{{ subpage.title }}

True

A Milano s’invocano lockdown anti smog. E la sinistra vuole il congedo climatico

A Milano s’invocano lockdown anti smog. E la sinistra vuole il congedo climatico
(Getty Images)
L’Ats: «Aria inquinata, non fate giocare fuori i bimbi». Bonelli e soci per il modello Madrid: «Col maltempo, lavoratori a casa».
Continua a leggereRiduci
Food Talk | I turisti e l'abitudine di pasteggiare con il cappuccino

Capita spesso di vedere, soprattutto nelle città d'arte ma non solo, visitatori stranieri che accompagnano le pietanze con la bevanda calda. Una scelta legittima ma discutibile, anche dal punto di vista della salute.

Assassini e stupratori liberi: in galera ci va il carabiniere
Ansa

Anche il croato che ha ucciso il capotreno doveva essere cacciato, così come il peruviano killer di Aurora e l’egiziano che ha accoltellato un poliziotto. Si erano già macchiati di crimini, ma niente rimpatrio e niente carcere. Dove rischia invece di finire un militare condannato a tre anni per aver sparato a un delinquente.

Carabinieri in galera e criminali in libertà. Grazie alla sinistra e a una parte della magistratura è questa l’Italia al contrario che ci ritroviamo. Mentre un conclamato stupratore come Emilio Valdez Velazco è stato lasciato libero di assassinare una ragazza di 19 anni, e a un personaggio pericoloso come Marin Jelenic, prima di essere fermato, è stato consentito di ammazzare un capotreno, la giustizia condanna un carabiniere a tre anni di carcere per aver difeso un collega, uccidendo l’aggressore. Per i giudici, il militare dell’Arma è colpevole di eccesso di legittima difesa. A quanto pare, nonostante l’extracomunitario avesse diversi precedenti penali, per rapina, lesioni ed evasione - e sebbene con un cacciavite avesse ferito un vicebrigadiere - il carabiniere non avrebbe dovuto premere il grilletto. O quanto meno avrebbe dovuto premerlo con discrezione, sparando alle farfalle, di certo non al delinquente. Risultato: 36 mesi di galera, più di quanti ne avesse chiesti la pubblica accusa, che si era limitata a 30.

Continua a leggereRiduci
Il killer del capotreno sfasciò un negozio, molestava e rapinava. Nessuno l’ha cacciato
Alessandro Ambrosio, il capotreno ucciso alla stazione di Bologna. Nel riquadro Marin Jelenic, il croato accusato dell'omicidio (Ansa)
Fermato a Desenzano il croato che avrebbe ammazzato Alessandro Ambrosio. L’uomo seminava terrore da anni.

Viveva da barbone, ma si muoveva come un killer. Sempre almeno con un coltello addosso. Inarrestabile. La fuga del collezionista di lame, Marin Jelenic, croato di 36 anni, fermato l’altra sera a Desenzano del Garda con l’accusa di aver ucciso, la sera prima, per motivi abietti, il capotreno Alessandro Ambrosio, 34 anni, aggredendolo alle spalle nel parcheggio riservato ai dipendenti della stazione di Bologna, è stata ricostruita pezzo per pezzo dagli investigatori.

Continua a leggereRiduci
A processo per stupro ma era libero
Ansa
Il clandestino accusato di aver ucciso Aurora Livoli fu già condannato ed era imputato in un altro procedimento per violenza carnale. Eppure non si trovava in custodia.

Aveva diversi precedenti penali, ma il suo casellario giudiziario risultava «illibato», così Emilio Gabriel Valdez Velazco circolava liberamente nonostante fosse stato già denunciato nel 2025 per una violenza sessuale commessa a Cologno Monzese ai danni di una diciannovenne. È quanto emerge sul peruviano di 57 anni indagato per l’omicidio di Aurora Livoli, la diciannovenne trovata senza vita a Milano lo scorso 29 dicembre. Nei confronti dell’uomo era stata avanzata una richiesta di rinvio a giudizio per violenza sessuale aggravata nel 2025 che si aggiungeva a una condanna già ottenuta nel 2019, ma probabilmente per un «errore», quest’ultima non risultava.

Continua a leggereRiduci
Le Firme

Scopri La Verità

Registrati per leggere gratuitamente per 30 minuti i nostri contenuti.
Leggi gratis per 30 minuti
Nuove storie
Preferenze Privacy