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Per la Salis «Hannoun» è diventato un insulto

Per la Salis «Hannoun» è diventato un insulto
Silvia Salis (Ansa)
Il capogruppo di Forza Italia a Genova, Mario Mascia, in Consiglio confonde il cognome di un collega del Pd pronunciando quello dell’indagato per i finanziamenti ad Hamas. Ma per la dem pro Pal il lapsus è un’offesa voluta e invita tutti i suoi a uscire dall’Aula.

In Consiglio comunale, a Genova, avevano provato a trasformare la Giornata della memoria in una giornata per Gaza con un ordine del giorno di Alleanza Verdi e Sinistra che chiedeva alla giunta di approvare aiuti per il popolo palestinese. Una prima fase di tensione aveva già visto come protagonista la consigliera della Lista Salis, Sara Tassara, che rivolgendosi al capogruppo di Fratelli d’Italia Alessandra Bianchi aveva ripetuto la parola «assassini» per poi spiegare che era indirizzata al governo israeliano. Un attimo dopo, durante il suo intervento, il capogruppo di Forza Italia Mario Mascia, avvocato, ex assessore comunale e segretario genovese azzurro, prende la parola e, rivolgendosi al consigliere comunale del Partito democratico (nono per numero di preferenze) Si Mohamed Kaabour, nato in Marocco e cittadino italiano dal 2009, lo chiama «Hannoun». Passano pochi secondi e lo richiama «Hannoun». Silvia Salis, che partecipò alle manifestazioni di piazza pro Gaza, compresa quella in cui Mohammad Hannoun pronunciò il discorso finito al centro dell’inchiesta che lo ha privato della libertà con l’accusa di aver finanziato Hamas, lascia l’Aula.

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Calamandrei sosteneva già nel 1947 che l’elezione del Csm non funziona
La seduta inaugurale dell'Assemblea Costituente il 25 giugno 1946. Nel riquadro, Piero Calamandrei (Ansa)
Chi mette la Costituzione sotto una lastra di vetro non vuole proteggerla ma soffocarla.

Piero Calamandrei, insigne giurista, antifascista e tra i padri della Costituzione, lo aveva intuito con largo anticipo. Nei lavori preparatori dell’Assemblea costituente, nell’autunno del 1947, si trova una chiave di lettura ancora oggi attuale del dibattito sulla riforma della giustizia.

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Bugie e troll contro noi magistrati per il Sì
Nel riquadro, il pm Anna Gallucci (Ansa)
Politica divisa, anime dell’Anm no. I difensori dello status quo dicono che i pm non svolgeranno più indagini a favore di chi è sotto inchiesta. Ma quante volte lo hanno mai fatto veramente? Simili fake news dovrebbero avere un limite di decenza.
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Mentre fanno la morale a Buttafuoco Mosca incassa miliardi anche dall’Ue
Pietrangelo Buttafuoco (Ansa)
Greggio, gas, tasse: di fatto foraggiamo la Russia. Strillare per la Biennale è ridicolo.

Ma che significa: «Non diamo vantaggio a Putin?». A furia di andar dietro all’Unione europea il governo si sta avvitando in una situazione che non capiamo. Onestamente non credo che l’Italia debba dare ulteriori «prove d’amore» all’Ucraina. Credo chela solidarietà sincera al popolo ucraino non sia mai mancata, idem per quel che riguarda i finanziamenti a Zelensky necessari a non soccombere di fronte all’invasione russa.

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Ecco le ragioni del No
Ansa

Milano, Roma, Torino: si saldano le manifestazioni di Potere al popolo, Usb, antagonisti, pro Pal. La protesta anti-Usa si fonde con quella anti- riforma: nella capitale bruciata una foto di Meloni e Nordio. Conte e Grosso costretti a prendere le distanze. A fuoco immagini di Trump e bandiere di Israele.

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