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2021-08-13
Operai, steward, genitori e docenti. Scioperi e proteste contro la card
Ansa
Tra bollino rosso da clima e carta verde da vaccino il Ferragosto si preannuncia piuttosto «caldo». Il weekend festivo sarà un banco di prova per il green pass tra criticità e lamentele, oltre che scioperi annunciati. Dopo le indicazioni del Viminale, che ha esortato alla massima attenzione sulle verifiche per il Qr code, le città stanno organizzando il piano dei controlli annunciando i vari Comitati provinciali per la sicurezza, con forze dell'ordine e vigili urbani in campo per le verifiche.
Mentre la Spagna dichiara illegittimo il documento che dimostra che siamo vaccinati con due dosi contro il Covid-19, abbiamo fatto un tampone nelle ultime 48 ore o siamo guariti dal virus, da noi resta obbligatorio in ristoranti al chiuso, piscine e palestre, cinema e teatri, sale gioco, fiere ed eventi sportivi e scatta la denuncia per chi viene trovato in possesso di un lasciapassare falso. Il gestore del locale che non controlla il Qr code dei clienti, dai 12 anni in su, rischia sempre una sanzione da 400 a 1.000 euro e in caso di violazione reiterata per tre volte, in tre giorni diversi, l'esercizio potrebbe essere chiuso da uno a dieci giorni. Il ristoratore non è tenuto però a controllare il documento l'identità del cliente dopo la pronuncia del Garante della privacy e il passo indietro del ministro dell'Interno, Luciana Lamorgese, (dopo i primi ricorsi delle Regioni) sul decreto che in un primo momento aveva scaricato tutte le responsabilità dei controlli sugli esercenti. Dovranno farlo solo «quando appaia manifesta incongruenza con i dati anagrafici contenuti nella certificazione» e, in ogni caso, la verifica della veridicità del green pass spetta alle forze dell'ordine che effettueranno controlli a campione. Come ha specificato il Viminale «per verificare se una carta verde è autentica bisogna utilizzare l'app gratuita VerificaC19 installata su un dispositivo mobile (non è necessario il collegamento Internet).
Ma mentre proprio i ristoratori hanno già denunciato le falle dell'app che s'inceppa quando deve leggere il codice Qr nella versione cartacea e con gli smartphone datati, molte prefetture stanno allestendo delle linee dirette per rispondere in via prioritaria alle chiamate dei titolari di locali.
Nel frattempo però cresce il malumore tra gli steward che, anche se deputati ai controlli, respingono le indicazioni ministeriali e cioè sono disposti a controllare i documenti, per esempio negli stadi, ma non il green pass. Nel frattempo, secondo gli esperti, resta molto alto il rischio di falsificazione del documento. Su Telegram sono attivi 2.500 gruppi che vendono green pass «tarocchi» e il seguito dei gruppi è aumentato del 566%: alcuni contano una media di 100.000 follower mentre altri superano addirittura i 450.000 seguaci e, tra i Paesi coinvolti nella domanda di Qr fasulli, anche l'Italia compare tra i venditori sul Dark Web.
Uno dei nodi che il governo non ha ancora sciolto è quello del green pass obbligatorio nei luoghi di lavoro. Ma intanto per domani nella coreana Hanon Systems di Campiglione Fenile, in provincia di Torino, sono state annunciate due ore di sciopero, con uscita anticipata su tutti i turni. La protesta, indetta dalle Rsu della Fim Cisl, riguarda l'esclusione dalla mensa aziendale per i lavoratori sprovvisti di green pass, annunciata dalla direzione risorse umane ai 600 dipendenti una settimana dopo aver allestito dei gazebo esterni. Secondo l'azienda infatti, i lavoratori non vaccinati dovranno mangiare all'aperto e questo ha fatto scattare la protesta sindacale perché si tratta di una decisione «frutto di una mera ed errata interpretazione del decreto, che parla di esercizi che somministrano cibi e bevande e non di mense aziendali che già tra l'altro applicano i protocolli Covid».
E sempre da Torino è partita la battaglia dei 600 insegnanti «No green pass» che mercoledì hanno mandato in tilt il traffico cittadino. Erano insegnanti, lavoratori del mondo della scuola, studenti dell'università e genitori di ragazzi tra i 12 e i 18 anni, preoccupati per il ventilato obbligo di vaccinarsi per andare a scuola. E sono pronti a farsi sentire di nuovo. Secondo il dl, per tornare in aula a settembre è obbligatorio il green pass per tutto il personale scolastico, vale a dire oltre 1,4 milioni tra docenti e bidelli, presidi e segretari. Non solo, servono controlli mirati sul personale non vaccinato ma gli istituti non sanno ancora come procedere. Tecnicamente, sarà compito dei dirigenti scolastici verificare il possesso della certificazione rischiando una sanzione fino a 1.000 euro. Il ministro dell'Istruzione, Patrizio Bianchi, insiste nel dire che il «green pass non è coercitivo ma è l'unico che permetterà di riaprire la scuola a settembre», i sindacati sono contro l'obbligo e sostengono che «la scuola non si riapre per decreto», mentre l'Associazione nazionale dei presidi, chiede 8.000 assunzioni o verifiche soltanto sui non vaccinati e sui no vax: chi non esibisce il green pass resta a casa, ma dopo cinque giorni di assenza scatta la sospensione senza retribuzione, ma non il licenziamento.
Anche il Pd ha trovato la sua scappatoia: il green pass è obbligatorio, ma non sarà controllato all'ingresso della Festa dell'Unità di Bologna. Il certificato verde sarà invece chiesto e scansionato dagli oltre 5.000 volontari per entrare nelle due sale dibattito coperte e nella libreria. Sempre dall'area dem arriva l'ultima criticità segnalata dalla senatrice Monica Cirinnà, che si ribella in quanto attivista Lgbt: «C'è un aspetto che tocca direttamente la vita delle persone, transgender, rischiando di ferirle, di violarne privacy, di metterle in difficoltà. È necessario intervenire per garantire la riservatezza».
In Friuli test gratis ai non vaccinabili
In Friuli Venezia Giulia il tampone è gratuito in farmacia per chi, a causa di problemi di salute, non può vaccinarsi. Lo ha annunciato ieri il governatore friulano, Massimiliano Fedriga, spiegando che, «grazie a risorse regionali, che si sommano a quelle statali, in Friuli Venezia Giulia le persone impossibilitate a sottoporsi alla vaccinazione per il Covid-19 per comprovati motivi di salute potranno effettuare gratuitamente il tampone rapido antigenico in farmacia. Inoltre», ha aggiunto, «verrà abbattuto di ulteriori 3 euro il costo del tampone per i ragazzi dai 12 ai 18 anni, che passerà così dagli attuali 8 a 5 euro».
Aziende sanitarie, Irccs e farmacie hanno ricevuto la nota della direzione Salute regionale. «Si tratta di una misura di equità nei confronti delle persone che, per motivi sanitari confermati da un certificato medico, non possono vaccinarsi e di conseguenza con l'introduzione del green pass avrebbero rischiato di essere penalizzate», spiega la Regione.
Una buona notizia a metà, o anche meno, rispetto all'accesso gratuito per la popolazione che, tra l'altro, permetterebbe di fotografare meglio anche l'andamento della pandemia. Il rischio di simili iniziative, anche se lodevoli da un certo punto di vista, è di complicare un sistema già caotico, almeno a livello amministrativo perché inseriscono un'ulteriore variabile per le farmacie (già diventate anche copisterie per stampare il lasciapassare). Gestito in questo modo, il green pass è potenzialmente discriminatorio perché il servizio sarà a macchia di leopardo. Non tutte le farmacie hanno scelto di fare test rapidi per il Covid e quindi non tutti coloro che si recheranno con un certificato potranno ricevere, dal loro farmacista, il documento gratuito. C'è poi un altro aspetto critico. Il prezzo dei tamponi rapidi è stato ridotto, in Friuli, solo per gli under 18: dai 19 anni si continua pagare il prezzo calmierato a 15 euro.
È innegabile, il green pass sta trasformando l'estate di chi non è immunizzato e ha più di 12 anni - non necessariamente no vax, ma semplicemente impossibilitato a fare il vaccino o ancora in attesa - in un continuo esborso per il test rapido. Di fatto una sorta di Covid tax che grava non solo sui consumi, ma anche sugli affetti, per esempio, di un nipote che vuole far visita a un parente anziano in una residenza (Rsa). Come è noto, per ottenere il lasciapassare per cenare all'interno di un ristorante, ma anche per accedere a piscine o parchi divertimento, è necessario essere immunizzati, essere guariti dal Covid o avere il test negativo nelle precedenti 48 ore. Considerando che meno di un quarto di chi ha 12-18 anni ha ricevuto due dosi di vaccino, è chiaro che il ricorso al tampone, anche solo per mangiare una pizza in famiglia, ha un costo maggiorato (se non raddoppiato): quello del test rapido. La questione poi diventa più gravosa se si considera l'accesso a piscine o parchi a tema in cui il costo del test si somma a quello del biglietto. Non è un caso che si sia registrato un crollo delle presenze in questi ambienti dopo la stretta del green pass.
Oltre al Friuli, anche il Veneto, da martedì 10 agosto, prevede il tampone gratuito per chi ha la prescrizione del medico o appartiene ad alcune categorie particolari. Attualmente la Regione Lombardia ha ulteriormente sgravato le famiglie da questo onere prevedendo l'esecuzione gratuita del tampone per familiari e visitatori di ospiti di residenze per anziani (Rsa, Rsd) insegnanti, personale scolastico, bambini e ragazzi dai 6 ai 19 anni. Tutte buone intenzioni, ma servirebbe un passo in più.
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Lavoratori fermi oggi a Torino dopo il no alla mensa per chi non ha il lasciapassare verde. Si ribellano anche gli addetti alla sicurezza degli eventi: «Le verifiche non spettano a noi». Insegnanti pronti a tornare in piazza. Massimiliano Fedriga aiuta chi è costretto a rifiutare la dose e abbassa i prezzi. Una novità positiva che però si scarica sulle farmacie e non abbatte quella che è ormai una nuova tassa. Lo speciale contiene due articoli. Tra bollino rosso da clima e carta verde da vaccino il Ferragosto si preannuncia piuttosto «caldo». Il weekend festivo sarà un banco di prova per il green pass tra criticità e lamentele, oltre che scioperi annunciati. Dopo le indicazioni del Viminale, che ha esortato alla massima attenzione sulle verifiche per il Qr code, le città stanno organizzando il piano dei controlli annunciando i vari Comitati provinciali per la sicurezza, con forze dell'ordine e vigili urbani in campo per le verifiche. Mentre la Spagna dichiara illegittimo il documento che dimostra che siamo vaccinati con due dosi contro il Covid-19, abbiamo fatto un tampone nelle ultime 48 ore o siamo guariti dal virus, da noi resta obbligatorio in ristoranti al chiuso, piscine e palestre, cinema e teatri, sale gioco, fiere ed eventi sportivi e scatta la denuncia per chi viene trovato in possesso di un lasciapassare falso. Il gestore del locale che non controlla il Qr code dei clienti, dai 12 anni in su, rischia sempre una sanzione da 400 a 1.000 euro e in caso di violazione reiterata per tre volte, in tre giorni diversi, l'esercizio potrebbe essere chiuso da uno a dieci giorni. Il ristoratore non è tenuto però a controllare il documento l'identità del cliente dopo la pronuncia del Garante della privacy e il passo indietro del ministro dell'Interno, Luciana Lamorgese, (dopo i primi ricorsi delle Regioni) sul decreto che in un primo momento aveva scaricato tutte le responsabilità dei controlli sugli esercenti. Dovranno farlo solo «quando appaia manifesta incongruenza con i dati anagrafici contenuti nella certificazione» e, in ogni caso, la verifica della veridicità del green pass spetta alle forze dell'ordine che effettueranno controlli a campione. Come ha specificato il Viminale «per verificare se una carta verde è autentica bisogna utilizzare l'app gratuita VerificaC19 installata su un dispositivo mobile (non è necessario il collegamento Internet). Ma mentre proprio i ristoratori hanno già denunciato le falle dell'app che s'inceppa quando deve leggere il codice Qr nella versione cartacea e con gli smartphone datati, molte prefetture stanno allestendo delle linee dirette per rispondere in via prioritaria alle chiamate dei titolari di locali. Nel frattempo però cresce il malumore tra gli steward che, anche se deputati ai controlli, respingono le indicazioni ministeriali e cioè sono disposti a controllare i documenti, per esempio negli stadi, ma non il green pass. Nel frattempo, secondo gli esperti, resta molto alto il rischio di falsificazione del documento. Su Telegram sono attivi 2.500 gruppi che vendono green pass «tarocchi» e il seguito dei gruppi è aumentato del 566%: alcuni contano una media di 100.000 follower mentre altri superano addirittura i 450.000 seguaci e, tra i Paesi coinvolti nella domanda di Qr fasulli, anche l'Italia compare tra i venditori sul Dark Web. Uno dei nodi che il governo non ha ancora sciolto è quello del green pass obbligatorio nei luoghi di lavoro. Ma intanto per domani nella coreana Hanon Systems di Campiglione Fenile, in provincia di Torino, sono state annunciate due ore di sciopero, con uscita anticipata su tutti i turni. La protesta, indetta dalle Rsu della Fim Cisl, riguarda l'esclusione dalla mensa aziendale per i lavoratori sprovvisti di green pass, annunciata dalla direzione risorse umane ai 600 dipendenti una settimana dopo aver allestito dei gazebo esterni. Secondo l'azienda infatti, i lavoratori non vaccinati dovranno mangiare all'aperto e questo ha fatto scattare la protesta sindacale perché si tratta di una decisione «frutto di una mera ed errata interpretazione del decreto, che parla di esercizi che somministrano cibi e bevande e non di mense aziendali che già tra l'altro applicano i protocolli Covid». E sempre da Torino è partita la battaglia dei 600 insegnanti «No green pass» che mercoledì hanno mandato in tilt il traffico cittadino. Erano insegnanti, lavoratori del mondo della scuola, studenti dell'università e genitori di ragazzi tra i 12 e i 18 anni, preoccupati per il ventilato obbligo di vaccinarsi per andare a scuola. E sono pronti a farsi sentire di nuovo. Secondo il dl, per tornare in aula a settembre è obbligatorio il green pass per tutto il personale scolastico, vale a dire oltre 1,4 milioni tra docenti e bidelli, presidi e segretari. Non solo, servono controlli mirati sul personale non vaccinato ma gli istituti non sanno ancora come procedere. Tecnicamente, sarà compito dei dirigenti scolastici verificare il possesso della certificazione rischiando una sanzione fino a 1.000 euro. Il ministro dell'Istruzione, Patrizio Bianchi, insiste nel dire che il «green pass non è coercitivo ma è l'unico che permetterà di riaprire la scuola a settembre», i sindacati sono contro l'obbligo e sostengono che «la scuola non si riapre per decreto», mentre l'Associazione nazionale dei presidi, chiede 8.000 assunzioni o verifiche soltanto sui non vaccinati e sui no vax: chi non esibisce il green pass resta a casa, ma dopo cinque giorni di assenza scatta la sospensione senza retribuzione, ma non il licenziamento. Anche il Pd ha trovato la sua scappatoia: il green pass è obbligatorio, ma non sarà controllato all'ingresso della Festa dell'Unità di Bologna. Il certificato verde sarà invece chiesto e scansionato dagli oltre 5.000 volontari per entrare nelle due sale dibattito coperte e nella libreria. Sempre dall'area dem arriva l'ultima criticità segnalata dalla senatrice Monica Cirinnà, che si ribella in quanto attivista Lgbt: «C'è un aspetto che tocca direttamente la vita delle persone, transgender, rischiando di ferirle, di violarne privacy, di metterle in difficoltà. È necessario intervenire per garantire la riservatezza». <div class="rebellt-item col1" id="rebelltitem1" data-id="1" data-reload-ads="false" data-is-image="False" data-href="https://www.laverita.info/operai-steward-genitori-e-docenti-scioperi-e-proteste-contro-la-card-2654650150.html?rebelltitem=1#rebelltitem1" data-basename="in-friuli-test-gratis-ai-non-vaccinabili" data-post-id="2654650150" data-published-at="1628799250" data-use-pagination="False"> In Friuli test gratis ai non vaccinabili In Friuli Venezia Giulia il tampone è gratuito in farmacia per chi, a causa di problemi di salute, non può vaccinarsi. Lo ha annunciato ieri il governatore friulano, Massimiliano Fedriga, spiegando che, «grazie a risorse regionali, che si sommano a quelle statali, in Friuli Venezia Giulia le persone impossibilitate a sottoporsi alla vaccinazione per il Covid-19 per comprovati motivi di salute potranno effettuare gratuitamente il tampone rapido antigenico in farmacia. Inoltre», ha aggiunto, «verrà abbattuto di ulteriori 3 euro il costo del tampone per i ragazzi dai 12 ai 18 anni, che passerà così dagli attuali 8 a 5 euro». Aziende sanitarie, Irccs e farmacie hanno ricevuto la nota della direzione Salute regionale. «Si tratta di una misura di equità nei confronti delle persone che, per motivi sanitari confermati da un certificato medico, non possono vaccinarsi e di conseguenza con l'introduzione del green pass avrebbero rischiato di essere penalizzate», spiega la Regione. Una buona notizia a metà, o anche meno, rispetto all'accesso gratuito per la popolazione che, tra l'altro, permetterebbe di fotografare meglio anche l'andamento della pandemia. Il rischio di simili iniziative, anche se lodevoli da un certo punto di vista, è di complicare un sistema già caotico, almeno a livello amministrativo perché inseriscono un'ulteriore variabile per le farmacie (già diventate anche copisterie per stampare il lasciapassare). Gestito in questo modo, il green pass è potenzialmente discriminatorio perché il servizio sarà a macchia di leopardo. Non tutte le farmacie hanno scelto di fare test rapidi per il Covid e quindi non tutti coloro che si recheranno con un certificato potranno ricevere, dal loro farmacista, il documento gratuito. C'è poi un altro aspetto critico. Il prezzo dei tamponi rapidi è stato ridotto, in Friuli, solo per gli under 18: dai 19 anni si continua pagare il prezzo calmierato a 15 euro. È innegabile, il green pass sta trasformando l'estate di chi non è immunizzato e ha più di 12 anni - non necessariamente no vax, ma semplicemente impossibilitato a fare il vaccino o ancora in attesa - in un continuo esborso per il test rapido. Di fatto una sorta di Covid tax che grava non solo sui consumi, ma anche sugli affetti, per esempio, di un nipote che vuole far visita a un parente anziano in una residenza (Rsa). Come è noto, per ottenere il lasciapassare per cenare all'interno di un ristorante, ma anche per accedere a piscine o parchi divertimento, è necessario essere immunizzati, essere guariti dal Covid o avere il test negativo nelle precedenti 48 ore. Considerando che meno di un quarto di chi ha 12-18 anni ha ricevuto due dosi di vaccino, è chiaro che il ricorso al tampone, anche solo per mangiare una pizza in famiglia, ha un costo maggiorato (se non raddoppiato): quello del test rapido. La questione poi diventa più gravosa se si considera l'accesso a piscine o parchi a tema in cui il costo del test si somma a quello del biglietto. Non è un caso che si sia registrato un crollo delle presenze in questi ambienti dopo la stretta del green pass. Oltre al Friuli, anche il Veneto, da martedì 10 agosto, prevede il tampone gratuito per chi ha la prescrizione del medico o appartiene ad alcune categorie particolari. Attualmente la Regione Lombardia ha ulteriormente sgravato le famiglie da questo onere prevedendo l'esecuzione gratuita del tampone per familiari e visitatori di ospiti di residenze per anziani (Rsa, Rsd) insegnanti, personale scolastico, bambini e ragazzi dai 6 ai 19 anni. Tutte buone intenzioni, ma servirebbe un passo in più.
Monica Montefalcone (Ansa)
Ieri le squadre di soccorso nell’arcipelago hanno recuperato il primo corpo, quello di Gianluca Benedetti. Ancora disperse, invece, le altre quattro vittime di quello che le autorità locali hanno definito il più grave incidente subacqueo nella storia del Paese. Le immersioni di soccorso, considerate di per sé ad alto rischio, sono state interrotte per il maltempo dopo l’una di ieri e riprenderanno oggi.
Dopo il ritrovamento del corpo di Benedetti, il presidente delle Maldive Mohamed Muizzu, ha espresso su X «le nostre più sentite condoglianze a Sergio Mattarella e al popolo italiano per il tragico incidente». «Siamo profondamente addolorati per questa tragedia», ha detto Muizzu, «e i nostri pensieri e le nostre preghiere sono rivolti alle famiglie del cittadino italiano deceduto, ai quattro italiani dispersi e a tutti coloro che sono stati colpiti da questo evento. La ricerca dei quattro subacquei ancora dispersi rimane la nostra massima priorità e il governo delle Maldive ringrazia l’Italia per il supporto fornito alle vaste operazioni di recupero in corso».
Sui dettagli delle ricerche è intervenuto portavoce del governo, Mohamed Hussain Shareef, che ha dichiarato che le autorità hanno delimitato l’area di ricerca e che riprenderanno le operazioni non appena le condizioni meteorologiche miglioreranno. Si ritiene che le vittime siano intrappolate all’interno di una grotta a una profondità di 62 metri. «Le condizioni meteorologiche non sono ideali per le immersioni e il mare è molto agitato. Abbiamo inviato nella zona la nostra nave più grande della Guardia costiera e anche i diplomatici italiani sono sul posto», ha dichiarato Shareef. Ha aggiunto che ai turisti non è consentito immergersi al di sotto dei 30 metri. «Verrà avviata un’indagine separata per accertare come questi subacquei siano finiti al di sotto della profondità consentita, ma al momento la nostra priorità è la ricerca e il salvataggio», ha concluso Shareef.
Intanto, anche la Procura di Roma ha fatto sapere che aprirà un fascicolo di indagine in relazione al decesso di cinque cittadini italiani durante un’immersione nel mare delle Maldive. Formalmente i pm capitolini attendono la comunicazione del consolato e, a quel punto, affideranno una delega di indagine per compiere tutti gli accertamenti necessari a stabilire le cause dei decessi. «Il tempo ieri (giovedì, ndr) al momento dell’immersione era bello, il mare non era perturbato e la visibilità ottima», ha raccontato all’Ansa una delle persone a bordo della safari boat Duke of York da cui si sono tuffati i cinque italiani morti durante l’immersione alle grotte di Alimathà. «Non abbiamo idea di cosa possa essere successo in quegli antri», ha aggiunto, «è presto per fare ipotesi. Bisogna ancora recuperare quattro corpi. Stiamo bene ma sotto choc».
«Io non so cosa sia successo là sotto. Ma è davvero strano che siano morti in cinque. Mia moglie ha fatto 5.000 immersioni. È una esperta, sa cosa fare anche in caso di difficoltà»: Carlo Sommacal, marito di Monica Montefalcone, ha appena finito di parlare con l’ambasciata. La figlia Giorgia si doveva laureare tra un mese, laurea triennale di Ingegneria biomedica. Quando ieri ha ricevuto la telefonata dall’ambasciata «mi sono crollate le gambe. E da lì non mi sono fermato un attimo. Ho dovuto dirlo a mio figlio, al fidanzato di Giorgia, ai miei suoceri che abitano poco lontano da qui». Il marito spera che ritrovino i corpi anche perché «di solito Monica quando si immergeva aveva una GoPro. Non so se l’avesse anche l’altro giorno. Se la trovano magari da lì si potrà capire cosa è successo».
In una nota, la Farnesina ha rassicurato sulle condizioni degli altri 20 italiani a bordo del Duke of York che hanno partecipato alla spedizione insieme ai cinque connazionali deceduti. L’ambasciata d’Italia a Colombo sta offrendo loro assistenza e ha preso contatto con la Mezzaluna rossa che si è offerta di inviare volontari addestrati a offrire primo soccorso psicologico per gli italiani ancora a bordo del battello tra cui non si registrano feriti.
Tuttavia, a causa del maltempo, non è chiaro se i soccorritori potranno raggiungere la barca, che intanto si è spostata in cerca di un approdo sicuro, in attesa dl miglioramento delle condizioni meteo per poter fare rientro a Malè. La sede diplomatica è anche in contatto con il gruppo Dan, compagnia assicurativa specializzata in copertura dei subacquei. Dan ha in programma di coordinarsi con le autorità locali per dare supporto sia alle operazioni di recupero delle salme, sia per il rimpatrio delle stesse.
Nel frattempo, il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, segue da vicino situazione connazionali alle Maldive e ha dato indicazioni all’ambasciata e al consolato di tenersi in stretto contatto con le autorità locali. L’isola Alimathà, il luogo delle Maldive dove sono morti i cinque italiani, fa parte dell’atollo di Vaavu, a circa un’ora di motoscafo o 20 minuti di idrovolante dalla capitale Malè.
L’ambasciatore Italiano alle Maldive, Damiano Francovigh, intervistato dalla trasmissione di Rete 4 Diario del giorno, ha spiegato: «La grotta consiste in tre ambienti successivi: sono riusciti (i soccorritori, ndr) a raggiungere i primi due ma non il terzo. Nei primi due non sono riusciti a intravedere i corpi dei connazionali. Anche domani (oggi, ndr) cercheranno di fare un’ulteriore immersione, hanno garantito che domani dovrebbero riuscire a raggiungere l’ultimo degli ambienti quindi verosimilmente vedere i corpi dei nostri connazionali».
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Impossibile quindi? Non proprio. Ed è qui che entra in gioco, anche se sarebbe meglio dire in scena, la nuova Sv Ultra, che rappresenta l’apice del lusso e della distinzione Range Rover, fondendo con eleganza finiture di altissimo livello con tecnologie audio uniche al mondo, per arricchire il legame tra comfort, benessere ed esperienza d’ascolto.
Quest’auto, nella storia di Range Rover, rappresenta un vero e proprio primato visto che si tratta dell’auto più lussuosa e tecnologicamente avanzata di sempre realizzata da questa casa automobilistica. La gamma di tecnologie audio coinvolgenti della Range Rover Sv Ultra, infatti, include il rivoluzionario sistema Sv Electrostatic Sound, che trasforma l’abitacolo in una sala da concerto, affiancato dai Body and Soul Seats (Bass) e dal Sensory Haptic Floor.
Uno dei tanti punti forti di quest’auto è il design. La carrozzeria della Range Rover SV Ultra è disponibile in una vasta scelta di colori e introduce il Titan Silver, esclusivo della Sv Ultra, grazie alla sua formulazione dedicata. Come spiega la casa automobilistica, «questa nuova tinta incarna una rappresentazione sofisticata dell’autentico metallo in forma liquida». Ma come si realizza questo colore così particolare? Il Titan Silver utilizza fini lamelle di alluminio reale e una tecnologia avanzata dei pigmenti per creare una superficie luminosa e altamente riflettente, con una qualità iridescente e simile a uno specchio. Il risultato? Una finitura che si distingue per la sua unicità e la sua lavorazione meticolosa. Gli accenti Satin Platinum Atlas e Silver Chrome valorizzano poi la finitura esterna Titan Silver, esaltando la griglia e la grafica laterale, mentre i cerchi in lega da 23" sono rifiniti con inserti Satin Platinum e nuovi coprimozzi Range Rover.
C’è poi l’interno, dove la Sv Ultra svela un nuovo ed esclusivo abitacolo bicolore nelle tonalità chiare in Ultrafabrics™ Orchid White e Cinder Grey, che coniuga l’innovazione avanzata dei materiali con un’atmosfera serena e improntata al design. I sedili presentano per la prima volta un intricato nuovo motivo a mosaico lavorato al laser, applicato sulle sezioni superiori sagomate e ripreso negli inserti e negli schienali per creare un trattamento superficiale unitario e altamente dettagliato.
Un nuovo intarsio in palma di rattan introduce nell’abitacolo una texture delicata e una profondità materica attraverso la sua naturale armonia strutturale. Grazie poi a una tecnica brevettata che ne preserva le caratteristiche naturali, la venatura unica dell’intarsio è valorizzata da una tinta Orchid White che ne esalta la texture a poro aperto e la forma lineare. La sua struttura cellulare tubolare consente tagli precisi in sezione trasversale che assorbono il colorante, creando una tonalità calda derivata dalle resine naturali del materiale. Per la SV Ultra, l’intarsio è rifinito in una tonalità più chiara per conferire un aspetto più contemporaneo. Si estende sotto il singolo touchscreen e prosegue nell’abitacolo fino al Club Table elettrico nella parte posteriore, nonché allo sportello motorizzato del vano refrigerante integrato.
La caratteristica finitura in ceramica bianco lucido di Range Rover SV prosegue il tema chiaro, affiancata da altoparlanti SV Orchid Pearl abbinati al colore, cinture di sicurezza Orchid White e pedane con marchio SV Ultra.
Un nuovo cuscino decorativo allungato incorpora il tessile Kvadrat remix, un’alternativa alla pelle realizzata con un mix durevole di lana e poliestere riciclato, che offre una forma morbida e contemporanea accuratamente ottimizzata per il comfort.
Phoebe Lindsay, Range Rover Materiality Manager, ha dichiarato: «Sv Ultra rappresenta la nostra interpretazione più modernista della materialità, coniugando linee pulite con una palette neutra attentamente bilanciata e un uso disciplinato dei materiali naturali. La scelta di Ultrafabrics™ rispetto alla pelle è stata intenzionale: la sua morbidezza ingegnerizzata consente il raffinato motivo lavorato al laser e la complessa perforazione che caratterizzano l’interno. L’intarsio in palma di rattan introduce nell’abitacolo un’espressione materica completamente nuova, con il suo poro aperto naturale e il rivestimento chiaro che aumentano la luminosità visiva e rafforzano un senso di design calmo e coerente».
Infine, la Range Rover Sv Ultra porta alla perfezione acustica dei migliori posti di una sala da concerto, introducendo per la prima volta in assoluto la tecnologia audio elettrostatica ad alta fedeltà a bordo di un veicolo. Il nuovo sistema SV Electrostatic Sound (disponibile come optional esclusivamente sui modelli SV) garantisce che ogni nota armoniosa e ogni dettaglio nitido pongano l’occupante al cuore di ogni performance, riproducendo la musica fedelmente come l’artista aveva concepito.
La Range Rover Sv Ultra sarà disponibile con una scelta tra la motorizzazione ibrida plug-in P550e e il V8 P540”. Una versione completamente elettrica arriverà entro la fine dell’anno.
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Alla fiera di Rho del 19 e 20 maggio Compagnia delle Opere presenterà l’Innovation Hub, area dedicata al confronto tra aziende e professionisti sull’uso concreto dell’intelligenza artificiale. Al centro del dibattito etica, scuola, lavoro e gestione aziendale.
Compagnia delle Opere torna all’AI Week di Rho Fiera, il grande evento europeo dedicato all’intelligenza artificiale in programma il 19 e 20 maggio, e lo fa portando al centro della manifestazione un nuovo spazio dedicato alle aziende. Si chiama Innovation Hub ed è un’area di oltre 200 metri quadrati pensata per favorire l’incontro tra imprese, professionisti e innovatori attraverso casi concreti, confronto operativo e networking.
All’interno dell’hub saranno presenti 23 aziende associate a Cdo, chiamate a raccontare esperienze e applicazioni pratiche dell’intelligenza artificiale nei diversi settori produttivi. Attesi in fiera anche circa 500 associati, segno di una partecipazione che l’associazione interpreta come la costruzione di un ecosistema capace di accompagnare le imprese nella trasformazione tecnologica.
L’AI Week, giunta alla settima edizione, ogni anno richiama migliaia di imprenditori, manager e professionisti, oltre a centinaia di speaker internazionali, attraverso incontri, masterclass e sessioni formative dedicate ai nuovi scenari dell’intelligenza artificiale. Nel programma promosso da Cdo troveranno spazio anche alcuni dei temi oggi più discussi nel dibattito pubblico. Una delle direttrici principali riguarderà il rapporto tra etica e intelligenza artificiale, con l’intervento di Padre Natale Brescianini, mentre un altro focus sarà dedicato al ruolo dell’AI nelle piccole e medie imprese italiane grazie al contributo di Emanuele Frontoni, presidente di Cdo Marche Sud e co-director del VRAI Lab. «L’intelligenza artificiale rappresenta una delle grandi sfide del nostro tempo, perché non ci chiede soltanto di imparare a utilizzare nuove tecnologie, ma ci interroga sul modo in cui comprendiamo l’esperienza umana, il lavoro, la conoscenza e il futuro della società», ha dichiarato Andrea Dellabianca, presidente nazionale di Compagnia delle Opere. «Ogni giorno emergono opportunità straordinarie insieme a interrogativi profondi: per questo è necessario costruire luoghi di confronto in cui imprese, professionisti, ricercatori ed esperti possano condividere competenze, esperienze e soluzioni concrete».
Tra gli appuntamenti previsti ci sarà anche un approfondimento sul rapporto tra scuola e intelligenza artificiale dal titolo «Essere uomini nell’Era dell’IA: la Scuola come laboratorio di libertà e conoscenza». Al centro dell’incontro il ruolo della tecnologia nella didattica, nei sistemi di valutazione e nei percorsi di inclusione degli studenti con bisogni educativi speciali. Un confronto che partirà dall’idea che l’intelligenza artificiale possa affiancare il lavoro dell’insegnante senza sostituirlo, rafforzando il pensiero critico e la relazione educativa.
Spazio poi ai cambiamenti che l’AI sta introducendo nella gestione aziendale, nelle risorse umane e nel settore immobiliare, fino al rapporto tra innovazione tecnologica e transizione ecologica. Non mancherà infine una riflessione sul mondo del non profit con l’evento Agent Coding for Good, dedicato all’utilizzo dell’intelligenza artificiale per aumentare l’efficacia e l’impatto delle organizzazioni sociali. «L’innovazione è davvero tale quando resta al servizio della persona e contribuisce a far crescere una comunità più consapevole», ha aggiunto Dellabianca. «Per questo Cdo vuole scommettere su spazi d’avanguardia come l’Innovation Hub: luoghi di dialogo, ma anche laboratori di pensiero e di ricerca».
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Regina Corradini D’Arienzo (Ansa)
Risorse a tassi agevolati e contributi a fondo perduto fino al 30% per contrastare il caro energia e il blocco dello Stretto di Hormuz. La misura, operativa dal 25 maggio, protegge le aziende esportatrici e le filiere strategiche dagli choc del conflitto nel Golfo Persico.
La diplomazia non ha ancora trovato una via d’uscita al conflitto con l’Iran e la crisi energetica legata al blocco del canale di Hormuz si aggrava.
Gli analisti stimano che anche a fronte di una risoluzione a breve, per rimettere in moto il meccanismo dei rapporti con quell’area a cominciare dagli approvvigionamenti, serviranno mesi. Alla luce di questo scenario la Simest, la società per l’internazionalizzazione delle imprese del gruppo Cdp (Cassa depositi e prestiti) lancia un nuovo intervento strategico da 800 milioni di euro a sostegno delle imprese colpite dagli effetti del conflitto nel Golfo Persico e dal perdurare delle tensioni sui costi energetici. Le risorse sono destinate alle aziende esportatrici e a quelle che, pur non vendendo direttamente direttamente all’estero i propri prodotti, fanno parte di filiere produttive strategiche. Cuore del pacchetto, attivato nell’ambito dello strumento «Transizione digitale ed ecologica», è la nuova linea «Energia per la competitività internazionale», concepita per offrire una risposta mirata per fronteggiare gli effetti della crisi sui costi energetici e sul fatturato, in modo da salvaguardare la solidità finanziaria e la capacità di continuare a investire all’estero delle imprese.
Potranno accedere al sostegno le realtà imprenditoriali che, nel primo trimestre o quadrimestre del 2026, abbiano registrato un incremento dei costi energetici o una riduzione del fatturato pari ad almeno il 10% rispetto allo stesso periodo del 2025, a causa del conflitto. Il sostegno avverrà attraverso la concessione di finanziamenti agevolati accompagnati da una quota a fondo perduto fino al 30% per le Pmi e fino al 20% per le altre imprese.
Le risorse sono finalizzate a essere utilizzate principalmente per operazioni di rafforzamento patrimoniale (fino al 90% del finanziamento) oppure per finanziamenti di soci, con possibilità di destinare fino a 1,5 milioni di euro a incrementi di capitale e supporto alle società controllate. L’anticipo può arrivare a coprire fino al 50% della somma richiesta mentre la durata del finanziamento sarà di otto anni. Parallelamente, viene ulteriormente rafforzata la misura dedicata alle imprese energivore, cioè a favore dei comparti più esposti al caro energia, con condizioni migliorative affinché possano continuare ad operare e a investire. Si prevede un contributo a fondo perduto fino al 20%, l’esenzione dalla presentazione delle garanzie; poi finanziamenti fino al 90% per il rafforzamento patrimoniale, l’incremento fino a 1,5 milioni di euro della quota da destinare alla capitalizzazione delle controllate e l’innalzamento dell’anticipo fino al 50%. Infine l’estensione della durata dei finanziamenti fino a otto anni.
Le domande potranno essere presentate a partire dal 25 maggio fino al 31 dicembre 2026. Per garantire una gestione ordinata delle richieste, nei primi cinque giorni di apertura della misura, sarà attivato un sistema di «coda virtuale» nel caso di accessi simultanei elevati alla piattaforma.
«Vogliamo dare una risposta concreta e tempestiva alle imprese che stanno affrontando gli effetti di un quadro internazionale sempre più instabile, segnato dalle tensioni geopolitiche e dal forte aumento dei costi energetici, che rischiano di incidere sulla competitività del nostro sistema produttivo. L’obiettivo è sostenere non solo le aziende esportatrici, ma anche tutte le filiere strategiche del Made in Italy, rafforzandone la capacità di continuare a investire e crescere sui mercati internazionali», ha affermato l’amministratore delegato di Simest, Regina Corradini D’Arienzo.
Il Fondo monetario internazionale ha segnalato che, insieme al Regno Unito, l’Italia è fra i Paesi europei più esposti a causa della forte dipendenza dalle centrali a gas. Le importazioni italiane di beni energetici dal Medio Oriente nel 2025 hanno superato i 15 miliardi di euro. L’intervento di Simest quindi vuole accompagnare le imprese non solo nella gestione della fase emergenziale, ma anche nella gestione del periodo successivo, contribuendo al rafforzamento strutturale.