Ora è ufficiale: la sinistra lavora contro l’interesse nazionale. La prova? Le reazioni al viaggio a sorpresa del presidente del Consiglio nei Paesi del Golfo. Se Pd, 5 stelle e Avs avessero avuto a cuore la sicurezza energetica dell’Italia infatti avrebbero dovuto esultare alla notizia che Giorgia Meloni ha usato la pausa pasquale per una missione in Arabia, Emirati e Qatar. E invece no.
I compagni, pur di polemizzare con il governo, sono riusciti a criticare il viaggio, quasi che il premier fosse volato a Riad per una vacanza. E che gli incontri con i monarchi dell’area siano una violazione delle regole europee.
Come abbiamo scritto più volte, nella Ue ognuno gioca per sé. La Germania fa da sempre gli affari suoi, spingendo per l’adozione di norme comunitarie in funzione delle necessità interne. La Francia si comporta pure peggio e l’ultimo esempio lo abbiamo descritto ieri, dopo il voto di Parigi insieme a Russia e Cina contro l’operazione di sblocco del traffico navale nello Stretto di Hormuz. Emmanuel Macron dovrebbe avere tutto l’interesse a riportare alla normalità il trasporto marittimo di petrolio, salvo che trattando probabilmente sottobanco con gli ayatollah ha già ottenuto che le petroliere battenti bandiera francese non siano fermate o fatte colare a picco. Dunque, invece di condannare Teheran si oppone a qualsiasi misura.
Ecco, di fronte a un’Europa che procede in ordine sparso, senza alcuna strategia, la sinistra invece di approvare l’azione di Giorgia Meloni che fa? L’attacca, accusandola di rompere il fronte comune. Secondo Sergio Costa, il pentastellato che vicepresiede la Camera dei deputati, il blitz di Meloni è segno di fragilità, perché mostra la debolezza energetica del nostro Paese. Peccato che l’onorevole dimentichi che a contribuire alla mancanza di forza nel settore contribuisca anche la governatrice grillina della Sardegna, contraria agli insediamenti eolici al largo delle coste mediterranee. Per Chiara Braga, capogruppo pd a Montecitorio, il viaggio nel Golfo servirebbe a nascondere il fatto che la guerra scatenata da Donald Trump e Benjamin Netanyahu è illegale. Mentre per Francesco Boccia, altro luogotenente di Elly Schlein, invece di andare a Riad, Meloni avrebbe dovuto recarsi a Washington e Tel Aviv a dire al presidente americano e al premier israeliano: fermatevi. Angelo Bonelli, verde di sinistra, ha detto anche peggio, perché pur senza sapere nulla delle intese raggiunte con Arabia, Emirati e Qatar, il leader di Avs ha già bollato la missione come un fallimento.
Insomma, avete capito. Avendo deciso di intraprendere un viaggio pasquale per mettere in sicurezza le forniture energetiche (offrendo in cambio assistenza militare), Giorgia Meloni è attaccata da una combriccola di onorevoli a cui spesso si deve proprio la debolezza dell’Italia negli approvvigionamenti di gas e petrolio. Di chi è infatti la responsabilità se il nostro Paese non ha energia nucleare, idroelettrica, rigassificatori o impianti di raffinazione che ci consentano di essere meno dipendenti dall’estero e dai conflitti? La risposta è facile. Lo stop al nucleare lo hanno voluto i verdi e i compagni, le centrali sono osteggiate dalla solita compagnia di giro e pure i rigassificatori e le raffinerie. Dunque, se l’energia e i trasporti in Italia costano più che altrove dobbiamo ringraziare Schlein, Costa, Braga, Boccia e Bonelli. Le bollette stellari sono colpa loro. E adesso, invece di fare mea culpa, la banda del buco vorrebbe pure condannarci a seguire le linee guida della Ue. Insomma, hanno creato i problemi e non chiedono neanche scusa, vorrebbero al contrario costringerci a un suicidio collettivo. Per fortuna che la Pasqua offre la possibilità di risorgere.




