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2022-12-13
Preso il bottino di Kaili: 750.000 euro. Estradizione per le signore Panzeri
Eva Kaili (Vladimir Rys/Getty Images)
Dopo l’arresto della ormai ex vicepresidente del Parlamento europeo, Eva Kaili, l’Autorità antiriciclaggio greca ha posto sotto sequestro una società immobiliare creata un mese fa a nome della donna e del compagno, Francesco Giorgi, già assistente parlamentare a Bruxelles dell’ex europarlamentare italiano Antonio Panzeri, entrambi finiti in manette su ordine della magistratura belga. La società, su cui stanno indagando le autorità, ha sede a Kolonaki, uno dei quartieri più lussuosi di Atene. Per la coppia, indagata in Belgio con l’accusa di riciclaggio, organizzazione criminale e corruzione legati a interventi in favore del Qatar, è stato deciso un provvedimento di congelamento di beni immobili, conti, prodotti finanziari di ogni tipo, società e relative quote. Il provvedimento è stato esteso anche a genitori e parenti stretti (fratelli e sorelle) della coppia.
Inoltre, il capo dell’autorità greca contro il riciclaggio di denaro, l’ex sostituto procuratore della Corte suprema, Haralambos Vourliotis, ha ordinato un esame approfondito anche delle dichiarazioni patrimoniali presentate da Alexandros Kaili, padre dell’eurodeputata, che in quanto funzionario pubblico del Paese ellenico è obbligato per legge a presentare annualmente. Intanto ieri la presidente dell’Europarlamento, Roberta Metsola, in un suo intervento in aula ha comunicato di aver cautelativamente «destituito» la Kaili «da ogni incarico e responsabilità connessi al suo ruolo di vicepresidente» e di aver «convocato una riunione straordinaria della conferenza dei Presidenti per avviare una procedura di cui all’articolo 21 per porre fine al loro mandato di vicepresidente nel tentativo di proteggere l’integrità di quest’Aula».
Il quotidiano belga Le Soir ha raccontato invece i dettagli del blitz di venerdì scorso a casa della Kaili. A intervenire sono state le unità speciali della polizia federale, che, appostate fin dall’alba davanti alla residenza dell’eurodeputata, hanno atteso l’uscita dalla casa situata in rue Wiertz, nel cuore del quartiere degli espatriati a Bruxelles, di Giorgi. Per gli investigatori dell’Ufficio centrale per la repressione della corruzione (Ocrc), che stanno conducendo le indagini sotto la direzione del giudice istruttore, Michel Claise, il sequestro del cellulare di Giorgi e il suo interrogatorio sono cruciali, ma non possono intervenire entrando nella casa, a causa dell’immunità della compagna. Appena uscito dal garage, gli uomini dei reparti speciali lo bloccano e procedono all’arresto, che darà il via a una serie di 16 perquisizioni in ambito europeo, in diversi comuni di Bruxelles e periferia. Ma è a mezzogiorno che, racconta ancora Le Soir, avviene il colpo di scena che porterà al salto di qualità dell’operazione. Gli investigatori fermano un uomo che sta lasciando, insieme alla moglie, l’hotel Sofitel. È il padre della Kaili (che verrà poi rilasciato domenica), in visita per qualche giorno a Bruxelles. Con sé ha un trolley in formato bagaglio a mano, che i poliziotti trovano pieno di banconote da 50 euro. Per le autorità belghe questo basta per far perdere alla Kali le garanzie previste dalla sua carica, che cessano in caso di flagranza di reato, e a dare il via alla perquisizione. Al blitz nella casa dell’eurodeputata partecipa anche il giudice Claise. Ed è lì che gli investigatori trovano «borse di lusso e borse da viaggio» riempite di contanti, in tagli da 20 e 50 euro. Una fonte vicina all’inchiesta avrebbe commentato così: «Sono cose che generalmente avvengono durante le perquisizioni dei narcotrafficanti». L’importo esatto del tesoretto non è ancora stato quantificato, ma per il quotidiano belga «più fonti» indicano che nella valigia del padre della Kaili c’erano circa 600.000 euro, e nelle borse trovate nell’appartamento della donna almeno 150.000 euro in contanti. Stiamo parlando di una cifra monstre di 750.000 euro. Una stima che sarebbe conservativa. Inoltre, gli investigatori avrebbero trovato in casa della donna altri elementi che la collegano al Paese sospettato di corruzione: medaglie o altri oggetti di valore offerti dal Qatar.
Intanto l’inchiesta prosegue. Tra domenica sera e ieri sono state effettuate dalla Guardia di finanza, altre perquisizioni, in abitazioni e in un ufficio del capoluogo lombardo e della provincia riconducibili a Panzeri e alla sua famiglia, durante le quali sarebbero stati sequestrati supporti informatici, documenti e una somma in contanti di importo non rilevante e alcuni orologi.
La Gdf, coordinata dalla Procura milanese in collaborazione con Eurojust, ha perquisito anche l’abitazione di Giorgi e fatto verifiche sia sui suoi conti bancari che su quelli di Panzeri. Contemporaneamente, gli inquirenti belgi sono tornati negli uffici dell’Europarlamento per sequestrare «le risorse informatiche di dieci collaboratori parlamentari» che durante il blitz di venerdì «erano state “congelate” per evitare la scomparsa di dati necessari alle indagini». Per il giudice della Corte d’appello di Brescia, Anna Dalla Libera, invece «non appaiono sussistere cause ostative alla consegna» al Belgio di Maria Dolores Colleoni, moglie di Panzeri e della figlia della coppia, Silvia. Per le due donne, fermate venerdì nell’abitazione di famiglia, si spalancano quindi le porte dell’estradizione e della consegna alla Procura federale belga, che ieri ha comunicato che quattro persone arrestate nell’ambito dell’inchiesta sul Qatargate, tra cui la Kaili, «compariranno mercoledì davanti alla Camera di consiglio» per una prima udienza.
Ora trema anche la Commissione Ue
Lo scandalo Qatargate fa tremare anche la Commissione europea, come conferma l’imbarazzo di Ursula von der Leyen. Reticente, la von der Leyen, ieri mattina: il suo rifiuto di rispondere alla domanda se la magistratura di Bruxelles si sia fatta viva anche dalle parti della Commissione ha provocato il plateale disappunto di diversi giornalisti presenti alla conferenza stampa, e alla fine Ursula ha dato una risposta talmente vaga da apparire surreale: «Per quanto riguarda i contatti tra le autorità belghe e la Commissione», ha detto la presidente, «devo chiedere al mio staff. È una domanda molto chiara a cui non posso rispondere».
A sollevare dubbi sul comportamento della Commissione è stata, tra gli altri, la deputata europea tedesca Viola von Cramon, esponente del gruppo Verdi-Ale. Ieri mattina, la von Cramon ha ripubblicato su Twitter alcuni post del vicepresidente della Commissione, il greco Margaritis Schinas, che ha la delega alla promozione dello stile di vita europeo. I post consistono in due foto che ritraggono Schinas a Doha in occasione dei mondiali di calcio. In particolare, il 20 novembre, Schinas è presente al match inaugurale della Coppa del Mondo, e twitta: «Il calcio unisce il mondo. World Cup 2022 il primo evento globale post pandemia che dimostra che ci stiamo riprendendo le nostre vite. Il Qatar», sottolinea Schinas, «il primo Paese arabo e il più piccolo ad aver mai ospitato la Coppa, ha attuato riforme e merita un successo globale. Il modello sportivo europeo un’ispirazione per tutti». Lo stesso giorno, altro tweet pro Qatar: «Incontri costruttivi oggi a Doha con il ministro degli Affari Esteri, Mohammed bin Abdulrahman Al Thani», scrive Schinas, allegando le foto delle riunioni, «e il ministro del Lavoro, Ali bin Samikh Al Marri. L’Ue e il Qatar continueranno ad ampliare le relazioni in materia di mobilità, competenze, riforma del lavoro, sicurezza e contatti interpersonali». «Il Qatar», insiste Schinas nell’ennesimo tweet, «ha compiuto progressi considerevoli e tangibili sulle riforme del lavoro, che devono essere sostenute e attuate efficacemente dopo la Coppa del mondo 2022». La von Cramon commenta in maniera durissima: «Il nostro stile di vita europeo», scrive la eurodeputata tedesca, «non include certamente lodi al Qatar per le sue riforme, le norme sul lavoro e i meriti in materia di diritti umani. A seguito dei recenti tweet del commissario Schinas, si potrebbero anche sollevare alcune domande riguardo al Qatargate. Tolleranza zero alla corruzione!».
Fonti dell’entourage di Schinas spiegano all’Ansa che «in qualità di vicepresidente della Commissione responsabile per lo sport, Margaritis Schinas è stato invitato alla partita inaugurale della Coppa del Mondo insieme al segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres, e al presidente del Cio, Thomas Bach». Rimbalza di cellulare in cellulare anche una foto del 18 novembre che raffigura Schinas ad Abu Dhabi con la vicepresidente del Parlamento europeo, Eva Kaili, arrestata per corruzione, e il viceministro greco dello Sviluppo e degli Investimenti, Ioannis Tsakiris. «La riunione con la vicepresidente del Parlamento europeo, Eva Kaili», spiegano ancora fonti vicine a Schinas, «è stata del tutto improvvisata e non pianificata (come specificamente indicato nel tweet del vicepresidente Schinas) e si è svolta negli Emirati Arabi Uniti, ad Abu Dhabi e non in Qatar». Oggi alle 8.30 la conferenza dei presidenti dei gruppi del Parlamento europeo si riunirà per discutere della revoca del mandato di vicepresidente del Parlamento europeo a Eva Kaili.
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Scattano i sequestri per la numero due dell’Europarlamento. Roberta Metsola: «Sarà destituita». Perquisite le case di Francesco Giorgi e dell’ex sindacalista. I giudici: «Moglie e figlia dell’eurodeputato si possono consegnare al Belgio».Ora trema anche la Commissione Ue. Ursula von der Leyen sfugge alle domande dei media sull’inchiesta: «Stiamo controllando i registri». Mentre il suo vice Margaritis Schinas finisce nella bufera per i suoi recenti elogi a Doha. Lo speciale comprende due articoli.Dopo l’arresto della ormai ex vicepresidente del Parlamento europeo, Eva Kaili, l’Autorità antiriciclaggio greca ha posto sotto sequestro una società immobiliare creata un mese fa a nome della donna e del compagno, Francesco Giorgi, già assistente parlamentare a Bruxelles dell’ex europarlamentare italiano Antonio Panzeri, entrambi finiti in manette su ordine della magistratura belga. La società, su cui stanno indagando le autorità, ha sede a Kolonaki, uno dei quartieri più lussuosi di Atene. Per la coppia, indagata in Belgio con l’accusa di riciclaggio, organizzazione criminale e corruzione legati a interventi in favore del Qatar, è stato deciso un provvedimento di congelamento di beni immobili, conti, prodotti finanziari di ogni tipo, società e relative quote. Il provvedimento è stato esteso anche a genitori e parenti stretti (fratelli e sorelle) della coppia. Inoltre, il capo dell’autorità greca contro il riciclaggio di denaro, l’ex sostituto procuratore della Corte suprema, Haralambos Vourliotis, ha ordinato un esame approfondito anche delle dichiarazioni patrimoniali presentate da Alexandros Kaili, padre dell’eurodeputata, che in quanto funzionario pubblico del Paese ellenico è obbligato per legge a presentare annualmente. Intanto ieri la presidente dell’Europarlamento, Roberta Metsola, in un suo intervento in aula ha comunicato di aver cautelativamente «destituito» la Kaili «da ogni incarico e responsabilità connessi al suo ruolo di vicepresidente» e di aver «convocato una riunione straordinaria della conferenza dei Presidenti per avviare una procedura di cui all’articolo 21 per porre fine al loro mandato di vicepresidente nel tentativo di proteggere l’integrità di quest’Aula». Il quotidiano belga Le Soir ha raccontato invece i dettagli del blitz di venerdì scorso a casa della Kaili. A intervenire sono state le unità speciali della polizia federale, che, appostate fin dall’alba davanti alla residenza dell’eurodeputata, hanno atteso l’uscita dalla casa situata in rue Wiertz, nel cuore del quartiere degli espatriati a Bruxelles, di Giorgi. Per gli investigatori dell’Ufficio centrale per la repressione della corruzione (Ocrc), che stanno conducendo le indagini sotto la direzione del giudice istruttore, Michel Claise, il sequestro del cellulare di Giorgi e il suo interrogatorio sono cruciali, ma non possono intervenire entrando nella casa, a causa dell’immunità della compagna. Appena uscito dal garage, gli uomini dei reparti speciali lo bloccano e procedono all’arresto, che darà il via a una serie di 16 perquisizioni in ambito europeo, in diversi comuni di Bruxelles e periferia. Ma è a mezzogiorno che, racconta ancora Le Soir, avviene il colpo di scena che porterà al salto di qualità dell’operazione. Gli investigatori fermano un uomo che sta lasciando, insieme alla moglie, l’hotel Sofitel. È il padre della Kaili (che verrà poi rilasciato domenica), in visita per qualche giorno a Bruxelles. Con sé ha un trolley in formato bagaglio a mano, che i poliziotti trovano pieno di banconote da 50 euro. Per le autorità belghe questo basta per far perdere alla Kali le garanzie previste dalla sua carica, che cessano in caso di flagranza di reato, e a dare il via alla perquisizione. Al blitz nella casa dell’eurodeputata partecipa anche il giudice Claise. Ed è lì che gli investigatori trovano «borse di lusso e borse da viaggio» riempite di contanti, in tagli da 20 e 50 euro. Una fonte vicina all’inchiesta avrebbe commentato così: «Sono cose che generalmente avvengono durante le perquisizioni dei narcotrafficanti». L’importo esatto del tesoretto non è ancora stato quantificato, ma per il quotidiano belga «più fonti» indicano che nella valigia del padre della Kaili c’erano circa 600.000 euro, e nelle borse trovate nell’appartamento della donna almeno 150.000 euro in contanti. Stiamo parlando di una cifra monstre di 750.000 euro. Una stima che sarebbe conservativa. Inoltre, gli investigatori avrebbero trovato in casa della donna altri elementi che la collegano al Paese sospettato di corruzione: medaglie o altri oggetti di valore offerti dal Qatar. Intanto l’inchiesta prosegue. Tra domenica sera e ieri sono state effettuate dalla Guardia di finanza, altre perquisizioni, in abitazioni e in un ufficio del capoluogo lombardo e della provincia riconducibili a Panzeri e alla sua famiglia, durante le quali sarebbero stati sequestrati supporti informatici, documenti e una somma in contanti di importo non rilevante e alcuni orologi. La Gdf, coordinata dalla Procura milanese in collaborazione con Eurojust, ha perquisito anche l’abitazione di Giorgi e fatto verifiche sia sui suoi conti bancari che su quelli di Panzeri. Contemporaneamente, gli inquirenti belgi sono tornati negli uffici dell’Europarlamento per sequestrare «le risorse informatiche di dieci collaboratori parlamentari» che durante il blitz di venerdì «erano state “congelate” per evitare la scomparsa di dati necessari alle indagini». Per il giudice della Corte d’appello di Brescia, Anna Dalla Libera, invece «non appaiono sussistere cause ostative alla consegna» al Belgio di Maria Dolores Colleoni, moglie di Panzeri e della figlia della coppia, Silvia. Per le due donne, fermate venerdì nell’abitazione di famiglia, si spalancano quindi le porte dell’estradizione e della consegna alla Procura federale belga, che ieri ha comunicato che quattro persone arrestate nell’ambito dell’inchiesta sul Qatargate, tra cui la Kaili, «compariranno mercoledì davanti alla Camera di consiglio» per una prima udienza. <div class="rebellt-item col1" id="rebelltitem1" data-id="1" data-reload-ads="false" data-is-image="False" data-href="https://www.laverita.info/preso-il-bottino-di-kaili-750-000-euro-estradizione-per-le-signore-panzeri-2658954794.html?rebelltitem=1#rebelltitem1" data-basename="ora-trema-anche-la-commissione-ue" data-post-id="2658954794" data-published-at="1670878514" data-use-pagination="False"> Ora trema anche la Commissione Ue Lo scandalo Qatargate fa tremare anche la Commissione europea, come conferma l’imbarazzo di Ursula von der Leyen. Reticente, la von der Leyen, ieri mattina: il suo rifiuto di rispondere alla domanda se la magistratura di Bruxelles si sia fatta viva anche dalle parti della Commissione ha provocato il plateale disappunto di diversi giornalisti presenti alla conferenza stampa, e alla fine Ursula ha dato una risposta talmente vaga da apparire surreale: «Per quanto riguarda i contatti tra le autorità belghe e la Commissione», ha detto la presidente, «devo chiedere al mio staff. È una domanda molto chiara a cui non posso rispondere». A sollevare dubbi sul comportamento della Commissione è stata, tra gli altri, la deputata europea tedesca Viola von Cramon, esponente del gruppo Verdi-Ale. Ieri mattina, la von Cramon ha ripubblicato su Twitter alcuni post del vicepresidente della Commissione, il greco Margaritis Schinas, che ha la delega alla promozione dello stile di vita europeo. I post consistono in due foto che ritraggono Schinas a Doha in occasione dei mondiali di calcio. In particolare, il 20 novembre, Schinas è presente al match inaugurale della Coppa del Mondo, e twitta: «Il calcio unisce il mondo. World Cup 2022 il primo evento globale post pandemia che dimostra che ci stiamo riprendendo le nostre vite. Il Qatar», sottolinea Schinas, «il primo Paese arabo e il più piccolo ad aver mai ospitato la Coppa, ha attuato riforme e merita un successo globale. Il modello sportivo europeo un’ispirazione per tutti». Lo stesso giorno, altro tweet pro Qatar: «Incontri costruttivi oggi a Doha con il ministro degli Affari Esteri, Mohammed bin Abdulrahman Al Thani», scrive Schinas, allegando le foto delle riunioni, «e il ministro del Lavoro, Ali bin Samikh Al Marri. L’Ue e il Qatar continueranno ad ampliare le relazioni in materia di mobilità, competenze, riforma del lavoro, sicurezza e contatti interpersonali». «Il Qatar», insiste Schinas nell’ennesimo tweet, «ha compiuto progressi considerevoli e tangibili sulle riforme del lavoro, che devono essere sostenute e attuate efficacemente dopo la Coppa del mondo 2022». La von Cramon commenta in maniera durissima: «Il nostro stile di vita europeo», scrive la eurodeputata tedesca, «non include certamente lodi al Qatar per le sue riforme, le norme sul lavoro e i meriti in materia di diritti umani. A seguito dei recenti tweet del commissario Schinas, si potrebbero anche sollevare alcune domande riguardo al Qatargate. Tolleranza zero alla corruzione!». Fonti dell’entourage di Schinas spiegano all’Ansa che «in qualità di vicepresidente della Commissione responsabile per lo sport, Margaritis Schinas è stato invitato alla partita inaugurale della Coppa del Mondo insieme al segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres, e al presidente del Cio, Thomas Bach». Rimbalza di cellulare in cellulare anche una foto del 18 novembre che raffigura Schinas ad Abu Dhabi con la vicepresidente del Parlamento europeo, Eva Kaili, arrestata per corruzione, e il viceministro greco dello Sviluppo e degli Investimenti, Ioannis Tsakiris. «La riunione con la vicepresidente del Parlamento europeo, Eva Kaili», spiegano ancora fonti vicine a Schinas, «è stata del tutto improvvisata e non pianificata (come specificamente indicato nel tweet del vicepresidente Schinas) e si è svolta negli Emirati Arabi Uniti, ad Abu Dhabi e non in Qatar». Oggi alle 8.30 la conferenza dei presidenti dei gruppi del Parlamento europeo si riunirà per discutere della revoca del mandato di vicepresidente del Parlamento europeo a Eva Kaili.
iStock
Stavolta l’allarme è assai più serio di quanto accaduto con la «infection boat», la nave da crociera Hondius arrivata ieri nel porto di Rotterdam e dove a bordo si era sviluppato il focolaio di Hantavirus. L’Oms, come si legge nel bollettino ufficiale, «ha dichiarato, il 17 maggio, un’emergenza sanitaria pubblica di rilevanza internazionale per l’epidemia di malattia da virus ebola causata dalla variante Bundibugyo nella Repubblica Democratica del Congo e in Uganda».
Il focolaio si è sviluppato nella zona di confine tra Uganda e Sud Sudan, una delle aree più povere e depresse del mondo, ed è già passato in Congo dove questa è la diciassettesima epidemia di un virus insidiosissimo. Il governo congolese ha già preso misure di contenimento. Ma l’interrogativo che più preoccupa è: se si estende il contagio come contrastarlo? Questo ceppo di Ebola, scoperto nel 2007 anche se è lievemente meno letale con un’incidenza del 50% di mortalità rispetto alla variante Zaire che arriva fino al 90% di decessi, non ha nessun vaccino per contrastarlo né alcuna terapia: avvenuto il contagio si possono solo contenere gli effetti e sperare che il sistema immunitario faccia il suo lavoro. Questo però mette in evidenza come l’industria dei vaccini sia più attenta al mercato che alla salute. Anche nel caso dell’Hantavirus si è detto che in nove mesi si poteva arrivare al siero per contrastarlo, adottando come parametro i tempi per la puntura anti Covid. La verità è che l’Hantavirus è stato studiato e l’antidoto c’è, ma non è stato mai ultimato perché non ha mercato.
Il direttore generale dell’Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus, ha ammesso che ci sono «notevoli incertezze sul numero reale di persone infette e sulla diffusione geografica». Le cifre attestano 246 casi sospetti con 80 decessi sospetti e 8 casi confermati, oltre a due decessi in Uganda e a un focolaio di almeno 80 contagi in Sud Sudan. Secondo le autorità congolesi, i morti in realtà sarebbero 95 e i contagiati 400. A queste cifre va aggiunto quanto riferiscono i Cdc americani: sei operatori sanitari statunitensi esposti al contagio. Sempre i Centers for disease control and prevention di Atlanta, sia pure parlando di rischio basso per la popolazione statunitense, hanno attivato le procedure d’emergenza e per il rimpatrio dei sei contagiati hanno predisposto un primo trasferimento in una base militare in Germania. L’ambasciata Usa a Kinshasa ha contestualmente vietato i viaggi nella provincia dell’Ituri, l’epicentro del focolaio. Da quel che si è saputo la paziente zero sarebbe un’infermiera del Congo che ha accusato la malattia dal 24 aprile. Per stessa ammissione dell’Oms, essendo così rara al variante Bundibugyo, la ricerca scientifica ed economica si è concentrata quasi interamente sul ceppo Zaire di Ebola, per il quale ora esistono vaccini e farmaci efficaci, lasciando un vuoto di ricerca per questa specie. Tedros Adhanom Ghebreyesus ha anche precisato che «l’emergenza sanitaria internazionale è comunque uno dei livelli di allerta più alti, secondo solo alla pandemia». Come detto, al momento non ci sono cure. Gli unici provvedimenti terapeutici applicabili una volta che si manifestano i sintomi (febbre alta e forti dolori muscolari, vomito e diarrea, emorragie interne ed esterne) sono reidratazione aggressiva, supporto emodinamico e gestione dei sintomi con farmaci per il dolore, per la febbre e gli antiemetici. Il contagio avviene solo con contatti diretti con infetti, scambio di sangue e fluidi organici.
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