Musk accende il congresso della Lega: «Gli immigrati portano terrorismo»

Un congresso all’insegna dell’unità e della sfida al globalismo, con un forte impegno per la pace e contro la burocrazia europea che penalizza le imprese italiane. Ma, soprattutto, con una linea dura sull’immigrazione incontrollata, per la quale - si sostiene - serve «riportare Matteo Salvini al Viminale». Un concetto ribadito anche da Elon Musk, collegato in diretta, che ha definito l’immigrazione di massa «una follia che porterà alla distruzione di qualsiasi Paese la consenta».
La prima giornata del congresso federale della Lega, a Firenze, ha mostrato un movimento compatto nel sostenere la leadership di Salvini, che si avvia senza rivali alla riconferma come segretario federale. «Se oggi usciamo da questo congresso con un segretario unico e una Lega unita», ha sintetizzato dal palco Matteo Rancan, segretario dell’Emilia-Romagna, «da lunedì mi aspetto che si resti tutti compatti. Il primo che rompe le palle sui giornali, venga accompagnato alla porta». Applausi scroscianti dalla platea, come a voler archiviare definitivamente le «beghe» interne, così definite da alcuni intervenuti.
Il congresso (oggi arriverà anche il messaggio del premir Giorgia Meloni, ndr) ha visto anche la partecipazione in collegamento da Washington, di una voce internazionale d’eccezione: Elon Musk, fondatore di Tesla e Starlink, nonché consigliere del presidente del Stati Uniti, Donald Trump, nel tentativo di semplificare la burocrazia americana. Nel suo intervento introduttivo, Salvini ha ringraziato militanti, volontari e anche i giornalisti presenti: «Non sarà un congresso contro qualcuno. Non siamo contro l’Europa, contro gli stranieri o contro le diversità. Anzi, noi siamo il movimento politico che tutela e difende le diversità». Ha, però, ribadito la contrarietà della Lega alle guerre, militari e commerciali. E ha voluto marcare l’allineamento con l’esecutivo di Giorgia Meloni. «La Lega e il governo, lo vedrete anche dai messaggi che arriveranno oggi e domani, sono una cosa sola. Si mettano l’anima in pace Conte, Schlein e compagnia varia: questa Lega è garanzia che il governo durerà a lungo».
Sul piano internazionale, Salvini ha lanciato un messaggio chiaro riguardo i dazi commerciali introdotti nei giorni scorsi da Trump: «Serve una trattativa con il governo americano. Sarà complicata, ma meglio dialogare che guerreggiare». Una posizione che ha trovato sponda nell’intervista esclusiva con Musk. Il magnate americano non si è limitato a condividere la sua visione economica e tecnologica: ha toccato anche il tema dell’immigrazione, centrale nella passata esperienza di Salvini al Viminale.
«La migrazione di massa è una follia che porterà alla distruzione di qualsiasi Paese che la consenta. Il Paese semplicemente cesserà di esistere. È un concetto fondamentale che dovrebbe essere ovvio: un Paese è fatto dalle persone, non dalla posizione geografica». Musk ha poi delineato un’Europa sotto pressione: «Stiamo assistendo a un forte aumento degli attacchi in Italia e in Europa. I media cercano di ridimensionare il fenomeno, ma alla fine vedremo uccisioni di massa. I numeri parlano chiaro: i vostri amici, le vostre famiglie, i vostri figli saranno tutti a rischio». Salvini lo ha sollecitato anche sul tema della censura e della libertà di espressione. Musk è stato netto: «Chi vuole limitare la libertà di parola è un Hitler, un Mussolini, uno Stalin. Le restrizioni alla libertà di espressione sono fasciste. Le idee dovrebbero prevalere per la loro forza, non perché le altre vengono soppresse».
Critico anche nei confronti dell’Unione europea, Musk ha parlato di «un eccesso di regolamentazione che soffoca le piccole e medie imprese» da parte di Bruxelles. «L’Europa ha un eccesso di regolamentazione ed è questo rende il tutto molto difficile». Da qui la proposta di lungo periodo: «Spero che, sui dazi, si possa arrivare a una situazione di zero dazi, con una zona di libero scambio tra Europa e Nord America». Un discorso in linea con quanto aveva già ribadito il ministro delle Imprese e del made in Italy, Adolfo Urso, che aveva rilanciato venerdì il dialogo con gli Usa per «un accordo per ridurre la barriera daziaria»
Nel corso dell’intervista, Salvini ha chiesto a Musk se sia «davvero arrivato il momento della pace», in un contesto europeo ancora incentrato su armi e conflitti. La risposta è stata altrettanto netta: «Non ho rispetto per chi incoraggia la guerra: è qualcosa di profondamente malvagio. Stiamo mandando a morire persone ogni giorno, senza nessun piano di lungo termine. È crudele, è inumano e non ha alcun senso». Musk ha, quindi, sostenuto la visione del presidente degli Stati Uniti: «Il presidente Trump ha ragione. Dobbiamo ottenere la pace, e il momento è adesso. Questa macchina di guerra e di morte va fermata».
Nel frattempo, la Lega appare sempre più compatta intorno alla figura del suo leader e dei governatori. «Le Regioni dove governa la Lega devono restare alla Lega, Lombardia compresa», ha ricordato Massimiliano Romeo, capogruppo al Senato, a cui ha fatto eco il governatore del Friuli-Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga: «Il terzo mandato credo sia un passaggio non per confermare un governatore ma per permettere alla democrazia di andare avanti. Questo lo dobbiamo raccontarlo con serietà».
Anche Riccardo Molinari, capogruppo alla Camera, ha rivendicato i risultati ottenuti sotto la guida di Salvini agli Interni: «Abbiamo il 65% in meno di sbarchi. C’è il decreto Sicurezza. La Lega ha dimostrato di avere una persona che sui temi della sicurezza ha messo in gioco la propria vita e la propria libertà».











