san valentino

Si poteva non pensare a San Valentino – che cade da calendario domani - dovendo officiare il piacere del cibo e della convivialità? Certo che no. Però abbiamo abbandonato i grandi classici che di solito imbandiscono la tavola degli innamorati (risotto alle rose, cuori di panna, fragole e via immaginando) e ci siamo immersi (è il caso di dirlo) in un piatto semplice, ma evocativo e che è soprattutto un buon lubrificante di piacere: un risotto che scalda il cuore, che esplora il mare e rende omaggio agli amanti con un ingrediente solare come il pistacchio.

San Valentino, e allora, anche in cucina, ditelo coi fiori. D'accordo la festa è molto commerciale, ma quest'anno causa virus cinese forse può tirarsi su di tono sentimentale: insomma meno paccottiglia e più intimità. Allora abbiamo scovato tra le nostre ricordanze gastronomiche una ricetta che andava molto di moda negli anni Ottanta. I primi uomini con abitudine al fornello la usavano per stupire le ragazze che cominciavano a non seguire più la trasmissione del sapere gastronomico da madre in figlia, altrimenti si sarebbero accorte che le doti del cuciniere erano limitate alla sola attenzione al fuoco e agli ingredienti.

A San Valentino meglio dirlo con un regalo
Ansa
  • C'è chi ama festeggiare e chi no, ma un pensiero è sempre gradito. Tutti i grandi marchi per il giorno degli innamorati creano collezioni speciali. Per non sbagliare, si può puntare sui classici: completini sexy, anelli, accessori. O magari cioccolati firmati.
  • Homi dedica una fiera ai gioielli di moda e bijoux, dando spazio a un mondo sempre più importante per il mercato del lusso.

Lo speciale contiene due articoli.

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