
L’Ucraina apre alla possibilità di un cessate il fuoco per le festività pasquali mentre il conflitto con la Russia continua a svilupparsi su più piani, tra operazioni militari, tensioni diplomatiche e nuove iniziative strategiche. Il presidente Volodymyr Zelensky ha dichiarato che Kiev è pronta a sospendere temporaneamente le ostilità, sottolineando però che «qualsiasi compromesso non riguarderà la nostra dignità e sovranità». Zelensky ha affermato che Kiev è pronta a qualsiasi cessate il fuoco, anche sull’energia, e sospenderebbe le ritorsioni contro le infrastrutture russe se Mosca smettesse di colpire quelle ucraine. Secondo il leader ucraino, una tregua limitata non consentirebbe a Mosca di rafforzare significativamente le proprie posizioni sul campo. Dal Cremlino è arrivata solo una risposta indiretta alle ipotesi di escalation.
Il portavoce Dmitri Peskov ha negato che sia in preparazione una nuova mobilitazione, definendo la questione «non all’ordine del giorno». La dichiarazione è giunta dopo le parole del presidente finlandese Alexander Stubb, secondo cui l’esercito russo perderebbe fino a 30.000 soldati al mese, un ritmo che Mosca faticherebbe a sostenere nel lungo periodo. Alcuni analisti collegano il rallentamento di Internet in Russia e le ipotesi di limitazioni a Telegram a possibili preparativi per una chiamata dei riservisti, scenario che il Cremlino sembra voler evitare dopo i disordini seguiti alla mobilitazione parziale del 2022. Allo stesso tempo, le tensioni diplomatiche si sono intensificate con l’espulsione di un diplomatico britannico da parte delle autorità russe. L’Fsb ha revocato l’accreditamento al secondo segretario dell’ambasciata accusandolo di attività di intelligence «sovversive», ordinandogli di lasciare il Paese entro due settimane. Il ministero degli Esteri russo ha inoltre convocato l’incaricato d’affari del Regno Unito, alimentando un ulteriore deterioramento dei rapporti tra Mosca e Londra.
Sul terreno proseguono gli attacchi incrociati. Nella città russa di Togliatti, nella regione di Samara, droni hanno colpito il grande impianto chimico KuibyshevAzot, provocando incendi e dense colonne di fumo. Si tratta del secondo raid contro lo stesso sito nel mese di marzo. L’aeronautica ucraina ha invece riferito di aver intercettato 150 dei 164 droni lanciati dalla Russia nella notte tra il 29 e il 30 marzo. A Taganrog, nel sud della Russia, un attacco attribuito a Kiev ha causato un morto, otto feriti e danni a edifici residenziali e industriali. Il governatore della regione di Rostov ha disposto l’evacuazione dell’area colpita, mentre le squadre di emergenza sono intervenute per spegnere gli incendi. Un episodio ha coinvolto anche la Finlandia, dove due droni ucraini sono precipitati nel sud del Paese. Kiev ha presentato scuse ufficiali, spiegando che i velivoli sarebbero stati deviati da interferenze elettroniche russe e che non erano diretti verso il territorio finlandese.
Sul piano energetico e politico, la Serbia ha ottenuto una proroga di tre mesi del contratto sul gas con la Russia dopo una telefonata tra il presidente Aleksandar Vucic e Vladimir Putin. L’accordo consente a Belgrado di continuare ad acquistare circa sei milioni di metri cubi di gas al giorno a condizioni favorevoli. La Serbia resta fortemente dipendente dalle forniture russe, mentre sono in corso negoziati sulla compagnia petrolifera NIS e sulla vendita della quota russa al gruppo ungherese MOL entro la scadenza fissata dagli Stati Uniti. Il Cremlino ha ribadito di essere pronto a restare «un fornitore affidabile» per i mercati globali. Nel frattempo, Kiev ha avviato una nuova iniziativa strategica nella regione mediorientale. L’Ucraina ha concordato la condivisione dell’expertise maturata nella guerra navale asimmetrica e nella tecnologia dei droni marittimi con i Paesi del Golfo interessati alla sicurezza dello stretto di Hormuz. Durante una missione diplomatica, Zelensky ha visitato Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Qatar e Giordania, mentre il segretario del Consiglio per la sicurezza e la difesa nazionale Rustem Umerov è rimasto nella regione per proseguire i colloqui. Il presidente ucraino ha spiegato che Kiev ha condiviso metodi per proteggere infrastrutture civili ed energetiche e ha avviato accordi strategici pluriennali sulla cooperazione militare e tecnologica. Secondo Zelensky, si tratta di intese «storiche», con una dimensione decennale e basate su assistenza reciproca. Kiev è interessata in particolare allo sviluppo di capacità antibalistiche e a soluzioni per affrontare le sfide energetiche. I droni navali Magura V5 e Sea Baby, utilizzati con efficacia contro la Flotta russa del Mar Nero e per aprire il corridoio delle esportazioni, sono stati indicati come esempio delle tattiche condivise con i partner mediorientali per garantire la sicurezza delle rotte energetiche. Sul piano industriale e militare è esplosa intanto la polemica per le dichiarazioni del Ceo di Rheinmetall, Armin Papperger, che ha definito la produzione di droni ucraini paragonabile a «giochi Lego costruiti da casalinghe». Zelensky ha replicato ironicamente, sostenendo che, «se le casalinghe ucraine sono in grado di costruire droni, potrebbero anche guidare l’azienda tedesca». Rheinmetall ha successivamente precisato di nutrire «il massimo rispetto per gli sforzi dell’Ucraina». Sempre sul piano logistico, Zelensky ha annunciato un accordo per forniture di gasolio all’Ucraina per un anno, ritenuto essenziale per il funzionamento delle forze armate e del settore agricolo.





