Mutui pazzi, quelli a tasso variabile ormai hanno doppiato quelli fissi
Con il recente aumento dei tassi al 4% voluto dalla Bce i costi legati a un mutuo sono destinati a salire ancora. E continueranno a crescere anche a luglio, quando è previsto un ulteriore rialzo.
Per intenderci, secondo un recente studio della Fabi, per quanto riguarda i nuovi mutui, le rate di quelli a tasso fisso sono destinate a raddoppiare, mentre per quelli a tasso variabile la quota di «rimborso» mensile dovrebbe salire del 55-65%. Quanto ai vecchi mutui, invece, nessuna differenza per quelli a tasso fisso, mentre le rate di quelli a tasso variabile hanno subito negli ultimi mesi aumenti fino al 70%.
Non a caso, il mutuo a tasso fisso è tornato a essere la norma, ora che i costi del variabile lo hanno superato di gran lunga, con l’unica certezza che i prezzi potranno solo salire. «In questo momento le banche stanno puntando sui tassi fissi, in particolar modo quelli di lunga durata; ciò si traduce in spread bassi e tassi finali estremamente competitivi soprattutto se paragonati a quelli variabili, i quali, invece, sono penalizzati dall’aumento dell’Euribor e dalla politica monetaria della Bce», spiegano gli esperti di Facile.it. «In questa fase, quindi, la prima opzione da valutare per chi è alle prese con la sottoscrizione del mutuo è quella del tasso fisso, che non solo garantisce la stabilità della rata e mette al riparo il mutuatario anche da futuri aumenti ma, dati alla mano, è addirittura più conveniente rispetto alla rata di partenza di un variabile. In ogni caso il consiglio è quello di confrontare le opzioni presenti sul mercato e farsi aiutare da un consulente in grado di individuare la soluzione più adatta alle proprie esigenze».
Del resto, secondo una indagine realizzata da Facile.it per La Verità, i mutui variabili con un orizzonte tra i 20 e i 30 anni oscillano tra il 4,4% circa e il 4,8%, ben più in alto rispetto ai prodotti a tasso fisso che, oltre a garantire la sicurezza di una rata fissa, offrono valori che vanno dal 3,8% al 4% circa.
Pallottoliere alla mano, per un mutuo variabile da 126.000 euro a 25 anni legato a un immobile da 180.000 euro la rata mensile si aggira intorno ai 650 euro. Si superano, invece, i 900 euro al mese per un immobile da 320.000 euro la cui cifra richiesta per il mutuo è di 155.000 euro da rimborsare in 20 anni. Solo leggermente più bassa la rata mensile per un appartamento da 285.700 euro il cui finanziamento a tasso variabile è di 200.000 euro da rifinanziare in 30 anni. In questo caso, con gli attuali tassi in aumento da parte della Bce, il prezzo da pagare oscilla tra gli 870 e i 912 euro.
Ben più salata l’offerta legata ai prodotti a tasso fisso. Per una casa da 180.000 e un mutuo da 126.000 la cifra mensile è tra i 670 e i 700 euro circa (40-50 euro in più al mese rispetto al variabile). Per una casa da 320.000 euro e un mutuo da 155.000 euro la cifra mensile da pagare oscilla tra i 940 e i 960 euro al mese. Anche in questo caso il variabile supera di almeno 50 euro il prodotto a tasso fisso. Si arriva, infine, a 100 euro di maggiorazione per un mutuo fisso da 200.000 euro per un immobile da 285.700 euro di valore.






