True
2022-06-05
Il Salone del mobile fa il pienone di visitatori indiani
Ansa
La sostenibilità e la transizione ecologica saranno le parole chiave per questa 60° edizione del Salone del Mobile di Milano. Il capoluogo lombardo si prepara ad accogliere una delle settimane più importanti e vivaci dell’anno: la Design week, durante la quale, in parallelo al Salone internazionale del mobile - in programma dal 7 al 12 giugno negli spazi della Fiera Milano Rho - la città si anima degli eventi del Fuorisalone 2022. Il capoluogo lombardo sarà «invaso» da installazioni, mostre, presentazioni, proiezioni accomunate dal tema Tra spazio e tempo. In Fiera, sono ben oltre 2.000 gli espositori (27% dall’estero) che partecipano al Salone su una superficie espositiva di circa 200.000 metri quadrati. Più della metà occuperà gli spazi del Salone internazionale del mobile, Salone internazionale del complemento d’arredo e Workplace 3.0 che comprendono le tipologie Classico, Design e xLux dell’arredamento. Sempre all’interno degli spazi di Fiera Milano Rho, in concomitanza con il Salone internazionale del Mobile, si svolgeranno anche le due biennali di Eurocucina e Salone internazionale del bagno.
Evento nell’evento è il Salonesatellite dove espongono i designer under 35: in prima fila oltre 600 progettisti. Il 23° Salonesatellite ha come tema Design for our future selves / Progettare per i nostri domani, che intende chiamare i giovani designer a riflettere sul futuro e sulle piazze come luoghi di aggregazione. «Da sempre, il Salone del mobile è catalizzatore di creatività ed energie. È generatore di bellezza, inclusione, nuove opportunità. Siamo sempre stati un luogo di dialogo e costruzione, a Milano come nelle edizioni di Shanghai e di Mosca. Oggi, sconvolti come tutti per la guerra in Ucraina, crediamo ancor di più nel valore del nostro essere crocevia di culture e stili aperto al mondo», afferma Maria Porro, presidente del Salone del mobile. I numeri sono buoni «dopo due anni già complicati, in un momento in cui non ci aspettavamo il secondo cigno nero». Si attendono visitatori da tutto il mondo al punto che «abbiamo dovuto istituire una procedura speciale per il picco di richieste dall’India». Mercati nuovi, quindi, o tornati alla grande come gli Stati Uniti, che compensano le assenze di Russia e Cina. Per la Cina saranno comunque assicurati molti collegamenti compresa la diretta streaming dello spettacolo inaugurale alla Scala. «Non si ripeteranno le cifre del 2019 o del 2018», continua Porro, «ma ripartiamo con presupposti molto positivi, soprattutto in termini di qualità». Comunque, «nell’organizzare questo Salone abbiamo messo grandissima energia perché arriva dopo due anni molto complessi. Il Salone per 60 edizioni è stato il teatro dove i grandi prodotti e le tendenze hanno avuto modo di esprimersi».
L’ottimismo non manca, confortato pure dai consuntivi della filiera legno arredo che registrano aumenti a due cifre rispetto al 2019: 49,3 miliardi di fatturato (+14%), 18,4 miliardi di esportazioni (+7,3%) e 31 miliardi di vendite sul mercato interno (+18,4%). «Numeri che mostrano lo stato di salute di un settore fatto per lo più di aziende anche piccole che hanno continuato a investire», commenta il presidente di Federlegnoarredo Claudio Feltrin, «ma è inutile negare che lo sguardo dei nostri imprenditori è già rivolto alla seconda metà dell’anno, iniziato in un clima d’incertezza dovuto al conflitto ucraino e le cui conseguenze potranno palesarsi in autunno». In più, «con l’inflazione è possibile un rallentamento della domanda e la carenza di legno è ormai un’urgenza. Per questo siamo al lavoro con Mise e Mipaf affinché tutti gli attori in campo agiscano verso un comune obiettivo che porti il nostro Paese ad avere una maggiore indipendenza dall’importazione di legname. Non farlo significherebbe non saper sfruttare quanto di positivo può nascere da un grave momento di crisi». Sarà una grande festa e un’opportunità di affermazione e «riposizionamento anche su nuovi mercati».
Nonostante le difficoltà, l’impegno delle imprese del settore è teso a mantenere la propria leadership sul terreno della sostenibilità, e ne è testimonianza la scelta di Federlegnoarredo di porre questo tema come prioritario delle sua azione attraverso la realizzazione di un decalogo presentato a novembre e che avrà il suo seguito all’assemblea del 27 giugno a Milano con la presentazione del piano d’azione. «La filiera del legno arredo, come molte ricerche già testimoniano, è leader a livello europeo proprio in sostenibilità e riciclo e il Salone del mobile è una vetrina unica per mostrarlo. I traguardi raggiunti sono frutto di una lungimirante strategia di investimenti», conclude Feltrin.
Il Salone del mobile di Milano non si svolgerà solo negli spazi della Fiera di Rho ma varcherà quei confini per animare alcuni luoghi significativi della città come il Palazzo Reale e il Teatro alla Scala. La 60° edizione della manifestazione sarà inaugurata da un concerto dell’orchestra filarmonica e da un balletto di Roberto Bolle. Nella Sala delle Cariatidi di Palazzo Reale Davide Rampello, direttore creativo di Rampello&Partners creative studio, ha realizzato una grande installazione cinematografica site specific che vede proiettati undici film d’autore creati da altrettanti firme della regia italiana, da Francesca Archibugi a Pappi Corsicato e molti altri.
Moda e design celebrano le nozze con la sostenibilità
Se Salone del mobile e Fuorisalone sono all’insegna dell’ecosostenibilità, Milano si adegua e ospita, in concomitanza con la Design week, la prima edizione della Ocean week, evento che vuole sensibilizzare sull’importanza del mare nelle nostre vite. Segue il tema il Consorzio italiano implementazione detox, in collaborazione con l’Accademia del costume & moda, con l’installazione di Francesca Pasquali realizzata con alcuni studenti con il materiale di scarto della produzione tessile.
Drumohr presenta la sua prima capsule di home collection con Agena e Billiani: wallpaper, porcellane, poltrone rivestite, plaid e cuscini raccontano l’inconfondibile stile e qualità dello storico marchio fondato nel 1770. I nuovi arredi di Loro Piana interios, disegnati da Raphael Navot, si presentano con un’installazione all’interno del Cortile della seta. Lo showroom di Aspesi diventa uno spazio meditativo aperto al pubblico curato da Gianluigi Ricuperati e allestito con i post it della collezione di Hans Ulrich Obrist, il più leggendario curatore di arte contemporanea vivente.
Roberto Cavalli home interiors presenta Queen of Cavalli chair. una sedia firmata da Fausto Puglisi disponibile in 20 pezzi numerati e firmati a mano dallo stilista. La seduta ha una struttura neoclassica in legno intagliato con finitura nera opaca e e un rivestimento nei tessuti che riproducono le stampe protagoniste delle recenti collezioni; il Dna della maison viene celebrato attraverso gli inconfondibili motivi animalier.
Sculture di funghi in materiali riciclati rappresentano l’installazione incentrata sull’idea di Stella McCartney che i funghi saranno il futuro della moda e del nostro pianeta e realizzano le prime collaborazioni nel campo degli arredi di design con i brand B&B Italia e Cole & Son. Non manca la nuova Frayme mylo, la prima luxury bag al mondo realizzata con il micelio.
Il 7 giugno la boutique di Acqua di Parma si trasformerà in un salotto di casa per L’Arte del profumo incontra il design, dove lo scultore friulano Roberto Milan, racconterà sui canali social della maison come ha interpretato la Home Fragrance Collection Signatures of the Sun. In occasione del Fuorisalone Missoni mostra con diversi eventi i volti del suo lifestyle: una gifting capsule e una licenza tableware sotto la regia di Alberto Caliri con la supervisione di Rosita Missoni. La casa secondo Sclavi nell’era del Metaverso, visibile da Moorer, è il nuovo progetto che Fabrizio Sclavi ha intitolato Home Portraits by Sclavi: su richiesta dipinge gli angoli preferiti dell’ambiente domestico e la casa diventa un’opera d’arte. Dior by Starck è la collaborazione artistica che verrà presentata a Palazzo Citterio mentre Chiara Boni dialoga al Fuorisalone al Brera design district.
Non può mancare la T-Bike collection di Tod’s con Colnago. Le stampe e i disegni delle collezioni di Alessandro Enriquez diventano una capsule di carte da parati per Jannelli& Volpi, una serie di tappeti per Illulian e una collezione di sedute e letti per Vispring. Savio Firmino estende la blockchain a tutta la sua produzione. Saviola, primo ad aver creato il pannello ecologico 100% recycled wood, arriva con l’installazione Legend, The renaissance. La Michelangelo foundation for creativity and craftsmanship presenta la sesta edizione di Doppia Firma, un progetto di Fondazione Cologni dei mestieri d’arte che valorizza l’unione tra l’innovazione del design e la tradizione dei grandi maestri d’arte europei.
Continua a leggereRiduci
La manifestazione riapre a Milano dal 7 al 12 giugno. Il settore è in ripresa: il fatturato cresce del 14%, esportazioni del 7,3.Decine di eventi, installazioni e presentazioni in tutta la città. Fondazione Cologni torna con il progetto «Doppia Firma».Lo speciale contiene due articoli.La sostenibilità e la transizione ecologica saranno le parole chiave per questa 60° edizione del Salone del Mobile di Milano. Il capoluogo lombardo si prepara ad accogliere una delle settimane più importanti e vivaci dell’anno: la Design week, durante la quale, in parallelo al Salone internazionale del mobile - in programma dal 7 al 12 giugno negli spazi della Fiera Milano Rho - la città si anima degli eventi del Fuorisalone 2022. Il capoluogo lombardo sarà «invaso» da installazioni, mostre, presentazioni, proiezioni accomunate dal tema Tra spazio e tempo. In Fiera, sono ben oltre 2.000 gli espositori (27% dall’estero) che partecipano al Salone su una superficie espositiva di circa 200.000 metri quadrati. Più della metà occuperà gli spazi del Salone internazionale del mobile, Salone internazionale del complemento d’arredo e Workplace 3.0 che comprendono le tipologie Classico, Design e xLux dell’arredamento. Sempre all’interno degli spazi di Fiera Milano Rho, in concomitanza con il Salone internazionale del Mobile, si svolgeranno anche le due biennali di Eurocucina e Salone internazionale del bagno.Evento nell’evento è il Salonesatellite dove espongono i designer under 35: in prima fila oltre 600 progettisti. Il 23° Salonesatellite ha come tema Design for our future selves / Progettare per i nostri domani, che intende chiamare i giovani designer a riflettere sul futuro e sulle piazze come luoghi di aggregazione. «Da sempre, il Salone del mobile è catalizzatore di creatività ed energie. È generatore di bellezza, inclusione, nuove opportunità. Siamo sempre stati un luogo di dialogo e costruzione, a Milano come nelle edizioni di Shanghai e di Mosca. Oggi, sconvolti come tutti per la guerra in Ucraina, crediamo ancor di più nel valore del nostro essere crocevia di culture e stili aperto al mondo», afferma Maria Porro, presidente del Salone del mobile. I numeri sono buoni «dopo due anni già complicati, in un momento in cui non ci aspettavamo il secondo cigno nero». Si attendono visitatori da tutto il mondo al punto che «abbiamo dovuto istituire una procedura speciale per il picco di richieste dall’India». Mercati nuovi, quindi, o tornati alla grande come gli Stati Uniti, che compensano le assenze di Russia e Cina. Per la Cina saranno comunque assicurati molti collegamenti compresa la diretta streaming dello spettacolo inaugurale alla Scala. «Non si ripeteranno le cifre del 2019 o del 2018», continua Porro, «ma ripartiamo con presupposti molto positivi, soprattutto in termini di qualità». Comunque, «nell’organizzare questo Salone abbiamo messo grandissima energia perché arriva dopo due anni molto complessi. Il Salone per 60 edizioni è stato il teatro dove i grandi prodotti e le tendenze hanno avuto modo di esprimersi». L’ottimismo non manca, confortato pure dai consuntivi della filiera legno arredo che registrano aumenti a due cifre rispetto al 2019: 49,3 miliardi di fatturato (+14%), 18,4 miliardi di esportazioni (+7,3%) e 31 miliardi di vendite sul mercato interno (+18,4%). «Numeri che mostrano lo stato di salute di un settore fatto per lo più di aziende anche piccole che hanno continuato a investire», commenta il presidente di Federlegnoarredo Claudio Feltrin, «ma è inutile negare che lo sguardo dei nostri imprenditori è già rivolto alla seconda metà dell’anno, iniziato in un clima d’incertezza dovuto al conflitto ucraino e le cui conseguenze potranno palesarsi in autunno». In più, «con l’inflazione è possibile un rallentamento della domanda e la carenza di legno è ormai un’urgenza. Per questo siamo al lavoro con Mise e Mipaf affinché tutti gli attori in campo agiscano verso un comune obiettivo che porti il nostro Paese ad avere una maggiore indipendenza dall’importazione di legname. Non farlo significherebbe non saper sfruttare quanto di positivo può nascere da un grave momento di crisi». Sarà una grande festa e un’opportunità di affermazione e «riposizionamento anche su nuovi mercati». Nonostante le difficoltà, l’impegno delle imprese del settore è teso a mantenere la propria leadership sul terreno della sostenibilità, e ne è testimonianza la scelta di Federlegnoarredo di porre questo tema come prioritario delle sua azione attraverso la realizzazione di un decalogo presentato a novembre e che avrà il suo seguito all’assemblea del 27 giugno a Milano con la presentazione del piano d’azione. «La filiera del legno arredo, come molte ricerche già testimoniano, è leader a livello europeo proprio in sostenibilità e riciclo e il Salone del mobile è una vetrina unica per mostrarlo. I traguardi raggiunti sono frutto di una lungimirante strategia di investimenti», conclude Feltrin. Il Salone del mobile di Milano non si svolgerà solo negli spazi della Fiera di Rho ma varcherà quei confini per animare alcuni luoghi significativi della città come il Palazzo Reale e il Teatro alla Scala. La 60° edizione della manifestazione sarà inaugurata da un concerto dell’orchestra filarmonica e da un balletto di Roberto Bolle. Nella Sala delle Cariatidi di Palazzo Reale Davide Rampello, direttore creativo di Rampello&Partners creative studio, ha realizzato una grande installazione cinematografica site specific che vede proiettati undici film d’autore creati da altrettanti firme della regia italiana, da Francesca Archibugi a Pappi Corsicato e molti altri.<div class="rebellt-item col1" id="rebelltitem1" data-id="1" data-reload-ads="false" data-is-image="False" data-href="https://www.laverita.info/salone-mobile-pienone-visitatori-indiani-2657458080.html?rebelltitem=1#rebelltitem1" data-basename="moda-e-design-celebrano-le-nozze-con-la-sostenibilita" data-post-id="2657458080" data-published-at="1654365066" data-use-pagination="False"> Moda e design celebrano le nozze con la sostenibilità Se Salone del mobile e Fuorisalone sono all’insegna dell’ecosostenibilità, Milano si adegua e ospita, in concomitanza con la Design week, la prima edizione della Ocean week, evento che vuole sensibilizzare sull’importanza del mare nelle nostre vite. Segue il tema il Consorzio italiano implementazione detox, in collaborazione con l’Accademia del costume & moda, con l’installazione di Francesca Pasquali realizzata con alcuni studenti con il materiale di scarto della produzione tessile. Drumohr presenta la sua prima capsule di home collection con Agena e Billiani: wallpaper, porcellane, poltrone rivestite, plaid e cuscini raccontano l’inconfondibile stile e qualità dello storico marchio fondato nel 1770. I nuovi arredi di Loro Piana interios, disegnati da Raphael Navot, si presentano con un’installazione all’interno del Cortile della seta. Lo showroom di Aspesi diventa uno spazio meditativo aperto al pubblico curato da Gianluigi Ricuperati e allestito con i post it della collezione di Hans Ulrich Obrist, il più leggendario curatore di arte contemporanea vivente. Roberto Cavalli home interiors presenta Queen of Cavalli chair. una sedia firmata da Fausto Puglisi disponibile in 20 pezzi numerati e firmati a mano dallo stilista. La seduta ha una struttura neoclassica in legno intagliato con finitura nera opaca e e un rivestimento nei tessuti che riproducono le stampe protagoniste delle recenti collezioni; il Dna della maison viene celebrato attraverso gli inconfondibili motivi animalier. Sculture di funghi in materiali riciclati rappresentano l’installazione incentrata sull’idea di Stella McCartney che i funghi saranno il futuro della moda e del nostro pianeta e realizzano le prime collaborazioni nel campo degli arredi di design con i brand B&B Italia e Cole & Son. Non manca la nuova Frayme mylo, la prima luxury bag al mondo realizzata con il micelio. Il 7 giugno la boutique di Acqua di Parma si trasformerà in un salotto di casa per L’Arte del profumo incontra il design, dove lo scultore friulano Roberto Milan, racconterà sui canali social della maison come ha interpretato la Home Fragrance Collection Signatures of the Sun. In occasione del Fuorisalone Missoni mostra con diversi eventi i volti del suo lifestyle: una gifting capsule e una licenza tableware sotto la regia di Alberto Caliri con la supervisione di Rosita Missoni. La casa secondo Sclavi nell’era del Metaverso, visibile da Moorer, è il nuovo progetto che Fabrizio Sclavi ha intitolato Home Portraits by Sclavi: su richiesta dipinge gli angoli preferiti dell’ambiente domestico e la casa diventa un’opera d’arte. Dior by Starck è la collaborazione artistica che verrà presentata a Palazzo Citterio mentre Chiara Boni dialoga al Fuorisalone al Brera design district. Non può mancare la T-Bike collection di Tod’s con Colnago. Le stampe e i disegni delle collezioni di Alessandro Enriquez diventano una capsule di carte da parati per Jannelli& Volpi, una serie di tappeti per Illulian e una collezione di sedute e letti per Vispring. Savio Firmino estende la blockchain a tutta la sua produzione. Saviola, primo ad aver creato il pannello ecologico 100% recycled wood, arriva con l’installazione Legend, The renaissance. La Michelangelo foundation for creativity and craftsmanship presenta la sesta edizione di Doppia Firma, un progetto di Fondazione Cologni dei mestieri d’arte che valorizza l’unione tra l’innovazione del design e la tradizione dei grandi maestri d’arte europei.
Val Pusteria (iStock)
La filosofia di Reinhold Messner, registrata per i visitatori di Messner Haus, rifugio dei cimeli dell’eroico alpinista «cantastorie» ricavato dall’impianto in disuso della cabinovia del Monte Elmo, nelle Dolomiti di Sesto in Val Pusteria, racchiude un messaggio cristallino: l’alta montagna deve rimanere selvaggia per preservare il suo mistero. Il rapporto tra uomo e altezze è insieme psicologico e chimico.
Scalare fonde con la natura a una profondità che «schiarisce la percezione del mondo», condizione che dona la sicurezza tanto cercata da riportare a valle, «nella civiltà». Quella che, in Val Pusteria, costeggia la pista ciclabile che serpeggia da San Candido a Bagni di Moso tra chalet, fattorie, giardini immacolati e campanili sottili. Intorno, con precisa magia, la Meridiana di Sesto - Sextum per gli antichi romani - sintonizza il passaggio del sole agli orologi degli escursionisti sui sentieri della Croda Rossa. Morbida e accessibile, l’area erbosa tra i 1.900 e i 2.200 m è raggiunta dagli impianti di risalita di Moso, frazione con 800 abitanti e una memoria termale asburgica dal 1765. Ne sono testimoni la chiesetta di San Valentino, edificata per i bagnanti, e l’unica sorgente sulfurea dell’Alto Adige, che irrora i percorsi acquatici del Bad Moos Aqua Spa Resort, dove fare il pieno di zolfo, fluoro, magnesio, calcio e sali minerali.
Come Vestali del benessere a lungo termine, le proprietarie Evi Oberhauser e Cristina Floriani potenziano l’eredità geologica saldando il legame tra salute, acqua e montagna. In SPA, il mondo delle saune racchiude il calore della biosauna moderata, della finlandese ad alta temperatura, dell’aromatica Larix e della Lady in cirmolo a 60°, fino al bagno turco e alla cabina con seduta mirata a sciogliere le tensioni vertebrali.
Dagli ambienti che costruiscono continuità tra interno ed esterno trapela l’antica sapienza olistica delle terme alpine. Arredati con artigianato altoatesino e sauna nello chalet-dépendance e nella camera del bagno di fieno dei pascoli circostanti, o con pareti vetrate, chaise-longue e lettini ad acqua a bordo della piscina interna-esterna riscaldata e nelle sale relax, sono tutt’uno con la natura. Ma l’iniziazione alla longevità si sperimenta anche in altri rami della struttura, che «amplifica l’esperienza della vita di montagna con ciò che non si trova più nelle grandi città» - afferma Floriani.
Il genuino menù si prende cura dell’alimentazione, il programma Move & Balance calendarizza attività psicofisiche guidate di yoga, ginnastica dolce, percorso Kneipp, Augfuss e meditazione con campane tibetane nella grotta di acqua solfata. Lo stile tirolese degli architetti Demetz impiega pietra, larice e cirmolo, loden e leder (cuoio nero), per rivestire la hall, la Stube, il luminoso ristorante e le facciate che ricordano i fienili tradizionali, rendendo il comfort accogliente e intimo sia in comune sia in privato. Ai piani alti, l’atmosfera scalda le suite mansardate con caminetto e vasca idromassaggio aperta sul Monte Casella. Fuori, l’infinità delle Dolomiti completa il circolo del benessere, anche spirituale.
Il corridoio verde della Val Fiscalina, 4,5 km che prolungano la Val Pusteria proprio dal Bad Moos, apre l’impegnativo trekking ad anello verso le Tre Cime di Lavaredo tra le pareti Popera, Croda de Toni, Cima Una e Croda Rossa. Dal rifugio Fondovalle, la salita tecnica 102 dai boschi di larici ai pascoli alti dei Rifugi Locatelli, Pian di Cengia e Zsigmondy-Comici conta una progressione di numeri spettacolari: Cima 9, 10, 11, Torre di Toblin e le Tre Cime Grande, Ovest e Piccola. Per chi desidera toccare il massiccio semicerchio dal versante veneto, il tour in elicottero sorvola Cortina, Misurina, i 3.000 m del gruppo del Cristallo, la Marmolada e il canyon Sorapis con il laghetto turchese dalle rive talcate a forma di cuore. Per scalare le vette dei sogni, la Scuola di Alpinismo Tre Cime organizza pacchetti di ferrate e arrampicate o escursioni su misura in ogni disciplina alpina, anche in formato famiglia (www.alpinschule-dreizinnen.com). Info: www.badmoos.it; www.suedtirol.info.
Continua a leggereRiduci
Andrea Kimi Antonelli festeggia sul podio dopo il Gran Premio di Formula 1 di Monaco (Ansa)
Da sport per appassionati a fenomeno generazionale. La Formula 1 continua a macinare record di pubblico e a conquistare una fascia di tifosi sempre più giovane. Un cambiamento che passa dai social network, dai nuovi linguaggi della comunicazione e dalla capacità di trasformare i piloti in personaggi capaci di parlare anche fuori dalla pista.
Se ne è discusso all'Atelier Alpine di Milano in occasione del weekend del Gran Premio di Monaco, dove Carolina Tedeschi, opinionista di Sky Sport e content creator specializzata nel motorsport, è stata presentata come nuova brand ambassador dello spazio milanese del marchio francese. Un'occasione per riflettere sul momento che sta vivendo il motorsport e sul fenomeno Andrea Kimi Antonelli, il giovane pilota italiano che proprio nel Principato ha firmato un'altra impresa della sua straordinaria stagione.
«Le tappe sono tutte sold out e il percepito della Formula 1 è cambiato tantissimo», spiega Tedeschi. «Quando vai a un Gran Premio trovi tribune piene di ragazzi giovani. Credo che abbiano raggiunto una fascia tra i 16 e i 35 anni che probabilmente non avevano mai raggiunto nella loro storia». Secondo la divulgatrice emiliana, una delle chiavi della crescita è stata la capacità di aprire le porte del paddock al pubblico, mostrando ciò che accade lontano dai riflettori della gara. «I piloti condividono momenti della loro vita e del dietro le quinte. Quello che prima appariva come un personaggio irraggiungibile diventa una persona nella quale i ragazzi possono identificarsi. Da lì nasce il tifo, la passione e il desiderio di seguire questo sport».
Se la Formula 1 ha trovato una nuova generazione di tifosi, l'Italia sembra aver trovato anche il suo nuovo idolo. Proprio nelle ore in cui a Milano si parlava della crescita del movimento, Andrea Kimi Antonelli conquistava il Gran Premio di Monaco, allungando ulteriormente in vetta al Mondiale e confermandosi uno dei grandi protagonisti della stagione. Tedeschi lo conosce da prima che diventasse una star internazionale. «L'ho incontrato quando aveva 17 anni durante un evento a Imola. Mi ricordo che parlava del suo sogno di arrivare in Formula 1. Oggi vedere dove è arrivato mi fa venire la pelle d'oca». Ma ciò che la colpisce maggiormente non è soltanto il talento. «Quello è evidente e non glielo toglie nessuno. La cosa straordinaria è la persona. Quando l'ho conosciuto sembrava già molto più maturo della sua età. È un ragazzo con i piedi per terra, con valori forti e una famiglia molto unita. Credo che sia anche questo uno dei motivi per cui piace tanto».
Dietro il successo mediatico del Circus, però, continua a esserci una dimensione tecnica che spesso sfugge al grande pubblico. «Ogni tanto sento dire che le gare sono noiose o troppo lunghe», osserva Tedeschi. «Ma quando scopri il lavoro che c'è dietro anche a un singolo aggiornamento tecnico ti rendi conto della quantità di ricerca, sviluppo e innovazione che stanno dietro a ogni weekend di gara». Un mondo che la giornalista ha avuto modo di conoscere da vicino visitando la sede del team Alpine di Formula 1 a Enstone. «Ho visto il lavoro degli ingegneri e tutti i processi che stanno dietro una monoposto. La cosa più affascinante è vedere come molte delle soluzioni sviluppate per le corse arrivino poi sulle vetture stradali. La Formula 1 non nasce e finisce in pista, ma lascia un'eredità concreta che ritroviamo nella vita quotidiana». Proprio questo legame tra passione, ricerca e innovazione è uno degli aspetti che l'hanno convinta ad accettare il ruolo di brand ambassador di Alpine Milano. «Quando si sceglie una collaborazione si cercano sempre valori comuni. Per me sono la passione, la ricerca e lo sviluppo. Sono valori nei quali mi riconosco da sempre».
Uno sguardo rivolto al futuro condiviso anche da Massimo Berruto, direttore marketing di Renord e investitore di Atelier Alpine Milano. Secondo il manager, la sfida del marchio francese è quella di diventare un punto di riferimento per gli appassionati di guida, puntando su una clientela che cerca emozioni al volante più che il semplice prestigio del marchio. Sul fronte dell'elettrificazione, Berruto vede un percorso ormai avviato. «In Italia esiste ancora una certa diffidenza verso l'auto elettrica, ma nel segmento delle vetture sportive si sta capendo che può offrire grandi soddisfazioni. La direzione è tracciata e il mercato sta evolvendo in quella direzione».
Formula 1, innovazione e nuovi linguaggi. Mentre Antonelli continua a collezionare vittorie e ad alimentare l'entusiasmo dei tifosi italiani, il mondo dei motori prova a costruire il proprio futuro parlando a un pubblico sempre più ampio, senza rinunciare a quella passione che continua a rappresentarne il motore principale.
Continua a leggereRiduci
Alexander Zverev e Flavio Cobolli dopo la finale del Roland Garros (Getty Images)
«Comunque vada Flavio ha già vinto» si diceva alla vigilia del match. Un italiano diverso da Jannik Sinner a giocarsi la finale di uno Slam era addirittura impensabile soltanto fino a pochi giorni fa. Soprattutto se lo Slam in questione è il Roland Garros e l'ultimo italiano a vincerlo è stato Adriano Panatta nel 1976.
Flavio Cobolli ha comunque vinto perché è arrivato a tanto così dal compiere un'impresa che avrebbe scritto un'altra pagina indelebile del tennis azzurro. E se è vero che nello sport arrivarci vicino conta relativamente, è altrettanto vero che sulla terra rossa del Court Philippe-Chatrier il tennista romano ha gettato il cuore oltre l'ostacolo rendendo la vita complicatissima ad Alexander Zverev, numero 3 al mondo con tutto da perdere visto che a 29 anni, dopo 3 finali perse, non era ancora riuscito a vincere uno Slam e per riuscirci ha dovuto faticare non poco. Significative le lacrime del tedesco al momento del secondo match point concretizzato che ha sancito una vittoria inseguita per anni e sempre sfuggita. Una vittoria tanto desiderata quanto sofferta. Merito di un Cobolli a tratti leggendario, rimasto in partita fino all'inizio del quinto set. Poi la partita ha preso la direzione definitiva. Zverev è partito forte nel parziale decisivo, salendo rapidamente 3-0 con due break di vantaggio. Cobolli ha provato a restare agganciato, ma la distanza si è allargata subito e il tedesco ha trovato anche il terzo break nel settimo game, chiudendo di fatto i conti. L’azzurro ha comunque continuato a giocare ogni punto, provando a restare dentro la finale fino all’ultimo scambio.
Il punteggio finale è stato 6-1 4-6 6-4 6-7 (5) 6-1 dopo 4 ore e 16 minuti di gioco. Nel quinto set Cobolli ha avuto anche qualche occasione in risposta, senza però riuscire a concretizzare le palle break. Zverev ha gestito con maggiore solidità i propri turni di servizio, mentre l’italiano ha iniziato a perdere brillantezza negli spostamenti laterali, pagando la fatica di una partita giocata ad altissima intensità.
La finale si era aperta nel segno del tedesco. Primo set a senso unico, con Zverev subito avanti di un break e poi capace di allungare fino al 6-1, approfittando delle difficoltà di Cobolli negli scambi prolungati e al servizio. Il secondo parziale ha invece raccontato un’altra partita: più equilibrio, più lotta, e un Cobolli cresciuto soprattutto nella gestione dei punti importanti. Il break decisivo è arrivato nel settimo game e ha riportato la sfida in parità. Nel terzo set Zverev ha ritrovato ordine nei propri turni di battuta, mentre Cobolli ha avuto due palle break nel quarto game senza sfruttarle. Il tedesco ha poi colpito nel momento chiave, strappando il servizio nel decimo game e portandosi avanti due set a uno. Il quarto parziale è stato il più equilibrato e il più lungo sul piano emotivo. Cobolli ha avuto un primo break di vantaggio, poi è stato ripreso e superato, quindi ha nuovamente ribaltato l’andamento del set fino al 5-3. Zverev ha reagito ancora e si è arrivati al tie-break. Qui l’azzurro ha tenuto meglio la tensione: avanti 6-4, ha chiuso alla seconda occasione utile con un passante di dritto che ha portato il match al quinto set. Nel set decisivo però la partita si è spostata subito verso il tedesco. Zverev ha preso il controllo con un avvio aggressivo e ha sfruttato gli errori di Cobolli nei momenti chiave. L’italiano ha avuto alcune chance in risposta, ma non è riuscito a trasformarle e il divario si è ampliato fino al 6-1 finale.
Al momento del punto decisivo Zverev si è lasciato andare in lacrime, disteso sulla terra rossa del Philippe-Chatrier. Per lui è il primo titolo Slam della carriera, dopo tre finali perse. Cobolli, invece, lascia Parigi con una finale che segna comunque un passaggio importante: il primo grande appuntamento giocato fino in fondo e la sensazione di poter stare stabilmente ad alto livello.
Continua a leggereRiduci