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Saipem ha perso il 77% in Borsa

Solo ieri - 43%. Altro crollo della partecipata Eni e Cdp. Problema legato all’aumento di capitale di due miliardi che ora le banche dovranno coprire per una buona fetta.
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(Totaleu)

Lo ha detto l'eurodeputato di Fratelli d’Italia Stefano Cavedagna durante la sessione plenaria all’Europarlamento di Strasburgo a proposito della presentazione del regolamento per modernizzare le telecomunicazioni Ue.

Il modello Sánchez deraglia ancora. Altri due incidenti: un morto e feriti
Ansa
Disgrazie in Catalogna causate dai crolli di un muro e di alcuni massi. Audio choc sulla tragedia in Andalusia: il conducente avvisò di essere uscito dalle rotaie, ma la centrale rispose che non vi erano treni in arrivo.

Tre incidenti ferroviari in pochi giorni mostrano che il governo di Pedro Sánchez deraglia. Binari usurati, passeggeri che perdono la vita o rimangono gravemente feriti rivelano gravi falle nella manutenzione della rete ferroviaria spagnola, calata in dieci anni di oltre il 40%.

Secondo i dati Eurostat del 2024, la Spagna aveva un tasso di deragliamento pari al 21,05% di tutti gli incidenti ferroviari, rispetto al 4,18% dell’Unione europea. I deragliamenti sono quadruplicati in un decennio: dai 5 registrati nel 2014 ai 22 nel 2024. Nel 2018, primo anno del governo Sánchez, erano 7. Nel frattempo, il premier approvava miliardi di euro di prestiti per progetti ferroviari all’estero, principalmente in Marocco ma anche in Egitto e Uzbekistan.

Partendo dalla cronaca, ieri è circolato l’audio impressionante delle conversazioni telefoniche estratte dalla scatola nera del treno ad alta velocità Iryo e diffuse dall’emittente Cordópolis. Nelle registrazioni, il macchinista del treno 6189 proveniente da Malaga e diretto a Madrid, deragliato nel tardo pomeriggio di domenica ad Adamuz (Cordoba), parlava due volte con il centro di controllo dell’Adif a Madrid.

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(Totaleu)

Lo ha dichiarato l'eurodeputata della Lega Anna Maria Cisint a margine del voto in plenaria sul Mercosur, dove è stato approvato il passaggio alla Corte di Giustizia europea.

Da Giulio II a Leone XIV: i 520 anni della Guardia svizzera
Papa Leone XIV con la Guardia svizzera pontificia (Ansa)

Il 22 gennaio 1506 veniva istituita da Papa Giulio II la Guardia svizzera pontificia, oggi il più antico corpo militare in servizio. Decimata nel «Sacco di Roma» del 1527, sopravvisse a Carlo V e alle soppressioni di Napoleone e della Repubblica Romana. Oggi conta 135 effettivi a protezione di Leone XIV.

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