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Nel risiko del Quirinale Letta sa dire solo no. La Meloni incalza Salvini

Nel risiko del Quirinale Letta sa dire solo no. La Meloni incalza Salvini
Maria Elisabetta Casellati, presidente del Senato (Ansa)
  • Tira e molla su Pier Ferdinando Casini. Il leader della Lega: «Una soluzione è possibile». Oggi quarta votazione: si possono tentare blitz. Il segretario del Pd boccia preventivamente la presidente del Senato. Il suo sogno resta Mario Draghi al Colle, ma in pochi lo seguono.
  • L’ex premier continua a imporre veti senza proporre alcun nome, persino nel suo partito cresce l’irritazione. Fdi sprona il centrodestra, lasciando però il pallino a Matteo Salvini. Il M5s sempre più diviso si aggrappa a Elisabetta Belloni.

Lo speciale contiene due articoli.

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Usa: «Tregua con l’Iran allungabile». Decisivi stop ai raid e intesa su uranio
Saeed Khatibzadeh, viceministro degli Esteri iraniano (Getty Images)
  • La Casa Bianca fa sapere che il cessate il fuoco sarà prorogabile se i colloqui in Pakistan progrediscono. Ma Teheran pretende risarcimenti di guerra, nessuna interferenza sul nucleare e la fine delle sanzioni.
  • Coro di no, dall’Ue agli Emirati: rischio domino, difficoltà logistiche e giallo sulla valuta. Ieri intanto è passata la prima petroliera, con bandiera gaboniana, diretta in India.
  • Il tycoon tratta con la pistola sul tavolo: «Navi, aerei e uomini rimangono in Iran fino a intesa raggiunta».

Lo speciale contiene tre articoli

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Edicola Verità | la rassegna stampa del 10 aprile

Ecco #EdicolaVerità, la rassegna stampa del 10 aprile con Carlo Cambi

Meloni rilancia: «Nessuna Fase due, il programma c’è ora voglio i risultati»
Giorgia Meloni e il governo durante l'informativa alle Camere (Ansa)
Il leader alle Camere: «Non c’è subalternità agli Usa. Migranti? Metodo da consolidare. Sulle liste d’attesa patto con le Regioni».

Un’informativa urgente sull’azione di governo, ma non c’è nessuna Fase due. Lo chiarisce subito il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nel suo discorso alla Camera dei deputati. «Si continua a parlare di rimpasti, fase due, alchimie di palazzo, un mondo distante anni luce da noi. Non c’è alcuna ripartenza da fare, posto che il governo non si è mai fermato e da giorni lavora, come si è visto, per scongiurare le conseguenze della crisi internazionale e per mettere a terra altri provvedimenti.

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La  «rete» che prova a mettere Conte al posto della Meloni
Giuseppe Conte (Getty Images)
Cresce l’attivismo di Giuseppi. Dopo il pranzo con l’inviato di Donald Trump (ma le interlocuzioni sono a un livello anche più alto), lancia messaggi di apertura a Pechino e frena sul gas russo. A consigliarlo, l’ex ambasciatore Pietro Benassi, che punta alla Farnesina.

In fondo, a chi è stato presidente del Consiglio prima in alleanza con la Lega e poi con il Pd, deve sembrare un giochetto da ragazzi andare d’accordo sia con Donald Trump che con Xi Jinping. Giuseppe Conte, il CamaleConte, ci prova: campione mondiale di cinismo politico, si lascia intervistare da Bloomberg, colosso dell’informazione globale con sede a New York, di orientamento politico pragmatico e tutto orientato al business, e rispolvera la sua mai sopita passione per il multilateralismo e in particolare la Cina: «Trump e gli Usa», sottolinea Giuseppi, «ovunque si muovono tutelano i loro interessi economici e commerciali. La formula Make America Great Again non può essere sottoscritta dagli alleati più piccoli come l’Italia. Io non posso dare il sangue al mio alleato to Make America Great Again».

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