
«Fin da allora, si trattava di una posizione che l’Autonomia sviluppava contro la lotta armata così come veniva definendosi da parte delle Brigate Rosse».
«L’accusa di terrorismo è davvero inquietante e assai pesante. Le opinioni, anche quelle più deprecabili, non possono essere equiparate a condotte terroristiche». La prima dichiarazione è di Toni Negri, uno dei «cattivi maestri» degli anni di piombo, l’altra è di Luigi de Magistris, già sindaco di Napoli a lungo sostituto procuratore, sempre a Napoli. Su La settimana enigmistica da decenni si pubblica una rubrica intitolata: «Trova le differenze». Toni Negri fu perseguito eppure lui per anni si è difeso sostenendo che Autonomia operaia (movimento di cui era fondatore) era cosa diversa e opposta dal terrorismo brigatista. Oggi l’ex sindaco d i Napoli percorre la stessa parabola portando solidarietà al partito del Carc.
Quattro giorni fa a Napoli e a Firenze sono state eseguite delle perquisizioni, sequestrati telefoni e computer e indagate sei persone (tra cui un ragazzino) con queste ipotesi di reato: «Aver promosso, costituito, organizzato, diretto o finanziato un’associazione che si propone di commettere atti di violenza con finalità di terrorismo e di eversione che si richiama all’operatività delle Brigate Rosse e delle Nuove Brigate rosse (con l’aggravante di aver indotto a commettere il crimine anche un minorenne); aver fatto pubblicamente apologia dei delitti di terrorismo con richiami espliciti all’operatività delle Brigate Rosse e delle Nuove Brigate Rosse». Tra gli inquisiti a Napoli ci sono i vertici del Carc - Partito dei Comitati di Appoggio alla Resistenza per il Comunismo: un nome un programma - Paolo Babini, Igor Papaleo, Marco Coppola che hanno trovato un illustre difensore d’ufficio, appunto: Luigi de Magistris. Per il quale questi, che come progetto hanno quello di «cacciare il governo Meloni emulo dei fascisti», non sono compagni che sbagliano, ma compagni di strada. Il Carc - ha una storia ultratrentennale, è radicato in Campania e in Toscana - alle comunali di Napoli quando l’ex magistrato fu eletto sindaco tanto nel 2011 come nel 2016 gli assicurò un sostegno. Suscitando non poche polemiche. Chissà, forse in un impeto di gratitudine oggi de Magistris scrive: «Conosco da vent’anni i Carc e conosco alcuni degli indagati perquisiti dalla polizia giudiziaria, su ordine della Procura della Repubblica di Napoli, per il reato di associazione con finalità di terrorismo o di eversione dell’ordine democratico. Premetto che da ex magistrato nutro fiducia nella professionalità e nell’autonomia ed indipendenza della magistratura».
E però, ecco il giustificazionismo a sinistra «Ho partecipato a diverse iniziative organizzate dal partito Carc e non ho mai avuto la sensazione di trovarmi in un covo di terroristi. Eppure da magistrato mi sono occupato di mafie, terrorismo ed eversione dell’ordine democratico. Da ultimo mi avevano invitato, qualche giorno fa, a un incontro che aveva a oggetto l’attuazione della Costituzione. E la Carta costituzionale è l’antitesi del terrorismo ed è l’apoteosi della Resistenza. Con loro abbiamo sempre discusso, nella reciproca autonomia, di giustizia sociale, diritti costituzionali, lotta al sistema, contrasto alle mafie istituzionali, beni comuni, masse popolari. Mai in nessuna discussione, in nessun incontro, in alcun dibattito, ho avuto la percezione di alcuna simpatia, nemmeno lontana, per stagioni buie e tragiche della nostra Repubblica».
Però, consentirà l’ex sindaco di Napoli, delle due l’una: o sbagliano i compagni del Carc o sbaglia chi li indaga per aver «costituito un’associazione con finalità di terrorismo». E invece per Luigi de Magistris tertium datur perché: «L’accusa di terrorismo è davvero inquietante e assai pesante. Le opinioni, anche quelle più deprecabili, non possono essere equiparate a condotte terroristiche. Se qualcuno inneggia al terrorismo e alle Brigate rosse non avrà di certo il mio sostegno, ma sinora, almeno nella mia città, io ho visto il partito dei Carc sempre schierato dalla parte dei più deboli, della giustizia, dei diritti, della Costituzione e del popolo. Le opinioni sono una cosa, il terrorismo è un’altra cosa».
L’ex magistrato de Magistris fa un passo in più: «Il terrorismo che in questo momento conosco e che vedo purtroppo impunito è quello che si è consumato contro il popolo palestinese anche con la complicità del governo italiano». Il Carc non avrebbe saputo dirlo meglio.






