Il governo studia il ritorno parziale dell’esenzione sull’Irpef agricola

Mentre si apre una nuova settimana di proteste in tutta Europa, il governo italiano tenta di allentare la tensione a livello nazionale cercando di reintrodurre l’esenzione sull’Irpef agricolo. Mossa di non facile realizzazione, dal punto di vista economico, e che non soddisferebbe le attuali richieste della categoria, visto che nel loro mirino ci sono le politiche dell’Ue e in particolare la nuova ecologia del Green deal che impone severe restrizioni al comparto agricolo. Parliamo, per esempio, della «politica agricola comune» che tra le sue misure prevede l’obbligo di destinare almeno il 4% dei terreni coltivabili a funzioni non produttive e l’obbligo di effettuare rotazioni delle colture e di ridurre l’uso di fertilizzanti di almeno il 20%. Quanto al comparto agricolo italiano, le richieste si spostano anche su una maggiore tutela del made in Italy e sul prezzo del gasolio.
Il governo sta però tornando sull’esenzione dell’Irpef agricolo perché la legge di bilancio 2024 non ha prorogato la misura, scatenando, a fine 2023, un po’ di tensione nel comparto, soprattutto da parte delle varie associazioni del settore. L’agevolazione fu introdotta con la legge di bilancio 2017 per aiutare gli agricoltori in un momento di difficoltà, e poi successivamente fu prorogata fino al 31 dicembre 2023. Per il 2024 il governo ha deciso di non rinnovare l’agevolazione per due motivi. Il primo riguarda le poche risorse a disposizione: «Con le ristrettezze di bilancio, si è dovuto dare la priorità ad alcune specifiche emergenze che hanno comportato il mancato rinnovo dell'esenzione Irpef», spiega in una nota il capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera, Tommaso Foti. E il secondo motivo riguarda invece il merito. L’esenzione sull’Irpef agricolo «era un intervento orizzontale che beneficiava i lavoratori abbienti, e meno, quasi per nulla, chi era davvero in difficoltà», ha spiegato qualche giorno fa il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida. «Abbiamo fatto delle scelte e la nostra priorità è sempre stata quella di aiutare i più deboli», ha sottolineato il ministro spiegando di aver «scelto di istituire un fondo per le emergenze: interverremo sul settore della pesca, sull’emergenza granchio blu e stiamo riformando il sistema assicurativo con le associazioni agricole».
Alla luce però delle proteste del settore il governo ha annunciato un aumento dei fondi, lato Pnrr, che passeranno da 5 a 8 miliardi per il comparto e la possibilità di reintrodurre l’agevolazione Irpef sui terreni agricoli. La Lega ha infatti presentato un emendamento al Milleproroghe che attualmente è in discussione in commissione Affari Costituzionali della Camera, dove chiede di estendere la misura introdotta nel 2017 fino al 2024. La maggioranza starebbe però anche valutando la possibilità di limitare la fine dell’esenzione dall’Irpef per i redditi dominicali e agrari «soltanto a chi ha grandi estensioni». Il tutto sempre attraverso un emendamento al Milleproroghe. Il motivo di escludere i soggetti di grandi dimensioni, da una parte si collega all’azione del governo di voler aiutare i più deboli e dall’altra, guarda anche alle risorse disponibili. Il riporre l’esenzione Irpef ai redditi agricoli, in modo totale, costerebbe infatti 250 milioni di euro, risorse che al momento non si sa da dove reperire. L’ago della bilancia resta come sempre il Mef: «Lollobrigida ha sempre manifestato il proprio assenso alla proroga dell’esenzione dell’Irpef agricola, se dal ministero dell’Economia e delle Finanze verranno rese disponibili ulteriori risorse da utilizzare, al riguardo, così come per ogni altra forma di sostegno, ad un comparto per noi fondamentale come quello agricolo», conclude Foti.






