«Oggi la nostra frontiera è sicura, il nostro spirito è rinato, l’inflazione sta crollando, i redditi stanno aumentando rapidamente, l’economia è in piena espansione come mai prima d’ora, i nostri nemici sono spaventati», ha affermato, per poi aggiungere che «l’America è di nuovo rispettata, forse come mai prima d’ora».
Trump si è poi mosso su vari livelli. In primis, ha scelto di focalizzarsi sui principali temi al centro della campagna elettorale per le prossime elezioni di metà mandato: a partire dall’inflazione. «L’amministrazione Biden e i suoi alleati al Congresso ci hanno regalato la peggiore inflazione nella storia del nostro Paese. Ma, in dodici mesi, la mia amministrazione ha portato l’inflazione di fondo al livello più basso in oltre cinque anni. E negli ultimi tre mesi del 2025, è scesa all’1,7%», ha detto. Un altro fronte caldo è stato poi quello della sanità e della previdenza sociale. «Proteggeremo sempre la previdenza sociale, Medicare, Medicaid», ha dichiarato. «Voglio interrompere tutti i pagamenti alle grandi compagnie assicurative e invece dare quei soldi direttamente ai cittadini, in modo che possano acquistare la propria assistenza sanitaria, che sarà migliore a un costo molto più basso», ha anche affermato. Il presidente, oltre a sottolineare di aver vietato alle grandi società di Wall Street di acquistare migliaia di case unifamiliari, ha altresì orgogliosamente rivendicato il suo uso dei dazi. «Ho usato questi dazi, ho incassato centinaia di miliardi di dollari per concludere ottimi affari per il nostro Paese, sia economicamente che per la sicurezza nazionale», ha affermato, tornando poi a lamentarsi della sentenza della Corte Suprema che ha recentemente cassato una parte delle tariffe da lui decretate: una sentenza che l’inquilino della Casa Bianca, martedì, ha bollato come «davvero infelice» e «deludente».
Tra l’altro, sempre guardando al voto di Midterm, il presidente si è concentrato sulla lotta all’immigrazione clandestina. «Invito ogni parlamentare a unirsi alla mia amministrazione e a riaffermare un principio fondamentale. Se siete d’accordo con questa affermazione, allora alzatevi in piedi e mostrate il vostro sostegno: il primo dovere del governo americano è proteggere i cittadini americani, non gli immigrati clandestini», ha dichiarato, rivolgendosi ai parlamentari. Se i repubblicani si sono alzati in piedi, i democratici sono rimasti seduti, scatenando la dura reazione del presidente. «Dovreste vergognarvi di voi stessi», ha tuonato Trump in direzione dei dem. «Ecco perché vi chiedo anche di porre fine alle mortali città santuario che proteggono i criminali e di imporre pene severe per i funzionari pubblici che bloccano l’espulsione di immigrati clandestini», ha proseguito.
Non sono poi mancati dei riferimenti alla questione del gender. «Sicuramente possiamo tutti concordare che a nessuno Stato può essere permesso di strappare i bambini dalle braccia dei genitori e farli passare a un nuovo genere contro la loro volontà», ha dichiarato. Infine, il presidente è tornato a invocare la tutela dell’integrità del processo elettorale. «Tutti gli elettori devono mostrare un documento di cittadinanza per poter votare», ha detto, chiedendo che il Congresso approvi il Save America Act: un disegno di legge che imporrebbe di esibire documenti d’identità per poter votare.
Tuttavia, se l’orizzonte delle Midterm ha dominato, Trump, nel suo discorso di martedì sera, si è mosso anche su altri due piani: uno interno e uno internazionale. Per quanto riguarda il primo, il presidente ha sotterraneamente guardato alle primarie presidenziali repubblicane del 2028. Ha definito JD Vance un «grande vicepresidente», conferendogli l’incarico di supervisionare le attività di contrasto alle frodi. Al contempo, però, il presidente ha elogiato Marco Rubio. «Hai fatto un ottimo lavoro, grande segretario di Stato. Penso che passerà alla storia come il migliore di sempre», ha dichiarato Trump. L’inquilino della Casa Bianca è ben conscio che saranno verosimilmente Vance e Rubio a contendersi la nomination presidenziale repubblicana del 2028. E, in questo quadro, un po’ vuole alimentare la loro rivalità per spingere entrambi all’efficienza, un po’ vuole però evitare che lo scontro possa deragliare in una guerra fratricida che spacchi il partito.
L’ultimo piano in cui si è mosso Trump è stato quello della politica estera. Oltre a rivendicare la cattura di Nicolàs Maduro e ad auspicare la fine del conflitto russo-ucraino, il presidente si è concentrato soprattutto sul dossier iraniano. «Gli iraniani vogliono raggiungere un accordo, ma non abbiamo sentito quelle parole segrete: “Non avremo mai un’arma nucleare”. La mia preferenza è risolvere questo problema attraverso la diplomazia. Ma una cosa è certa: non permetterò mai a colui che è di gran lunga il principale sponsor del terrorismo al mondo di avere un’arma nucleare», ha dichiarato, riferendosi al regime khomeinista. Insomma, Trump, nel suo discorso, si è mosso tra Midterm, primarie presidenziali e scenario internazionale. Le sfide future sono numerose. E il presidente si sta già preparando a difendere la propria eredità politica.