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Appello di Leone: «Giovani, restate in Africa»

Appello di Leone: «Giovani, restate in Africa»
Papa Leone XIV (Ansa)
Il Papa agli studenti dell’Università Cattolica in Camerun: «La tendenza migratoria fa credere che il futuro migliore sia altrove, ma servite il vostro Paese. Liberate il continente dalla piaga della corruzione. La grandezza delle nazioni non sta nella ricchezza».

È stato accolto da un altro bagno di folla, papa Leone XIV, nel suo ultimo giorno in Camerun: prima a Douala, dove ha celebrato la messa davanti a oltre 120.000 fedeli, e poi nell’ateneo cattolico dell’Africa Centrale a Yaoundé. Ed è proprio dall’Università che ha rivolto l’appello ai giovani a non emigrare: «Cari studenti, di fronte alla comprensibile tendenza migratoria che può indurre a credere che altrove si possa trovare facilmente un futuro migliore, vi invito innanzitutto a rispondere con ardente desiderio di servire il vostro Paese. E rivolgere a beneficio dei vostri concittadini le conoscenze che state acquisendo qui».

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La missione dei volenterosi: comandano Francia e Uk, ma solo a problema risolto
Friedrich Merz, Emmanuel Macron, Keir Starmer e Giorgia Meloni (Ansa)
Parigi e Londra guidano le danze del vertice. Starmer: «Agiremo a cessate il fuoco definitivo». Meloni: «Pure Roma è pronta a mandare navi, ma serve l’ok dell’Aula».

Mentre Donald Trump continua a polemizzare con gli alleati europei, al di qua dell’Atlantico si rafforza sempre di più l’asse tra Parigi e Londra, con il Vecchio continente che si muove di conseguenza.

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Hormuz riaperto (e appeso a Netanyahu). Trump: «La Nato ora stia alla larga»
Ansa
Teheran sblocca lo Stretto: «Finché regge la tregua tra Tel Aviv e Beirut». Poi avvisa gli States: «Liberate pure voi il transito o richiudiamo». Trump ringrazia e si professa ottimista. Verso un altro round in Pakistan.

La riapertura dello Stretto di Hormuz, annunciata ieri nel quadro della tregua in Libano e dei negoziati tra Stati Uniti e Iran, segna un passaggio delicato in un contesto ancora carico di tensioni militari e diplomatiche. I fatti si sono susseguiti rapidamente, tra dichiarazioni ufficiali, smentite, minacce e aperture che restano, almeno per ora, parziali.

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Trump paga e riapre Hormuz. Ma l’Ue vuol chiuderci in casa
Ursula von der Leyen (Ansa)
Il cessate il fuoco in Libano (e 20 miliardi da Washington) spingono Teheran a sbloccare lo Stretto. Anche Giorgia Meloni pronta a inviare navi. L’Europa invece prepara il lockdown: domeniche a piedi, smart working, bici e luci spente.

Non andate in vacanza e possibilmente guidate piano, senza correre in autostrada. Abbassate di qualche grado il riscaldamento e indossate la maglia di lana. Insomma, la ricetta della Ue per affrontare la crisi energetica si traduce in una raccomandazione: state in casa e copritevi bene. Fin lì ci sarebbe arrivata anche mia nonna, nonostante fosse una povera contadina che viveva in una cascina riscaldata da un grande camino.

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La sinistra che osanna il pontefice è la stessa che fa il tifo per l’aborto
Papa Leone XIV (Ansa)
Le lacrime per Kiev e Gaza contraddette dal sostegno all’interruzione di gravidanza.

Non esiste alcuna giustificazione circa le parole usate dal presidente Donald Trump all’indirizzo del Santo Padre, Leone XIV. Sono espressioni offensive e prive di ogni elementare buon senso, rivolte alla più alta autorità morale universalmente riconosciuta. La guerra - cioè morti, distruzioni, dolori infiniti, violenze e nefandezze di ogni genere - non può e non deve mai essere un’opzione per raggiungere scopi anche positivi.

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