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I giudici si schierano dalla parte di Baby Gang. Niente sorveglianza dalla Questura

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I giudici si schierano dalla parte di Baby Gang. Niente sorveglianza dalla Questura
Zaccaria Mouhib, in arte «Baby Gang» (Ansa)

Per la seconda volta il tribunale di Milano respinge la richiesta di controllare il rapper. Su Instagram aveva minacciato le forze dell'ordine.

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Le correnti hanno trasformato il Csm in un parlamentino ostile al governo
Nel riquadro Marco Tamburrino, gip e gup presso il Tribunale di Trento. Sullo sfondo una seduta del Csm (Ansa)
Marco Tamburrino, giudice per le Indagini preliminari e giudice dell'udienza preliminare presso il Tribunale di Trento: «Hanno creato un ulteriore potere, quello politico, che la magistratura non deve avere. Calamandrei 80 anni fa aveva capito il rischio di questa deriva. L’Alta Corte garantirà imparzialità e autorevolezza».
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Mai dire Blackout | Iran al contrattacco

Domanda asiatica in calo. Teheran colpisce infrastrutture energetiche. Shipping globale nel caos. La guerra aiuta la Russia. Shock energetico prolungato? I sauditi temono petrolio a 180$.

Lo sfregio alla Carta? Usarla contro il nemico
Nel riquadro l'ex presidente del Tribunale di Fermo Bruno Castagnoli (Ansa)
Bruno Castagnoli, ex presidente del Tribunale di Fermo: «Per tutto il dibattito abbiamo sentito dire che i sostenitori del Sì sono dei delinquenti. E che il Fronte del No è l’unico difensore della Costituzione. Un vero e proprio «furto» da parte di chi arriva a descrivere una riforma come un attentato».
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I condannati votano No
Piercamillo Davigo (Imagoeconomica)

La «tesi» di Gratteri sbugiardata da Piercamillo Davigo: l’ex procuratore ha preso un anno e 3 mesi in Cassazione ed è in prima fila contro la legge Nordio. Ma finalmente abbiamo la possibilità di smontare le loro bugie con un Sì.

È finita e finalmente si vota. Una campagna referendaria tra le più brutte e menzognere della storia. Dove invece che del merito, ovvero della riforma della giustizia, si è discusso di tutt’altro, con un processo alle intenzioni più che alle decisioni, e soprattutto con la volontà di colpire il governo più che migliorare l’efficienza di Procure e tribunali. A simboleggiare la conclusione dello scontro, il dibattito a Milano fra due ex magistrati: Piercamillo Davigo e Antonio Rinaudo, il primo a favore del No alla legge voluta dal governo, il secondo sostenitore del Sì.

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