Gentili lettori,

Ci è stata segnalata l'esistenza di un sito internet che spacciandosi per La Verità offre un fantomatico abbonamento telefonico a un servizio di news via sms. La nostra testata non fornisce alcun tipo di abbonamento telefonico.

Il testo del messaggio che potreste ricevere è il seguente

GIORNALISMO VERITA':

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Si tratta di uno dei tanti abbonamenti ingannevoli presenti sul web e sugli smartphone che si attivano, involontariamente, sul proprio cellulare navigando sul web e che sottraggono indebitamente diverse decine di euro al mese.

In questo caso, a essere sfruttato è il nome del nostro quotidiano e per tutelarci e tutelarvi abbiamo già provveduto ad agire legalmente segnalando la questione alle autorità competenti.

Vi chiediamo di inoltrare le vostre segnalazioni al nostro indirizzo email web@laverita.info e vi invitiamo, nel caso in cui foste incappati nella stessa truffa, a chiamare il vostro operatore telefonico e chiedere il blocco di questo genere di contenuti a pagamento o a contattare il Corecom, il Comitato regionale per le telecomunicazioni compilando l'apposito modulo online.

L'uscita dalla Corte d'Appello di Parigi di alcuni ex terroristi degli anni di piombo è stata particolarmente movimentata perché non era gradita la presenza di giornalisti. Come anticipato dallaVerità, oggi si è tenuta la prima udienza per nove ex terroristi rossi, per i quali l'Italia ha richiesto l'estradizione. Della cronaca dell'udienza parlerà l'edizione di domani della Verità.

Quello che vi mostriamo in questo video è relativo a quello che è accaduto dopo. Uscendo dal corridoio che porta alle aule delle udienze - dove era appostata la stampa - l'ex Br Roberta Cappelli - condannata all'ergastolo - ha subito minacciato «Vi denuncio perché hanno usato il mio viso che non si può utilizzare». A pochi passi da lei si trovava anche l'altra ex Br sulla quale pende un ergastolo, Marina Petrella giudicata anche nel processo Moro-Ter. Quest'ultima non ha parlato. In compenso, nei corridoi che conducono all'uscita del palazzo di Giustizia, alcuni simpatizzanti delle ex terroriste, hanno inveito contro i giornalisti cercando, in alcuni casi di strappare loro i cellulari con i quali stavano filmando la scena. I più agitati hanno gridato frasi come «non avete il diritto», «siamo in Francia», «lo conoscete il diritto all'immagine in Italia». C'è chi ha detto (in romanesco) ai cronisti «trovateve un altro mestiere» e «parlate delle vittime dello Stato». Anche l'avvocato Irène Terrel, legale di alcuni ex terroristi che ha rappresentato per anni anche Cesare Battisti, ha gridato «niente immagini, c'è il diritto all'immagini» e ha cercato di bloccare il passaggio a uno dei giornalisti. Anche una volta raggiunta la strada, una delle sostenitrici degli ex terroristi ha cercato di strappare il cellulare al nostro corrispondente. Nel tragitto che portava all'uscita dal tribunale, abbiamo posto delle domande a Roberta Cappelli ma non ha voluto rispondere. In particolare le abbiamo chiesto perché non aveva accettato l'estradizione e se risponderà prima o poi alla giustizia italiana. Abbiamo anche chiesto se aveva dei rimorsi per le vittime e - quando ci hanno chiesto se conoscevamo il diritto all'immagine - abbiamo domandato alla ex Br se conosceva i diritti delle vittime degli atti di terrorismo. Come detto; non abbiamo ottenuto alcuna risposta.

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Oltre a creare dipendenza, l'industria a luci rosse genera omuncoli che aspirano al sesso di gruppo, pronti a imitare la violenza vista sugli schermi. Un vero uomo invece non gode guardando altri avere rapporti, né nel vedere una donna umiliata e aggredita.
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