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Omofobia, Pro Vita e Famiglia: «Una prima vittoria della nostra battaglia. Caro Zan è solo l’inizio»

Omofobia, Pro Vita e Famiglia: «Una prima vittoria della nostra battaglia. Caro Zan è solo l’inizio»
Alessandro Zan (Ansa)

«Una prima vittoria della nostra battaglia: ieri è saltata la conferenza stampa di presentazione del testo base della proposta di legge contro la cosiddetta omotransfobia. Qualcosa deve essere andato storto all'onorevole Alessandro Zan del Pd, forse perché si sarà reso conto che noi le leggi le leggiamo e le contestiamo punto per punto. Caro onorevole, è solo l'inizio» hanno dichiarato Toni Brandi e Jacopo Coghe, presidente e vice presidente di Pro Vita e Famiglia onlus.

«Ma lo slittamento della presentazione del testo non ci basta. Deve essere ritirato e siamo al lavoro per impedire che questa legge discriminatoria e nefasta produca i suoi effetti impedendo libertà fondamentali costituzionalmente garantite, come quella di parola e di opinione» hanno concluso Brandi e Coghe.

«Per questo l'11 luglio - hanno concluso - in 100 piazze italiane e a Roma migliaia e migliaia di persone grideranno #restiamoliberi. Su www.restiamoliberi.it l'elenco di tutte le piazze che stiamo organizzando in cui i cittadini si alzeranno in piedi per dire no all'istituzione del nuovo reato di omotransfobia e alle derive liberticide che ne scaturirebbero».

«Arrestiamo sempre gli stessi immigrati»
Roberto Massucci (Imagoeconomica)
  • Il questore di Roma Roberto Massucci : «Negli ultimi due anni reati diminuiti del 23%. Ma chi delinque è per lo più uno straniero che non si integra». E parla di «una sorta di costrizione al crimine». Una conferma ulteriore del fatto che la remigrazione è la soluzione giusta.
  • Fermato in Emilia un minorenne jihadista. Aveva manuali per fabbricare bombe e mescolava islam e suprematismo.

Lo speciale contiene due articoli

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Villetta di Negro, morto in ospedale il senegalese accusato dell’omicidio di Pedro
Nel riquadro a sinistra, il clochard milanese Pietro Alberto Paolo Signor e il suo assassino Cissè Camara (iStock)
Cisse Camara, 42 anni, è deceduto al San Martino dove era ricoverato in rianimazione dopo il fermo per l’omicidio del senzatetto Pietro Alberto Paolo Signor, conosciuto come Pedro, ucciso nel parco genovese. L’uomo non è mai stato interrogato e il movente resta senza risposta.
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Il diritto a non migrare è cristiano. Il business dell’accoglienza no
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Ciriani: «Passa il regolamento con la maggioranza Meloni. Anche la sinistra ammette il fallimento dei confini aperti. Daremo strumenti giuridici seri per la remigrazione».

L’Europa cambia, ed è l’Italia a invertire la rotta. Sulle politiche migratorie con l’approvazione del nuovo regolamento per i rimpatri dell’Unione europea passa infatti la linea Meloni. Con 418 voti a favore, 218 contrari e 30 astensioni, il Parlamento europeo ha dato il via libera a uno dei pilastri del Patto migrazione e asilo entrato in vigore lo scorso 12 giugno.

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