La vittoria di Giorgia Meloni che non ha rivendicato il femminismo ha mandato in crisi il paradigma dominante. Il saggio «Belle Ciao! Come Giorgia Meloni e la destra hanno mandato in tilt il femminismo» di Barbara Saltamartini critica i dogmi del femminismo progressista, contesta l’idea di un’unica voce legittimata a parlare per le donne e rilegge Giorgia Meloni come espressione di una tradizione femminile di destra rimossa dal racconto ufficiale. Il libro denuncia un’ideologia che ha mercificato la libertà e cancellato la differenza sessuale, rilanciando identità, maternità e comunità come valori politici. Un testo provocatorio che segna una rottura culturale.
Beppe Sala (Getty Images)
Il sindaco milanese, che si oppose a un convegno sulla remigrazione, invoca espulsioni una volta compreso che i balordi clandestini hanno reso la città un far west. Gli editorialisti progressisti martellano il governo: ma siamo qui grazie a politiche sui flussi care a loro.
Beppe Sala, sindaco di Milano, è sul piede di guerra e affila le spade della polemica. Se la prende con il governo dopo il brutale omicidio di Aurora Livoli, per cui è fortemente indiziato un peruviano di 57 anni, Emilio Gabriel Valdez Velazco, che aveva già commesso almeno altre tre violenze sessuali e aveva altri precedenti penali per rapina aggravata. Sala, furibondo, dichiara alla stampa che Velazco «aveva ricevuto un foglio di via nel 2024, ma non era stato eseguito perché ritenuto inidoneo a stare in un Cpr. Di fatto è risultato idoneo ad ammazzare una ragazza; si continua a blaterare su rimpatri, remigration, ma nella realtà non succede nulla, chi commette un crimine piccolo o grande deve pagare una pena».
Ed è ovviamente molto difficile dare torto al primo cittadino milanese o non condividere il suo sdegno. Chi sta da clandestino sul territorio italiano deve essere riaccompagnato alla frontiera il più velocemente possibile, soprattutto se ha commesso dei reati. Non è, questa, una visione particolarmente destrorsa della realtà: è semplice utilizzo del buonsenso, condiviso dalla stragrande maggioranza degli italiani. Da qualche giorno sembra che perfino gli esponenti del Pd e della sinistra italica si siano collocati su questa posizione, tanto da pretendere più sicurezza, più controllo del territorio e più espulsioni.
Ad esempio Mattia Palazzi, sindaco pd di Mantova, spiega al Corriere della Sera che urge rispedire indietro gli stranieri delinquenti. «È chiaro che gli accordi per i rimpatri verso alcuni Paesi non funzionano», dice. «Intanto, cittadini e forze dell’ordine hanno spesso a che fare con persone soggette a ordini di espulsione per precedenti penali, con il risultato che i medesimi reati vengono reiterati. La situazione sta peggiorando, la sicurezza non può essere motivo di propaganda. Serve un patto politico bipartisan per garantire i rimpatri e più agenti a controllo delle città. L’esperimento Albania è fallito, non risolve i nodi aperti. Serve realismo, non propaganda».
Anche queste parole sono molto condivisibili: serve realismo non propaganda. Serve realismo sul tema dei rimpatri e su quello della protezione dei cittadini. Argomento su cui si sta scatenando il Pd dell’Emilia Romagna. Luigi Tosiani, segretario regionale dem, usa toni forti: «Agitare il tema della sicurezza come una clava può, forse, portare qualche punto in più nei sondaggi, poi però si va al governo e i problemi restano tutti lì, peggiorano, senza soluzioni concrete».
L’esponente pd si riferisce al fatto che a Bologna un povero capotreno di 34 anni è stato massacrato a coltellate nei pressi della stazione. Per il feroce assassinio è sospettato un altro straniero, Marin Jelenic, un croato di 36 anni con una lunga serie di precedenti. Tra maggio e settembre, Jelenic è stato identificato dalle forze dell’ordine numerose volte sempre a Milano, nelle stazioni Centrale e Lambrate. Era stato fermato pure il 22 dicembre, e come sempre aveva in tasca un coltello. Proprio in virtù di quel controllo di polizia si era visto appioppare un decreto di allontanamento dall’Italia. Non si trattava di una espulsione, ma di un provvedimento che riguarda i cittadini comunitari: Jelenic avrebbe dovuto lasciare il nostro territorio entro 10 giorni, cioè ai primi di gennaio. Come tragicamente noto, si è ben guardato dal farlo.
A quanto pare, dunque, non riusciamo ad allontanare dall’Italia nemmeno gli europei. E dunque è giusto indignarsi e protestare, e persino chiamare in causa il governo di destra, il quale ha ridotto il numero di stranieri in ingresso ma fatica, come tutti, sugli allontanamenti.
Detto questo, suona un po’ ridicolo il sussiego con cui ora la sinistra italica brama espulsioni e regole ferree. Che rimpatriare gli stranieri sia difficile è noto da molto tempo, motivo per cui sarebbe consigliabile farne entrare il meno possibile. Tema su cui però i nostri progressisti sono stati di opinione decisamente contraria per anni e anni (e continuano ad esserlo, ci risulta). Non solo. La sinistra è sempre in prima fila a protestare quando qualcuno osa parlare di espulsioni. Tanto che si è messa, pervertendo il termine inglese, a chiamarle deportazioni, giusto per evocare ancora una volta il nazismo. Tanto per non fare nomi, il sindaco Sala che adesso strepita per le espulsioni mai fatte è lo stesso che qualche mese fa fece di tutto per impedire che nella sua città si tenesse un convegno (un convegno!) sulla remigrazione. Di rimandare indietro gli stranieri non voleva nemmeno sentir parlare.
Ancora ieri, su Repubblica, Annalisa Cuzzocrea spiegava quanto sia inutile insistere sull’approccio securitario. A suo dire il problema sta solo nel fatto che non si spendono abbastanza soldi per l’integrazione, come se la violenza di soggetti tipo Velazco potesse essere attribuita al disagio sociale e alla povertà invece che alla propensione al crimine individuale.
Si punzecchi allora il governo, per carità, ma con un minimo di decenza se possibile. Chi si oppone ai rimpatri e contemporaneamente insiste per spalancare le frontiere, dovrebbe evitare di blaterare di sicurezza e di lamentarsi se in giro ci sono criminali stranieri. La sinistra, in sostanza, farebbe meglio a tacere.
Anzi, dovrebbe congratularsi con sé stessa per aver ottenuto ciò che ha richiesto.
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Ansa
Gli extracomunitari, specialmente i musulmani, ci percepiscono come deboli e ciò li incentiva a tentare di sottometterci. La popolazione deve mandare segnali differenti da quanto fatto sinora: qui è casa nostra.
Sporchi, brutti e cattivi. L’anno è cominciato maluccio. Ci sono innumerevoli video della notte di San Silvestro: piazze e strade italiane ed europee devastate dalla violenza cieca, folle e bestiale di immigrati di prima, seconda e terza generazione. I tre aggettivi che accompagnano la parola violenza, si riferiscono alla nostra visione delle cose. I protagonisti sono gli eroi della loro religione, i tre aggettivi che accompagnano la parola violenza nella loro testa sono santa, giusta, amata da Allah. La loro religione ordina di terrorizzare gli infedeli, esattamente come ordina di ucciderli e di aggredirne le donne.
La loro religione vieta qualsiasi tipo di integrazione, perché «l’Islam domina e non può essere dominato». Sono stati sparati i fuochi d’artificio ad altezza d’uomo. Auto sono state danneggiate o direttamente bruciate. Le sedie dei tavolini dei bar sono diventate corpi contundenti. I cassonetti della spazzatura sono stati devastati o dati alle fiamme. Queste persone stanno eseguendo gli ordini della loro religione, sono truppe d’assalto, sono fiori all’occhiello della loro comunità.
Pieni di fierezza, mettono i video della loro violenza stolida sui social. Le piazze e le strade sono in mano a loro perché si sono svuotate degli indigeni, noi. La bestiale violenza cui sono state sottoposte sistematicamente le donne occidentali, dopo il primo episodio passato alla storia come lo stupro di Colonia, hanno svuotato le strade e le piazze. Lo stupro di Colonia risale alla notte di San Silvestro nel 2015 e al successivo primo gennaio. In numerose città europee donne cristiane furono assaltate sessualmente da uomini islamici, inclusi alcuni veri e propri stupri. Nella città di Colonia gli episodi furono particolarmente numerosi, per cui la città ha dato il nome al fenomeno che fu in realtà esteso a molte città tedesche e europee. Si chiama Taharrush Gamea o jihad sessuale, ed ha il doppio scopo di umiliare le donne cristiane e i loro uomini incapaci di difenderle, e di svuotare le strade che diventano preda di bande islamiche.
Le autorità tentarono valorosamente di insabbiare il tutto, un lodevole sforzo di evitare l’islamofobia, che è una brutta cosa, ma grazie ai social lo schifo di quello che era successo affiorò alla coscienza pubblica. Da allora questo tipo di aggressione è diventato sistematico e le autorità hanno risolto il problema evitando i concerti di capodanno. Abbiamo lasciato le nostre città vuote e i nuovi barbari le hanno devastate. In Italia. In Germania. In Francia. Soprattutto in Belgio. Non in Corsica. In Corsica non è bruciato nemmeno un copertone e le strade sono pulite e appartengono a tutti. Il popolo corso e i suoi gruppi indipendentisti armati fino ai denti hanno già chiarito in un unico episodio precedente, anche questo del 2015, che in Corsica nessun atto di violenza sarà tollerato. Contrariamente a noi che siamo carini e beneducati e quando ci ammazzano rispondiamo con candeline e gessetti colorati, i corsi sono gloriosamente maleducati e hanno verbalizzato, scritto in una lettera aperta a firma dei gruppi indipendentisti, che non sono abbastanza raffinati da interessarsi a chi è innocente e chi è colpevole: al primo atto di violenza tutte le persone di origine musulmana saranno costrette ad andarsene. Quando nella notte di Natale del 2015 ci fu una modesta violenza di giovani immigrati, cassonetti della spazzatura dati alle fiamme e pompieri presi a sassate, un gruppo di maleducati corsi rase al suolo la moschea, episodio odioso e stigmatizzato, certo, è terribile tutta questa barbarie corsa. Noi siamo più educati e sono impressionanti i video che arrivano da Firenze, da una delle piazze più belle del mondo, da una piazza che è (era?) l’apogeo della civiltà: la violenza bruta, l’odio per noi e per la nostra cultura sono palpabili. Questi video e queste foto sono impressionanti per due motivi: la presenza di immigrati che non costituiscono né mai hanno costituito per noi un vantaggio economico, che sono sempre e sempre saranno un problema drammatico, che hanno è sempre avranno per noi e per la nostra civiltà un odio mortale. Non ho bisogno che tutti gli immigrati mi odino e siano violenti per essere distrutta. Mi basta il 10% di violenti e il 90% di moderati che si guarda bene dal disapprovare e isolare il 10 % di violenti. Qui siamo ben oltre il 10%. Il secondo elemento che ferisce gli occhi in queste foto e in questi video, è la mancanza di occidentali.
Se qualcuno andasse a spaccare le sedie e le vetrine nella piazza più bella di Tel Aviv, o anche semplicemente di Ajaccio in Corsica, verrebbe massacrato dei cittadini stessi, senza neanche aspettare la gendarmeria. Noi siamo stati addestrati all’assenza del sistema limbico da una magistratura che considera evidentemente gli immigrati la nuova razza padrona. Non proviamo collera, non difendiamo il territorio, non difendiamo le donne. Siamo stati addestrati da decenni di femminismo ridicolo e misandrico, a pretendere maschi svirilizzati e rieducati. L’uomo ideale della nuova donna 3.0 è quello che qualche decennio fa sarebbe stato riassuntivamente indicato col nome di mezzasega. Ha poco testosterone, sia per l’esposizione agli estroprogestinici che sono nelle carni che mangiamo e nell’acqua che beviamo, sia per l’esposizione continua alla pornografia, sia per l’esposizione continua alla criminalizzazione delle caratteristiche maschili. La prima caratteristica maschile è la difesa anche violenta del territorio. Un popolo che resta chiuso in casa a smaltarsi le unghie mentre qualcuno sta invadendo le sue strade, distruggendo i suoi monumenti, bruciando le auto, è un popolo di aspiranti eunuchi. Ora abbiamo barbari contro eunuchi, la vedo male per gli eunuchi. È il caso di fare un nuovo tipo di corsi di rieducazione: come diventare sporchi, brutti e cattivi in otto lezioni. Anche sette.
Nel frattempo, c’è una legge da fare immediatamente, divieto assoluto di produzione, vendita e uso di fuochi artificiali. L’Europa che con eroico sprezzo del ridicolo starnazza sull’anidride carbonica prodotta da vacche e caminetti, vieti immediatamente qualsiasi fuoco artificiale. Sono esplosivi. Producono molta più anidride carbonica di una vacca, soprattutto se danno fuoco a qualcosa. Senza fuochi artificiali il locale di Crans-Montana non sarebbe bruciato. Senza fuochi artificiali ci risparmieremmo innumerevoli morti e feriti e soprattutto i fuochi artificiali sono esplosivi. Non possiamo più permetterceli.
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