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2024-04-03
Concerti e festival. La musica dal vivo accende la primavera
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Getty Images
Torna la musica dal vivo, con tour e concerti, che già da questa primavera riscalderanno gli stadi e le arene più prestigiose. tanti artisti cominceranno, come di consueto, a giugno, mentre molti altri anticiperanno l'attesa stagione dei live già da questo aprile. Numerosi gli appuntamenti da non perdere, per i malinconici del rock e per i giovanissimi sempre più appassionati al nuovo pop che avanza.
L'11 aprile i Simple Minds si esibiranno con i loro brani più celebri a Berlino, mentre il 26 le atmosfere di Goran Bregovich accenderanno Bucarest in Romania. Moltissimi anche i festival in programma come il "cully jazz" in Svizzera che parte il 5 aprile e finisce il 13 con oltre 100 concerti gratuiti. Dal 2005 lo ski resort di Mayrhofen, in Austria, ospita “snowbombing”, un festival cui partecipano moltissimi dj famosi provenienti da ogni parte del mondo. Quest’anno su tutti, Fatboy Slim. comincia l’8 aprile e termina il 13 combinando la musica agli sport invernali, con concerti e feste a tema in location inusuali, come ad esempio un villaggio igloo, una tradizionale fattoria alpina e un bosco. A maggio l'attesa è per il primavera sound di Barcellona, dal 29 maggio al 2 giugno dove Lana del Rey si esibirà come main headliner insieme, tra gli altri, a Pulp, Sza, Disclosure, Fka twigs, The National, Justice, Mitski, Phoenix, Pj harvey, Vampire weekend, Bikini kill, Deftones.
Una primavera nel segno della bella musica: in Europa i Metallica accenderanno Helsinki il prossimo 7 giugno, live dall'Olimpic Stadium cittadino. Mentre Parigi, che ospita le prossime olimpiadi, si scalderà con i concerti europei del fenomeno mondiale più atteso del momento, Taylor Swift, e ancora: Depeche mode, Green day, sono tutti sold out. Rimangono ancora i biglietti per il concerto dei Thirty Seconds to Mars, il 21 maggio all'Accor arena.
In Italia, questo mese, tantissime star nostrane e protagonisti della scena internazionale si esibiranno da nord a sud. Il più atteso? Slash, l'inarrivabile chitarrista dei Guns n’ Roses suonerà il 22 aprile al Mediolanum di Assago, e sempre a Milano, questa volta all’Alcatraz già domani si potrà assistere al concerto di Tom Odell diventato famoso con la sua struggente Another love. Ancora a Milano, e ancora all’Alcatraz il 17 aprile sarà la volta dei The Jusus and Mary Chain. Il 6 al fabrique si esibirà invece l'ex Oasis Liam Gallagher con John Squire, il chitarrista degli Stone Roses.
Parterre stellare anche per i protagonisti di casa nostra: Angelina Mango, vincitrice dell'ultima edizione di Sanremo salirà sul palco del Fabrique di Milano il 17 aprile. Tante le date per Annalisa: sarà il 6 aprile a Firenze per chiudere poi in gran bellezza il 29 aprile al forum di Assago - prima toccherà Torino e Bari, 8 e 12 aprile, Napoli il 13, il 17 a Casalecchio di Reno, il 19 a Padova al gran teatro Geox e il 24 al Kioene arena, il 21 aprile a Roma al Palazzo dello sport. Otto le date dei Baustelle da Assisi il 5 aprile e a Bari il 22. Passando per Firenze l’8, Ancona il 9, il 12 a Trento e poi Roma il 14, il 16 a Bologna e il 17 a Cesena. Quattro date per Daniele Silvestri, tutte a Roma dall’11 al 14, all’Auditorium Parco della musica.
Continua il tour di Fabio Concato con nove date da Pavia il 4 aprile a Roma il 23. Nove gli appuntamenti anche per il cantautore romano Fulminacci, doppia data a Milano 4 e 5 aprile, il 13 a Roma, il 12 a Napoli. Prosegue anche il tour dei palazzetti di Gazzelle. Il 3, 4 e 11 aprile a Roma il 7 al Pala Alpitour di Torino. Loredana Bertè, dopo una pausa per questioni di salute, tornerà questa sera a Trieste, poi il 12 a Cremona, il 18 a Bari e il 23 a Parma. Marlene Kuntz a Torino l’11 e il 12 aprile. Vasco Brondi ad aprile copre otto date: il 5 aprile a Livorno poi Milano il 14, Roma il 16 e il 17, Pozzuoli il 18. Senigallia il 24 aprile e Perugia il 26.
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Simple Minds, Goran Bregovich, Metallica, Fatboy slim, Liam Gallagher, Lana Del Rey, Tom Odell. Artisti internazionali in Europa e in Italia senza dimenticare gli italiani. Tutti i concerti imperdibili di questa primavera.Torna la musica dal vivo, con tour e concerti, che già da questa primavera riscalderanno gli stadi e le arene più prestigiose. tanti artisti cominceranno, come di consueto, a giugno, mentre molti altri anticiperanno l'attesa stagione dei live già da questo aprile. Numerosi gli appuntamenti da non perdere, per i malinconici del rock e per i giovanissimi sempre più appassionati al nuovo pop che avanza.L'11 aprile i Simple Minds si esibiranno con i loro brani più celebri a Berlino, mentre il 26 le atmosfere di Goran Bregovich accenderanno Bucarest in Romania. Moltissimi anche i festival in programma come il "cully jazz" in Svizzera che parte il 5 aprile e finisce il 13 con oltre 100 concerti gratuiti. Dal 2005 lo ski resort di Mayrhofen, in Austria, ospita “snowbombing”, un festival cui partecipano moltissimi dj famosi provenienti da ogni parte del mondo. Quest’anno su tutti, Fatboy Slim. comincia l’8 aprile e termina il 13 combinando la musica agli sport invernali, con concerti e feste a tema in location inusuali, come ad esempio un villaggio igloo, una tradizionale fattoria alpina e un bosco. A maggio l'attesa è per il primavera sound di Barcellona, dal 29 maggio al 2 giugno dove Lana del Rey si esibirà come main headliner insieme, tra gli altri, a Pulp, Sza, Disclosure, Fka twigs, The National, Justice, Mitski, Phoenix, Pj harvey, Vampire weekend, Bikini kill, Deftones.Una primavera nel segno della bella musica: in Europa i Metallica accenderanno Helsinki il prossimo 7 giugno, live dall'Olimpic Stadium cittadino. Mentre Parigi, che ospita le prossime olimpiadi, si scalderà con i concerti europei del fenomeno mondiale più atteso del momento, Taylor Swift, e ancora: Depeche mode, Green day, sono tutti sold out. Rimangono ancora i biglietti per il concerto dei Thirty Seconds to Mars, il 21 maggio all'Accor arena.In Italia, questo mese, tantissime star nostrane e protagonisti della scena internazionale si esibiranno da nord a sud. Il più atteso? Slash, l'inarrivabile chitarrista dei Guns n’ Roses suonerà il 22 aprile al Mediolanum di Assago, e sempre a Milano, questa volta all’Alcatraz già domani si potrà assistere al concerto di Tom Odell diventato famoso con la sua struggente Another love. Ancora a Milano, e ancora all’Alcatraz il 17 aprile sarà la volta dei The Jusus and Mary Chain. Il 6 al fabrique si esibirà invece l'ex Oasis Liam Gallagher con John Squire, il chitarrista degli Stone Roses.Parterre stellare anche per i protagonisti di casa nostra: Angelina Mango, vincitrice dell'ultima edizione di Sanremo salirà sul palco del Fabrique di Milano il 17 aprile. Tante le date per Annalisa: sarà il 6 aprile a Firenze per chiudere poi in gran bellezza il 29 aprile al forum di Assago - prima toccherà Torino e Bari, 8 e 12 aprile, Napoli il 13, il 17 a Casalecchio di Reno, il 19 a Padova al gran teatro Geox e il 24 al Kioene arena, il 21 aprile a Roma al Palazzo dello sport. Otto le date dei Baustelle da Assisi il 5 aprile e a Bari il 22. Passando per Firenze l’8, Ancona il 9, il 12 a Trento e poi Roma il 14, il 16 a Bologna e il 17 a Cesena. Quattro date per Daniele Silvestri, tutte a Roma dall’11 al 14, all’Auditorium Parco della musica.Continua il tour di Fabio Concato con nove date da Pavia il 4 aprile a Roma il 23. Nove gli appuntamenti anche per il cantautore romano Fulminacci, doppia data a Milano 4 e 5 aprile, il 13 a Roma, il 12 a Napoli. Prosegue anche il tour dei palazzetti di Gazzelle. Il 3, 4 e 11 aprile a Roma il 7 al Pala Alpitour di Torino. Loredana Bertè, dopo una pausa per questioni di salute, tornerà questa sera a Trieste, poi il 12 a Cremona, il 18 a Bari e il 23 a Parma. Marlene Kuntz a Torino l’11 e il 12 aprile. Vasco Brondi ad aprile copre otto date: il 5 aprile a Livorno poi Milano il 14, Roma il 16 e il 17, Pozzuoli il 18. Senigallia il 24 aprile e Perugia il 26.
Ggli impianti nucleari indiani di Kalpakkam (Getty Images)
Il reattore autofertilizzante segna una svolta per Nuova Delhi: meno dipendenza dall’uranio, più autonomia energetica e tecnologica. Un modello costruito in decenni che rafforza il peso geopolitico indiano mentre l’Europa resta in bilico sul nucleare.
Per anni il programma nucleare indiano è stato descritto come ambizioso, autonomo e spesso lento. È una lettura superficiale. In realtà, Nuova Delhi ha seguito una traiettoria coerente, costruita attorno a vincoli strutturali, indipendenza tecnologica e autonomia strategica. Ciò che sta prendendo forma a Kalpakkam rappresenta il punto di arrivo di questa strategia.
Il progresso del reattore veloce autofertilizzante sviluppato presso l’Indira Gandhi Centre for Atomic Research non è un semplice incremento di capacità energetica. È il passaggio decisivo verso un modello nucleare concepito per superare i limiti strutturali dell’India.
L’India non dispone di grandi riserve di uranio. Possiede invece torio in abbondanza. Da qui nasce la logica del programma nucleare a tre fasi: prima i reattori ad acqua pesante, poi i reattori autofertilizzanti, infine un ciclo basato sul torio.
Kalpakkam si colloca esattamente in questo snodo.
Il reattore veloce consente di produrre più materiale fissile di quanto ne consumi. In altri termini, crea il presupposto per rendere sostenibile un sistema energetico nucleare nel lungo periodo. Non è un progresso incrementale, ma una trasformazione strutturale.
La tecnologia dei reattori veloci è complessa e costosa. Molti Paesi l’hanno abbandonata perché potevano contare su abbondanti risorse di uranio. L’India no.
Il fatto che Nuova Delhi sia arrivata a questo punto con capacità prevalentemente indigene segnala tre elementi. Una maturazione industriale. L’India è oggi tra i pochi Paesi in grado di gestire l’intero ciclo di tecnologie nucleari avanzate. Una ridefinizione della sicurezza energetica. I reattori autofertilizzanti estendono drasticamente la disponibilità di combustibile. Un’affermazione di sovranità tecnologica. Dopo decenni di restrizioni e regimi di controllo, il Paese dimostra di poter sviluppare autonomamente tecnologie critiche.
Il significato di Kalpakkam si comprende pienamente se inserito nel contesto del rapporto con gli Stati Uniti. L’accordo nucleare civile del 2008 ha posto fine all’isolamento tecnologico dell’India, aprendo l’accesso ai mercati internazionali. Eppure Nuova Delhi ha scelto di non abbandonare il proprio percorso.
Kalpakkam dimostra che l’India non è un semplice acquirente di tecnologia occidentale, ma un attore con una propria traiettoria. Questo rafforza la sua posizione negoziale. Nei confronti di Washington, l’India si presenta come partner, non come dipendente.
In Europa, e in particolare in Italia, il nucleare torna lentamente al centro del dibattito. Anni di dipendenza dal gas importato e shock energetici hanno cambiato il quadro. L’Italia ha rinunciato al nucleare, ma resta esposta ai flussi energetici esterni. Il tema non è più ideologico. È strategico.
Kalpakkam evidenzia un contrasto netto. Mentre l’Europa discute se rientrare nel nucleare, l’India è prossima a completare una fase avanzata del proprio programma. Non si tratta di replicare il modello indiano, ma di cogliere una lezione: la sicurezza energetica richiede visione di lungo periodo e continuità politica.
Lo Stretto di Hormuz resta uno dei punti più vulnerabili del sistema energetico globale. Qualsiasi tensione in quell’area si traduce immediatamente in volatilità dei prezzi e instabilità. Gli shock recenti lo hanno dimostrato.
In questo contesto il nucleare cambia natura. Non è solo una fonte a basse emissioni. È uno strumento di stabilità strategica.
Kalpakkam riduce l’esposizione dell’India a queste vulnerabilità. Estendendo il ciclo del combustibile e limitando la dipendenza da importazioni, rafforza la resilienza del sistema energetico.
Per l’Europa, e per l’Italia in particolare, il messaggio è chiaro. Un sistema energetico fondato su dipendenze esterne è intrinsecamente fragile. Diversificare non basta. Serve costruire capacità interne.
Kalpakkam non è un evento spettacolare. Non produce l’impatto simbolico di un accordo o di un lancio. È il risultato di una strategia coerente, perseguita per decenni. Pochi Paesi riescono a mantenere una tale continuità nelle politiche tecnologiche.
Restano sfide. I reattori veloci richiedono disciplina operativa e investimenti. Ma si tratta di problemi legati alla fase di consolidamento, non di incertezza.
Kalpakkam segna il passaggio da un programma nucleare promettente a una capacità strutturale. In un contesto globale segnato da rotte energetiche fragili, competizione geopolitica e shock ricorrenti, questa capacità assume un valore che va ben oltre la produzione di energia. È una leva strategica.
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Il cambio di passo politico è evidente. Con il governo Merz, Berlino ha avviato una revisione profonda del proprio paradigma, approvando un piano straordinario su difesa e infrastrutture che rompe con decenni di rigore fiscale. Tuttavia, la traiettoria macro resta fragile: crescita del Pil ridimensionata allo 0,5% e margini fiscali a rischio dispersione, come segnalato dalla Bundesbank. Anche sul fronte corporate, le aspettative si sono raffreddate: la crescita degli utili attesa per il 2026 è scesa dal 20% al 12%. Il mercato azionario riflette una frattura interna: l’indice Dax, trainato da multinazionali globali, ha sovraperformato nettamente l’Mdax, espressione dell’economia domestica. Secondo Salvatore Gaziano, responsabile delle strategie di investimento di SoldiExpert Scf, «il divario tra Dax e Mdax è la prova della crisi profonda. Mentre alcuni giganti si salvano grazie all’export extra-Ue, molte medie imprese sono schiacciate da burocrazia, tassi di interesse elevati e un euro troppo forte per un’economia in stagnazione».
Il nodo più critico resta l’automotive. Colossi come Volkswagen e Bmw stanno perdendo terreno rispetto ai competitor cinesi nell’elettrico, dove il vantaggio tecnologico e di scala è ormai evidente. In parallelo, settori legati alla nuova politica industriale mostrano dinamiche opposte: Rheinmetall e Hochtief hanno registrato performance straordinarie, così come Siemens Energy, spinta dal ciclo globale dell’elettrificazione. Sul piano strutturale, la riforma più sottovalutata riguarda il risparmio previdenziale. Il superamento del modello Riester introduce una svolta: maggiore esposizione ad asset rischiosi e apertura a Etf e azioni. La «Frühstart-Rente» segna un tentativo di finanziarizzazione diffusa del risparmio. «Perché gli analisti guardano con interesse a questa mossa? Perché si passa da un risparmio “morto”», spiega Gaziano, «a un afflusso di capitali potenzialmente fresco e ricorrente verso il mercato azionario. È un cambiamento anche culturale: lo Stato tedesco spinge i cittadini a diventare azionisti e, come accade in Francia o Gran Bretagna, consente di usare gli Etf per farsi la pensione. Roba che in Italia sembra fantascienza, visti gli interessi in campo di banche e reti e governi di tutti i colori che si preoccupano più di compiacere le lobby del settore piuttosto che favorire gli interessi dei risparmiatori».
Le implicazioni per l’asset management sono rilevanti. Player come Dws Group e Amundi, insieme a gruppi assicurativi come Allianz, sono posizionati per intercettare nuovi flussi. E così è anche Deutsche Borse, con un modello di business anti-fragile.
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Stalin (Ansa)
Secondo l’interpretazione dello storico Alain Besançon, il comunismo non può essere ridotto a semplice alleato contingente del nazismo, ma ne rappresenta piuttosto una sorta di «gemello eterozigote»: due sistemi diversi nelle forme e nelle giustificazioni ideologiche, ma accomunati da una radice totalitaria e da una simile concezione del potere assoluto. Come gli Horcrux custodiscono frammenti di un’anima corrotta, così alcune ideologie del Novecento hanno disseminato nel tempo e nello spazio elementi persistenti di violenza, repressione e negazione dell’individuo e antisemitismo camuffato da compassione selettiva. Anche quando una di queste forme storiche è crollata, i suoi presupposti o le sue conseguenze hanno continuato a riemergere in contesti diversi, trasformandosi e adattandosi.
L’analogia non va presa alla lettera, ma aiuta a visualizzare la capacità di certe strutture ideologiche di sopravvivere alla propria apparente sconfitta. In questa prospettiva, il rapporto tra nazismo e comunismo non è solo quello di due finti nemici storici, ma di due veri alleati: i due sistemi che si sono spartiti la Polonia come un panino, che hanno condannato a morte tutti gli ebrei che erano scappati in Unione Sovietica, che hanno permesso al Terzo Reich le guerre lampo grazie alle forniture di materie prime che arrivavano sottocosto da Stalin. Pur contrapponendosi, hanno condiviso tratti profondi: il controllo totale della società, la soppressione del dissenso, l’uso sistematico della paura. Definirli «gemelli» significa riconoscere che entrambi hanno incarnato, in modi diversi, una stessa deriva del pensiero politico moderno. Così, come nel mondo narrativo gli Horcrux rendono difficile la sconfitta definitiva del male, nella storia reale certe idee e pratiche continuano a lasciare tracce, richiedendo uno sforzo costante di comprensione critica e vigilanza per impedirne il ritorno sotto nuove forme.
Una delle forme di ritorno del nazifascismo è l’antifascismo. La liberazione celebrata il 25 aprile fu un’occupazione militare in conseguenza a una guerra persa. La guerra la fece, la cominciò, la dichiarò l’Italia che con poche eccezioni era entusiasticamente fascista. Il fascismo permetteva di dividere tra noi, buoni, e loro, cattivi. Permetteva di insultare, permetteva di disprezzare. Era pura e gratuita arroganza. Permetteva di uccidere impunemente, per esempio Matteotti. Il 25 aprile pomeriggio tutti furono antifascisti. L’antifascismo era semplicemente arroganza, divideva tra noi e loro, noi e buoni e loro cattivi, permetteva impunemente di uccidere, per esempio il filosofo Gentile. Il fascismo fu un fenomeno ripugnante. L’antifascismo ha ancora una dignità o è ormai un fenomeno ripugnante? I conti mai fatti con il sangue dei vinti, l’incapacità a condannare il comunismo, firmatario del patto Ribbentrop-Molotov, dittatura atroce e senza giustificazioni, le distanze mai prese dal terrorismo rosso, l’affetto mai rinnegato per il terrorismo palestinese rendono l’antifascismo uno dei contenitori grazie al quale l’anima frammentata del mostro traversa i decenni, speriamo non i secoli. Che i morti seppelliscano i morti. I sette fratelli Govoni massacrati nella seconda strage di Cento possono seppellire i sette fratelli Cervi?
La Costituzione nata con l’antifascismo non è anticomunista. Non ha evitato scempi come per esempio via Lenin, via Che Guevara, via Mao. La Costituzione nata con l’antifascismo non ha alcuna capacità di protezione delle libertà elementari dell’individuo, come si è visto nella dittatura pandemica, durante la quale sono stati violati anche i trattati di Norimberga, Helsinki e Oviedo. La nostra Corte costituzionale ha evidenziato come la Costituzione non sia stata violata in queste imposizioni gravissime: la nostra Costituzione è deficitaria, non protegge nemmeno la libertà dell’individuo a non essere costretto ad ammalarsi per fare da cavia e da fornitore di denaro alle grandi case farmaceutiche. La Costituzione è nata con l’antifascismo non ha alcuna capacità nella protezione del rispetto della fede religiosa dell’individuo, costringendo persone credenti o semplicemente etiche, a pagare con le loro tasse, l’aborto volontario, imposizione che queste persone, io per prima, trovano ripugnante. La nostra Costituzione permette che tre cittadini al giorno vengano incarcerati innocenti perché la loro innocenza sia forse riconosciuta dopo mesi, se non dopo anni, e che nessuno paghi per questi errori tragici. Questa è un’eredità diretta dal fascismo. Il momento è venuto di liberarci del fascismo e di tutti i suoi retaggi.
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