In Molise si risveglia la maxi frana. Sud a rischio isolamento per mesi
Dopo oltre dieci anni si è risvegliata la frana del Petacciato, in provincia di Campobasso, attiva da oltre 110 anni. L’ultimo smottamento più grave si era verificato nel 2015. Lo scivolamento ha causato, nella giornata di ieri, numerosi disagi soprattutto alla circolazione dei mezzi con tratti autostradali interrotti. Infatti, è stato necessario chiudere in entrambe le direzioni l’autostrada A14 tra Vasto e Poggio Imperiale, dopo la comparsa di lesioni sull’asfalto.
Si è registrato, inoltre, uno stop forzato dei treni sulla linea Bari-Pescara tra Termoli e Montenero di Bisaccia. Infatti, in particolare nel pomeriggio di ieri alla stazione ferroviaria di Foggia, la sospensione dei treni ha causato parecchi disagi. Circa 200 viaggiatori sono rimasti bloccati dal primo pomeriggio nello scalo foggiano nel tentativo di trovare soluzioni alternative per proseguire il viaggio verso il Nord Italia. Secondo le prime verifiche degli addetti ai lavori, a causare la riattivazione della frana, considerata tra le più grandi d’Europa, sono state le piogge abbondanti della scorsa settimana. L’Italia, quindi, è stata spezzata in due sulla dorsale Adriatica. L’uscita obbligatoria di Vasto sud sulla A14 ha causato file chilometriche. In alcuni momenti si sono registrati tre chilometri di coda, diventati quattro nel tratto compreso tra Vasto nord e Vasto sud in direzione Bari e dieci chilometri nel tratto compreso tra Poggio Imperiale e Termoli in direzione Pescara, dovuti anche agli spostamenti previsti per i rientri dalle vacanze pasquali.
Per le automobili sono stati individuati percorsi alternativi, mentre per i tir e altri mezzi pesanti è stato necessario anche tornare indietro. Tanti i disagi per gli automobilisti ai quali è stata fornita dell’acqua.
Le chiusure sono state disposte in via precauzionale, per consentire le necessarie verifiche tecniche in conseguenza del fronte franoso. Pure le ferrovie hanno riprogrammato percorsi alternativi con collegamenti in direzione Caserta-Foggia. Sul posto è giunto subito il sindaco di Petacciato, Antonio Di Pardo, che ha chiesto l’aiuto della Protezione civile, e il presidente della Regione, Francesco Roberti. Per tutta la giornata di ieri sono proseguiti i sopralluoghi effettuati dai tecnici del 7° Tronco di Pescara di Autostrade per l’Italia per le valutazioni del caso. Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, ha seguito costantemente la situazione. Il dicastero ha reso noto che, per la giornata di oggi alle 15, il ministro convocherà una riunione programmatica al Mit per analizzare tutte le criticità, mettere in campo quanto prima misure che evitino l’isolamento della regione e ridurre al minimo i disagi dei cittadini.
All’incontro, oltre al ministro, saranno presenti, tra gli altri, il presidente della Regione Molise e gli amministratori delegati di Anas, Rfi e Autostrade per l’Italia. Il presidente della Protezione civile, Fabio Ciciliano, nel tardo pomeriggio di ieri, al termine del Comitato operativo, ha scattato una fotografia della situazione: «Il fronte di frana è lungo circa quattro chilometri, quindi lunghissimo. Si tratta di una frana storica di cui si era già perfettamente a conoscenza, e proprio perché il fronte è così ampio la soluzione alternativa per la ricerca della viabilità ordinaria stradale e ferroviaria è particolarmente complessa. Fino a questo momento sono state evacuate circa 50 persone dal Comune. Sono quelle che ci preoccupano di più perché la frana non è ferma, si sta muovendo». Prevista, per oggi una seconda valutazione.
Il presidente Ciciliano ha spiegato che cosa succederà: «Ci sarà una seconda valutazione del professore Casali, che è professore ordinario di Geologia applicata all’Università di Firenze, centro di competenza del dipartimento della Protezione civile, e dell’Università di Chieti con il professore Sciarra, in maniera tale che si riesca ad avere una prima valutazione di quella che è la consistenza del movimento franoso sulla base della quale, ovviamente, poi sarà necessario ragionare per cercare di trovare soluzioni che siano soluzioni definitive nel lungo periodo ma temporanee nel breve periodo. La situazione è particolarmente complessa, e la tempistica lunga, c’è bisogno di qualche settimana se non addirittura di qualche mese. Non ci si può aspettare un ripristino della viabilità in cinque o sette giorni. Stiamo parlando di un fronte di frana lungo quattro chilometri e la linea ferroviaria ci passa dentro. Finché non si ferma non sarà possibile fare nessun tipo di ripristino infrastrutturale. I tempi saranno molto lunghi».
Adesso, si sta lavorando anche alla conta dei danni e ieri i vigili del fuoco hanno effettuato delle ricognizioni pure con il supporto dei droni.







