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Prodi e D’Alema hanno regalato le autostrade agli amici della sinistra

Prodi e D’Alema hanno regalato le autostrade agli amici della sinistra
Ansa
  • Tra il 1992 e il 1999, i due ex premier hanno privatizzato e svenduto il patrimonio industriale nazionale. Non ce lo chiedeva l'Europa, ma il «patto di avidità» tra élite nostrane e lobby finanziarie internazionali.
  • Quella leggina pro Atlantia passata di notte. Nello «Sblocca Italia» del governo Renzi fu inserita una proroga della concessione senza passare da alcuna gara pubblica. Il ministro Graziano Delrio andò poi a Bruxelles per trattare con l'Ue un ulteriore prolungamento fino al 2042 a favore dell'azienda.
  • Da premier gestiva le concessioni, ora Enrico Letta lavora per i casellanti. L'ex presidente del Consiglio è infatti entrato nel cda della Abertis, ora «preda» di Benetton.
  • Hanno chiesto i soldi pure alle ambulanze. La Croce Bianca di Rapallo denuncia: ai mezzi di soccorso è stato verbalizzato il mancato pagamento del pedaggio. Retromarcia della società dopo le critiche.

Lo speciale contiene quattro articoli

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Crans-Montana, i Moretti sospettati di riciclaggio. Indagato anche il sindaco
Nicolas Féraud (Ansa)
La Procura vallesana ha esteso l’inchiesta penale ad altre cinque persone: Nicolas Féraud, primo cittadino, è tra queste. I conti bancari della coppia sono al vaglio della Federpol.

Il sindaco di Crans-Montana finito tra gli indagati e i conti dei Moretti al vaglio della Federpol per un «sospetto schema finanziario criminale» basato sul «riciclaggio di denaro» e sull’utilizzo di garanzie fittizie per ottenere prestiti bancari, in una sorta di «schema Ponzi» giocato ad alto livello.

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Lo «spezzafame» diventato icona. Il tramezzino compie cent’anni
(IStock)
È la versione italiana del sandwich, ma tra i suoi antenati ci sarebbe l’ebraico «korech». Nel nostro Paese, Venezia e Torino se ne contendono i natali. E ogni città ha la sua ricetta tipica, dal baccalà alla cicoria.
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Jerry Calà: «Soltanto qui in Italia la parola “comico” è un po’ dispregiativa»
Jerry Calà (Getty Images)
L’attore: «I ragazzi che scoprono i miei film mi chiedono se non avevo paura a dire battute che adesso non si possono più fare».

Marco Ferreri, il più enigmatico regista italiano, soffriva d’insonnia. Trascorreva varie notti a vedere i film con Jerry Calà. In un’intervista tv antecedente al 1993 osservò: «Calà mi piace». Infatti, colui che consacrò Ugo Tognazzi, Ornella Muti, Gérard Depardieu, volle proprio il Gatto emerso nel 1977 a Non stop, come protagonista di Diario di un vizio. Tuttavia, l’apice della «libidine» per l’attore siciliano, classe 1951, trasferitosi prima a Milano e poi, dopo la prima media, definitivamente a Verona, si verificò al Festival del cinema di Berlino.

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Aumenta il petrolio e il costo dei carburanti schizza alle stelle. È una speculazione clamorosa. Adesso tocca alle bollette.

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