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2025-01-20
Anche Melania lancia il suo bitcoin, ma è sull'ottovolante
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Getty Images
L’annuncio di Melania, che tramite un tweet su X ha scritto: «Il meme ufficiale di Melania è attivo! Potete comprare $Melania adesso», ha immediatamente catturato l'attenzione degli investitori. Il mercato ha risposto con entusiasmo, portando il valore di $Melania a superare i 5 dollari per token, con un incredibile market cap di 5 miliardi di dollari in pochissimo tempo. Un balzo che ha visto $Melania guadagnare terreno rapidamente rispetto alla criptovaluta di Trump, tanto che quest’ultima ha subito una svendita massiccia, con una perdita del 40% e 7,5 miliardi di dollari evaporati dal suo valore di mercato.
La reazione del mercato è stata chiara: i trader si sono rapidamente spostati su $Melania, spingendo il suo valore verso l’alto, mentre $Trump è sceso a 52,71 dollari per token, con una capitalizzazione di circa 10,7 miliardi di dollari. Un segnale che la promessa di Trump di fare degli Stati Uniti la capitale mondiale delle criptovalute potrebbe essere interpretata come una mossa di marketing piuttosto che un concreto piano economico, almeno per il momento.
Il lancio di queste criptovalute è avvenuto in un contesto di crescente euforia per le criptovalute negli Stati Uniti, dove Trump ha dichiarato di voler diventare un «presidente cripto», impegnandosi a emettere ordini esecutivi per ridurre gli ostacoli normativi e promuovere l’adozione delle valute digitali. Una posizione che ha alimentato l’ulteriore crescita del Bitcoin. Ha raggiunto, infatti, il nuovo massimo storico, con una crescita del 3,16% a quasi 108.000 dollari.
Una corsa che Ha alimentato le speculazioni sul futuro degli Stati Uniti come custodi di una «riserva nazionale di Bitcoin». Una mossa che potrebbe contribuire a rafforzare l’interesse istituzionale nei confronti della criptovaluta, considerata da molti come un a forma di oro digitale.
In questo clima reso caldissimo dalla speculazione si è inserito l’annuncio di Trump che ha lanciato la sua memecoin a 7 dollari, con un picco a 75 dollari, prima di stabilizzarsi intorno ai 54 dollari, suscitando l'entusiasmo di speculatori e appassionati di criptovalute.
A questa competizione tra i coniugi Trump non è certo mancata la componente di marketing virale, che ha visto entrambi utilizzare la popolarità della loro figura pubblica per lanciare criptovalute speculative e dall’utilizzo ancora indefinito, ma pur sempre allettanti per i trader. Se la promessa di Trump di rendere gli Stati Uniti la capitale mondiale delle criptovalute si concretizzerà davvero, il futuro economico delle valute digitali negli USA potrebbe cambiare radicalmente.
Il lancio di queste memecoin è, infatti, una vera e propria prova di forza da parte di entrambi i coniugi, ma è difficile dire chi uscirà vincitore da questo «duello cripto». Certamente, Melania ha segnato un punto con il lancio di $Melania, rubando la scena al marito, che dovrà fare i conti con una concorrenza imprevista nel suo stesso “campo”. Se la guerra delle criptovalute in casa Trump è appena iniziata, resta da vedere quale delle due valute riuscirà a mantenere la posizione di leader nel volatile mercato delle memecoin.
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La sfida cripto in casa Trump ha assunto toni decisamente inaspettati, con un duello tra il presidente e la First Lady che ha meravigliato anche il mercato delle valute digitali nonostante la sua abitudine ai giochi d’artificio. Sabato Donald aveva lanciato la sua memecoin, il token $Trump. Un successo clamoroso fino a toccare i 14 miliardi di dollari in poche ore. Un successo sfumato quando Melania ha lanciato la sua criptovaluta, il token $Melania.L’annuncio di Melania, che tramite un tweet su X ha scritto: «Il meme ufficiale di Melania è attivo! Potete comprare $Melania adesso», ha immediatamente catturato l'attenzione degli investitori. Il mercato ha risposto con entusiasmo, portando il valore di $Melania a superare i 5 dollari per token, con un incredibile market cap di 5 miliardi di dollari in pochissimo tempo. Un balzo che ha visto $Melania guadagnare terreno rapidamente rispetto alla criptovaluta di Trump, tanto che quest’ultima ha subito una svendita massiccia, con una perdita del 40% e 7,5 miliardi di dollari evaporati dal suo valore di mercato.La reazione del mercato è stata chiara: i trader si sono rapidamente spostati su $Melania, spingendo il suo valore verso l’alto, mentre $Trump è sceso a 52,71 dollari per token, con una capitalizzazione di circa 10,7 miliardi di dollari. Un segnale che la promessa di Trump di fare degli Stati Uniti la capitale mondiale delle criptovalute potrebbe essere interpretata come una mossa di marketing piuttosto che un concreto piano economico, almeno per il momento.Il lancio di queste criptovalute è avvenuto in un contesto di crescente euforia per le criptovalute negli Stati Uniti, dove Trump ha dichiarato di voler diventare un «presidente cripto», impegnandosi a emettere ordini esecutivi per ridurre gli ostacoli normativi e promuovere l’adozione delle valute digitali. Una posizione che ha alimentato l’ulteriore crescita del Bitcoin. Ha raggiunto, infatti, il nuovo massimo storico, con una crescita del 3,16% a quasi 108.000 dollari.Una corsa che Ha alimentato le speculazioni sul futuro degli Stati Uniti come custodi di una «riserva nazionale di Bitcoin». Una mossa che potrebbe contribuire a rafforzare l’interesse istituzionale nei confronti della criptovaluta, considerata da molti come un a forma di oro digitale.In questo clima reso caldissimo dalla speculazione si è inserito l’annuncio di Trump che ha lanciato la sua memecoin a 7 dollari, con un picco a 75 dollari, prima di stabilizzarsi intorno ai 54 dollari, suscitando l'entusiasmo di speculatori e appassionati di criptovalute.A questa competizione tra i coniugi Trump non è certo mancata la componente di marketing virale, che ha visto entrambi utilizzare la popolarità della loro figura pubblica per lanciare criptovalute speculative e dall’utilizzo ancora indefinito, ma pur sempre allettanti per i trader. Se la promessa di Trump di rendere gli Stati Uniti la capitale mondiale delle criptovalute si concretizzerà davvero, il futuro economico delle valute digitali negli USA potrebbe cambiare radicalmente.Il lancio di queste memecoin è, infatti, una vera e propria prova di forza da parte di entrambi i coniugi, ma è difficile dire chi uscirà vincitore da questo «duello cripto». Certamente, Melania ha segnato un punto con il lancio di $Melania, rubando la scena al marito, che dovrà fare i conti con una concorrenza imprevista nel suo stesso “campo”. Se la guerra delle criptovalute in casa Trump è appena iniziata, resta da vedere quale delle due valute riuscirà a mantenere la posizione di leader nel volatile mercato delle memecoin.
(Arma dei Carabinieri)
L'attività investigativa - avviata nell’ottobre 2024 e conclusa nell’aprile 2025 – è stata condotta dalla Sezione Operativa della Compagnia Carabinieri di Reggio Calabria con il supporto dei militari della Stazione Carabinieri di Reggio Calabria – Catona sotto il coordinamento della Procura della Repubblica.
Durante il corso dell’indagine si è proceduto ad un’articolata e costante attività di monitoraggio e controllo del quartiere Arghillà di Reggio Calabria, teatro, negli ultimi anni, di una recrudescenza criminale.
Grazie all’indagine è stata scoperta la pratica di reati contro il patrimonio nel quartiere di Arghillà secondo uno schema operativo sostanzialmente identico e ripetuto nel tempo. Alcuni degli indagati individuavano e successivamente sottraevano dalle vie della città uno o più veicoli di interesse, che venivano poi subito portati ad Arghillà. Come ricostruito dal Gip una volta trasferiti i veicoli rubati venivano sottoposti ad una rapidissima e professionale attività di cannibalizzazione. In almeno due casi si è assistito in diretta (grazie alle telecamere) ad episodi cosiddetti di «cavallo di ritorno», in cui gli indagati hanno praticato l'estorsione per costringere i proprietari delle auto rubate a pagare un compenso per ottenerne la restituzione.
È inoltre stato riconosciuto dal Gip come alcuni indagati adottassero costantemente contromisure per eludere controlli di polizia nel corso delle operazioni di ricettazione, informandosi a vicenda sulla presenza delle Forze dell'ordine in vari punti del quartiere o sui controlli subiti dai co-indagati.
Si è ritenuto degno di particolare allarme sociale il fatto che gli indagati abbiano commesso i reati per cui si procede con cadenza quotidiana anche durante le festività natalizie, sia di giorno che di notte. Si aggiunga che alcuni episodi hanno inoltre interessato i veicoli in sosta presso i parcheggi di ospedali e che, in un caso, ad essere vittima dei reati è stata una troupe televisiva intenta a realizzare un servizio giornalistico nel quartiere di Arghillà.
Nell’ordinanza è inoltre ben evidenziato come la costante cannibalizzazione dei mezzi rubati rappresenti sicuramente un impatto ambientale, per la creazione di una discarica di carcasse di veicoli a cielo aperto in un quartiere ad altissima densità abitativa.
Si sottolinea, inoltre, come le molte attività di riscontro compiute nel corso del periodo di monitoraggio hanno portato al ritrovamento di più autovetture oggetto di furto, di molte parte di ricambio e anche al reperimento ad al sequestro di armi.
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«So che l’Anm si è rifiutata di avere un confronto one to one con me in televisione, con la motivazione che non vuole avere interlocuzione politica per non dare a questo confronto un significato politico. Questo mi fa credere che rifiutino qualsiasi altro confronto con esponenti politici o vuol dire altrimenti che hanno paura di confrontarsi con me».
«L' Anm ha chiesto di essere ascoltata a Bruxelles? Io credo che stia un po’ annaspando in questi giorni. Per fortuna ha rinunciato a qualsiasi forma di manifestazione per l’inaugurazione dell’anno giudiziario, a differenza di quello che ha fatto l’anno scorso. Cerca interlocutori a destra e a sinistra, che va bene, è loro diritto, ma mi dispiace che non lo facciano con me». Ha dichiarato il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, a margine del convegno «Una giustizia giusta» alla Sala della Regina a Roma.