
Diciassette ore di diretta al giorno, sette giorni su sette, per 364 giorni all'anno (Natale escluso). Intrattenimento, live show, eventi speciali. La piattaforma multimediale permette di fare acquisti direttamente da tv, mobile e social media.Diciassette ore di diretta al giorno, sette giorni su sette, per 364 giorni all'anno (Natale escluso). Intrattenimento, live show, eventi speciali. 68.367 prodotti di oltre 1.200 brand per un totale di quasi 13,6 milioni di ordini ricevuti. Venti presenter italiani e 330 guest (esperti del prodotto) che si avvicendano durante tutto l'anno. Tutto questo e molto di più è Qvc, la piattaforma multimediale di shopping che mette insieme tivù, digital, mobile e social media, un modo di acquistare diverso dall'entrare in un negozio ma scegliendo direttamente alla televisione, coinvolti da chi magistralmente spiega e racconta i prodotti, oppure attraverso l'e-commerce. Qvc, fondata negli Stati Uniti nel 1986 da Joseph Segel, festeggia i suoi primi dieci anni di presenza sul mercato italiano. «Sono stati 10 anni scanditi da momenti, soprattutto belli, anche se alcuni lo sono stati meno, come l'ultimo periodo che stiamo vivendo», spiega Paolo Penati, amministratore delegato di Qvc Italia. Quartier generale di 15.000 mq. a Brugherio (Mb), polo logistico di 20.000 mq. a Castel San Giovanni (Pc), conta oltre 500 dipendenti di cui il 63% donne, con un'età media di 38 anni. Casa, cucina, moda e accessori, bellezza, gioielli ed elettronica rappresentano il cuore dell'offerta di Qvc. I marchi sono selezionati fra realtà italiane e internazionali e l'offerta è andata ampliandosi nel tempo tenendo conto innanzitutto dei gusti e delle esigenze del cliente. Durante il primo anno sono stati presentati poco più di 4.300 prodotti, mentre negli ultimi 12 mesi le referenze introdotte sulle piattaforme sono state oltre 7.400. In questi dieci anni, le categorie beauty e home restano quelle trainanti, seguite da moda, accessori e gioielli.La community è al centro di tutto e protagonista assoluta del palinsesto e delle iniziative di Qvc Italia. In questo percorso, la piattaforma e-commerce ha svolto un ruolo fondamentale. Dal dicembre 2011 ha infatti affiancato la programmazione in Tv, consentendo alla piattaforma di affermarsi come un vero e proprio retailer multicanale. La web penetration, che a gennaio 2012 si attestava intorno al 7%, si è fortemente consolidata nel tempo riducendo lo scarto rispetto alla media di Qurate Retail Group, il gruppo al quale Qvc Italia appartiene, per cui l'e-commerce vale il 60% del fatturato annuale (2019). Hanno contribuito alla crescita in rete anche i canali social, Facebook e Instagram, in primis. Paolo Penati (Qvc)«Gennaio e febbraio 2020 erano partiti come negli anni precedenti, poi a marzo-aprile, causa lockdown, la moda ha avuto un calo delle vendite sulla nostra piattaforma nell'ordine del 40% circa, ma è il comparto accessori ad aver vissuto un crollo drammatico, mentre la casa e alcune nicchie dell'universo della bellezza hanno continuato a mostrare delle belle crescite», ha continuato Penati. «A maggio abbiamo visto qualche debole segnale di ripresa, prima nell'abbigliamento poi negli accessori, finché a giugno qualcosa ha cominciato a cambiare. Abbiamo dunque deciso di spingere sull'abbigliamento, con riscontri eccezionali: a giugno le nostre vendite moda sono salite rispetto a giugno 2019, e nel periodo luglio-settembre il trend di crescita è aumentato enormemente, tanto da oltrepassare i risultati dell'anno precedente di circa il 20% in quel quadrimestre». Da lì sono anche cambiate le strategie di lavoro. «Di solito presentavamo le collezioni a maggio per la Pe e a settembre per l'Ai, ma quest'anno abbiamo deciso di farne quattro. Dopo la sfilata di moda per l'estivo presentata nei nostri studi a giugno, resa visibile anche sui social media, abbiamo svelato l'autunnale a settembre. A novembre proporremo un'altra sfilata per l'invernale». Nel 2019, il fatturato globale del gruppo è stato di 13,5 miliardi di dollari (la joint venture con la Cina non è inclusa nei risultati consolidati), con 8 miliardi di dollari di vendite generati dall'e-commerce. Circa 25.000 i dipendenti del gruppo, in Usa, Uk, Germania, Giappone, Italia e Polonia. Oltre 22 milioni i suoi clienti nel mondo, 220 milioni i pacchi spediti nel globo nel 2019 da 21 centri logistici, raggiungendo 380 milioni di abitazioni worldwide. Più di 140 ore di contenuti live al giorno, più di qualsiasi altro broadcaster.L'87% dei clienti di Qvc nel mondo sono donne, il 70% delle quali ha un'età media compresa tra i 35 e i 64 anni. Il 90% delle vendite provengono da clienti abituali che ripetono l'acquisto, 21 prodotti all'anno sono acquistati in media da clienti abituali e la community globale ha 2,5 milioni di fan.Tra le tante iniziative, anche quest'anno, ad ottobre, mese della prevenzione del tumore al seno, la piattaforma sostiene il progetto «Pink is good» di Fondazione Umberto Veronesi con cui collabora dal 2015, attraverso «Shopping4Good», programma di shopping sviluppato per sostenere la raccolta fondi a sostegno della ricerca e cura del tumore al seno, utero e ovaio. L'anno scorso sono stati raccolti più di 200.000 euro, che hanno finanziato cinque borse di studio.
Emanuele Fiano (Ansa)
L’ex deputato pd chiede di boicottare un editore ospite alla fiera patrocinata da Gualtieri e «reo» di avere un catalogo di destra.
Per architettare una censura coi fiocchi bisogna avere un prodotto «nero» ed etichettarlo con la dicitura «neofascista» o «neonazista». Se poi scegli un ebreo (si può dire in questo contesto oppure è peccato?) che è stato pure censurato come testimonial, hai fatto bingo. La questione è questa: l’ex parlamentare Pd, Emanuele Fiano, che già era passato alla cronaca come bersaglio dei pro Pal colpevoli di non averlo fatto parlare all’Università Ca’ Foscari di Venezia e contro il quale qualche idiota aveva mimato la P38, sta premendo per censurare una casa editrice colpevole di pubblicare dei libri pericolosi perché di destra. Anzi, di estrema destra.
Un frame del video dell'aggressione a Costanza Tosi (nel riquadro) nella macelleria islamica di Roubaix
Giornalista di «Fuori dal coro», sequestrata in Francia nel ghetto musulmano di Roubaix.
Sequestrata in una macelleria da un gruppo di musulmani. Minacciata, irrisa, costretta a chiedere scusa senza una colpa. È durato più di un’ora l’incubo di Costanza Tosi, giornalista e inviata per la trasmissione Fuori dal coro, a Roubaix, in Francia, una città dove il credo islamico ha ormai sostituito la cultura occidentale.
Scontri fra pro-Pal e Polizia a Torino. Nel riquadro, Walter Mazzetti (Ansa)
La tenuità del reato vale anche se la vittima è un uomo in divisa. La Corte sconfessa il principio della sua ex presidente Cartabia.
Ennesima umiliazione per le forze dell’ordine. Sarà contenta l’eurodeputata Ilaria Salis, la quale non perde mai occasione per difendere i violenti e condannare gli agenti. La mano dello Stato contro chi aggredisce poliziotti o carabinieri non è mai stata pesante, ma da oggi potrebbe diventare una piuma. A dare il colpo di grazia ai servitori dello Stato che ogni giorno vengono aggrediti da delinquenti o facinorosi è una sentenza fresca di stampa, destinata a far discutere.
Mohamed Shahin (Ansa). Nel riquadro, il vescovo di Pinerolo Derio Olivero (Imagoeconomica)
Per il Viminale, Mohamed Shahin è una persona radicalizzata che rappresenta una minaccia per lo Stato. Sulle stragi di Hamas disse: «Non è violenza». Monsignor Olivero lo difende: «Ha solo espresso un’opinione».
Per il Viminale è un pericoloso estremista. Per la sinistra e la Chiesa un simbolo da difendere. Dalla Cgil al Pd, da Avs al Movimento 5 stelle, dal vescovo di Pinerolo ai rappresentanti della Chiesa valdese, un’alleanza trasversale e influente è scesa in campo a sostegno di un imam che è in attesa di essere espulso per «ragioni di sicurezza dello Stato e prevenzione del terrorismo». Un personaggio a cui, già l’8 novembre 2023, le autorità negarono la cittadinanza italiana per «ragioni di sicurezza dello Stato». Addirittura un nutrito gruppo di antagonisti, anche in suo nome, ha dato l’assalto alla redazione della Stampa. Una saldatura tra mondi diversi che non promette niente di buono.






