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New York è la nuova capitale del cibo. E «Colazione da Tiffany» diventa realtà

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New York è la nuova capitale del cibo. E «Colazione da Tiffany» diventa realtà
  • Nella Grande Mela si organizzano tour gourmet. Ma se camminare per chilometri non fa per voi, ecco la guida definitiva ai 10 cibi da provare almeno una volta nella vita.
  • Cucina italo-americana in un locale che rimanda alle scenografie de Il Padrino. Carbone è la meta preferita da celebrità e locals.
  • Un ristorante all'insegna della sostenibilità. Si chiama ABC Kitchen e da quasi 10 anni è uno dei «must» della città.
  • Cocktail che sembrano usciti da un carnevale, da assaporare da soli o condividere in gruppo. E se si alza troppo il gomito, c'è il «crash pad» che vi aspetta. A soli 99 dollari.
  • Un negozio di arredamento si trasforma nel locale più ricercato del Greenwich Village. Ammirate lo skyline newyorkese da RH Rooftop.
  • L'ultimo arrivato del TAO group, Vandal è un ristorante/club perfetto per i Millennials con lo smartphone sempre in mano.
  • Sentitevi Holly Goligthly per qualche ora nel nuovo Blue Box Café di Tiffany. Ma attenzione, per prenotare servono almeno 30 giorni di anticipo.
  • Si chiama Mr. C Seaport, ed è il nuovo hotel di culto per gli amanti dell'aperitivo a New York. Un'esperienza unica per veri foodies.

Lo speciale comprende otto articoli e gallery fotografiche.

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La base Maga è sempre più spaccata
Donald Trump (Ansa)
Da Tucker Carlson a deputati del Gop, cresce la fronda contro la guerra di Trump, considerata un tradimento dell’America first e della «working class» bianca celebrata da Vance.

Ne valeva la pena? È sempre più complicato riuscire a capire perché l’America si ritrovi ancora una volta con la mimetica indosso a sparare in Medio Oriente. E, ormai, vale poco l’impegno solenne che Donald Trump prese coi suoi elettori: «Con me le guerre finiscono o non cominciano nemmeno».

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Edicola Verità | la rassegna stampa del 20 marzo

Ecco #EdicolaVerità, la rassegna stampa podcast del 20 marzo con Flaminia Camilletti.

Sei Paesi Nato tra cui l’Italia aprono a una missione difensiva a Hormuz
Ansa
Roma, Londra, Parigi, Berlino, Amsterdam e Tokyo danno la disponibilità, ma solo dopo un cessate il fuoco. Divergenze tra Tel Aviv e Washington: Netanyahu vuole indebolire il regime, Trump pensa al modello Venezuela.

La partita energetica si fa sempre più serrata nella crisi iraniana. Ieri, Italia, Regno Unito, Francia, Germania, Paesi Bassi e Giappone hanno criticato la chiusura dello Stretto di Hormuz, condannando anche gli attacchi sferrati dall’Iran contro i Paesi del Golfo.

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Iran e Ucraina sono ormai due fronti di un’unica guerra. Zelensky lo ha capito
Volodymyr Zelensky (Ansa)
Le minacce del regime a Kiev, gli effetti sulle materie prime, la disponibilità non illimitata di armi: tanti elementi lo indicano.

I soldi, come sempre, aiutano a capire le vere dinamiche di potere, anche e soprattutto in guerra. Ieri la Bce, spiegando la sua decisione di lasciare invariati i tassi d’interesse, ha osservato che «il conflitto avrà un impatto rilevante sull’inflazione a breve termine tramite i rincari dei beni energetici».

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