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Inquirenti sulle tracce dell’altro criminale entrato nella casa di Lonate Pozzolo (Varese) e del palo. La versione di Jonathan Maria Rivolta, 33 anni, che per difendersi ha ucciso il suo assalitore, è ritenuta credibile. Ma il paese ha paura delle possibili ritorsioni.

La paura si mescola alla rabbia e al dolore di una mattinata «tragica». In via Montello, a Lonate Pozzolo (Varese), si respira un’aria triste e anche piena di tensione perché c’è chi ha paura delle «ritorsioni dei rom» nei confronti della famiglia di Jonathan Maria Rivolta, il giovane di 33 anni che martedì ha reagito nei confronti di due ladri che si erano introdotti nella sua villa, uccidendone uno. Adamo Massa, un cittadino rom di 37 anni, è deceduto nell’ospedale di Magenta dove i suoi complici lo hanno scaricato poco dopo la rapina in villa. Adesso, tutti hanno paura.

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Sicurezza, il Pd voleva interventi. Ora frigna
Cecilia Strada (Ansa)
Dopo aver criticato la Meloni perché timida sull’ordine pubblico, i dem gridano alla deriva repressiva. Eugenio Zoffili (Lega): «L’operazione Strade sicure sarà prorogata».

I punti chiave del nuovo decreto in materia di sicurezza, elaborato dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, stanno provocando una inspiegabile reazione negativa da parte della sinistra, che continua a non capire che proprio su questo tema è più evidente lo scollamento tra i leader di partito e l’elettorato. Paradosso dei paradossi, quando Giorgia Meloni, nella conferenza stampa di inizio anno, ha ammesso che sulla sicurezza occorre fare di più, il Pd l’ha attaccata sostenendo in estrema sintesi che aveva ammesso un fallimento.

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Giuseppe Cruciani interviene sul caso del carabiniere condannato dopo aver sparato durante un’aggressione: una decisione che ha acceso il dibattito su giustizia, uso delle armi da parte delle forze dell’ordine e rapporto tra sicurezza e libertà. Secondo Cruciani, lo Stato non può punire chi agisce per difendere colleghi e cittadini.

Cruciani: «Basta delegittimare gli agenti. Se li disarmiamo è peggio per tutti»
Giuseppe Cruciani (Imagoeconomica)
Lo scrittore e conduttore radiofonico: «La pistola è l’extrema ratio, d’accordo: però alle forze dell’ordine si chiede una proporzionalità impossibile. Sono un libertario, voglio lo Stato minimo. Ma anche sicurezza».

«Mi immedesimo nelle tantissime persone che hanno versato quei 350 e passa mila euro a favore del carabiniere. Un carabiniere, un uomo dello Stato che spara dopo l’aggressione a un collega da parte di un pregiudicato - al di là delle circostanze e dei tecnicismi - e viene punito dallo Stato è un’assurdità totale. È un follia». Giuseppe Cruciani sostiene la causa di Emanuele Marroccella: anche lui, come tantissimi lettori della Verità che hanno donato a favore del carabiniere condannato, ritiene che questa vicenda sia allucinante. «È una follia a cui però è difficile porre rimedio», continua. «C’è l’appello, d’accordo. Ma che cosa dovrebbe fare lo Stato adesso? Non si può fare una legge retroattiva che protegge i carabinieri, so che il governo in qualche modo ci sta pensando, ma mi pare difficile immaginare che si possa tornare indietro, soprattutto riguardo ai risarcimenti. Una volta che paghi...».

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