Paritarie: «Consegnate quasi 100.000 firme. Patti educativi fermi al palo per questioni ideologiche»

Paritarie: «Consegnate quasi 100.000 firme. Patti educativi fermi al palo per questioni ideologiche»
Ansa

«Il diritto all'istruzione è diventato un privilegio. Gli esclusi indovinate chi sono? I bambini più poveri e fragili. Abbiamo appena consegnato al Miur quasi 100.000 firme di genitori che chiedono al Ministro dell'Istruzione Lucia Azzolina i patti educativi di comunità tra le scuole statali e le paritarie. Questo significa permettere lo spostamento degli studenti stipati dalle classi pollaio alla scuola pubblica paritaria più vicina e quindi un rientro in sicurezza per milioni di studenti. Tra le richieste avanzate anche quella del costo standard per allievo, perché venga riconosciuta a tutti, anche alle famiglie più povere, la libertà di scegliere senza vincoli dove far studiare i propri figli. Beh, è tutto fermo al palo. Nulla è stato ancora realizzato»: è la denuncia di Pro Vita e Famiglia che sta proseguendo la campagna #Liberidieducare insieme a Non Si Tocca la Famiglia, Polis Pro Persona e Suor Anna Monia Alfieri.

«Questo momento di crisi sarebbe potuto essere un'opportunità per appianare e superare delle difficoltà che erano già presenti e che in parte sono state scatenate dall'emergenza Covid. Ed ora le proposte del GOL (gruppo di lavoro operativo per l'inclusione) si sono fermate solamente per una scelta ideologica. Purtroppo a oggi mancano le strutture, i docenti, i supplenti, i trasporti e i banchi, e questa porta chiusa in faccia significa solo punire le famiglie, soprattutto quelle indigenti, ancora di più di quanto non siano state danneggiate dalla pandemia stessa» continua la nota di Pro Vita e Famiglia.

«Grazie al Ministro dell'Istruzione Lucia Azzolina e a questo Governo irresponsabile l'Italia resta il fanalino d'Europa» concludono Brandi e Coghe che guidano la Onlus.

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Governo al lavoro per ottenere un contributo dagli istituti di credito per il taglio dell’Irpef ai redditi fino a 60.000 euro.
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Gli Usa accusano il presidente venezuelano di favorire i traffici di droga: piazzate tre navi lanciamissili nel Mar dei Caraibi. Ma dietro l’escalation ci sarebbe un piano per contrastare l’influenza di Cina e Iran in America Latina. Caracas: «Immorale».
  • Il Paese attraversa una grave crisi politica, sfiancato dalle continue crisi di governo. Anche la Presidenza da quasi un decennio è falcidiata dagli impeachment anche se il Pil è salito del 3,3% nel 2024. Trionfano i cartelli della droga, che hanno portato il Perù ad essere il primo produttore al mondo di cocaina.
  • Il Perù è stato il primo Stato del Sudamerica a riconoscere l'Impero del Sol Levante post-isolazionista già nel 1873. Per questo è stato oggetto di un forte flusso di immigrati dal Giappone sin dal 1899. La parabola dei Nikkei Perujin, dal lavoro nelle piantagioni al successo in città, alla deportazione nei campi di prigionia negli Usa.

Lo speciale contiene due articoli.

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