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Gli aerei di Putin interrompono la conferenza di Sanchez in Lituania

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Un fuori programma ha animato la conferenza stampa tra il presidente lituano Gitanas Nauseda e il premier spagnolo Pedro Sanchez. L'incontro, in corso in Lituania alla base aerea di Siauliai, è stato interrotto dai piloti che sono saliti a bordo di due caccia Eurofighter della Nato per intercettare due velivoli russi - due Su-24 - segnalati in volo sulle acque del Mar Baltico. Il palchetto con i due uomini di stato e i giornalisti che stavano assistendo alla conferenza sono stati allontanati per spianare la strada ai jet e consentire un rapido decollo. «Pensi che non succeda mai nulla mentre presidenti e primi ministri parlano» ha dichiarato poco dopo Nauseda - posso confermare che l'aereo è decollato in meno di 15 minuti. Grazie Pedro, abbiamo appena visto come funzionano le missioni aeree nella realtà». Sanchez ha poi risposto: «Abbiamo visto quanto bene cooperano i soldati lituani e spagnoli. Siamo qui per questo: difendere i confini orientali e l'integrità territoriale». Si tratterebbe di una missione provocatoria da parte della Russia, dopo le recenti polemiche diplomatiche sorte tra Spagna e Russia a proposito del caso Navalni, con le pesanti accuse mosse verso Vladimir Putin dall'Alto rappresentante dell'Ue per gli affari esteri e la politica di sicurezza, lo spagnolo Josep Borrell e dal ministro degli Esteri di Madrid, Arancha González Laya.

La moschea di Piacenza finanziava Hannoun
Mohammad Hannoun (Ansa)
Il centro di Yassine Baradai, nuovo capo dell’Ucoii, sosteneva l’associazione accusata di esser vicina ai terroristi di Hamas. Anna Maria Cisint (Lega): «Si allarga pericolosamente la rete che intreccia estrema sinistra e organizzazioni legate ai Fratelli musulmani».

Dopo la moschea Miriam di via Padova a Milano, anche quella di Piacenza sulla strada Caorsana aveva legami con l’Abspp, l’associazione benefica di solidarietà al popolo palestinese accusata di essere uno strumento per raccogliere fondi per Hamas. Elemento ancora più inquietante è che stiamo parlando della comunità che fa capo al piacentino di adozione Yassine Baradai, neo eletto presidente dell’Unione delle comunità e organizzazioni islamiche in Italia (Ucoii).

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Referendum, si stringe sulla data per non rinviare al 2030 il nuovo Csm
Carlo Nordio (Imagoeconomica)
  • Venerdì in conferenza stampa Giorgia Meloni dovrebbe dare un segnale: l’obiettivo sono le urne il 22 e 23 marzo. Senza accelerazione, le nomine dei capi delle procure resterebbero in mano alle correnti per altri 4 anni.
  • Il sindacato dei magistrati ha raddoppiato la quota di iscrizione dei soci e ha stanziato già 500.000 euro. Ora è pronto a metterne altrettanti. A meno che non intervenga la Cgil.

Lo speciale contiene due articoli

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Dopo anni a chiedere porte aperte la Cgil adesso scopre la sicurezza
Polizia ferroviaria (Imagoeconomica)
Il sindacato, in prima fila per contestare i suoi decreti, oggi sciopera contro Matteo Salvini.

Qualcuno, in Cgil, dovrebbe ripassare la storiella dell’uomo che gridava «al lupo, al lupo». È difficile, infatti, farsi prendere sul serio quando una mobilitazione per la sicurezza sul lavoro, in seguito al barbaro omicidio del capotreno Alessandro Ambrosio, si incastra tra una protesta per chiedere «l’immediata convocazione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni unite» a seguito della «violazione della sovranità nazionale della Repubblica del Venezuela da parte degli Stati Uniti d’America» e una per invocare «la necessità di raggiungere un immediato cessate il fuoco, di consentire l’ingresso degli aiuti umanitari nella Striscia di Gaza e di aprire il prima possibile un processo di pace».

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Croato ammazza un giovane capotreno e si dà alla fuga. Aveva precedenti
Alessandro Ambrosio (Ansa)
Omicidio alla stazione di Bologna: il ricercato dileguatosi in treno e avvistato a Milano. Era stato controllato e lasciato andare.

Un video di pochi secondi. Tanto basta per fissare un volto e un orario nell’atrio della stazione di Bologna: quello di Marin Jelenic, 36 anni, croato senza fissa dimora. Dormiva nelle sale d’attesa delle stazioni emiliane e lombarde e viveva di espedienti. Da anni in Italia. Niente parenti. Mai lavorato. Sono le 18.03 di lunedì 5 gennaio. È lì, ripreso dalle telecamere di videosorveglianza, pochi minuti prima che Alessandro Ambrosio, capotreno come suo padre (andato da poco in pensione), originario di Anzola dell’Emilia, una laurea in statistica e una passione per la chitarra, venga trovato senza vita nel piazzale Ovest, lungo viale Pietramellara.

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