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Macché malato . Quell’assassino è solo uno dei tanti immigrati violenti

Macché malato
. Quell’assassino è solo uno dei tanti immigrati violenti
Ansa
  • Non è un pazzo, come vogliono farci credere: il dominicano che a Trieste ha sparato a 10 agenti uccidendone due è lucido e consapevole. È solo uno dei tanti clandestini violenti che minacciano la nostra vita. Franco Gabrielli, capo della polizia, conferma: un terzo di tutti i reati in Italia viene commesso da loro.
  • Parla un medico del pronto soccorso: «Negli ultimi tre anni le aggressioni da parte di extracomunitari nel mio reparto sono aumentate del 60%, ma pochissime vengono denunciate. Le aziende sanitarie non vogliono finire sui giornali e ci chiedono di lasciar perdere».
  • Dall'ultimo incontro delle Ferrovie dello Stato con le organizzazioni sindacali, è emerso che tra gennaio e agosto 2019 sui treni italiani sono avvenute 240 aggressioni fisiche e verbali.
  • Dal primo giugno al 4 ottobre di quest'anno, su 184 episodi di violenza nei confronti delle forze dell'ordine, 138 (il 75%) ha avuto come protagonisti stranieri irregolari.

Lo speciale contiene quattro articoli

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Trump striglia Bibi: «Pazzo, ti sto salvando il culo. È ora dell’intesa con l’Iran»
Donald Trump (Ansa)
  • Il tycoon furioso con l’alleato: «Colpa tua se adesso tutti quanti odiano Israele». Marco Rubio positivo sui negoziati per il nucleare, da cui dipende lo sblocco dei fondi.
  • Fox diffonde voci sulle dimissioni del presidente iraniano Masoud Pezeshkian. Che lamenta l’ascesa dei pasdaran.

Lo speciale contiene due articoli

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Il Maestro fa il bis e raduna un coro di 3.546 voci amatoriali, spiegando la teologia musicale dell’«Ave verum» e lavorando su Verdi, Boito e Bellini. Tra i cantanti, il genitore di Riccardo Minghetti, morto a 16 anni nel rogo.

La maschera con la maglietta gialla e la scritta «Tenori» dirige il traffico e indica gli ultimi posti liberi in platea. La collega in rosso istruisce mezzosoprani e contralti. Baritoni e bassi si dirigono sicuri verso le tribune verdi, mentre i soprani non si tengono e già intonano Azzurro e Volare. Il Pala De André di Ravenna è stracolmo, eppure stavolta il pubblico non c’è.

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La Chiesa non deve scusarsi per la schiavitù
Vincenzo Gioacchino Raffaele Luigi Pecci, Papa Leone XIII dal 1878 al 1903 (Getty Images)
Le condanne risalgono almeno al 1400. Sull’Africa non arrivò tardi: si espresse quando aveva un senso farlo.

Com’era prevedibile, non è passata inosservata, negli organi di stampa, la parte dell’enciclica Magnifica humanitas nella quale papa Leone XIV, a nome della Chiesa, chiede perdono per l’asserito «ritardo con cui la Chiesa e la società hanno condannato il flagello della schiavitù», essendosi dovuto attendere - egli afferma - «il XIX secolo per trovare una condanna formale, assoluta e universale della schiavitù, in particolare con Leone XIII».

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Leone tira le orecchie agli scout «fluidi»: «Bene educare divisi maschi e femmine»
Papa Leone XIV (Ansa)
Prevost boccia Agesci parlando all’associazione Fse: «I giovani esplorino le caratteristiche proprie dell’essere uomo o donna».

In un’Aula Paolo VI gremita da oltre 3.000 capi dell’Associazione italiana guide e scouts d’Europa cattolici (Fse), papa Leone XIV ha celebrato il cinquantesimo anniversario della fondazione con un discorso che, pur rivolto ai festeggiati, sembra parlare all’intero mondo dello scoutismo cattolico italiano. Gli altri scout cattolici in Italia sono, infatti, rappresentati dall’Agesci, spesso avanguardia di un certo mondo cattolico e che solo qualche giorno fa ne ha dato prova con le discusse aperture in tema di identità di genere e orientamento sessuale anche per i capi educatori.

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