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Perché è una pessima idea imporre il vaccino ai bimbi

Perché è una pessima idea imporre il vaccino ai bimbi
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  • «Se sono sani la profilassi non è necessaria», avverte Francesco Vaia, direttore dell'istituto Spallanzani di Roma. «Servono altri dati sui rischi e i benefici nei più piccoli», confermano Sergio Bernasconi e Gian Vincenzo Zuccotti. E alcuni studi internazionali smentiscono l'allarmismo italiano sugli effetti del long Covid nei minorenni.
  • La campagna voluta dal governo avrebbe dovuto coinvolgere 110.000 studenti al mese.

Lo speciale contiene due articoli.

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Il Pakistan si dice pronto a mediare tra Iran e Stati Uniti
Shehbaz Sharif (Ansa)
Il primo ministro Shehbaz Sharif: «Islamabad è a disposizione per risolvere le ostilità».

Il Pakistan nei prossimi giorni potrebbe diventare il terreno di confronto fra Iran e Stati Uniti, dove aprire un tavolo di trattative dopo 27 giorni di guerra. La nazione asiatica fa anche parte del gruppo di stati come Cina, Malesia e India che stanno cercando di trovare una soluzione per il passaggio delle navi nello stretto di Hormuz.

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Forza Italia cambia al Senato, Gasparri si dimette da capogruppo
Stefania Craxi e Maurizio Gasparri (Ansa)
Dopo essersi detto già in mattinata a disposizione, il senatore lascia la guida del gruppo azzurro a Palazzo Madama. Alle 16.30 la riunione per il successore: in pole Stefania Craxi, nome gradito anche da Marina Berlusconi.
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Gianluigi Paragone analizza il terremoto politico post-referendario e le dimissioni di Delmastro e Santanchè. Il cuore del problema è la tenuta reale dell’esecutivo. «A chi serve un governo che dura cinque anni se non risolve il caro vita, l’energia e la crisi delle piccole imprese?».

Trump può vincere davvero solo se non segue Netanyahu
Donald Trump e Benjamin Netanyahu (Ansa)
La trattativa con l’Iran c’è, però invia marines. E Israele bombarda.

Il solito Donald Trump: cos’ha davvero in mente rispetto alla guerra in Iran? Parla di negoziati, di chiusura delle ostilità, di negoziatori in azione, di un Iran dialogante… Poi però ecco una nuova spia rossa che si accende sui radar della guerra, un nuovo reclutamento con revisione delle regole e anche l’invio di altri soldati. E allora sembra di ritornare alla vigilia dell’attacco a Teheran di fine febbraio quando i negoziati nella neutrale Svizzera suggerivano altri scenari; invece sono arrivate le bombe del mattino, i raid e l’uccisione, tra gli altri, della Guida Suprema Khamenei.

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