Müller morde il «cattolico» Biden: è pro aborto, sarebbe da scomunica

La sottile linea rossa su cui si consuma la battaglia tra il mondo liberal occidentale e la Chiesa rischia sempre di essere quella dell’aborto, per quanto un certo establishment occidentale si mostri «buonista» ci sono atti, come l’inclusione del diritto d’aborto nella carta costituzionale francese, che riaprono inesorabilmente il fronte. La questione è particolarmente spinosa negli Stati Uniti, dove il secondo presidente dichiaratamente cattolico, Joe Biden, ha fatto sussultare i vescovi a stelle e strisce fin dal momento del suo insediamento come commander in chief nel 2021, proprio per il suo cattolicesimo adulto sul tema più scottante dei bambini uccisi nel grembo materno.
Durante il suo discorso annuale sullo stato dell’Unione davanti al Congresso, il presidente Biden all’inizio di marzo ha fatto chiaramente intendere che lui resta un cattolico pro-choice, al punto che ha ricordato, con lo sguardo alle presidenziali di novembre, che «se gli americani mi mandassero un Congresso che sostenga il diritto di scelta, vi prometto: ripristinerò la Roe v. Wade come legge del Paese». Il riferimento è allo storico ribaltamento della sentenza che negli Stati Uniti sdoganò l’aborto nel lontano 1973 e che appunto è stata rovesciata dalla Corte suprema nel 2022 e che il devoto Biden promette di ripristinare.
L’ex prefetto della Dottrina della fede, cardinale Gerhard Müller, intervistato dal portale statunitense Lifesitenews, ha ricordato il vescovo di Milano Sant’Ambrogio che si oppose all’imperatore Teodosio, per dire che «in altri tempi» persone come il presidente Biden «sarebbero state scomunicate». Il cardinale Müller ha paragonato l’uccisione dei nascituri e degli anziani ai tempi «nazisti», affermando che «è assolutamente inaccettabile che tu possa dirti cattolico e promuovere e giustificare l’uccisione di persone umane, esseri umani [fin] dal concepimento nel grembo materno, fino all’ultimo respiro [con] l’eutanasia… Uccidere i malati, come ai tempi del nazismo, è eutanasia».
Non è un fatto di fede, ha specificato il porporato nell’intervista, ma tutti «con la loro semplice ragione, possono capire che non è possibile che un essere umano abbia il diritto di ucciderne un altro». Quindi il giudizio sul presidente americano, netto: Biden è «nominalmente un cattolico, in realtà è un nichilista. È cinismo e cinismo assoluto».
L’affondo di Müller però è andato a toccare il nervo scoperto di tutto il mondo liberal, perché ha sottolineato come «oggi tutto il mondo occidentale, i leader occidentali, la grande maggioranza dei leader occidentali anche in Germania e Francia, quando si sono arrogati il diritto di uccidere il proprio popolo, hanno perso credibilità. Da un lato non possono protestare contro l’uccisione di persone innocenti in Ucraina e dall’altro permettere l’uccisione dei propri figli».
Dopo il discorso di Biden sullo stato dell’Unione il portale Lifesitenews ha promosso un appello pubblico rivolto ai vescovi statunitensi «per scomunicare il presidente». Al netto dello strumento, discutibile, anche Müller ha ricordato appunto che occorrerebbe unanimità e chiarezza, cosa non semplice da ottenere all’interno dell’episcopato americano che proprio sul tema della «coerenza eucaristica», con chiaro riferimento al presidente, sono anni che si arrabatta in infinite discussioni e documenti (dal Vaticano sono arrivati comunicati volti a preservare «unità e dialogo» fra i vescovi, di fatto frenando i più decisi verso la scomunica a Biden e ai politici pro-choice).
In ogni caso il giudizio di Müller sull’aborto è sulla stessa lunghezza d’onda di quello di papa Francesco. «La parola “aborto” è una parola troppo morbida. La realtà è l’omicidio, l’omicidio di una persona vivente», ha affermato il cardinale Gerhard Müller. «Non mi stancherò mai di dire che l’aborto è un omicidio, un atto criminale, non ci sono altre parole: significa scartare, eliminare una vita umana che non ha colpe», ha ricordato Francesco nella sua recente biografia intitolata Life.






