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Meloni non aspetta Usa e Ue. Stringe accordi nel Golfo per la sicurezza energetica

Meloni non aspetta Usa e Ue. Stringe accordi nel Golfo per la sicurezza energetica
Ansa
Il presidente del Consiglio, senza velo, incontra i leader di Arabia, Qatar ed Emirati: «Qui per difendere i nostri interessi». Priorità alla libertà di navigazione nello Stretto.

Tre tappe in due giorni. Si è conclusa ieri sera la missione nei Paesi del Golfo del presidente del Consiglio, Giorgia Meloni . «Non è stata una visita simbolica», ha spiegato in serata con un video, «era importante essere presente nei luoghi dove si decide il nostro futuro e la nostra sicurezza economica». È la prima volta per un leader europeo e il premier lo sottolinea.

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In Germania i maschi devono chiedere il permesso allo Stato per lasciare il Paese
Friedrich Merz (Ansa)
La norma riguarda giovani e adulti in età militare. Il servizio rimane volontario, ma non sarebbe ostico renderlo obbligatorio.

Molti giovani uomini tedeschi hanno scoperto ieri che, per loro, lasciare il Paese non è più una decisione del tutto libera. Se il soggiorno all’estero supera una certa durata, infatti, servirà un’autorizzazione. Non si tratta di una misura amministrativa qualsiasi, ma dell’effetto di una legge che riporta al centro del dibattito pubblico una parola che Berlino aveva accantonato da oltre un decennio: leva.

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Ungheria al voto e riecco le «manovre russe»
Viktor Orbán (Ansa)
Con le elezioni alle porte, rispunta la tesi della manina di Mosca per aiutare Viktor Orbán. Insinuazioni rilanciate senza prove, diffuse da organi anti Fidesz e finanziati dall’Ue. L’esperto Thomas Fazi: «Sondaggi sfavorevoli al leader per delegittimarne un’eventuale vittoria».

Spie russe, agenti disturbatori. Una poderosa macchina di interferenza nel voto in Ungheria. Tutto manovrato dal Cremlino pronto a qualunque cosa pur di aiutare Viktor Orbán a vincere le elezioni del prossimo 12 aprile. La tesi rimbalza da settimane nelle redazioni e di titolone in titolone è già diventata un nuovo Russiagate. L’ultima chicca la offre un’indagine del Washington Post secondo cui i servizi segreti russi avrebbero addirittura suggerito agli ungheresi di inscenare un attentato a Orbán.

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Speriamo che la Bce non imiti la Ue
Christine Lagarde
A parte una certa capacità di intervento finanziario con debito comune, l’Unione europea balbetta. E anche la Christine Lagarde, che vuole alzare i tassi, contribuisce alla catastrofe.

L’Ue mostra capacità insufficienti di gestione delle emergenze che abbiano un’origine geopolitica, tema di attenzione urgente per gli effetti economici della crisi nel Golfo. La prova è che la Commissione abbia comunicato un piano preventivo di riduzione dei consumi energetici - atto razionale, ma di gestione passiva - invece di attivare misure d’emergenza.

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Teheran colpisce una nave «sionista» ma esenta quelle umanitarie, indiane e turche. Poi giura: «Lo Stretto non tornerà come prima». E spunta un’ipotesi: sbloccarlo solo in cambio del via libera ai programmi atomici.

Per risolvere un problema che prima non c’era (il transito da Hormuz), si rischia di aggravarne un altro che andava risolto (il nucleare iraniano): è il disgraziato epilogo verso cui sta precipitando la guerra di Donald e Bibi. Teheran ha compreso di poter sfruttare con profitto il suo formidabile strumento di pressione.

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