oltre che numero uno del Manchester City. Ma non solo. Un altro indizio, forse il più evidente, è la scelta della compagnia aerea Etihad Airways, di spostare le proprie operazioni al terminal C dell'aeroporto Puskhin di Mosca, scalo che sorge proprio a una manciata di chilometri dall'Otkrytie Arena, lo stadio dello Spartak.<div class="rebellt-item col1" id="rebelltitem1" data-id="1" data-reload-ads="false" data-is-image="False" data-href="https://www.laverita.info/sceicco-mansour-russia-spartak-mosca-2655519841.html?rebelltitem=1#rebelltitem1" data-basename="arabic-cup-le-prove-generale-della-coppa-del-mondo-in-qatar" data-post-id="2655519841" data-published-at="1636381260" data-use-pagination="False"> Arabic Cup, le prove generale della Coppa del mondo in Qatar A Doha in Qatar sono già considerate le prove generali in vista dei mondiali del 2022. Stiamo parlando della Fifa Arab Cup che si svolgerà tra il 30 novembre e il 18 dicembre. Le sedici delle migliori squadre nazionali del mondo arabo si incontreranno in Qatar per il primo torneo panarabo che si terrà sotto l'egida della Fifa. Nel quadriennio, 2018-2022, la federazione internazionale calcistica presieduta da Gianni Infantino prevede di raggiungere il suo obiettivo di raggiungere i 6,44 miliardi di entrate nonostante la pandemia di coronavirus. Durante la sua visita in Qatar nel novembre dello scorso anno, Infantino aveva elogiato la preparazione del Qatar per la Coppa del Mondo, sottolineando che si aspetta che la Coppa Araba della FIfa unisca milioni di tifosi da tutta la regioneHa aggiunto, nonostante le polemiche sugli operai morti in questi anni (6.500 operai morti in 11 anni), che «è una grande opportunità per le squadre di giocare negli stadi della Coppa del Mondo 2020» e che la FIFA «non vede l'ora di vedere le migliori squadre della regione araba competere tra loro per scoprire chi diventerà campione». E poi ancora. «Attraverso il calcio» ha aggiunto Infantino, a cui la FIfa ha assegnato un bonus annuale di 1 milione di dollari per uno stipendio lordo totale di oltre 3 milioni nel 2020, «questo torneo unirà oltre 450 milioni di persone provenienti da tutta la regione e siamo fiduciosi che la Fifa Arab Cup contribuirà a creare entusiasmo in tutta la regione mentre ci avviciniamo sempre più a ospitare la prima Coppa del Mondo FIFA in medio oriente nel 2022», ha detto Infantino durante una visita allo stadio Lusail, che ospiterà la finale dei mondiali.A lato dei titoli trionfanti sui quotidiani e i soliti slogan a effetto, la passerella sarà appunto un modo per testare le operazioni e le strutture in vista della Coppa del Mondo del prossimo anno. Del resto si terrà esattamente un anno prima dei mondiali. Saranno inaugurati soprattutto i nuovi stadi, tra cui Al Thumama, che è stato inaugurato il 22 ottobre scorso. Quest'ultimo è uno dei cinque stadi da 40.000 posti che ospiteranno le partite durante il torneo, insieme con Ahmad Bin Ali, Al Janoub e Education City. Con una capacità di 60.000 persone, invece, Al Bayt sarà la più grande delle sei sedi del Qatar 2022 già utilizzabili durante la Fifa Arab CupSi prevedono 32 partite giocate in 19 giorni dal 30 novembre al 18 dicembre. Sei stadi di Qatar 2022 ospiteranno la competizione, tra cui Al Bayt Stadium e Ras Abu Aboud Stadium, che saranno entrambi inaugurati il giorno della partita di apertura. La finale della Coppa Araba si svolgerà esattamente un anno prima della finale della Coppa del Mondo, il 18 dicembre, giornata nazionale del Qatar, che è un giorno festivo. Oltre alle squadre arabe, come Iraq, Bahrain, Giordania, Libano, Palestina, Siria, Emirati Arabi Uniti, Yemen, Oman o Libano, ci saranno quelle africane, come Egitto, Algeria, Mauritania, Marocco, Sudan e Tunisia. Il Gruppo A vede i padroni di casa del Qatar sorteggiati con Iraq, Oman e Bahrain, mentre Tunisia, Emirati Arabi Uniti, Siria e Mauritania saranno nel Gruppo B. Marocco, Arabia Saudita, Giordania e Palestina saranno i protagonisti del Gruppo C, mentre Algeria ed Egitto sono nel girone D insieme a Libano e Sudan.Il premio per il vincitore del torneo ammonta a cinque milioni di dollari, al secondo spettano tre milioni di dollari, mentre il resto dei 25 milioni di euro a disposizione sarà distribuito alle altre federazioni calcistiche arabe.Tutti i possessori di biglietti per il torneo dovranno essere completamente vaccinati contro il Covid 19 ha ricordato nelle scorse settimane la Fifa. Avranno bisogno anche una tessera elettronica di riconoscimento. E' un modello che sarà replicato anche durante la Coppa del Mondo del prossimo anno. Il primo ministro del Qatar, lo sceicco Khalid bin Khalifa bin Abdulaziz Al Thani, sta cercando di garantire un milione di dosi di vaccino per i tifosi ai Mondiali del 2022, secondo quanto riportato da Inside World Football .«Alla luce della pandemia di COVID-19 e come è avvenuto per la Coppa del Mondo per club Fifa 2020 e le qualificazioni della Arab Qatar 2021 tenutesi nel giugno 2021, il paese ospitante fornirà le garanzie necessarie per proteggere la salute e la sicurezza di tutti. coinvolti nella competizione", si legge in un comunicato della Fifa. «I partecipanti dovranno seguire le indicazioni di viaggio delle autorità del Qatar e le indicazioni del Ministero della salute pubblica.
Val Pusteria (iStock)
La filosofia di Reinhold Messner, registrata per i visitatori di Messner Haus, rifugio dei cimeli dell’eroico alpinista «cantastorie» ricavato dall’impianto in disuso della cabinovia del Monte Elmo, nelle Dolomiti di Sesto in Val Pusteria, racchiude un messaggio cristallino: l’alta montagna deve rimanere selvaggia per preservare il suo mistero. Il rapporto tra uomo e altezze è insieme psicologico e chimico.
Scalare fonde con la natura a una profondità che «schiarisce la percezione del mondo», condizione che dona la sicurezza tanto cercata da riportare a valle, «nella civiltà». Quella che, in Val Pusteria, costeggia la pista ciclabile che serpeggia da San Candido a Bagni di Moso tra chalet, fattorie, giardini immacolati e campanili sottili. Intorno, con precisa magia, la Meridiana di Sesto - Sextum per gli antichi romani - sintonizza il passaggio del sole agli orologi degli escursionisti sui sentieri della Croda Rossa. Morbida e accessibile, l’area erbosa tra i 1.900 e i 2.200 m è raggiunta dagli impianti di risalita di Moso, frazione con 800 abitanti e una memoria termale asburgica dal 1765. Ne sono testimoni la chiesetta di San Valentino, edificata per i bagnanti, e l’unica sorgente sulfurea dell’Alto Adige, che irrora i percorsi acquatici del Bad Moos Aqua Spa Resort, dove fare il pieno di zolfo, fluoro, magnesio, calcio e sali minerali.
Come Vestali del benessere a lungo termine, le proprietarie Evi Oberhauser e Cristina Floriani potenziano l’eredità geologica saldando il legame tra salute, acqua e montagna. In SPA, il mondo delle saune racchiude il calore della biosauna moderata, della finlandese ad alta temperatura, dell’aromatica Larix e della Lady in cirmolo a 60°, fino al bagno turco e alla cabina con seduta mirata a sciogliere le tensioni vertebrali.
Dagli ambienti che costruiscono continuità tra interno ed esterno trapela l’antica sapienza olistica delle terme alpine. Arredati con artigianato altoatesino e sauna nello chalet-dépendance e nella camera del bagno di fieno dei pascoli circostanti, o con pareti vetrate, chaise-longue e lettini ad acqua a bordo della piscina interna-esterna riscaldata e nelle sale relax, sono tutt’uno con la natura. Ma l’iniziazione alla longevità si sperimenta anche in altri rami della struttura, che «amplifica l’esperienza della vita di montagna con ciò che non si trova più nelle grandi città» - afferma Floriani.
Il genuino menù si prende cura dell’alimentazione, il programma Move & Balance calendarizza attività psicofisiche guidate di yoga, ginnastica dolce, percorso Kneipp, Augfuss e meditazione con campane tibetane nella grotta di acqua solfata. Lo stile tirolese degli architetti Demetz impiega pietra, larice e cirmolo, loden e leder (cuoio nero), per rivestire la hall, la Stube, il luminoso ristorante e le facciate che ricordano i fienili tradizionali, rendendo il comfort accogliente e intimo sia in comune sia in privato. Ai piani alti, l’atmosfera scalda le suite mansardate con caminetto e vasca idromassaggio aperta sul Monte Casella. Fuori, l’infinità delle Dolomiti completa il circolo del benessere, anche spirituale.
Il corridoio verde della Val Fiscalina, 4,5 km che prolungano la Val Pusteria proprio dal Bad Moos, apre l’impegnativo trekking ad anello verso le Tre Cime di Lavaredo tra le pareti Popera, Croda de Toni, Cima Una e Croda Rossa. Dal rifugio Fondovalle, la salita tecnica 102 dai boschi di larici ai pascoli alti dei Rifugi Locatelli, Pian di Cengia e Zsigmondy-Comici conta una progressione di numeri spettacolari: Cima 9, 10, 11, Torre di Toblin e le Tre Cime Grande, Ovest e Piccola. Per chi desidera toccare il massiccio semicerchio dal versante veneto, il tour in elicottero sorvola Cortina, Misurina, i 3.000 m del gruppo del Cristallo, la Marmolada e il canyon Sorapis con il laghetto turchese dalle rive talcate a forma di cuore. Per scalare le vette dei sogni, la Scuola di Alpinismo Tre Cime organizza pacchetti di ferrate e arrampicate o escursioni su misura in ogni disciplina alpina, anche in formato famiglia (www.alpinschule-dreizinnen.com). Info: www.badmoos.it; www.suedtirol.info.
Continua a leggereRiduci
Andrea Kimi Antonelli festeggia sul podio dopo il Gran Premio di Formula 1 di Monaco (Ansa)
Da sport per appassionati a fenomeno generazionale. La Formula 1 continua a macinare record di pubblico e a conquistare una fascia di tifosi sempre più giovane. Un cambiamento che passa dai social network, dai nuovi linguaggi della comunicazione e dalla capacità di trasformare i piloti in personaggi capaci di parlare anche fuori dalla pista.
Se ne è discusso all'Atelier Alpine di Milano in occasione del weekend del Gran Premio di Monaco, dove Carolina Tedeschi, opinionista di Sky Sport e content creator specializzata nel motorsport, è stata presentata come nuova brand ambassador dello spazio milanese del marchio francese. Un'occasione per riflettere sul momento che sta vivendo il motorsport e sul fenomeno Andrea Kimi Antonelli, il giovane pilota italiano che proprio nel Principato ha firmato un'altra impresa della sua straordinaria stagione.
«Le tappe sono tutte sold out e il percepito della Formula 1 è cambiato tantissimo», spiega Tedeschi. «Quando vai a un Gran Premio trovi tribune piene di ragazzi giovani. Credo che abbiano raggiunto una fascia tra i 16 e i 35 anni che probabilmente non avevano mai raggiunto nella loro storia». Secondo la divulgatrice emiliana, una delle chiavi della crescita è stata la capacità di aprire le porte del paddock al pubblico, mostrando ciò che accade lontano dai riflettori della gara. «I piloti condividono momenti della loro vita e del dietro le quinte. Quello che prima appariva come un personaggio irraggiungibile diventa una persona nella quale i ragazzi possono identificarsi. Da lì nasce il tifo, la passione e il desiderio di seguire questo sport».
Se la Formula 1 ha trovato una nuova generazione di tifosi, l'Italia sembra aver trovato anche il suo nuovo idolo. Proprio nelle ore in cui a Milano si parlava della crescita del movimento, Andrea Kimi Antonelli conquistava il Gran Premio di Monaco, allungando ulteriormente in vetta al Mondiale e confermandosi uno dei grandi protagonisti della stagione. Tedeschi lo conosce da prima che diventasse una star internazionale. «L'ho incontrato quando aveva 17 anni durante un evento a Imola. Mi ricordo che parlava del suo sogno di arrivare in Formula 1. Oggi vedere dove è arrivato mi fa venire la pelle d'oca». Ma ciò che la colpisce maggiormente non è soltanto il talento. «Quello è evidente e non glielo toglie nessuno. La cosa straordinaria è la persona. Quando l'ho conosciuto sembrava già molto più maturo della sua età. È un ragazzo con i piedi per terra, con valori forti e una famiglia molto unita. Credo che sia anche questo uno dei motivi per cui piace tanto».
Dietro il successo mediatico del Circus, però, continua a esserci una dimensione tecnica che spesso sfugge al grande pubblico. «Ogni tanto sento dire che le gare sono noiose o troppo lunghe», osserva Tedeschi. «Ma quando scopri il lavoro che c'è dietro anche a un singolo aggiornamento tecnico ti rendi conto della quantità di ricerca, sviluppo e innovazione che stanno dietro a ogni weekend di gara». Un mondo che la giornalista ha avuto modo di conoscere da vicino visitando la sede del team Alpine di Formula 1 a Enstone. «Ho visto il lavoro degli ingegneri e tutti i processi che stanno dietro una monoposto. La cosa più affascinante è vedere come molte delle soluzioni sviluppate per le corse arrivino poi sulle vetture stradali. La Formula 1 non nasce e finisce in pista, ma lascia un'eredità concreta che ritroviamo nella vita quotidiana». Proprio questo legame tra passione, ricerca e innovazione è uno degli aspetti che l'hanno convinta ad accettare il ruolo di brand ambassador di Alpine Milano. «Quando si sceglie una collaborazione si cercano sempre valori comuni. Per me sono la passione, la ricerca e lo sviluppo. Sono valori nei quali mi riconosco da sempre».
Uno sguardo rivolto al futuro condiviso anche da Massimo Berruto, direttore marketing di Renord e investitore di Atelier Alpine Milano. Secondo il manager, la sfida del marchio francese è quella di diventare un punto di riferimento per gli appassionati di guida, puntando su una clientela che cerca emozioni al volante più che il semplice prestigio del marchio. Sul fronte dell'elettrificazione, Berruto vede un percorso ormai avviato. «In Italia esiste ancora una certa diffidenza verso l'auto elettrica, ma nel segmento delle vetture sportive si sta capendo che può offrire grandi soddisfazioni. La direzione è tracciata e il mercato sta evolvendo in quella direzione».
Formula 1, innovazione e nuovi linguaggi. Mentre Antonelli continua a collezionare vittorie e ad alimentare l'entusiasmo dei tifosi italiani, il mondo dei motori prova a costruire il proprio futuro parlando a un pubblico sempre più ampio, senza rinunciare a quella passione che continua a rappresentarne il motore principale.
Continua a leggereRiduci