Le Mauritius insistono a fare il paradiso fiscale: tasse al 3%

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Le Mauritius insistono a fare il paradiso fiscale: tasse al 3%

Non solo spiagge e palme, le isole offrono una pressione fiscale quasi nulla e un sistema amministrativo snello. Primo obiettivo sottrarre gettito alle altre nazioni africane. Ma spuntano come funghi anche società che forniscono servizi offshore anche per italiani ed europei. Si tratta di scatole omnibus «per negoziare azioni, valuta, obbligazioni» e per non pagare le imposte nei Paesi di provenienza.

  • I Paesi produttori fanno soldi a palate con la speculazione. Ma ne approfittano anche le aziende estere aiutate dai governi, chi compra imprese decotte e il settore delle fonti alternative «green».
  • Il presidente di Coldiretti: «Impennata per l’import di prodotti di scarsa qualità».
  • L’esperto: «Quantità e prezzi verranno decisi dagli Stati, non più dai mercati. L’Ue ha le responsabilità maggiori della situazione».

Lo speciale contiene tre articoli.

Il Papa: «Putin fermati, Zelensky ascolta»
Papa Francesco (Ansa)
  • La Nato minaccia: «Conseguenze serie se Mosca userà l’atomica». Parigi annuncia nuove sanzioni. Roma e Berlino convocano l’ambasciatore russo. Gli ucraini intanto riconquistano Lyman. E il leader ceceno Ramzan Kadirov invita il Cremlino a sfoderare il nucleare.
  • Il ministro Roberto Cingolani: «Stiamo esportando metano in Germania». E quando finiremo le scorte?

Lo speciale contiene due articoli.

Lo Stato imprenditore non paga le bollette e nemmeno i fornitori
Franco Bernabè (Wikipedia)
L’ex Ilva, partecipata pubblica, ha 100 milioni di debiti con l’indotto, un insoluto di 375.000 euro per l’acqua ed enormi pendenze per il gas. Attende 1 miliardo extra dall’esecutivo ma già pensa di dilazionare i saldi.
Il fisco strozza le imprese: valanga di tasse in arrivo
iStock

Lo Stato torna a battere cassa. Le cartelle esattoriali sospese dal fisco a causa del Covid saranno infatti presentate all’incasso entro la fine dell’anno e l’inizio del 2023. Così per lo meno assicura Federcontribuenti, secondo cui ai sette milioni di notifiche fiscali già inviate entro luglio di quest’anno, se ne aggiungeranno altri 13. Ma non è finita: perché oltre a queste, sono in arrivo 2,5-3 milioni di cartelle che gli enti locali affideranno all’Agenzia delle entrate per la riscossione. In altre parole, sugli italiani provati dalle maxi bollette si sta per scaricare una maxi-valanga di tasse, comprensive di arretrati e sanzioni, che rischia di travolgere la fragile economia di famiglie e imprese.

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