2023-07-19
«Mio figlio è un playboy, non stupra. Sapevo che ha dormito da La Russa»
Leonardo apache La Russa (Ansa)
Massimo Gilardoni, il papà del dj indagato con Leonardo Apache La Russa per la presunta violenza sessuale: «Tommy è un piacione. La giovane assumeva droga e psicofarmaci? Forse si è pentita di aver fatto sesso e poi ha denunciato...».Dopo lo scoop della Verità, che ha rivelato ieri in anteprima il nome del cosiddetto «secondo uomo» presente in casa La Russa all’alba del 19 maggio, la Procura di Milano ha iscritto il ventiquattrenne dj comasco Tommaso Gilardoni sul registro degli indagati per il reato di violenza sessuale (articolo 609 bis). Gli inquirenti al momento non contestano lo stupro di gruppo a Gilardoni e a Leonardo Apache La Russa perché ritengono di dover raccogliere ulteriori elementi per poterlo fare. Per la Cassazione un abuso commesso da due persone è violenza di gruppo, ma non vi è certezza che, in quel frangente, gli eventuali rapporti sessuali non siano avvenuti separatamente. Infatti in questo caso non è semplice ricostruire la dinamica dei fatti, anche perché la ragazza ha confermato davanti agli inquirenti di non ricordare nulla della notte incriminata. Gilardoni al momento si trova a Londra, dove vive e lavora. E allora noi abbiamo contattato il padre Massimo. Il quale, come già Beppe Grillo e Ignazio La Russa, ha difeso con convinzione il figlio, lasciandosi andare a giudizi anche discutibili sulla ragazza. Ma se le sue parole non sono condivisibili, sono certamente dettate dallo stato d’animo di un genitore che si vede crollare il mondo addosso.Gilardoni senior, 58 anni, ha gestito per anni un vivaio a San Fedele Intelvi (Como) e anche adesso continua a lavorare. Quando lo raggiungiamo sul telefonino sta guidando il suo furgone. Buonasera signor Gilardoni, Tommaso è suo figlio?«Sì è mio figlio…».Vorrei sapere qualcosa in più su di lui… perché dovrebbe essere il dj che ha animato la festa a cui ha partecipato Leonardo La Russa…«Non so niente… non sono al corrente…».Ma suo figlio vive a Londra, giusto?«Sì, mio figlio sta a Londra».Lui era il dj dell’Apophis club di Milano la sera del 18 maggio…«Aaaaah, non lo so…».Ma non lo vede suo figlio?«No, perché sta a Londra, come faccio a vederlo, io vivo in provincia di Como?».Ma quando è venuto in Italia a maggio non vi siete incontrati? Non le ha detto che aveva dormito a casa di Ignazio La Russa?«Non le so rispondere, dico la verità… e poi al telefono, io non la conosco neanche, al cellulare mi potrebbe chiamare chiunque… ha tutte le ragioni di questo mondo, ma mi dispiace… al telefono mi chiamano 50 persone al giorno tra una cosa e l’altra…».Allora le faccio una sola domanda: lei ritiene che suo figlio possa avere fatto una cosa come quella di cui è accusato?«Non so di che cosa lo accusino…».Violenza sessuale…«Non penso proprio possa aver fatto una cosa del genere, è un ragazzo con la testa sulle spalle, non penso proprio».Secondo la ragazza, mentre era incosciente, La Russa jr e Tommaso avrebbero approfittato di lei. Ma la denunciante dice anche di non ricordare nulla.«Guardi non le so rispondere e poi adesso sto guidando un furgone, mi spiace…».Se vuole mi può richiamare a questo numero…«Ma non sono al corrente dei fatti».Se dovesse sentire suo figlio e se mi volesse far parlare con un avvocato… vogliamo capire le cose, fare chiarezza e sentire le versioni dei protagonisti…«Non so se mio figlio abbia un avvocato, a vent’anni, ventiquattro anni che avvocato deve avere?».Se dovesse essere convocato in Procura in veste di indagato…«Prima, nel caso, ci dovrà essere questo passaggio…».Ci sarà una convocazione, un avviso di garanzia, lui adesso è stato appena individuato come partecipante a quella nottata ed è stato iscritto sul registro delle notizie di reato… la ragazza sostiene che Leonardo le avrebbe detto che anche suo figlio avrebbe fatto sesso con lei… non ha seguito la storia?«Non sono informato dei rapporti sessuali che ha mio figlio. È certamente un piacione, però, non so altro…».Da quanti anni è a Londra?«Sa che non mi ricordo, le dico la verità… forse due…».Studia con La Russa jr in Inghilterra?«Non so i contatti che possa avere con questo ragazzo qua…».È iscritto a economia a Londra?«Studiava economia…».Adesso fa solo il dj?«Il dj e so che ora stanno aprendo delle start-up, cose così…».Mi sembra di capire che sia un ragazzo in gamba.«Molto in gamba, con la testa sulle spalle perché noi siamo una famiglia perbene, per questo mi risulta strana questa storia, mi creda…».Le credo…«So che mio figlio è sempre circondato da bellissime ragazze, anche io sono uno a cui piacciono le donne, mi sembra strano che lui possa avere fatto una cosa del genere… è un giovane molto preparato, molto avanti, so che non fa uso di sostanze stupefacenti, è un ragazzo cresciuto con i sani principi, perché noi siamo ancora una famiglia con i sani principi. Le posso far vedere la lettera che mi ha mandato per il mio compleanno in cui mi ringrazia per il modo in cui l’ho educato, per questo mi sembra strano che lui possa aver fatto una cosa del genere… sa però che al giorno d’oggi le ragazze prima magari fanno sesso e poi si accorgono con chi lo hanno fatto ed è un attimo che vanno a denunciare le persone, però, non lo so…».È una dichiarazione un po’ forte… comunque la giovane ha raccontato di aver sniffato cocaina…«Addirittura? Bene… sono contento… aaaaaah, al giorno d’oggi…».Ha assunto anche psicofarmaci e questa potrebbe essere stata una miscela pericolosa…«Questa poi è andata a casa di La Russa, che non è proprio l’ultimo arrivato, ha fatto sesso e poi si è pentita e lo ha denunciato, può essere andata così».Dice di essersi svegliata nuda nel letto di Leonardo Apache, di non ricordare nulla se non quello che le ha raccontato il figlio del presidente del Senato… poi lo ha querelato.«Immagino, immagino, va bene…».Il suo ragazzo è soprannominato anche Nico?«No, no».È solo Tommy?«Nico non è lui».O la giovane ricordava male oppure La Russa jr le ha riferito il nome sbagliato… in realtà in quella casa è andato Tommy. Pensavo che gliene avesse parlato.«Guardi no. Mio figlio è rimasto in Italia sino alla settimana scorsa, è venuto il 5 luglio al mio compleanno, tranquillissimo, circondato da migliaia di persone che gli vogliono bene qua sul lago… noi abitiamo in una piccola valle, però, glielo ripeto, mi sembra molto strana la cosa…».Non le ha fatto cenno alla vicenda? Perché due giorni dopo la sua festa è uscita sui giornali la notizia della denuncia. Non ne avete parlato?«No. Lo siamo andati a prendere noi all’aeroporto alle 6 o alle 7 di sera e ci siamo fermati a Cernobbio in un ristorante di loro amici…non abbiamo discusso di questi argomenti». Dunque non avete commentato la storia di cui tutti parlano?«Assolutamente no». Lei non sapeva che fosse amico di La Russa jr?«Mi ha nominato questo ragazzo qua che faceva anche lui qualcosa, il dj a Londra…».Che cosa le ha detto di Leonardo?«Forse che è andato a dormire da lui una sera ed è finita lì…».E non le ha raccontato della ragazza?«No, no, no, mi sembra una cosa strana. Ma di questa storia non ero a conoscenza… mi scusi ma adesso mi stanno venendo un po’ di palpitazioni…».
(Esercito Italiano)
Si è conclusa l’esercitazione «Mangusta 2025», che ha visto impiegati, tra le provincie di Pisa, Livorno, Siena, Pistoia e Grosseto, oltre 1800 militari provenienti da 7 diverse nazioni e condotta quest’anno contemporaneamente con le esercitazioni CAEX II (Complex Aviation Exercise), dell'Aviazione dell'Esercito, e la MUFLONE, del Comando Forze Speciali dell’Esercito.
L’esercitazione «Mangusta» è il principale evento addestrativo annuale della Brigata Paracadutisti «Folgore» e ha lo scopo di verificare la capacità delle unità paracadutiste di pianificare, preparare e condurre un’operazione avioportata in uno scenario di combattimento ad alta intensità, comprendente attività di interdizione e contro-interdizione d’area volte a negare all’avversario la libertà di movimento e ad assicurare la superiorità tattica sul terreno e la condotta di una operazione JFEO (Joint Forcible Entry Operation) che prevede l’aviolancio, la conquista e la tenuta di un obiettivo strategico.
La particolarità della «Mangusta» risiede nel fatto che gli eventi tattici si generano dinamicamente sul terreno attraverso il confronto diretto tra forze contrapposte, riproducendo un contesto estremamente realistico e imprevedibile, in grado di stimolare la prontezza decisionale dei Comandanti e mettere alla prova la resilienza delle unità. Le attività, svolte in modo continuativo sia di giorno che di notte, hanno compreso fasi di combattimento in ambiente boschivo e sotterraneo svolte con l’impiego di munizionamento a salve e sistemi di simulazione, al fine di garantire il massimo realismo addestrativo.
Di particolare rilievo le attività condotte con l’obiettivo di sviluppare e testare le nuove tecnologie, sempre più fondamentali nei moderni scenari operativi. Nel corso dell’esercitazione infatti, oltre ai nuovi sistemi di telecomunicazione satellitare, di cifratura, di alimentazione elettrica tattico modulare campale anche integrabile con pannelli solari sono stati impiegati il Sistema di Comando e Controllo «Imperio», ed il sistema «C2 DN EVO» che hanno consentito ai Posti Comando sul terreno di pianificare e coordinare le operazioni in tempo reale in ogni fase dell’esercitazione. Largo spazio è stato dedicato anche all’utilizzo di droni che hanno permesso di ampliare ulteriormente le capacità di osservazione, sorveglianza e acquisizione degli obiettivi.
La «Mangusta 2025» ha rappresentato un’importante occasione per rafforzare la cooperazione e l’amalgama all’interno della cosiddetta Airborne Community. A questa edizione hanno partecipato la Brigata Paracadutisti Folgore, la 1st Airborne Brigade giapponese, l’11th Parachute Brigade francese, il 16 Air Assault Brigade Combat Team britannica, il Paratrooper Regiment 31 e la Airborne Reconnaissance Company 260 tedesche, la Brigada «Almogávares» VI de Paracaidistas e la Brigada de la Legión «Rey Alfonso XIII» spagnole e la 6th Airborne Brigade polacca.
L’esercitazione ha visto il contributo congiunto di più Forze Armate e reparti specialistici. In particolare, l’Aviazione dell’Esercito ha impiegato vettori ad ala rotante CH-47F, UH-90A, AH-129D, UH-205A e UH-168B/D per attività di eliassalto ed elitrasporto. L’Aeronautica Militare ha assicurato il supporto con velivoli da trasporto C-27J e C-130J della 46ª Brigata Aerea, impiegati per l’aviolancio di carichi e personale, oltre a partecipare con personale paracadutista «Fuciliere dell’Aria» del 16° Stormo «Protezione delle Forze» e fornendo il supporto logistico e di coordinamento dell’attività di volo da parte del 4° Stormo.
A completare il dispositivo interforze, la 2ª Brigata Mobile Carabinieri ha partecipato con unità del 1° Reggimento Carabinieri Paracadutisti «Tuscania», del 7° Reggimento Carabinieri «Trentino Alto Adige» e del 13° Reggimento Carabinieri «Friuli Venezia Giulia». Il 1° Tuscania ha eseguito azioni tipiche delle Forze Speciali, mentre gli assetti del 7° e 13° alle attività di sicurezza e controllo nell’area d’esercitazione e alle attività tattiche di contro-interdizione.
Questa sinergia ha permesso di operare efficacemente in un ambiente operativo multi-dominio, favorendo l’interoperabilità tra unità, sistemi e procedure, contribuendo a consolidare la capacità di coordinamento e integrazione.
Oltre a tutti i Reparti della Brigata Paracadutisti «Folgore», l’esercitazione ha visto la partecipazione del: 1° Reggimento Aviazione dell'Esercito «Antares», 4° Reggimento Aviazione dell'Esercito «Altair», 5° Reggimento Aviazione dell'Esercito «Rigel», 7° Reggimento Aviazione dell'Esercito «Vega», 66° Reggimento Fanteria Aeromobile «Trieste», 87° Reparto Comando e Supporti Tattici «Friuli», 9° Reggimento d'Assalto Paracadutisti «Col Moschin», 185° Reggimento Paracadutisti Ricognizione Acquisizione Obiettivi «Folgore», 4° Reggimento Alpini Paracadutisti, 1° Reggimento «Granatieri di Sardegna», 33° Reggimento Supporto Tattico e Logistico «Ambrosiano», 33° Reggimento EW, 13° Reggimento HUMINT, 9° Reggimento Sicurezza Cibernetica «Rombo» e 4° Reparto di Sanità «Bolzano» e di assetti di specialità dotati di sistema d’arma «Stinger» del 121° Reggimento artiglieria contraerei «Ravenna».
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