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Abbiamo cambiato i sistemi di pagamento: istruzioni per il login al sito e per la nuova app

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Oggi la sinistra marcia su Roma contro  Pro vita e remigrazione
(Ansa)
  • L’allarme contro l’estrema destra, vera o presunta, compatta centri sociali, dem e Cgil. Askatasuna manda messaggi al partito della Schlein: con noi o sono guai.
  • Sedicesima volta in strada per il mondo dell’attivismo cattolico che combatte la «cultura della morte».

Lo speciale contiene due articoli.

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Caso Garlasco, ennesimo colpo di scena: Stasi libero. Finalmente
Alberto Stasi (Ansa)
L’unico condannato per l’omicidio Poggi, dopo 11 anni, non dovrà più rientrare in carcere la sera, come accadeva con la semilibertà. Finirà di scontare la pena in affidamento nello studio dove già fa il contabile.

Dopo dieci anni e sei mesi, Alberto Stasi non dovrà più tornare la sera in carcere: il Tribunale di sorveglianza di Milano ha accolto l'istanza di affidamento in prova ai servizi sociali, avanzata dalla difesa e su cui la Procura generale aveva già dato parere favorevole.

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Il chirurgo del cuore congelato starà fermo solo un anno
Nel riquadro Guido Oppido, il cardiochirurgo che operò, e secondo l’accusa condannò il piccolo Domenico Caliendo, bambino di due anni morto il 21 febbraio scorso in seguito a un intervento di trapianto di cuore (Ansa)
Il professionista che trapiantò un cuore congelato al bimbo di Napoli, morto a 2 anni, ricomincerà l’anno prossimo. Una pausa che potrebbe non bastare ai magistrati per emettere la sentenza. Eppure il presunto luminare viene definito un «prevaricatore».

Ogni cittadino deve essere considerato innocente fino a prova contraria. Il principio giuridico è sancito nella Costituzione, che con l’articolo 27 stabilisce come la «prova contraria» consista nella condanna definitiva. Dunque, fino a quando la Cassazione non abbia «validato» il giudizio espresso dalla Corte d’Appello, una sentenza che riconosca la colpevolezza di una persona non può essere considerata risolutiva.

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Basta monopattini selvaggi: portano alla morte
Ansa
Dopo il dramma della scorsa notte a Milano dove un diciottenne ha perso la vita, il sindaco Sala ora vieti i monopattini come hanno fatto altre metropoli europee.

Un ragazzo di 18 anni è morto ieri a Milano. A bordo di un monopattino e insieme a un amico ha bruciato lo stop senza dare la precedenza e un’auto condotta da una ventunenne lo ha urtato. Né lui né il compagno che conduceva il mezzo, pure lui ventenne, avevano il casco. Le sue condizioni sono apparse subito disperate e la corsa nella notte verso il pronto soccorso non è servita a salvargli la vita. Apparentemente si tratta di un fatto di cronaca, un incidente dovuto a disattenzione o imprudenza, di due ragazzi che non hanno saputo valutare il rischio a cui andavano incontro.

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