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Orlando sfrutta la pandemia per poterci inoculare anche il reddito universale

Orlando sfrutta la pandemia per poterci inoculare anche il reddito universale
Andrea Orlando (A.Masiello/Getty Images)
La sinistra pensa alla revisione dell'assegno di cittadinanza per renderlo perenne. La mancia è la fine della borghesia. Senza partite Iva, chi guadagna e paga le tasse?

Il decreto Sostegno cresce e si gonfia di deficit. Nessuno in tempo di pandemia potrebbe mai biasimare una nazione che eroga denaro e si indebita per sostenere i propri cittadini. Il problema è però come vengono spesi i soldi. Perché il fisco e la spesa pubblica sono le due leve che cambiano le abitudini sociali. Leve in grado di trasformare un Paese intero. Il governo Draghi è sostenuto dalla maggioranza (a livello di partiti) più ampia mai esistita nella storia repubblicana. Al momento il sostegno alle aziende private e alla libera professione latita. Però il decreto, che dovrebbe essere licenziato all'inizio della prossima settimana, ha già previsto un miliardo aggiuntivo per il reddito di cittadinanza e 200 milioni per quello di emergenza nei soli mesi di febbraio e marzo.

Così, mentre da un lato si lavora per il dopo quota 100, l'intervento pensionistico voluto dalla Lega in occasione del primo governo Conte, con l'obiettivo di riavvicinarsi al modello Fornero cui aggiungere un pizzico di flessibilità, dall'altro si vuole stabilizzare il sistema grillino degli assegni di cittadinanza. Ieri mattina il neo ministro del Lavoro, Andrea Orlando, ha istituito addirittura un comitato scientifico. Il gruppo ha come obiettivo la valutazione dell'ammortizzatore grillino con l'obiettivo di fare manutenzione. Bisogna ricordare che quando fu inaugurato Luigi Di Maio spacciò l'operazione come un sistema evoluto per accompagnare i disoccupati verso una scrivania. Furono creati anche i navigator, sorta di tutor che avrebbero dovuto prendere per mano i singoli nel percorso di formazione. Gli aventi diritto hanno incassato i soldi ma lavoro non ne hanno trovato. Anzi in gran parte non ne hanno più cercato. Un po' perché non sono stati contattati dai centri d'impiego e un po' perché il Covid ha obiettivamente stravolto la vita di tutti. La notizia che Orlando voglia fare manutenzione al reddito di cittadinanza suona bene. «È a partire da un'analisi delle fragilità che la crisi ha acuito e da quelle nuove che ha prodotto», ha spiegato il ministro, «che possiamo pensare a una manutenzione e all'adattamento di questi strumenti, accanto ai quali altri andranno individuati, soprattutto per fare fronte al fenomeno, che è proprio di questi mesi, di queste settimane, che è quello del repentino impoverimento di parti del ceto medio».

Orlando ha poi indicato la riattivazione dell'assegno di ricollocazione sul quale il ministero sta lavorando «ed è oggetto di un confronto con la Commissione competente della Conferenza delle Regioni». Al di là dei dettagli, la strada della sinistra sembra intrapresa. E porta diritta al reddito universale. Un tabù che finisce sulla bocca di molti parlamentari ma anche dei big della Silicon Valley. L'idea di sovvenzionare con un assegno mensile una larga parte della popolazione non è certo nuova. Ma per essere introdotto necessita di un choc di tale portata da modificare in poco tempo la struttura e la società di un Paese. Il Covid ne è l'esempio perfetto. La borghesia scompare e la ricchezza si polarizza. Lo Stato interviene per sostenere i più poveri a cui va quanto basta per consumare le necessità quotidiane. Non è fantacomunismo. È un rischio che va tenuto presente.

Quando fu introdotto in Costituzione il pareggio di bilancio si evitò di inserire parallelamente lo Statuto del Contribuente. Da lì è cresciuto il divario tra chi paga le tasse e produce e il resto della nazione. Stato e cittadino non sono più allo stesso livello. Allo stesso modo l'Italia sta affrontando un medesimo bivio. Se accettiamo il reddito di cittadinanza universale senza tirare una linea di tutela fiscale per il cittadino che produce ricchezza si avvierà un declino irrecuperabile: chi paga le tasse vedrà i suoi soldi finire nel calderone degli ammortizzatori sociali e non avrà garanzia sui servizi. È chiaro che questi ultimi spariranno. In pratica, i diritti saranno sostituiti dalle mance di Stato. Per essere più pratici, non dovremmo accettare maggiori erogazioni di sostegno senza un vero contraltare che si chiami riforma fiscale. Mario Draghi l'ha promessa sul modello Vanoni. Quell'esperienza degli anni Cinquanta fu ottima. Ma quando si aprirà il cantiere? Le calende greche oggi non sono più accettabili. Non vogliamo fraintendimenti. Lungi da noi sostenere che le fasce più povere non debbano essere sostenute. Al contrario andrebbe liberata la scala sociale che permette a tutti di arricchirsi. E il reddito universale è il percorso esattamente opposto. Non abbiamo materie prime e il nostro manifatturiero si sta sciogliendo, le piccole imprese e le partite Iva restano l'unicum che permette all'Italia di galleggiare. E di sostenere anche il debito pubblico. Piallando tutto verso il basso chi sosterrà la spesa corrente? Se sparirà la ricchezza accumulata che fine farà l'autonomia sovrana? Non sono domande retoriche. C'è un mondo che la pensa diversamente. Un esempio.

La scorsa settimana Lucia Annunziata intervistando Letizia Moratti si è lasciata scappare: «Oggi ricco è un termine negativo». Ecco una sintesi da brividi che vale più di 1.000 pagine.

Gli assistenti sociali si scordano dei nonni
iStock
Aiutare un nucleo in difficoltà non significa necessariamente rinchiudere un bambino in una casa famiglia. A volte può anche essere necessario toglierlo ai genitori, ma in quei casi bisognerebbe farlo vivere con i parenti più anziani. La legge lo consente.

Nella specie umana, la menopausa rappresenta un fenomeno biologico peculiare, caratterizzato dalla cessazione della fertilità femminile in età relativamente precoce rispetto alla durata complessiva della vita. Questo evento, unico tra i primati, suggerisce un vantaggio legato alla cosiddetta «ipotesi della nonna» (grandmother hypothesis). Secondo tale teoria, la perdita della capacità riproduttiva consentirebbe alle donne anziane di investire risorse, tempo ed energie nella sopravvivenza e nel benessere della prole e dei nipoti, incrementando così il benessere complessivo del gruppo familiare. I nonni, liberati dagli oneri della genitorialità diretta, svolgono un ruolo essenziale nel lungo periodo di dipendenza tipico dell’essere umano, contribuendo alla cura, alla trasmissione culturale e alla coesione sociale. In situazioni di difficoltà, possono sostituire i genitori, garantendo continuità affettiva e supporto educativo, elementi cruciali per la sopravvivenza e lo sviluppo equilibrato della specie.

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Le emozioni oltre le medaglie. Milano-Cortina 2026 è già storia
Thea Louise Stjernesund e Sara Hector omaggiano Federica Brignone dopo la prova dello slalom gigante femminile (Getty Images)

Dagli ori di Federica Brignone e della «mamma volante» Francesca Lollobrigida ai gesti di fairplay nel biathlon, dai trionfi storici alle lacrime dei delusi, passando per dediche a chi non c'è più, sprint improvvisati per l'ultimo posto e persino un cane lupo in pista. L'Olimpiade diffusa è stata un mix di momenti indimenticabili.

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Erdogan guarda all'Etiopia
Recep Tayyip Erdogan (Ansa)

La Turchia continua a guardare al Corno d’Africa. La settimana scorsa, Recep Tayyip Erdogan si è recato in Etiopia: era dal 2015 che il presidente turco non visitava il Paese.

Nell’occasione, il presidente turco ha incontrato il primo ministro etiope, Abiy Ahmed, celebrando il centenario dell’avvio delle relazioni diplomatiche tra Ankara e Addis Abeba. Secondo l’agenzia di stampa turca Anadolu, “i leader hanno discusso dell'ampliamento delle relazioni commerciali e i funzionari etiopi hanno affermato che entrambe le parti vogliono aumentare gli scambi commerciali fino ad almeno un miliardo di dollari”. Non solo. Le due parti hanno anche rafforzato i legami sul fronte energetico. Inoltre, un aspetto significativo risiede nel fatto che Ahmed abbia chiesto a Erdogan sostegno diplomatico per far sì che l’Etiopia possa conseguire un accesso sul mare.

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Dimmi La Verità | Paolo Formentini (Lega): «Smontiamo tutte le falsità sul Board of Peace»

Ecco #DimmiLaVerità del 23 febbraio 2026. Il deputato della Lega Paolo Formentini smonta tutte le falsità sul Board of Peace organizzato da Donald Trump e sulla partecipazione dell'Italia.

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