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2022-08-28
Mare, Ciociaria e borghi fantasma: il Lazio non è solo Roma
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Il Lazio è fagocitato da Roma: difficile che si scelga questa regione come meta per le vacanze o anche solo per un weekend (escludendo la capitale). Peccato, perché – anche se poco conosciuto – il Lazio vanta bellezze naturalistiche e storico-artistiche di tutto rispetto, offuscate da una strabiliante metropoli che tutto ingoia.
Il Lazio dei borghi-fantasma
Uno su tutti: Galeria Antica, a pochi chilometri dalla capitale (circa 28 km). È un’area naturale protetta, il cui fascino ha spinto molti registi a selezionarla come set per i loro film.
Il borgo venne abbandonato a fine ‘800 a causa di un’epidemia di malaria. O almeno così si dice: i punti di domanda sono ancora tanti, incluso quello sui molti corpi lasciati per strada, privi di una degna sepoltura. Perché uno svuotamento così repentino?
Del resto, se non ci fossero ancora dei dubbi, il manipolo di case e chiese di origine medieval, ben nascoste nella fitta boscaglia, non avrebbe il fascino che ha. Sotto le rovine arroccate sul tufo scorre il fiume Arrone, che rende questo trekking un’esperienza a 360 gradi nella natura. Nonostante la facilità del percorso, bisogna comunque prestare attenzione, perché ci sono dei punti nascosti dal fogliame che si gettano a picco nella vallata.
Il Lazio, ad ogni modo, è pieno di borghi-fantasma: altri da vedere sono Monterano (RM), Celleno Antica (VT) e Norba (LT): tutte ottime idee per l’autunno in arrivo.
Dormire nei dintorni
- Resort La Rocchetta, Via Giulio Galli 41, La Giustiniana: immerso nella natura e a soli 20 minuti di auto da Roma.
Mangiare nei dintorni
- Antico Mulino a Vejo, Via Riserva Campetti, Isola Farnese: splendida la location, ottima la carne.
Il Lazio dei borghi
Questa volta “vivi”, non ancora fantasma. Nel Lazio sono uno più bello dell’altro. Prendete Tivoli: è vero che si tratta di una popolosa cittadina, ma il suo cuore è il borgo medievale, nel quale si nascondono pregiati palazzi e scorci da Mille e una Notte sulla cascata che si getta nel fiume Aniene. Da non perdere il Tempio di Vesta, risalente al II secolo a.C.
Come se non bastasse, vanta due Patrimoni Unesco (Villa Adriana e Villa d’Este) e un bene FAI (Villa Gregoriana). Insomma, Tivoli è perfetta per gli amanti della sontuosità, sia naturalistica che archeologica.
A proposito di archeologia, un altro borgo da visitare è quello di Ostia Antica, che non coincide esclusivamente con il suo Parco Archeologico. Dovrebbe essere un obbligo per i turisti che si recano nella capitale, vista la sua vicinanza. Si tratta di una minuscola, ma preziosa perla dominata dal Castello di Giulio II. Un borghetto per animi romantici.
Infine Vitorchiano, borgo che esemplifica la bellezza della Tuscia. Una passeggiata tra i suoi vicoli in peperino (la pietra scura locale) rende perfettamente l’idea. A contrasto, il rosa di una parete, il giallo dei fiori sul davanzale, il verde dei rampicanti sulle case e nei boschi che lo circondano. Per gli amanti della natura: visitate il Giardino Botanico Moutan, con le sue splendide peonie cinesi da collezione e i mille angoli fioriti.
Dormire:
- Agriturismo La Cerra, Strada di San Gregorio da Sassola, Km 6.800, Tivoli: location agreste di tutto rispetto e ottimo ristorante interno;
- B&B Domus Gratiae, Via Arturo Evans 18, Ostia Antica: posizione tranquilla, giardino e vicinanza all’aeroporto;
- B&B Il Moai, Via Sandro Pertini 10, Vitorchiano: parcheggio gratuito, vicinanza al centro del paese e biciclette per gli ospiti.
Mangiare
- Ristorante Sibilla, via della Sibilla 42, Tivoli: a due passi dal Tempio di Vesta, propone piatti della cucina italiana e romana rivisitati;
- Monumento, Piazza Umberto I, Ostia Antica: ottimi i primi di pesce;
- La Grotticella, Via Arringa 8, Vitorchiano: pizza di primo livello.
Il Lazio ciociaro
La Ciociaria è una zona che merita una visita a sé stante: non può essere relegata a margine di una gita a Roma, trovandosi al confine con Abruzzo e Molise.
Almeno una mezza giornata andrebbe dedicata all’Abbazia di Montecassino (FR), arroccata sull’acropoli dell’antica Casinum. Fondata nel 529 da San Benedetto, venne distrutta per ben quattro volte: dai Longobardi, dai Saraceni, da un terremoto e dagli alleati durante la Seconda Guerra Mondiale. Bisogna attraversare i suoi tre chiostri e ammirare la sua candida monumentalità per respirare appieno l’atmosfera di misticismo che aleggia qui.
Ma la Ciociaria è anche natura. Si pensi alla Valle di Comino, all’interno del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. Per un trekking ameno, si può partire dal Santuario della Madonna Nera di Canneto, in località Settefrati (FR) e arrivare alla cascata Giovanni Paolo II, dove il Papa si fermò a meditare nel 1985. A testimoniare il suo passaggio, una scultura in pietra che riproduce un libro dedicato a Wojtyla.
San Donato Val di Comino, Atina e Veroli sono solo alcuni degli splendidi borghi che puntellano questo verdissimo territorio, dove godere anche della ricca e casereccia enogastronomia.
Dormire
- Best Western Hotel Rocca, Via Sferracavalli 105, Cassino: hotel comodo da tutti i punti di vista, ha al suo interno anche un buon ristorante. Inoltre organizza tour per gli ospiti che lo desiderano.
Mangiare
- Osteria Ficcanaso, P.za Carlo Coletti 37, San Donato Val di Comino: da provare il risotto topinambur e salsiccia;
- Cantina Cominium, Via San Ritinto s.n.c., Alvito: ottimi i salumi e i formaggi locali;
- Casa Lawrence, Contrada Serre, Picinisco (FR): luogo letterario e piatti preparati con prodotti a Km 0.
Il Lazio del mare
Bisogna sfatare il mito che nel Lazio non ci sia un bel mare: provate ad andare nel Circeo e vi ricrederete. San Felice Circeo, per esempio, unisce la bellezza del borgo a un mare bello e pulito, oltre che ai miti legati a Ulisse: fu proprio da queste parti che il nostro eroe si invaghì della maga Circe.
Da vedere: Torre Paola (l’unica sopravvissuta tra le quattro torri papali), l’acropoli sullo sperone roccioso del paese e il faro di Capo Circeo.
Se cercate un’altra spiaggia lunga e incantevole, fate un salto anche a Sabaudia, ma da settembre in poi. È famosa per le sue dune, ma anche per il lago di Paola, che crea uno scenario lagunare a due passi dal mare.
Dormire
- La Conchiglia sul Mare, Lungomare Circe 13, San Felice Circeo: camere nuove e pulite e vicinanza al mare.
Mangiare
- Hostaria La Perla Nera, Viale Tommaso Tittoni 183B: da non perdere l’antipasto Perla Nera;
- Al Giardino, Via Dante Alighieri 2, Sabaudia: ottime le carni alla brace.
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Per rendere onore a questa regione, abbiamo deciso di indicarvi alcuni punti di estremo interesse, da visitare ciascuno in un momento diverso. Che sia per un weekend o per un paio di settimane, il nostro consiglio è quello di entrare in contatto con la storia che trasuda da ogni pietra, da ogni castello, da ogni necropoli.Il Lazio è fagocitato da Roma: difficile che si scelga questa regione come meta per le vacanze o anche solo per un weekend (escludendo la capitale). Peccato, perché – anche se poco conosciuto – il Lazio vanta bellezze naturalistiche e storico-artistiche di tutto rispetto, offuscate da una strabiliante metropoli che tutto ingoia.Il Lazio dei borghi-fantasmaUno su tutti: Galeria Antica, a pochi chilometri dalla capitale (circa 28 km). È un’area naturale protetta, il cui fascino ha spinto molti registi a selezionarla come set per i loro film.Il borgo venne abbandonato a fine ‘800 a causa di un’epidemia di malaria. O almeno così si dice: i punti di domanda sono ancora tanti, incluso quello sui molti corpi lasciati per strada, privi di una degna sepoltura. Perché uno svuotamento così repentino?Del resto, se non ci fossero ancora dei dubbi, il manipolo di case e chiese di origine medieval, ben nascoste nella fitta boscaglia, non avrebbe il fascino che ha. Sotto le rovine arroccate sul tufo scorre il fiume Arrone, che rende questo trekking un’esperienza a 360 gradi nella natura. Nonostante la facilità del percorso, bisogna comunque prestare attenzione, perché ci sono dei punti nascosti dal fogliame che si gettano a picco nella vallata.Il Lazio, ad ogni modo, è pieno di borghi-fantasma: altri da vedere sono Monterano (RM), Celleno Antica (VT) e Norba (LT): tutte ottime idee per l’autunno in arrivo.Dormire nei dintorniResort La Rocchetta, Via Giulio Galli 41, La Giustiniana: immerso nella natura e a soli 20 minuti di auto da Roma.Mangiare nei dintorniAntico Mulino a Vejo, Via Riserva Campetti, Isola Farnese: splendida la location, ottima la carne.Il Lazio dei borghiQuesta volta “vivi”, non ancora fantasma. Nel Lazio sono uno più bello dell’altro. Prendete Tivoli: è vero che si tratta di una popolosa cittadina, ma il suo cuore è il borgo medievale, nel quale si nascondono pregiati palazzi e scorci da Mille e una Notte sulla cascata che si getta nel fiume Aniene. Da non perdere il Tempio di Vesta, risalente al II secolo a.C.Come se non bastasse, vanta due Patrimoni Unesco (Villa Adriana e Villa d’Este) e un bene FAI (Villa Gregoriana). Insomma, Tivoli è perfetta per gli amanti della sontuosità, sia naturalistica che archeologica.A proposito di archeologia, un altro borgo da visitare è quello di Ostia Antica, che non coincide esclusivamente con il suo Parco Archeologico. Dovrebbe essere un obbligo per i turisti che si recano nella capitale, vista la sua vicinanza. Si tratta di una minuscola, ma preziosa perla dominata dal Castello di Giulio II. Un borghetto per animi romantici.Infine Vitorchiano, borgo che esemplifica la bellezza della Tuscia. Una passeggiata tra i suoi vicoli in peperino (la pietra scura locale) rende perfettamente l’idea. A contrasto, il rosa di una parete, il giallo dei fiori sul davanzale, il verde dei rampicanti sulle case e nei boschi che lo circondano. Per gli amanti della natura: visitate il Giardino Botanico Moutan, con le sue splendide peonie cinesi da collezione e i mille angoli fioriti.Dormire:Agriturismo La Cerra, Strada di San Gregorio da Sassola, Km 6.800, Tivoli: location agreste di tutto rispetto e ottimo ristorante interno;B&B Domus Gratiae, Via Arturo Evans 18, Ostia Antica: posizione tranquilla, giardino e vicinanza all’aeroporto;B&B Il Moai, Via Sandro Pertini 10, Vitorchiano: parcheggio gratuito, vicinanza al centro del paese e biciclette per gli ospiti.MangiareRistorante Sibilla, via della Sibilla 42, Tivoli: a due passi dal Tempio di Vesta, propone piatti della cucina italiana e romana rivisitati;Monumento, Piazza Umberto I, Ostia Antica: ottimi i primi di pesce;La Grotticella, Via Arringa 8, Vitorchiano: pizza di primo livello.Il Lazio ciociaroLa Ciociaria è una zona che merita una visita a sé stante: non può essere relegata a margine di una gita a Roma, trovandosi al confine con Abruzzo e Molise.Almeno una mezza giornata andrebbe dedicata all’Abbazia di Montecassino (FR), arroccata sull’acropoli dell’antica Casinum. Fondata nel 529 da San Benedetto, venne distrutta per ben quattro volte: dai Longobardi, dai Saraceni, da un terremoto e dagli alleati durante la Seconda Guerra Mondiale. Bisogna attraversare i suoi tre chiostri e ammirare la sua candida monumentalità per respirare appieno l’atmosfera di misticismo che aleggia qui.Ma la Ciociaria è anche natura. Si pensi alla Valle di Comino, all’interno del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. Per un trekking ameno, si può partire dal Santuario della Madonna Nera di Canneto, in località Settefrati (FR) e arrivare alla cascata Giovanni Paolo II, dove il Papa si fermò a meditare nel 1985. A testimoniare il suo passaggio, una scultura in pietra che riproduce un libro dedicato a Wojtyla.San Donato Val di Comino, Atina e Veroli sono solo alcuni degli splendidi borghi che puntellano questo verdissimo territorio, dove godere anche della ricca e casereccia enogastronomia.DormireBest Western Hotel Rocca, Via Sferracavalli 105, Cassino: hotel comodo da tutti i punti di vista, ha al suo interno anche un buon ristorante. Inoltre organizza tour per gli ospiti che lo desiderano.MangiareOsteria Ficcanaso, P.za Carlo Coletti 37, San Donato Val di Comino: da provare il risotto topinambur e salsiccia;Cantina Cominium, Via San Ritinto s.n.c., Alvito: ottimi i salumi e i formaggi locali;Casa Lawrence, Contrada Serre, Picinisco (FR): luogo letterario e piatti preparati con prodotti a Km 0.Il Lazio del mareBisogna sfatare il mito che nel Lazio non ci sia un bel mare: provate ad andare nel Circeo e vi ricrederete. San Felice Circeo, per esempio, unisce la bellezza del borgo a un mare bello e pulito, oltre che ai miti legati a Ulisse: fu proprio da queste parti che il nostro eroe si invaghì della maga Circe.Da vedere: Torre Paola (l’unica sopravvissuta tra le quattro torri papali), l’acropoli sullo sperone roccioso del paese e il faro di Capo Circeo.Se cercate un’altra spiaggia lunga e incantevole, fate un salto anche a Sabaudia, ma da settembre in poi. È famosa per le sue dune, ma anche per il lago di Paola, che crea uno scenario lagunare a due passi dal mare.DormireLa Conchiglia sul Mare, Lungomare Circe 13, San Felice Circeo: camere nuove e pulite e vicinanza al mare.MangiareHostaria La Perla Nera, Viale Tommaso Tittoni 183B: da non perdere l’antipasto Perla Nera;Al Giardino, Via Dante Alighieri 2, Sabaudia: ottime le carni alla brace.
Matteo Salvini (Ansa)
Per due giorni, a giugno, la Lega proverà a fare quello che le squadre di calcio in crisi fanno quando la classifica comincia a far paura: chiudersi in ritiro. Matteo Salvini ha convocato per il 19 e 20 giugno il consiglio federale, i ministri, i governatori, i capigruppo, gli amministratori e i segretari regionali. Una «due giorni di incontri, proposte e programmi». La sede non è stata decisa (Luca Zaia ha già annunciato che non ci sarà), ma dovrebbe essere in Veneto, a pochi giorni di distanza dall’assemblea costituente di Futuro nazionale di Roberto Vannacci (che poi proseguirà con i congressi regionali). Magari a Verona, dove il 25 maggio il generale inaugurerà una nuova sede del suo partito. Il messaggio politico è chiaro: il Carroccio deve serrare le fila prima che la stagione entri nella fase più delicata. Il 2027 si preannuncia denso di appuntamenti elettorali decisivi per il futuro di via Bellerio.
Salvini è milanista e conosce bene la grammatica dei ritiri. Con Massimiliano Allegri, al Milan, si può giocare male ma restare in partita è imperativo. Il punto è che il Carroccio continua a osservare la crescita, sulla destra, di un avversario che conosce bene lo spogliatoio leghista. Il nome è quello di Vannacci. L’ex generale è diventato un problema elettorale. Swg per il tg di La7 colloca la Lega al 6% e Futuro nazionale al 4,1%. Ipsos/Pagnoncelli, sul Corriere, è ancora più severo: Lega al 5,8%, Vannacci al 4,1%. Meno di due punti di distanza.
Dopo le chiusure a possibili alleanze da parte di Massimiliano Romeo, Roberto Occhiuto e Letizia Moratti, Vannacci ha risposto sui social con una frase che suona come un avvertimento: «Poi non si venga a dare la colpa» a me «se questo centrodestra sbiadito, timido, tentennante e moderato finirà per perdere consensi ed elezioni». È una minaccia preventiva: se il centrodestra perde, la colpa non sarà di chi rompe, ma di chi non ha avuto il coraggio di inseguirlo.
Il caso di Laura Ravetto ha reso il problema visibile. La deputata ha lasciato la Lega per aderire a Futuro nazionale. Per un partito abituato a perdere amministratori verso Fdi, vedere una parlamentare passare direttamente al nuovo concorrente di destra è un segnale diverso. Non c’è più solo Meloni a drenare consensi.
La linea ufficiale resta la compattezza. Claudio Durigon, sottosegretario al Lavoro, respinge l’idea di nuovi «campi larghi» a destra costruiti inseguendo i sondaggi. «Il centrodestra è rodato da anni», dice. «Non si fanno campi larghi soltanto perché può essere indicato favorevole o no in un determinato momento dai vari sondaggi». In fin dei conti la Lega si ritrova con tre grossi problemi da risolvere. Il primo è nazionale: dimostrare di essere ancora indispensabile nel centrodestra. L’altro identitario: impedire che l’elettore più arrabbiato trovi in Vannacci un’offerta più chiara. L’ultimo territoriale: difendere il Nord dall’avanzata di Fdi.
Le elezioni comunali di Milano sono il primo banco di prova. Il centrodestra non ha ancora un candidato per il dopo Beppe Sala. Il nome di Maurizio Lupi circola, ma non decolla. Salvini preferisce un profilo civico. Samuele Piscina, segretario milanese del Carroccio, è stato più esplicito: Lupi «non ha il consenso di tutti».
Il secondo fronte è la Regione Lombardia. Da mesi nel centrodestra si ragiona sull’ipotesi di legare politiche, comunali milanesi e regionali lombarde in un election day nel 2027. L’operazione concentrerebbe la mobilitazione nel territorio più forte della coalizione. Ma aprirebbe subito la guerra per il dopo Attilio Fontana. Fratelli d’Italia considera la Lombardia un obiettivo naturale.
Roberto Calderoli prova a raffreddare il dossier. La legislatura, ricordava ieri, scade naturalmente il 13 ottobre 2027. Di voto anticipato, dice, non se ne parla (lo stesso Salvini aveva rettificato la battuta sulla crisi economica che era stata male interpretata). Il messaggio vale per Palazzo Chigi, ma anche per via Bellerio: la Lega non vuole arrivare logorata alla partita finale.
Il ritiro di giugno serve a questo. Allegri direbbe che conta il risultato. Ma qui il punto non è vincere di corto muso. È evitare che la Lega perda, insieme, pezzi a destra e peso al Nord.
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Il segretario di Stato americano Marco Rubio (Ansa)
«La diplomazia rimane la nostra preferenza nei confronti di Cuba. A essere sincero, la probabilità che ciò accada, considerando con chi abbiamo a che fare in questo momento, non è elevata», ha anche detto. Parole, quelle di Rubio, che hanno innescato la reazione piccata del ministro degli Esteri cubano, Bruno Rodríguez, il quale ha tacciato gli Stati Uniti di «istigare un’aggressione militare».
Del resto, che le fibrillazioni tra Washington e L’Avana stessero aumentando, non è una novità. Negli scorsi giorni, il Pentagono ha schierato la portaerei Nimitz nei Caraibi, mentre il Dipartimento di Giustizia americano ha formalmente incriminato l’ex presidente cubano, Raúl Castro, con l’accusa di aver ordinato l’abbattimento di due aerei civili nel 1996. L’intelligence statunitense ritiene inoltre che dal 2023 il regime castrista abbia acquistato 300 droni da Russia e Iran: materiale bellico che, secondo Washington, Cuba starebbe valutando di usare per colpire obiettivi statunitensi. Sempre negli scorsi giorni, i servizi segreti americani avrebbero anche studiato le possibili reazioni dell’Avana a un eventuale attacco militare da parte di Washington. Tutto questo, senza trascurare che giovedì l’Ice ha arrestato a Miami Adys Lastres Morera. Si tratta della sorella di Ania Guillermina Lastres Morera, che, in qualità di presidente esecutivo, è a capo di Gaesa: conglomerato di imprese in mano ai militari cubani, che è sotto sanzioni statunitensi.
La tensione è significativamente aumentata dopo che i negoziati tra Usa e Cuba sono finiti in stallo. Washington ha offerto aiuti umanitari e sostegno infrastrutturale a patto che il regime castrista allenti la repressione, liberi i prigionieri politici ed entri de facto nell’orbita geopolitica statunitense. Per convincere L’Avana ad accettare, la scorsa settimana si era recato sull’isola anche il direttore della Cia, John Ratcliffe, incontrando vari alti funzionari cubani. Ciononostante il processo diplomatico non si è realmente sbloccato: un fattore che ha irritato notevolmente la Casa Bianca. Mosca e Pechino, dal canto loro, hanno espresso solidarietà nei confronti del regime castrista. Tuttavia, al di là delle dichiarazioni, non sembra che stiano offrendo chissà quale sostegno concreto all’Avana contro Washington, replicando un po’ un copione già visto ai tempi della cattura di Nicolás Maduro lo scorso gennaio.
Del resto, la strategia cubana di Trump si inserisce nella sua riedizione della Dottrina Monroe, volta a estromettere il più possibile Cina, Russia e Iran dall’Emisfero occidentale. Il presidente americano è, in un certo senso, invogliato ad agire proprio in considerazione del mancato sostegno concreto arrivato al regime di Maduro da Mosca e Pechino l’anno scorso. Ma attenzione: non c’è solo il tema geopolitico. La pressione su Cuba è finalizzata anche a mantenere il sostegno dell’elettorato anticastrista, di cui è ricco uno Stato cruciale come la Florida. Quella Florida di cui Rubio è stato senatore dal 2011 al 2025. Del resto, la questione non riguarda solo le Midterm di novembre. Non è infatti un mistero che Rubio sia considerato, insieme a JD Vance, uno dei possibili candidati alla nomination presidenziale repubblicana del 2028.
D’altronde, se il vicepresidente americano sta cercando di rafforzarsi nella gestione del processo diplomatico iraniano, il segretario di Stato si mantiene proattivo su due fronti: la promozione della Dottrina Monroe e la cura del dossier europeo. «Le opinioni del presidente, la delusione nei confronti di alcuni dei nostri alleati della Nato e della loro reazione alle nostre operazioni in Medio Oriente sono ben documentate», ha detto ieri, durante il vertice dei ministri degli Esteri della Nato a Helsingborg. Ha poi specificato che tali questioni dovranno essere «affrontate» nel corso del summit dell’Alleanza atlantica che si terrà a luglio ad Ankara. «È ovvio che gli Stati Uniti continuano ad avere impegni globali che devono onorare in termini di dispiegamento delle forze armate. E questo ci impone costantemente di riesaminare dove schieriamo le truppe», ha anche detto. Non dimentichiamo che, dopo aver annunciato il ritiro di 5.000 soldati dalla Germania, Trump ha comunicato l’invio di altrettanti militari in Polonia, legando esplicitamente la decisione al suo stretto rapporto con il presidente polacco, Karol Nawrocki. Questo testimonia la relazione articolata che vige tra il presidente americano e gli alleati della Nato. In tal senso, Trump si appoggia a Rubio perché si tratta della figura più focalizzata, all’interno della sua amministrazione, a mantenere in piedi le relazioni transatlantiche.
Insomma, il segretario di Stato (che in quanto consigliere per la sicurezza nazionale ad interim della Casa Bianca lavora a stretto contatto col presidente) sta gestendo due dossier - quello caraibico e quello europeo - di primo piano, tenendosi invece meno esposto rispetto alla spinosa questione iraniana, su cui lavora maggiormente Vance. È quindi chiaro come le principali partite geopolitiche che Washington si sta trovando ad affrontare vadano a intersecarsi con la campagna elettorale (ancora embrionale) del 2028.
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La casa circondariale di Perugia (Ministero Giustizia)
Cannevale, mercoledì, in un’intervista a questo giornale, aveva raccontato una storia incredibile: nel carcere di Perugia, le quattro salette colloqui sono state sottoposte a intercettazioni indiscriminate e sono stati ascoltati non solo un avvocato indagato e il suo cliente (entrambi sono sotto inchiesta per associazione per delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti), ma anche molti altri legali che con quella vicenda non hanno nulla a che vedere. E, fatto ancora più incredibile, quelle intercettazioni non solo non sono state interrotte o distrutte, ma sono state ascoltate e, benché ritenute irrilevanti, sono state inserite nel materiale investigativo e poste a disposizione delle parti processuali. «Con ciò moltiplicando e aggravando la violazione già consumata», evidenziano i penalisti.
Cannevale ci dà un aggiornamento della situazione, per come sta emergendo da un’attenta analisi degli atti processuali: «La collega Silvia Lorusso sta proseguendo l’ascolto delle registrazioni, nei limiti delle esigenze di difesa, ed è arrivata a individuare almeno 40 colloqui intercettati senza autorizzazione. Alla collega sembra di aver riconosciuto le voci di 12 o 13 avvocati illegittimamente intercettati. Una cosa curiosa, diciamo così, è che almeno una di queste registrazioni non autorizzate, nella quale si vede e si sente un avvocato a noi sconosciuto parlare con il suo cliente, ci è stata data in copia dalla Procura: l’hanno messa nello stesso file di un colloquio che ritenevano rilevante per le indagini».
In una di queste conversazioni è stata anticipata all’accusa anche la strategia processuale messa a punto da un avvocato in un procedimento diverso da quello per cui sono state attivate le captazioni: infatti il procuratore facente funzioni Gennario Iannarone è titolare pure di quel secondo fascicolo, oltre che di quello da cui è partito tutto.
La giunta dell’Unione delle Cameri penali italiane ha diramato ieri una delibera durissima su questa «sistematica e indiscriminata captazione dei colloqui tra detenuti e i propri difensori».
Nel documento i penalisti hanno riportato punto per punto quanto denunciato da Cannevale nell’intervista e le violazioni al diritto alla difesa da lui elencate.
Per gli avvocati «i fatti emersi a Perugia non possono essere confinati nella dimensione di una patologia locale o di un mero errore procedurale» e, per questo, «l’Unione delle Camere penali, portatrice dei valori del giusto processo e dei diritti della difesa» fa sapere di non poter «rimanere in silenzio dinanzi a violazioni di tale gravità».
I penalisti richiamano «con forza l’attenzione dell’opinione pubblica, delle istituzioni parlamentari e giudiziarie sul tema dell’effettività del segreto dei colloqui difensivi nei luoghi di detenzione» e chiedono che «le autorità competenti, ivi incluso il Consiglio superiore della magistratura, verifichino i fatti accaduti e ne traggano le conseguenze disciplinari e ordinamentali del caso».
Isabella Bertolini, consigliere laico in quota Fdi di Palazzo Bachelet, ha preso in carico la pratica: «Quanto emerso a Perugia rappresenta, qualora fosse appurato, un fatto gravissimo che colpisce l’inviolabile diritto alla difesa per qualsiasi persona sottoposta ad indagine penale, garantito dalla Costituzione. Mi attiverò al Consiglio superiore della magistratura per contribuire a fare chiarezza su quanto realmente accaduto».
La giunta dell’Unione Camere penali, di fronte a questo quadro preoccupante, ha deliberato «l’astensione dalle udienze e da ogni attività giudiziaria nel settore penale» per cinque giorni, dall’8 al 12 giugno e ha indetto «una manifestazione nazionale che si terrà l’11 giugno 2026 a Perugia».
La delibera, firmata dal segretario Rinaldo Romanelli e dal presidente Francesco Petrelli, è stata inviata al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, ai presidenti delle Camere, al premier Giorgia Meloni e al ministro della Giustizia Carlo Nordio. Il tutto per evitare che «episodi di questo genere», in mancanza di «risposta istituzionale e di adeguata denuncia pubblica» diventino «prassi consolidata».
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