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2020-07-28
Offre ai turisti sesso con bimbo di 2 anni. Arrestato un nomade
iStock
Sembra che non ci sia limite all'indecenza, alla miseria d'animo di certi individui. Doveva essere una tranquilla domenica estiva come tante altre, invece la giornata di 48 ore fa ad Ostia verrà ricordata per un episodio a dir poco abominevole. Splende un limpido sole mattutino quando sul lungomare Amerigo Vespucci un uomo di 25 anni di etnia rom offre incontri sessuali - in cambio di un po' di denaro - con un bambino di due anni alle persone che si trovano in spiaggia, in particolare ai turisti. È proprio uno di loro che al termine della raccapricciante proposta, ricevuta nei pressi dell'ex Amanusa, decide di denunciare. «Un uomo qui fuori mi ha chiesto se mi interessava pagarlo per avere una prestazione sessuale con un bambino di due anni», comincia così la testimonianza del bagnante che si trovava nelle vicinanze dello stabilimento di proprietà della guardia di finanza. A questo punto le fiamme gialle hanno fatto scattare subito l'allarme, chiedendo anche supporto sul posto ai colleghi del gruppo di Ostia e a quello delle volanti del commissariato Lido. Fino a quel momento l'uomo di origine rom era andato tranquillamente in giro per il litorale, tenendo sia in braccio che per mano il piccolo. Quando l'aguzzino si rende conto di essere braccato dalle forze dell'ordine, decide in un primo momento di spostarsi verso il centro della città; poi abbandona il bimbo sul marciapiede e tenta una fuga disperata, arrampicandosi sui tettucci di alcune auto in sosta per seminare i suoi inseguitori. Il suo tentativo non dura a lungo, visto che viene raggiunto da poliziotti e finanzieri.
Ma non è finita qui perché il rom anche dopo essere stato fermato continua ad aggredire i poliziotti come dimostra un video dell'arresto che circola su Internet. Servono ben due agenti di polizia che per tenere fermo il venticinquenne di etnia rom appoggiano mani e ginocchia sulla sua schiena e sui suoi polpacci. Nonostante ciò l'uomo si dimena, non accetta di essere bloccato e prova a liberarsi, dato che ha solo una manetta sul polso sinistro.
I poliziotti, come testimonia il filmato, comprendono che serve l'ausilio della volante, altrimenti il persecutore potrebbe complicare la situazione. Già di per sé non facile e a dir poco assurda. L'uomo che indossa solo degli striminziti boxer chiari, porta un vistoso taglio di capelli (tinti), è ricoperto di tatuaggi lungo tutto il corpo: sul petto, sulle braccia e sulla parte superiore delle gambe. Per qualche istante, mentre si dimena in maniera quasi incessante, guarda verso l'obiettivo della camera. Alza più volte il sopracciglio sinistro, un gesto con il quale cerca di far intendere che lui è un tipo che la sa lunga, un furbo. Nel suo volto non manca il ghigno, che mostra non di rado quando gli agenti della polizia gli fanno le prime domande. «La madre di questo bambino», chiedono i poliziotti, «dov'è?». Sorridendo, fa trascorrere qualche secondo, poi dà una non risposta: «Complimenti mi date una chance». Nel frattempo continua ad irrigidirsi. Un attimo più tardi fa capire che quel bambino non è suo figlio. Quindi inevitabilmente uno dei poliziotti gli chiede a più riprese: «Questo (bimbo ndr) chi è?» Ancora una volta la replica non è pertinente, anzi sfrontata e quasi blasfema. «Gli do da mangiare. Non è nessuno, è Gesù». Frasi sconnesse dovute all'evidente stato di alterazione in cui si trovava. Appena soccorso da una poliziotta, invece, il bambino era molto spaventato e assetato. Dunque è stato prima assistito e poi trasferito in ambulanza all'ospedale Grassi di Ostia per i controlli medici. Al termine delle visite, il piccolo di due anni (con i capelli biondi, in parte simili a quelli del suo persecutore), è stato preso in carico dai servizi social e sarà affidato ad una casa famiglia. Prima di essere trasferito nel carcere romano di Regina Coeli anche il rom è stato portato nella struttura ospedaliera per effettuare gli esami tossicologici, che avrebbero dato esito negativo. Poi, come detto, è stato trasferito in penitenziario e al momento del fotosegnalamento è andato ancora in escandescenze ed ha danneggiato alcuni macchinari dell'ufficio. Nei suo confronti pende la grave accusa di sfruttamento di minore ai fini di prostituzione. Adesso per chi indaga si apre una fase molto delicata. Il pool della procura della Repubblica di Roma che si occupa della tutela delle fasce deboli è coordinato dall'aggiunto Maria Monteleone. Sulle indagini vige il più stretto riserbo, con gli inquirenti che stanno valutando tutte le varie ipotesi. Innanzitutto occorrerà capire se c'è un legame familiare tra vittima e sfruttatore. Una circostanza che al momento non si può del tutto escludere. Chi indaga dovrà anche fare chiarezza sull'eventuale complicità nel reato della madre del piccolo. L'attività investigativa si focalizzerà anche sull'ampio mondo rom di Roma, infatti al vaglio degli inquirenti ci sono le centinaia di denunce che riguardano la scomparsa di minori ed episodi di «vendita» di bambini.
Runner violentata da un clandestino
È un uomo di 32 anni del Gambia il sospettato sottoposto a fermo di polizia giudiziaria per il tentato stupro che si è consumato, ieri mattina, alla Spezia. La vittima è una donna aggredita mentre faceva jogging su una pista ciclabile in Via dei Pioppi. La squadra volante del commissariato è intervenuta e dopo una serie di ricerche è riuscita a fermare il presunto violentatore, interrogato per tutto il pomeriggio in questura. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, la vittima è stata assalita dall'uomo mentre faceva jogging approfittando della bella giornata di sole. Un agguato in piena regola che non le ha lasciato possibilità di scampo. La povera vittima è stata trascinata e picchiata in un angolo nascosto della pista ciclabile, dove ha cercato di usarle violenza. Subito dopo, l'uomo è fuggito ma non per molto. È stata infatti raccolta la descrizione dell'aggressore, grazie al racconto della vittima e a quello di alcuni testimoni che hanno soccorso la donna ma che non sono stati in grado di mettersi sulle tracce del balordo. Le indagini condotte, come detto, dalla squadra volante hanno permesso di rintracciare il presunto aggressore poche ore dopo in quanto corrispondente alla descrizione fatta dalla vittima: si tratta di un soggetto irregolare sul territorio italiano. Un episodio che ha destato particolare clamore nella città ligure. «Esprimo tutta la mia solidarietà alla donna e un sentito ringraziamento sia alle forze dell'ordine, intervenute prontamente che ai cittadini che hanno permesso, grazie alle loro testimonianze, l'immediata individuazione dell'aggressore», è stato infatti il commento di Manuela Gagliardi, parlamentare di «Cambiamo!». Che ha ribadito inoltre: «Ora ci aspettiamo che la giustizia sia celere e inflessibile nella condanna di un crimine grave che combattiamo quotidianamente, dobbiamo dare un segnale forte per dire no alla violenza sulle donne».
Appena pochi giorni fa, un episodio analogo si era concluso con il fermo di un clandestino 24enne africano, indagato per lo stupro di una 45enne nel parco del Monte Stella, a Milano di metà luglio scorso. Un'inchiesta «lampo» che ha visto in azione i poliziotti di strada, che conoscono tutti i balordi di Milano e gli esperti della scientifica che hanno analizzato tracce di Dna sul corpo della vittima e sono andati a colpo sicuro fermando il senegalese con alcuni precedenti, senza fissa dimora, che aveva un giaciglio nel mercato comunale dismesso di via Isernia, a poca distanza dal luogo dello stupro. Il primo controllo sull'uomo risaliva al 2014. Gli agenti avevano sentito numerosi testimoni, trovato un frame da un video girato da una telecamera di sorveglianza della zona da cui hanno tratto indicazioni utili: la fisionomia dell'aggressore e gli abiti che indossava. Elementi che la vittima, pur provata dalla terribile esperienza, ha riconosciuto senza indugio. È quindi partita la caccia all'uomo, con i «falchi» a setacciare il mondo sommerso di Milano e gli agenti della scientifica a lavorare freneticamente sul Dna per avere riscontri. Il sospetto era stato individuato già il 18 luglio, un paio di giorni dopo l'aggressione, e tenuto d'occhio; dalla banca dati era stato preso il suo Dna e si era atteso il match. «Il Dna è risultato perfettamente compatibile, anzi il Dna era identico a quello trovato sul corpo della vittima della violenza», aveva spiegato il dirigente della squadra mobile di Milano Marco Calì. Per il procuratore aggiunto Letizia Mannella, l'operazione lampo che ha portato a «elementi granitici», serve a rassicurare le persone che «giustamente hanno paura». « Gli uomini violenti devono sapere che la giustizia arriva, e arriva in fretta».
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Rom bloccato a Ostia dai carabinieri dopo una colluttazione. Militari avvertiti da una segnalazione, il piccino è in ospedale.La donna aggredita in pieno giorno, sulla pista ciclabile della Spezia, mentre faceva jogging. Fermato poco dopo dalla polizia un africano senza permesso di soggiorno.Lo speciale contiene due articoli.Sembra che non ci sia limite all'indecenza, alla miseria d'animo di certi individui. Doveva essere una tranquilla domenica estiva come tante altre, invece la giornata di 48 ore fa ad Ostia verrà ricordata per un episodio a dir poco abominevole. Splende un limpido sole mattutino quando sul lungomare Amerigo Vespucci un uomo di 25 anni di etnia rom offre incontri sessuali - in cambio di un po' di denaro - con un bambino di due anni alle persone che si trovano in spiaggia, in particolare ai turisti. È proprio uno di loro che al termine della raccapricciante proposta, ricevuta nei pressi dell'ex Amanusa, decide di denunciare. «Un uomo qui fuori mi ha chiesto se mi interessava pagarlo per avere una prestazione sessuale con un bambino di due anni», comincia così la testimonianza del bagnante che si trovava nelle vicinanze dello stabilimento di proprietà della guardia di finanza. A questo punto le fiamme gialle hanno fatto scattare subito l'allarme, chiedendo anche supporto sul posto ai colleghi del gruppo di Ostia e a quello delle volanti del commissariato Lido. Fino a quel momento l'uomo di origine rom era andato tranquillamente in giro per il litorale, tenendo sia in braccio che per mano il piccolo. Quando l'aguzzino si rende conto di essere braccato dalle forze dell'ordine, decide in un primo momento di spostarsi verso il centro della città; poi abbandona il bimbo sul marciapiede e tenta una fuga disperata, arrampicandosi sui tettucci di alcune auto in sosta per seminare i suoi inseguitori. Il suo tentativo non dura a lungo, visto che viene raggiunto da poliziotti e finanzieri. Ma non è finita qui perché il rom anche dopo essere stato fermato continua ad aggredire i poliziotti come dimostra un video dell'arresto che circola su Internet. Servono ben due agenti di polizia che per tenere fermo il venticinquenne di etnia rom appoggiano mani e ginocchia sulla sua schiena e sui suoi polpacci. Nonostante ciò l'uomo si dimena, non accetta di essere bloccato e prova a liberarsi, dato che ha solo una manetta sul polso sinistro. I poliziotti, come testimonia il filmato, comprendono che serve l'ausilio della volante, altrimenti il persecutore potrebbe complicare la situazione. Già di per sé non facile e a dir poco assurda. L'uomo che indossa solo degli striminziti boxer chiari, porta un vistoso taglio di capelli (tinti), è ricoperto di tatuaggi lungo tutto il corpo: sul petto, sulle braccia e sulla parte superiore delle gambe. Per qualche istante, mentre si dimena in maniera quasi incessante, guarda verso l'obiettivo della camera. Alza più volte il sopracciglio sinistro, un gesto con il quale cerca di far intendere che lui è un tipo che la sa lunga, un furbo. Nel suo volto non manca il ghigno, che mostra non di rado quando gli agenti della polizia gli fanno le prime domande. «La madre di questo bambino», chiedono i poliziotti, «dov'è?». Sorridendo, fa trascorrere qualche secondo, poi dà una non risposta: «Complimenti mi date una chance». Nel frattempo continua ad irrigidirsi. Un attimo più tardi fa capire che quel bambino non è suo figlio. Quindi inevitabilmente uno dei poliziotti gli chiede a più riprese: «Questo (bimbo ndr) chi è?» Ancora una volta la replica non è pertinente, anzi sfrontata e quasi blasfema. «Gli do da mangiare. Non è nessuno, è Gesù». Frasi sconnesse dovute all'evidente stato di alterazione in cui si trovava. Appena soccorso da una poliziotta, invece, il bambino era molto spaventato e assetato. Dunque è stato prima assistito e poi trasferito in ambulanza all'ospedale Grassi di Ostia per i controlli medici. Al termine delle visite, il piccolo di due anni (con i capelli biondi, in parte simili a quelli del suo persecutore), è stato preso in carico dai servizi social e sarà affidato ad una casa famiglia. Prima di essere trasferito nel carcere romano di Regina Coeli anche il rom è stato portato nella struttura ospedaliera per effettuare gli esami tossicologici, che avrebbero dato esito negativo. Poi, come detto, è stato trasferito in penitenziario e al momento del fotosegnalamento è andato ancora in escandescenze ed ha danneggiato alcuni macchinari dell'ufficio. Nei suo confronti pende la grave accusa di sfruttamento di minore ai fini di prostituzione. Adesso per chi indaga si apre una fase molto delicata. Il pool della procura della Repubblica di Roma che si occupa della tutela delle fasce deboli è coordinato dall'aggiunto Maria Monteleone. Sulle indagini vige il più stretto riserbo, con gli inquirenti che stanno valutando tutte le varie ipotesi. Innanzitutto occorrerà capire se c'è un legame familiare tra vittima e sfruttatore. Una circostanza che al momento non si può del tutto escludere. Chi indaga dovrà anche fare chiarezza sull'eventuale complicità nel reato della madre del piccolo. L'attività investigativa si focalizzerà anche sull'ampio mondo rom di Roma, infatti al vaglio degli inquirenti ci sono le centinaia di denunce che riguardano la scomparsa di minori ed episodi di «vendita» di bambini.<div class="rebellt-item col1" id="rebelltitem1" data-id="1" data-reload-ads="false" data-is-image="False" data-href="https://www.laverita.info/offre-ai-turisti-sesso-con-bimbo-di-2-anni-arrestato-un-nomade-2646809604.html?rebelltitem=1#rebelltitem1" data-basename="runner-violentata-da-un-clandestino" data-post-id="2646809604" data-published-at="1595882466" data-use-pagination="False"> Runner violentata da un clandestino È un uomo di 32 anni del Gambia il sospettato sottoposto a fermo di polizia giudiziaria per il tentato stupro che si è consumato, ieri mattina, alla Spezia. La vittima è una donna aggredita mentre faceva jogging su una pista ciclabile in Via dei Pioppi. La squadra volante del commissariato è intervenuta e dopo una serie di ricerche è riuscita a fermare il presunto violentatore, interrogato per tutto il pomeriggio in questura. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, la vittima è stata assalita dall'uomo mentre faceva jogging approfittando della bella giornata di sole. Un agguato in piena regola che non le ha lasciato possibilità di scampo. La povera vittima è stata trascinata e picchiata in un angolo nascosto della pista ciclabile, dove ha cercato di usarle violenza. Subito dopo, l'uomo è fuggito ma non per molto. È stata infatti raccolta la descrizione dell'aggressore, grazie al racconto della vittima e a quello di alcuni testimoni che hanno soccorso la donna ma che non sono stati in grado di mettersi sulle tracce del balordo. Le indagini condotte, come detto, dalla squadra volante hanno permesso di rintracciare il presunto aggressore poche ore dopo in quanto corrispondente alla descrizione fatta dalla vittima: si tratta di un soggetto irregolare sul territorio italiano. Un episodio che ha destato particolare clamore nella città ligure. «Esprimo tutta la mia solidarietà alla donna e un sentito ringraziamento sia alle forze dell'ordine, intervenute prontamente che ai cittadini che hanno permesso, grazie alle loro testimonianze, l'immediata individuazione dell'aggressore», è stato infatti il commento di Manuela Gagliardi, parlamentare di «Cambiamo!». Che ha ribadito inoltre: «Ora ci aspettiamo che la giustizia sia celere e inflessibile nella condanna di un crimine grave che combattiamo quotidianamente, dobbiamo dare un segnale forte per dire no alla violenza sulle donne». Appena pochi giorni fa, un episodio analogo si era concluso con il fermo di un clandestino 24enne africano, indagato per lo stupro di una 45enne nel parco del Monte Stella, a Milano di metà luglio scorso. Un'inchiesta «lampo» che ha visto in azione i poliziotti di strada, che conoscono tutti i balordi di Milano e gli esperti della scientifica che hanno analizzato tracce di Dna sul corpo della vittima e sono andati a colpo sicuro fermando il senegalese con alcuni precedenti, senza fissa dimora, che aveva un giaciglio nel mercato comunale dismesso di via Isernia, a poca distanza dal luogo dello stupro. Il primo controllo sull'uomo risaliva al 2014. Gli agenti avevano sentito numerosi testimoni, trovato un frame da un video girato da una telecamera di sorveglianza della zona da cui hanno tratto indicazioni utili: la fisionomia dell'aggressore e gli abiti che indossava. Elementi che la vittima, pur provata dalla terribile esperienza, ha riconosciuto senza indugio. È quindi partita la caccia all'uomo, con i «falchi» a setacciare il mondo sommerso di Milano e gli agenti della scientifica a lavorare freneticamente sul Dna per avere riscontri. Il sospetto era stato individuato già il 18 luglio, un paio di giorni dopo l'aggressione, e tenuto d'occhio; dalla banca dati era stato preso il suo Dna e si era atteso il match. «Il Dna è risultato perfettamente compatibile, anzi il Dna era identico a quello trovato sul corpo della vittima della violenza», aveva spiegato il dirigente della squadra mobile di Milano Marco Calì. Per il procuratore aggiunto Letizia Mannella, l'operazione lampo che ha portato a «elementi granitici», serve a rassicurare le persone che «giustamente hanno paura». « Gli uomini violenti devono sapere che la giustizia arriva, e arriva in fretta».
Roberto Vannacci (Imagoeconomica)
Un dato che va naturalmente preso con le molle, ma che riflette non solo il trend in crescita che anche altri istituti segnalano per Vannacci, ma anche il solido dato di realtà costituito dalle tante adesioni a Fn in ogni parte d’Italia.
Per il resto, Fratelli d’Italia resta primo partito con il 27,8% (+0,1); crescono il Pd (22,2%,+0,5), Forza Italia (8,2%,+0,4) e Alleanza Verdi Sinistra (6,8%,+0,4). Vistoso il calo del M5s (12,1%,-1,4). Azione è al 3,1%(-0,1) e Italia Viva al 2,1 (-0,1). Il Partito Liberaldemocratico è stabile all’1,2%, , Ora! all’1,1%, +Europa all’1% e Noi Moderati allo 0,9%. Di corto muso, direbbe Massimiliano Allegri, ma il sorpasso c’è, e viene celebrato sulla pagina Fb di Futuro nazionale: «Dovevano essere una parentesi», recita il post, «dovevano essere folklore. Dovevamo essere il partito personale destinato a sparire. E invece Futuro nazionale cresce ancora e, secondo il sondaggio Youtrend per Sky Tg24, raggiunge il 5,9% e supera la Lega. Un risultato che non nasce nei salotti televisivi, ma nelle piazze, nei territori, tra la gente che non si rassegna alla solita politica, ai giochi di palazzo e ai compromessi al ribasso. Che c’è un popolo che vuole identità, coraggio, sovranità, sicurezza, libertà di parola e difesa degli interessi nazionali. Ci avevano detto che era impossibile. Noi abbiamo iniziato a camminare. E adesso acceleriamo». «Le cose stanno andando secondo i piani», commenta Vannacci a La Presse, «molto bene. Ma i veri sondaggi rimangono quelli fatti tra la gente e in mezzo alla strada. Noi non ci occupiamo delle dinamiche degli altri partiti e di quanto dicano i loro esponenti ma lavoriamo solo affinché Futuro nazionale cresca e per il bene dell’Italia e degli italiani». E nel frattempo rispunta un video del 2025 in cui il generale si dichiara pronto per Palazzo Chigi: «Se l’elettorato lo vorrà, io certamente non mi tiro indietro».
Lucida come sempre l’analisi dell’economista Antonio Maria Rinaldi, ex eurodeputato della Lega che ha aderito a Futuro nazionale: «Attenzione», dice Rinaldi alla Verità, «perché i sondaggi sono voti virtuali, i voti reali sono un’altra cosa. Il fatto che ci sia attenzione su Futuro nazionale sicuramente premia i nostri sforzi. Penso che il nostro bacino sia anche l’astensione e da questi dati si evince anche un’erosione del M5s. Ci sono dei delusi anche lì dalle promesse andate al vento. Il centrodestra dovrebbe essere contento se noi riusciamo a recuperare voti che loro non riescono a intercettare».
Non si scompone il capogruppo al Senato della Lega, Massimiliano Romeo: «Siamo un po’ stanchi», commenta Romeo, «tutti i giorni di guardare i sondaggi di Vannacci. Noi siamo qui per lavorare, siamo al governo, e la nostra preoccupazione è quella di dare risposte ai cittadini. Stiamo facendo bene nel campo della sicurezza e i rimpatri dal 2023 ad oggi sono più di 20.000. Le norme che abbiamo voluto nei decreti sicurezza sul contrasto ai maranza stanno dando i loro frutti», aggiunge Romeo, «il nuovo regolamento europeo sui migranti dà ragione al fatto che bisogna essere più rapidi e più veloci sulle espulsioni, come ha voluto la Lega nell’ultimo decreto sicurezza. Sostanzialmente siamo stati legittimati anche rispetto alla costruzione di centri in paesi fuori dall’Unione europea. Quindi si sta andando nella direzione che i cittadini vogliono».
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Il ceo Simoneschi: «Concorrenza serrata tra i 10 team in arrivo da tutto il mondo».
Taranto si rivela una delle tappe simbolo del Marina Militare Nastro Rosa Tour 2026, grazie alla partecipazione del pubblico, alla qualità dell'organizzazione e al forte legame con il mare. Lo hanno sottolineato il ceo del Marina Militare «Nastro Rosa Tour» e presidente di SSI Sport & Events, Riccardo Simoneschi, e l'ammiraglio di Divisione Andrea Petroni, comandante del Comando Interregionale Marittimo Sud, intervenendo al talk «Taranto, città dello sport - I Giochi del Mediterraneo volano per la crescita della città dei due mari», che ha chiuso la tappa ionica del Giro dell'Italia a Vela 2026. «Abbiamo avuto delle condizioni meteo bellissime, una giornata di mare stupenda. La città è super ospitale e siamo stati benissimo. La collocazione del villaggio è davvero iconica, quindi questo è candidato a essere uno dei più bei villaggi del tour di quest'anno», ha detto Simoneschi. Le immagini dell’evento.
Giorgia Meloni e Donald Trump (Getty Images)
Le parole del presidente americano fanno esplodere lo scontro con Roma. Meloni replica definendo «totalmente inventate» le accuse di Trump. Fazzolari parla di «deliri», Tajani annulla la visita negli Stati Uniti prevista per il 21 e 22 giugno.
Hanno l'effetto di detonazione di una bomba atomica le dichiarazioni in cui il presidente americano Donald Trump definisce Giorgia Meloni «più accondiscendente con gli altri leader che con gli alleati». Parole in cui spiega che nell'incontro avuto al G7 Meloni lo avrebbe «implorato di fare una foto insieme» un scena in cui la premier gli avrebbe fatto «pena». Parole consegnate al programma di La 7 L'Aria che tira.
La risposta del presidente del Consiglio arriva subito: «Dunque, certe cose meritano una risposta immediata. Le dichiarazioni di Donald Trump sono dichiarazioni totalmente inventate. Sono francamente allibita. Non so perché il presidente degli Stati Uniti si comporti così con i propri alleati, non è del resto la prima volta che accade. Posso solo dire che mi dispiace che non abbia la stessa determinazione con i nemici dell'Occidente, con i nemici degli Stati Uniti con leadership con le quali invece si dimostra molto più accondiscendente. Però una cosa se la deve ricordare: io e L'Italia non imploriamo mai».
Giovanbattista Fazzolari, sottosegretario alla presidenza del Consiglio, parla di «deliri di Trump su Meloni» che rappresentano «solo l'ultimo episodio di attacchi e insulti rivolti ai leader europei». Il presidente Usa, prosegue, «sta rovinando gli storici rapporti tra Usa ed Europa», «non si capisce se per volontà o per inettitudine». E, così facendo, sta «danneggiando non solo l'Europa ma soprattutto gli Usa».
«Le gravi e offensive parole del Presidente Trump nei confronti del Presidente del Consiglio Giorgia Meloni offendono tutta l'Italia. Per questo motivo ho deciso di annullare la mia visita negli Stati Uniti prevista per i prossimi 21 e 22 giugno». Il commento del vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani.
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