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Chi si innamora in ufficio aumenta pure la produttività. Decalogo per il giorno di San Valentino

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Chi si innamora in ufficio aumenta pure la produttività. Decalogo per il giorno di San Valentino
  • Sei persone su 10 hanno conosciuto l'anima gemella sul posto di lavoro. La master coach Marina Osnaghi ha stilato una lista di consigli per amarsi senza compromettere la propria attività.
  • Cresce il business dell'amore: in Italia ogni anno +1,8% è un fatturato di 350 milioni. Al primo posto per i festeggiamenti sono i lombardi. I baci Perugina si rinnovano con frasi romantiche, ma non troppo, firmate da Mara Maionchi. I fiori, invece, si confermano il regalo preferito da un italiano su tre. Sul podio le rose, rosse. Attenzione ai colori: ogni tonalità nasconde significati differenti e il rischio gaffe è dietro l'angolo.
  • Tra le mete preferite dalle coppie: Islanda, Roma e Venezia. Secret Escapes ha creato pacchetti «da batticuore» con sconti fino al 70%.
  • In tema di regali, per il 2019 il focus è sul lato b: per sedurre il 14 febbraio scegliete lingerie in pizzo rosso, teddies e slip con taglio alla brasiliana.

Lo speciale contiene quattro articoli e alcune gallery con idee regalo per la festa degli innamorati.

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(Totaleu)

Lo ha detto il Ministro per gli Affari europei in un’intervista margine degli Ecr Study Days a Roma.

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Dal momento che ci piacciono le sfide e non amiamo stare con le mani in mano, vi proponiamo un nuovo progetto, una nuova scommessa trascinante che si chiama #informazione online. Saremo diversi e controcorrente anche sul #Web.#LaVerità
La partita del pride? Egitto-Iran
Getty Images
Clamoroso autogol della Fifa: ai mondiali americani il match che cade nella data dell’orgoglio arcobaleno vede di fronte due nazioni in cui l’omosessualità è illegale.

Un autogol di quelli più divertenti e nello stesso tempo più pesanti, un gollonzo in piena regola: la partita del Mondiale che avrebbe dovuto celebrare l’orgoglio Lgbtq+ sarà… Egitto-Iran. Ben gli sta, e scusate la franchezza. L’idea che i Mondiali debbano celebrare un pride game per omaggiare l’omosessualità (nel senso più largo del termine, comprendendo perciò anche le politiche contro omofobia e quant’altro) è la solita forzatura retorica dove per certi temi sono previste corsie preferenziali. Tra l’altro i temi «pride» sono sempre gli stessi e - guarda caso - coincidono con fasce di consumatori big spender. Insomma i pride Lgbtq+ sono un business ed è per questo che conviene a tutti inserirli nelle manifestazioni.

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Ha fatto la storia del tennis: oscurata perché si oppone alle politiche Lgbt
Margaret Court (Ansa)
L’australiana Margaret Court: «I miei connazionali vogliono che il mio nome sparisca».

È donna e, benché nata in una famiglia modesta, è riuscita ad affermarsi come una delle tenniste più vincente di sempre, portandosi a casa 64 prove del Grande Slam: 24 in singolare, 19 in doppio e 21 in doppio misto. Avrebbe insomma tutte le carte in regola - tanto più in tempi in cui l’empowerment femminile attira tanta attenzione culturale e mediatica - per essere indicata a modello delle giovani di tutto il mondo, l’australiana Margaret Court. Eppure la leggendaria campionessa, che oggi ha 83 anni, ai giorni nostri è come dimenticata; di più: è evitata quasi come la peste. Tanto che, quando Oliver Brown del Telegraph ha scelto di dialogarci nei giorni scorsi, lei era quasi incredula: «Sei il primo giornalista ad intervistarmi in questo modo da anni. Gli australiani preferirebbero che il mio nome sparisse». Curiosamente, perfino il mondo del tennis sembra averla rimossa.

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