Scatta l’apartheid per alunni e prof
Nel 2020 la sinistra accusava di razzismo chi chiedeva la quarantena per gli ingressi dalla Cina. Adesso è pronta a punire e rispedire in Dad docenti e studenti non vaccinati

Dicono sia sbagliato ed eccessivo paragonare l’isolamento dei non vaccinati all’apartheid. Dicono sia ingiusto e iperbolico parlare di razzismo. E può persino darsi che sia vero, può essere che i paragoni più estremi siano sovradimensionati. Eppure è sempre interessante notare come cambino i parametri e come il metro di giudizio venga modificato a seconda delle convenienze. Nel 2020, quando il Covid era alle porte e c’erano già segnali evidenti che stesse arrivando, il ministro della Salute, Roberto Speranza, nelle riunioni della task force appositamente convocata si mostrava molto preoccupato del razzismo. Si prodigava affinché nelle scuole gli alunni cinesi non fossero discriminati. L’allora presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, rispose con una notevole sicumera ai governatori di destra che chiedevano la quarantena per gli alunni rientrati da Pechino e dintorni. I grandi giornali erano in fibrillazione e pubblicavano articoli tonitruanti sulla sinofobia. Tanto insistettero che Sergio Mattarella, ai primi di febbraio, si recò in una classe e si mostrò assieme a un gruppo di bimbi cinesi, al fine di evitare che fossero stigmatizzati.

In realtà, all’epoca, nessuno ce l’aveva con i cinesi. Si chiedeva semplicemente una misura precauzionale di breve durata che poco dopo sarebbe stata applicata a tutta la popolazione, e che – per altro – una parte della comunità cinese scelse di attuare in autonomia. Ebbene, oggi gli stessi esponenti politici e gli stessi giornali che mesi e mesi fa tuonavano contro un razzismo del tutto immaginario sono i primi a invocare azioni durissime contro i (presunti) no vax.

Il nuovo piano del governo, che dovrebbe essere presentato ufficialmente in settimana e di cui sono trapelati contenuti sui media, prevede che gli insegnanti non vaccinati vengano assegnati ad altro incarico, addirittura spostati in altre città. Si discute a cuor leggero di interventi progressivi, che potrebbero culminare nella sospensione dello stipendio per chi rifiuta la dose. Agostino Miozzo, già coordinatore del Cts, ha detto ieri alla Stampa che il vaccino dovrebbe essere obbligatorio anche per gli studenti, e che bisognerebbe «adottare la decisione già presa in Francia, per cui in Dad ci debbano andare solo coloro che non hanno fatto la vaccinazione».

Quelle appena citate sono soltanto le posizioni più moderate, attorno a cui da settimane si odono le esternazioni più violente e disparate. C’è chi ha invocato la reclusione fra le mura domestiche dei riottosi, chi vorrebbe addebitare loro i costi delle eventuali cure ospedaliere (come se già non le pagassero tramite tassazione). A ripetizione, autorevoli scienziati e filosofi pubblicano articoli in cui i presunti no vax sono additati come minus habens, untori, malati psichici.

Tutto ciò non avviene all’inizio di una pandemia sconosciuta a cui si è del tutto impreparati (queste erano le condizioni del 2020). No, avviene ora che sull’andamento del virus si ha qualche certezza in più, ad esempio il fatto che anche i vaccinati possono contagiare. Un insegnante vaccinato, teoricamente, potrebbe infettare gli alunni e i colleghi, tanto che lo stesso Miozzo ribadisce la necessità di mantenere mascherine e distanziamento. Quanto sarebbe più pericoloso un insegnante non vaccinato, positivo ma asintomatico, che indossasse la mascherina e mantenesse la distanza dagli studenti? Così tanto da togliergli lo stipendio o da rovinargli la vita spostandolo in una città diversa?

Sembra che domande simili nessuno sia intenzionato a porsele. Chissà che direbbero i castigatori di no vax se qualcuno proponesse identici progetti di reclusione, allontanamento e sanzione economica per gli stranieri che continuano a sbarcare a centinaia sulle nostre coste. Abbiamo come il sospetto che, in quel caso, di apartheid e razzismo si parlerebbe eccome. Ma così funziona da queste parti: per chi viene da fuori, magari illegalmente, ci sono tutele e rispetto. Per il cittadino che esercita (legalmente, almeno per ora) un diritto, è allestita la gogna. Avanziamo dunque una modesta proposta. Come ha notato anche Miozzo, il piano scuola del governo è di fatto identico a quello dell’anno passato, quindi molto deludente. Non si occupa del sovraffollamento perché aumentare le aule richiederebbe più insegnanti da assumere e soprattutto più personale Ata. Ma allora che aspettiamo? Prendiamo i migranti freschi di sbarco e mandiamoli nelle scuole, gratis, a fare i bidelli al posto dei pericolosi no vax. Di sicuro i contagi cesserebbero: lo dice l’antirazzismo.

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